b2eyes today

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by Fabiano Editore
Season 1

Nau! si consolida nelle Marche

Con la recente apertura di Pesaro l’insegna ha avviato il suo sesto store nella regione Il nuovo punto vendita Nau! di Pesaro, in via Branca (nella foto), nel cuore della città marchigiana, si sviluppa su circa 90 metri quadrati e occupa quattro addetti. Si tratta di «uno spazio capace di raccontare la nostra identità attraverso design e attenzione all'ambiente e alle persone, esprimendo i valori che ci guidano da oltre vent’anni - spiegano a b2eyes TODAY dalla sede di Castiglione Olona - Al centro ci sono i nostri occhiali, che dalla produzione arrivano ai negozi Nau! per dare grande valore a chi ci sceglie». I monomarca dell’insegna sono oggi circa 150 tra diretti e affiliati, in Italia e all’estero. Nelle Marche Nau! si trova anche ad Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Senigallia. A cura della redazione

Ponzin alla kermesse del Faro di Capel Rosso

Il presidente della Fondazione Banca degli Occhi è stato invitato all'evento culturale dell'Isola del Giglio, nella struttura che fa capo alla famiglia proprietaria di Cso: il 18 luglio presenterà il suo ultimo libro, “Il gesto dell'ombrello e altri racconti” Il Faro di Capel Rosso (nella foto, a sinistra), uno dei luoghi più suggestivi dell’arcipelago toscano, si conferma anche quest'anno un palcoscenico importante per la cultura. Dopo la rassegna cinematografica dell'estate 2025, il ciclo di iniziative estive aperte al pubblico si arricchisce di un nuovo capitolo dedicato alla letteratura: protagonista dell'evento inaugurale, in programma il 18 luglio, sarà Diego Ponzin (nella foto, a destra), oftalmologo e scrittore, che presenterà il volume Il gesto dell'ombrello e altri racconti, pubblicato da Castelvecchi Editore. Ponzin, presidente della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto e recentemente insignito dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per il contributo offerto alla medicina e alla ricerca nel settore oftalmologico, è stato invitato alla kermesse ospitata nel Faro di Capel Rosso. Interamente ristrutturato e gestito dalle sorelle Mura, proprietarie di Cso, l’azienda di Scandicci specializzata in strumenti oftalmici per centri ottici e studi oculistici, il Faro si trova nel punto più estremo dell'Isola del Giglio, il paesaggio ideale per dialogare su questa opera con chi «ha fatto della visione, della cura dello sguardo e della luce il cuore del proprio lavoro - si legge in una nota di Cso - Ponzin raccoglie dieci racconti dedicati al ciclo della vita, nei quali ogni fine alimenta nuovi inizi: personaggi sospesi tra ironia e vertigine scoprono che la letteratura, oltre a essere linguaggio e intrattenimento, può diventare anche un percorso di conoscenza, crescita e guarigione». «Attraverso il paradosso, l'umorismo e la provocazione cerco di sottrarre la morte alla retorica e al silenzio, restituendole una dimensione umana: ridere della morte non significa negare il dolore, ma riconoscere che anche l'ironia può essere una forma di lucida libertà», afferma nel comunicato Ponzin, che ha già alle spalle diverse produzioni letterarie. L'incontro con l’oculista veneto rientra in un ciclo di appuntamenti estivi aperti a tutti e «si inserisce nella tradizione di eventi culturali che negli ultimi anni hanno trasformato Capel Rosso in un luogo di dialogo e riflessione - ricorda nella nota Viola Mura, responsabile della comunicazione di Cso - La presentazione sarà impreziosita da qualche commento musicale di Sara Sgarabottolo, giovane cantautrice padovana, con la quale l'autore collabora». A cura della redazione

Berton: la competitività passa anche dal saper leggere la geopolitica

Ha preso il via il nuovo progetto realizzato da Anfao e Confindustria Belluno Dolomiti con il contributo scientifico dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, ospitato il 30 giugno nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi di Padova. Il prossimo appuntamento si terrà il 9 settembre con un webinar di approfondimento Il primo appuntamento di Scenari-Le sfide di domani, ciclo di incontri nato con l'obiettivo di offrire strumenti di analisi e chiavi di lettura per comprendere le grandi dinamiche economiche e geopolitiche che stanno ridefinendo gli equilibri mondiali, ha visto al centro del confronto Monica Maggioni, giornalista e scrittrice, Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi, e la presidente di Anfao e Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton. «Le riflessioni emerse sugli effetti delle tensioni internazionali, delle nuove politiche commerciali e dei profondi cambiamenti che stanno ridisegnando gli assetti economici globali hanno evidenziato come l’abilità di interpretare i fenomeni in corso rappresenta oggi un elemento decisivo per orientare le scelte delle imprese - si legge in un comunicato congiunto - Il contesto internazionale è adesso caratterizzato da un livello di interconnessione senza precedenti, in cui geopolitica, energia, tecnologia e intelligenza artificiale si influenzano reciprocamente, rendendo sempre più difficile leggere i singoli eventi come fenomeni isolati. Dalle tensioni in Medio Oriente al conflitto in Ucraina, dal progressivo mutamento della leadership globale al ritorno di politiche protezionistiche, fino alle sfide legate ai costi dell'energia, all'inflazione e alla trasformazione digitale, il confronto ha spiegato come interpretare la situazione internazionale rappresenti ormai un elemento imprescindibile per le decisioni strategiche delle imprese». In questo ambito l'intelligenza artificiale, indicata come uno dei principali fattori destinati a ridefinire competitività, organizzazione e produttività, non rappresenta più soltanto una tecnologia emergente, ma una leva decisiva da integrare nei processi aziendali per sostenere l'innovazione, migliorare la capacità decisionale e affrontare con maggiore efficacia uno scenario in continua evoluzione. «In un contesto caratterizzato da crescente instabilità e da regole internazionali in costante mutamento, l’attitudine ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti rappresenta un fattore competitivo tanto quanto la competenza di interpretarli - prosegue la nota - Per le aziende diventa quindi fondamentale sviluppare una maggiore flessibilità strategica, ripensando costantemente mercati, investimenti e modelli organizzativi». «La competitività si costruisce anche attraverso l’abilità di leggere la geopolitica, le dinamiche economiche e l'evoluzione dei mercati che influenzano direttamente le strategie industriali - dichiara nella nota Berton - Per questo abbiamo voluto creare questo format: uno spazio di approfondimento che metta a disposizione delle imprese informazioni autorevoli, strumenti di analisi e occasioni di confronto, affinché possano prendere decisioni sempre più consapevoli. Le nostre aziende hanno tutte le competenze per affrontare tale fase di cambiamento, continuando a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali attraverso innovazione, qualità e una crescente diversificazione». Il ciclo di incontri proseguirà il 9 settembre con il primo webinar di approfondimento, dedicato all'analisi dei principali fattori economici e geopolitici destinati a incidere sulla competitività del made in Italy (nella foto, da sinistra: Paolo Magri, Lorraine Berton e Monica Maggioni). A cura della redazione

Fluxus Eyewear: per Arena lancia Fulmine 2.0 e Saetta 2.0

Due nuovi modelli ampliano la collezione del marchio sportivo in licenza all’azienda modenese: le proposte puntano a interpretare l’incontro tra innovazione tecnica, design contemporaneo e cultura della performance Interamente realizzati in Italia da Fluxus Eyewear, i nuovi modelli, per i quali l’azienda ha collaborato con Frank Stephenson Design, rappresentano l’evoluzione dell’identità di Arena, portando il suo dna sportivo oltre il mondo dell’acqua e dentro il lifestyle contemporaneo, «Ispirata alle forme fluide di squali, delfini e meduse, la collezione unisce performance, armonia e stile – si legge in un comunicato di Fluxus Eyewear - Fulmine 2.0 (nella foto sotto) e Saetta 2.0 (nella foto sopra) rappresentano l’espressione più avanzata della performance Arena Eyewear: due modelli sportivi caratterizzati da una lente dal design ancora più aggressivo e da una struttura alleggerita, progettati per garantire una copertura visiva superiore, stabilità e comfort anche nelle condizioni sportive più intense». Realizzati in Rilsan, materiale che punta su leggerezza, flessibilità e resistenza, integrano lenti in policarbonato con protezione UV e trattamenti tecnici avanzati. «Per un fit ancora più personalizzato, entrambi i modelli sono dotati di nasello regolabile e aste regolabili, che consentono un adattamento ottimale alle diverse conformazioni del viso, assicurando tenuta durante l’attività sportiva», prosegue la nota. «Fulmine 2.0 e Saetta 2.0 rappresentano l’evoluzione naturale dei nostri best seller – spiega nel comunicato Gabriele Ferrini, ceo di Fluxus Eyewear - Abbiamo lavorato per ridurne il peso del 5%, migliorando comfort e performance, e ampliato la gamma con nuove versioni fotocromatiche e il primo modello polarizzato». A cura della redazione

Most Influential Women in Optical Europe: sette italiane tra le premiate

Barbara Salimbeni, Giulia Ponti, Matilde Ronzoni, Caterina Ghezzi, Karin Schena, Lorraine Berton e Sabrina Lotto entrano nella prima edizione europea del riconoscimento promosso da 20/20 Europe, Vision Monday e Jobson Optical Group L'Italia si ritaglia un ruolo di primo piano nella prima edizione europea del riconoscimento Most Influential Women in Optical, l'iniziativa lanciata da 20/20 Europe in collaborazione con Vision Monday e Jobson Optical Group per valorizzare le professioniste che stanno contribuendo a trasformare il settore ottico nel continente. Sono sette le italiane inserite tra le 26 vincitrici. Nella categoria Business Leaders è stata premiata Barbara Salimbeni di Marchon Eyewear, riconosciuta per il ruolo di leadership e la capacità di guidare la crescita aziendale in un mercato sempre più competitivo e internazionale. L'Italia è particolarmente rappresentata tra le Rising Stars, dove figurano Giulia Ponti di Swiss Eyewear Group, Matilde Ronzoni di Hoya Vision Care e Caterina Ghezzi di House Of Modo: la categoria è dedicata alle professioniste emergenti che stanno assumendo responsabilità sempre più rilevanti e che vengono considerate tra i futuri punti di riferimento dell'industria. Karin Schena di Eyepol Europe si è invece distinta nella categoria Business Leader per la sua capacità di condurre la propria azienda verso lo sviluppo. Due riconoscimenti arrivano anche nella categoria Mentors, riservata a chi investe nella guida delle persone e nella formazione dei talenti. Tra le premiate figurano Lorraine Berton, presidente di Anfao e Mido, e Sabrina Lotto di Menicon Soleko, apprezzate per il contributo alla crescita e alla valorizzazione delle competenze professionali. Tutte le vincitrici (nella foto, da 20/20europe.com) saranno celebrate ufficialmente il 25 settembre durante Silmo 2026, in occasione del primo evento dedicato alle Most Influential Women in Optical European Edition A cura della redazione

Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: via libera al riordino della disciplina

Il 2 luglio la Commissione XII Affari Sociali della Camera ha approvato l’emendamento, a firma della relatrice Marta Schifone, al disegno di legge A.C. 2700 in materia di professioni sanitarie. Confcommercio e Federottica esprimono soddisfazione, confidando che sia un primo passo verso la formalizzazione di nuove competenze, alla luce dell’evoluzione anche tecnologica della professione Il testo approvato nei giorni scorsi dalla Commissione della Camera dei Deputati introduce tra i principi e criteri di delega al governo la razionalizzazione e l’aggiornamento della disciplina delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie, mantenendo invariato l’inquadramento secondo la normativa vigente. «L’aggiornamento della normativa in materia di arti ausiliarie disciplinate da Regolamenti obsoleti che risalgono al 1928 era necessaria ormai da troppo tempo - dichiara in una nota congiunta Confcommercio-Federottica Anna Rita Fioroni, presidente di Confcommercio Professioni - Esprimiamo perciò soddisfazione per l’approvazione e riteniamo che sarà ora determinante che tali indirizzi trovino piena attuazione in base alle effettive trasformazioni ed esigenze delle professioni nei successivi decreti delegati». «Il decreto delega per ridefinire i parametri delle professioni sanitarie, formalizzato dal Parlamento a favore del Governo, che per le arti ausiliarie aveva bisogno di una modifica al testo, è stato ora integrato: ci siamo arrivati, saremo seduti ai tavoli della discussione e questo è già un risultato importante – spiega a b2eyes TODAY Andrea Afragoli (nella foto), presidente di Federottica - L'imperativo, ora, è tentare un ammodernamento, una rivisitazione del ruolo storico dell’ottico ancora come arte ausiliaria, ma con una serie di paletti rivisti alla luce dello sviluppo tecnologico e delle competenze introdotte dal Decreto Interministeriale del 2018 e in esso previste all’interno dei cicli scolastici, formalizzate dai ministeri di riferimento». Da circa un quarto di secolo, quando furono istituite le lauree triennali professionalizzanti, come quelle per infermieri, fisioterapisti o tecnici ortopedici, ad esempio, non si metteva mano così approfonditamente alla materia. Secondo Afragoli, «con l’approvazione di questo emendamento si è rimesso in moto un meccanismo, relativo al riordino delle mansioni dell’ottico, che era fermo da troppo tempo: siamo ritornati in pista per discuterne, all’interno di un importante contenitore, quello della riforma delle professioni sanitarie, che proprio di tali aspetti si occupa - dice ancora al nostro quotidiano il presidente di Federottica - Senza questo emendamento saremmo stati esclusi dalla discussione: in questo modo, invece, manteniamo lo status di arte ausiliaria ma possiamo confrontarci con le autorità preposte sul futuro mansionario, alla luce delle nuove esigenze professionali e, soprattutto, di quelle degli utenti finali» Angelo Magri

Dai Optical: con Luxir una resa cromatica superiore nelle lenti ad alto indice

La nuova tecnologia di colorazione dell’azienda oftalmica punta a garantire tonalità più intense, uniformi e brillanti, offrendo così ulteriori opportunità di personalizzazione Dai Optical amplia la propria offerta con Luxir (nella foto, l’immagine di campagna), la nuova generazione di colorazioni sviluppata per assicurare una resa cromatica superiore sulle lenti ad alto indice. «La soluzione nasce per superare i limiti delle colorazioni tradizionali, offrendo tonalità più intense, uniformi e brillanti e preservandone profondità e fedeltà - si legge in un comunicato dell’azienda pugliese - Grazie a un avanzato processo di colorazione, le lenti mantengono quindi una maggiore luminosità e una resa estetica più stabile nel tempo, valorizzando ogni tonalità con un effetto visivo distintivo ed elegante». In un mercato sempre più orientato alla personalizzazione, per Dai Optical il colore rappresenta un elemento determinante nella scelta della lente. «Con Luxir l’obiettivo è mettere a disposizione degli ottici uno strumento in grado di coniugare qualità estetica e prestazioni, contribuendo a differenziare l'offerta e ad arricchire il valore della proposta al cliente finale», conclude la nota. A cura della redazione

Rodenstock: a Cattorini le tecnologie premium del gruppo

Dal 1° luglio la professionista, che porta con sé competenze acquisite in due decenni nell’industria dell’ottica, è entrata a far parte del team vendite in un nuovo ruolo per l’azienda oftalmica: riportando al country sales manager Paolo Schieppati, ha il compito di supportare la crescita commerciale di B.I.G. Vision e, per optovision, di Widrme Con oltre vent'anni di esperienza nel settore maturata in aziende di riferimento come Johnson & Johnson Vision Care, Bbgr-EssilorLuxottica, Filab e Optovista, Chiara Cattorini (nella foto) porta in Rodenstock un importante patrimonio di competenze commerciali, tecniche e relazionali. «Laureata in Ortottica e Assistenza Oftalmologica presso l'Università degli Studi di Milano, nel corso della sua carriera ha sviluppato una profonda conoscenza del mercato, distinguendosi per la capacità di creare valore per i clienti e supportare efficacemente le reti di vendita», si legge in un comunicato di Rodenstock Italia. «Affronterò questa nuova sfida con grande energia, mettendo a disposizione la mia esperienza per collaborare attivamente con gli agenti e tutto il team aziendale e rafforzare le relazioni con i partner, contribuendo alla crescita del portfolio B.I.G Vision e Widrme», dichiara nella nota Cattorini, che ricopre il ruolo di business development manager premium technologies per la filiale italiana del gruppo. «La consolidata esperienza di Chiara nel settore, unita alla sua forte conoscenza del mercato e delle dinamiche commerciali, rappresenta un valore aggiunto significativo per Rodenstock - commenta nel comunicato Dario Tresca, che ha di recente assunto la carica di general manager di Rodenstock Italia - Sono certo che il suo contributo sarà determinante per sostenere lo sviluppo delle nostre tecnologie premium e per affiancare la nostra forza vendita nel cogliere nuove opportunità di crescita sul territorio». Con questo inserimento Rodenstock conferma il proprio impegno nell'investire su competenze di alto profilo e nel rafforzare ulteriormente il supporto alla rete commerciale, con l'obiettivo di offrire ai partner soluzioni sempre più innovative, un servizio di eccellenza e rafforzare la prossimità ai clienti ad alto potenziale. A cura della redazione

Expo Ottica Sud 2026 si consolida a Catania

Il polo espositivo Sicilia Fiera di Misterbianco ospiterà anche quest’anno il salone organizzato da Eleventi, in calendario dal 10 al 12 ottobre: il 90% degli espositori ha già riconfermato la propria presenza Archiviata nel 2025 una decima edizione che ha richiamato circa 1.800 presenze e 80 espositori (nelle foto sotto), Expo Ottica Sud torna a Catania: ospitata nel padiglione C2 del centro Sicilia Fiera, che offre un’area espositiva di oltre 5 mila metri quadrati lordi, la manifestazione si avviava già a fine giugno al tutto esaurito, rivela a b2eyes TODAY la società organizzatrice Eleventi. «Questo centro fieristico, moderno, funzionale e facilmente raggiungibile, l’anno scorso è piaciuto a tutti e lo abbiamo subito scelto nuovamente come location – spiegano da Eleventi – La planimetria è la stessa della precedente edizione e puntiamo ad avere il sold out con un’ottantina di espositori: a oggi, il 90% delle aziende, circa una settantina, hanno riconfermato la partecipazione e alcune tra queste hanno riservato degli stand più ampi rispetto al passato. Ci sono poi delle new entry e da qui a settembre siamo sicuri di riservare tutti gli spazi disponibili, anche per coloro che hanno deciso con qualche ritardo. L’alta percentuale di riconferme ci lascia sempre piuttosto colpiti e ci sprona a continuare a essere costantemente attenti e vicini alle richieste degli espositori». La fiera, che accoglierà player dei diversi settori merceologici del comparto richiamando professionisti del settore ottico e optometrico provenienti principalmente dal sud Italia e da Malta, con presenze anche dal centro nord, anche per quest’anno non si focalizzerà sugli incontri formativi, che però restano un progetto futuro. «Essendo collocati nello stesso padiglione dello scorso anno, abbiamo deciso di non togliere spazi all’area espositiva – aggiunge la segreteria organizzativa – Ci piacerebbe però per la prossima edizione occupare pure quello attiguo, e allora potremo considerare di organizzare appuntamenti di taglio tecnico-scientifico e convegni in partnership con altre realtà come era già nelle nostre intenzioni». In vista dell’appuntamento di metà ottobre, Expo Ottica Sud svela inoltre la sua nuova identità visiva (nella foto sopra). «Una campagna che non è solo promozione, ma un tributo profondo alle radici territoriali e all’eccellenza del comparto ottico del Mezzogiorno - commentano gli organizzatori in una nota - Volevamo che l'immagine di Eos 2026 trasmettesse immediatamente l'accoglienza, il calore e la bellezza della Sicilia, con un linguaggio grafico pulito e moderno: l'ottica è moda, protezione, ma soprattutto identità». Nicoletta Tobia

Forum della Vista: il Crm che fa vendere, i follower che diventano clienti

Il cosiddetto Customer Relationship Management non è una macchina che spedisce messaggi, ma un modo di pensare l’utente finale quando non è in negozio. All’evento in scena a Bari l’8 e 9 novembre questa idea sarà al centro del confronto con la filiera ottica: la tecnologia arriva dopo il metodo, mai prima Nel progetto 2x che illustrerò al Forum della Vista 2026 il Crm diventa regia, non archivio. Non basta infatti un database che ricorda nomi: occorre un sistema che attivi comportamenti, segmenti i clienti per bisogni e stili di vita, organizzi tempi e contenuti del contatto, misuri i ritorni. Tre principi guidano la relazione: nasce appunto da una scelta relazionale, non riempie un database ma dà continuità al rapporto, non sostituisce il valore umano del punto vendita ma lo rende costante nel tempo. Il cuore del progetto 2x è il cerchio dei 36 mesi: la relazione triennale che tiene vivo il legame tra primo acquisto e rinnovo, coordinando servizio e proposta commerciale in un unico percorso misurabile, dove ogni contatto ha un motivo e un momento preciso. Un cameo in grado di arricchire la riflessione sul Crm che aiuta a vendere sta nel nuovo libro Holy Fan. Da follower a fan a cliente di Luca Vanin, il quale sarà uno dei relatori del Forum 2026. Il volume descrive i social come una realtà parallela, con regole proprie diverse da quelle del mondo reale, e indica il percorso per uscirne con un business solido: dall’essere visto all’essere creduto, da creduto ad avere fan, da fan a clienti paganti e ricorrenti. Un avvertimento centrale del testo è che accumulare follower non basta, se non si costruiscono fiducia reale e un sistema che la trasformi in acquisto continuativo. Un concetto che nell'ottica calza a pennello: il professionista che presidia i social senza una regia relazionale rischia di collezionare “mi piace” senza mai trasformarli in appuntamenti, misurazioni, acquisti. Il Crm è lo strumento che chiude quel cerchio, portando online e offline dentro un'unica strategia. Al prossimo Forum della Vista non presenterò, insieme a Vanin, un software “umano”, bensì un metodo che aiuti l'ottico a vendere di più, meglio e a lungo termine, mettendo la relazione con il cliente, non con i social, al centro. Perché non è il cliente a dover tornare da noi: siamo noi a dover restare nella sua vita. Nicola Di Lernia
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