b2eyes today

b2eyes today

by Fabiano Editore
Season 1

Safilo, completata l’acquisizione di Spy+ e Serengeti

L’operazione, che comprende selezionati asset dei due brand in Europa, e il 100% delle azioni di due società dedicate operanti negli Stati Uniti e in Canada, è finalizzata a un ulteriore passo avanti nella strategia da parte del gruppo con sede a Padova di rilevare in maniera selettiva marchi in grado di rafforzarne il posizionamento in segmenti attrattivi e a elevato potenziale di crescita Safilo Group ha annunciato nei giorni scorsi il completamento dell’acquisizione di Spy+ e Serengeti da Bollé Brands, a seguito della firma di uno share and asset purchase agreement avvenuta l’11 maggio scorso e del soddisfacimento di tutte le consuete condizioni previste per il closing. Con tale operazione la multinazionale intende valorizzare il portafoglio di marchi di proprietà, che già include Smith, Carrera, Polaroid e Blenders. Si tratta di «un ulteriore importante passo nell’attuazione della nostra strategia: Spy+ e Serengeti sono brand altamente complementari al portafoglio Safilo e pienamente coerenti con il focus del gruppo sullo sport e sull’occhialeria di alta qualità - commenta in una nota Angelo Trocchia (nella foto), amministratore delegato di Safilo Group - Spy+ è un marchio statunitense autentico e ben consolidato che rafforza la nostra presenza nel canale sport e outdoor accanto a Smith e Blenders, consentendo un posizionamento multibrand ancora più efficace su diverse fasce di prezzo. Serengeti, grazie alla sua lunga tradizione e alla tecnologia d’eccellenza delle sue lenti minerali, rappresenta per Safilo un’importante opportunità nel segmento premium e high-end, ampliando la nostra capacità di presidiare la fascia più alta del mercato con un'offerta distintiva di eyewear orientato alla performance e alla qualità. Ci attendiamo che l'integrazione di questi due marchi consenta di sostenere la crescita e migliorare nel tempo l’efficienza operativa, generando sinergie sia sul fronte dei ricavi sia dei costi, facendo leva sulla nostra supply chain globale, la piattaforma distributiva e le capacità direct-to-consumer». Il comunicato ricorda, inoltre, che nel 2025 Spy+ e Serengeti hanno generato complessivamente vendite per circa 39 milioni di dollari. «Il corrispettivo dell’operazione è pari a 24,6 milioni di dollari ed è stato finanziato attraverso le risorse finanziarie disponibili del gruppo», conclude la nota. A cura della redazione

Padova: un approccio trasversale al comfort al centro del Meeting 2026

Sarà il tema, declinato nei diversi ambiti specifici delle professioni dell’eyecare, dell’appuntamento interdisciplinare organizzato dalla territoriale di Federottica in collaborazione con la Confcommercio e l’Università locali, in programma il prossimo 16 novembre Il Meeting 2026 di Ottica e Optometria Mario Masiero, giunto alla tredicesima edizione e rivolto a ottici e optometristi, studenti di ottica e optometria, oftalmologi, medici specializzandi in oculistica e ortottisti, verterà sul comfort, analizzato a tutto tondo in ogni aspetto legato alla visione grazie al contributo di relatori appartenenti all’area medica e a quella ottico optometrica, ma non solo. «È un tema che avevamo trattato una decina di anni fa e aveva riscosso molto interesse, pertanto lo riprenderemo, affrontandolo però anche alla luce delle innovazioni sviluppate in tempi recenti, non ultima l’intelligenza artificiale – spiega a b2eyes TODAY il presidente di Federottica Confcommercio Padova, Renzo Colombo - Il titolo non è ancora definitivo, a ogni modo approcceremo l’argomento focale in modo trasversale: a livello di lenti oftalmiche, di lac, di sport e visual training, di montature pediatriche, di esperienza dell’utente finale e così via». Tra i relatori già confermati, anticipa Colombo, ci saranno, oltre al direttore del Centro oculistico San Paolo all'Ospedale Sant'Antonio di Padova, Alessandro Galan, con il quale la territoriale collabora proficuamente da anni su diverse iniziative, gli oftalmologi Clorinda Crudeli e Antongiulio Catania, oltre a Laura Sarti, la quale, dopo la laurea in Ottica e Optometria, ha conseguito anche quella in Medicina ed è specializzata appunto in oftalmologia, e all’ortottista Samantha Arcoria. Per l’area ottico optometrica invece porteranno il proprio contributo Davide Colombo, Marino Formenti, Silvio Maffioletti, Giancarlo Montani, Anto Rossetti e Nicola Sammarco. Sarà presente inoltre il fisico Gianluca Ruffato, che aggiornerà la platea sui risultati delle sue ricerche e sulle sue più recenti valutazioni sulla luce rossa da un punto di vista chimico-fisico. «Ogni esperto, per le proprie competenze, declinerà quindi il tema del comfort in un determinato ambito, anche perché si presta a una trattazione interdisciplinare che abbraccia tutte le professioni, come abbiamo sempre voluto fare con i nostri Meeting, all’insegna di una proficua collaborazione tra le categorie», conclude Colombo (nella foto, un momento dell'edizione 2025 del Meeting). Nicoletta Tobia

Rodenstock: a Barberis Sud Europa e America Latina, a Tresca l’Italia

Nel nuovo ruolo il primo metterà a disposizione dei mercati di competenza l'esperienza maturata nel nostro paese e la profonda conoscenza del settore ottico, sviluppata sia nell'industria sia nel retail, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente il posizionamento dell’azienda e la diffusione della filosofia B.I.G. Vision; il secondo subentra in qualità di general manager per il canale ottico nazionale Massimo Barberis viene nominato vice president sales Southern Europe & Latam, assumendo la responsabilità delle attività commerciali in Italia, Spagna, Portogallo, Marocco, Cile, Brasile e Uruguay, «con l'obiettivo di sostenere le priorità strategiche del gruppo, accelerare la crescita nei mercati chiave e valorizzare le competenze manageriali sviluppate all'interno dell'azienda», sottolinea una nota di Rodenstock. Entrato in Rodenstock nel gennaio 2022 come general manager Italia, «Barberis ha condotto con successo un importante percorso di trasformazione della filiale italiana, contribuendo a un incremento a doppia cifra e rendendola una delle realtà più dinamiche del gruppo - prosegue il comunicato - Sotto la sua guida è stata realizzata una profonda evoluzione organizzativa, con il rafforzamento delle funzioni marketing, digital marketing & communication, eventi & PR e trade marketing per rendere Rodenstock non un semplice fornitore di lenti ma un vero partner di servizi dell’imprenditore ottico di oggi. In ambito product & training, tra le iniziative più significative figura la nascita della B.I.G. Vision Academy, che ha reso la formazione continua uno degli asset strategici dell'azienda. L’area vendite è stata potenziata negli anni per fare della vicinanza e migliore copertura gli elementi chiave per guidare la crescita della filiale italiana». Barberis è stato inoltre promotore dell'approccio multibrand del gruppo a livello nazionale, gestendo «l'integrazione di optovision nei processi organizzativi e nei sistemi informativi e introducendo un modello manageriale a matrice che ha favorito lo sviluppo coordinato dei due brand, nel pieno rispetto delle rispettive identità e unique selling proposition – ricorda la nota - La sua visione strategica ha portato anche all’apertura di nuove sedi territoriali per fare della prossimità un valore e un asset di servizio ai clienti». Barberis continuerà inoltre a ricoprire il proprio ruolo in Anfao, come presidente Gruppo Lenti, garantendo continuità ai progetti già avviati. «Questa nomina rappresenta per me un'importante opportunità di mettere a fattor comune l'esperienza maturata in Italia e di contribuire allo sviluppo di mercati caratterizzati da grandi potenzialità – dichiara il manager nel comunicato - Continueremo a investire nelle persone, nell'innovazione e nella vicinanza ai nostri clienti, portando in tutti i paesi della regione un approccio orientato alla crescita sostenibile e alla creazione di valore». Contestualmente, Dario Tresca viene nominato general manager Italia. Entrato in azienda nel gennaio 2023, ha assunto la funzione a livello europeo come transformation & commercial excellence director EU, ricoprendo in parallelo il ruolo di head of sales operations Germany. Nel corso della sua carriera ha maturato oltre quindici anni di esperienza internazionale nei settori dell'ottica, del medtech e della consumer technology, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità in organizzazioni multinazionali. «Nel suo incarico europeo ha guidato programmi di sales & customer service excellence in 24 paesi, sviluppando strategie commerciali, modelli organizzativi, iniziative di digitalizzazione, programmi di formazione e strumenti avanzati di analytics – si legge ancora nel comunicato - Tra i principali risultati si distingue il progetto di trasformazione della forza vendita in Germania, che ha contribuito a una significativo progresso delle performance commerciali».

Forum della Vista: come passare dai follower ai clienti con Vanin

L’esperto di web marketing, già protagonista negli anni scorsi di alcuni eventi online per la filiera dell’ottica, interverrà nella prima giornata dell’appuntamento in programma a Bari l’8 e 9 novembre Laureato in Filosofia e in Psicologia, con un dottorato in questa disciplina, Luca Vanin (nella foto), ceo e fondatore di WebinarPro, si occupa di formazione e comunicazione online ed è docente di Web Marketing all’Università di Milano-Bicocca. Ha recentemente scritto Holy Fan. Da follower a fan a cliente: il volume, disponibile su Amazon, è indirizzato a quanti vogliono costruire un pubblico che compra, non solo uno che li segue. Spiega, infatti, perché follower e clienti sono due cose distinte, come si crea la connessione tra le due e quale sistema commerciale serve per farlo in modo strutturato e continuativo. «Il follower ha premuto un pulsante. Il fan ha sviluppato una connessione emotiva reale. Il cliente ha deciso di investire. Confonderli è l'errore che costa più caro a chi lavora online - si legge nella presentazione sul sito di Amazon - Il libro spiega con riferimenti scientifici, case study e modelli teorici poco conosciuti come passare da un seguito sui social a utenti paganti e fidelizzati». Nicola Di Lernia, conduttore del Forum della Vista e curatore dei contenuti insieme a Fabiano Editore, che ha ideato e organizza l’evento, concorda sull’obiettivo di fondo di questo lavoro: valorizzare la propria visibilità e trasformarla in redditività. «Ed è il messaggio che il suo autore lancerà dal palco di Bari: anche per un centro ottico oggi è importante avere molti follower, ma risulta altresì fondamentale che tali follower possano concretizzarsi in consumatori intenzionati a entrare fisicamente in negozio e avere un’esperienza d’acquisto all’altezza – ricorda Di Lernia a b2eyes TODAY – Vanin spiegherà proprio tale concetto nel suo intervento al Forum 2026, arricchendo così ulteriormente l’offerta di ragionamenti e idee che arriverà ai partecipanti da altri due big del marketing e del mondo digital, come Giuseppe Stigliano e Maurizio Camisani Calzolari». A cura della redazione

Addio a Mo Jalie, il faro dell’ottica oftalmica

A fine maggio è scomparso a 85 anni lo studioso inglese, autore di uno dei testi fondamentali sulle lenti oftalmiche e protagonista per decenni dell'evoluzione della disciplina: Giancarlo Montani, che lo ha avuto ospite fisso al Convegno di Monopoli, lo ritiene il riferimento internazionale per questo segmento «È con grande tristezza che comunichiamo la scomparsa del professor Mohammed Jalie (nella foto, a destra, in un recente scatto), studioso e innovatore nel campo delle lenti oftalmiche, di fama internazionale», si legge sulla pagina LinkedIn dell’Association of British Dispensing Opticians. Membro dell'associazione britannica fin dalla sua prima iscrizione nel 1965, Jalie ha ricevuto nel 2002 la membership onoraria a vita. Come ricorda ancora l’Abdo, The Principles of Ophthalmic Lenses, il suo volume fondamentale giunto alla sesta edizione, continua a rappresentare un'opera di riferimento e un testo obbligatorio nel programma di studi per diventare fellow dell’Association of British Dispensing Opticians. «Nel corso della sua carriera ha scritto o co-firmato quasi 200 articoli accademici e tecnici e numerosi libri dedicati a lenti oftalmiche e a contatto, a tecniche di dispensazione e teoria ottica. Il suo lavoro pionieristico nella progettazione oftalmica, nel controllo delle aberrazioni e nella geometria delle superfici ha influenzato in modo significativo la moderna produzione delle lenti da vista e la pratica professionale. I suoi contributi in campo matematico e ottico hanno contribuito a colmare il divario tra l'ottica teorica e la progettazione pratica delle lenti, plasmando standard ancora oggi adottati a livello internazionale», prosegue l’associazione britannica. Anche in Italia Jalie era una figura molto conosciuta e apprezzata, in particolare per il suo legame con il Convegno di Monopoli, al quale aveva partecipato fin dalla prima edizione, quasi vent’anni fa. «Mohammed, meglio conosciuto come Mo, ha dato un importante contributo al nostro evento: sempre presente, solo nell’ultimo biennio si è collegato a distanza, come durante la pandemia Covid - ricorda a b2eyes TODAY Giancarlo Montani (nella foto, a sinistra, con Jalie, in occasione della seconda edizione del Convegno di Monopoli, nel 2009) docente e responsabile scientifico dell’evento pugliese - Era il riferimento internazionale dell'ottica oftalmica e, nonostante il suo prestigio e la sua conoscenza, non aveva mai smesso di mostrarsi umile e generoso: lo paragonerei a Sergio Momini, mancato nel 2024, avevano lo stesso tipo di comportamento verso colleghi e altri interlocutori. Pur avendo le carte in regola per avere un approccio distaccato, si dimostrava sempre disponibile con tutti: quindi oltre a essere stato un grande professionista, ha costantemente espresso una notevole umanità. Lo avevo incontrato le prime volte a Vinci e al The City College di Londra nei primi anni Novanta, quando, visibilmente emozionato, comprai uno dei suoi libri sull'ottica oftalmica: da allora sono trascorsi circa 35 anni e siamo rimasti costantemente in contatto e legati da una forte amicizia, anche con le rispettive famiglie. Mi addolora molto la sua scomparsa, che lascia un vuoto profondo nel mondo dell’ottica a livello internazionale». Angelo Magri

Certottica: gli smart glasses, da accessorio a strumento salvavita

Aiutare i soccorritori sul campo, collegandoli in tempo reale con i medici specialisti: è la finalità del progetto usARe, Studio di usabilità e accettabilità di soluzioni AR per il supporto al soccorso in emergenza, ricerca applicata condotta dal Center for Digital Health and Wellbeing della Fondazione Bruno Kessler di Trento e dall'area Ricerca e Sviluppo del gruppo di Longarone, che si è conclusa nelle scorse settimane L'idea del progetto è chiara: sfruttare le potenzialità degli smart glasses facendoli evolvere da accessorio tecnologico e di moda a vero e proprio strumento salvavita. UsARe ha proseguito infatti il lavoro di un altro progetto, S.O.S.-Smart Glasses a supporto della medicina d'emergenza e urgenza extraospedaliera nei contesti montani”, cofinanziato tramite Pnrr e che aveva visto impegnate Certottica Group ed EzLab sul tema. I risultati della precedente iniziativa sono stati approfonditi in questa nuova, che si è focalizzata su dispositivi provenienti direttamente dal mercato consumer per valutarne l’usabilità e la fruibilità in condizioni operative. «L'obiettivo primario è trasformare le tecnologie wearable da promettenti oggetti di laboratorio a strumenti concreti e salvavita - sottolinea in un comunicato di Certottica Group Oscar Mayora, capo dell’unità di ricerca sulla salute digitale presso la Fondazione Bruno Kessler, da tempo attiva nello studio della realtà aumentata per la riabilitazione e la cura - Il tele-soccorso permette infatti di annullare le distanze fisiche, mettendo l'esperienza del medico specialista letteralmente “negli occhi” di chi opera sul campo. Un supporto che si rivela determinante, ad esempio, per indirizzare correttamente il paziente verso le giuste strutture fin dai primissimi istanti, aumentando notevolmente le probabilità di successo nelle patologie tempo-dipendenti, la cosiddetta golden hour». Tra aprile e maggio scorsi, l'hangar del Soccorso Alpino di Belluno è diventato così il palcoscenico di simulazioni realistiche. Undici partecipanti, tra operatori e volontari del Soccorso Alpino, del Suem, il Servizio di urgenza ed emergenza medica, del servizio sanitario e delle associazioni Croce Rossa e Viola, si sono messi alla prova in scenari dinamici indoor e outdoor, ricreando interventi anche all'interno del vano di un'ambulanza. «La dinamica operativa testata è tanto semplice quanto rivoluzionaria: uno o due soccorritori operano sul paziente mantenendo le mani completamente libere indossando gli smart glasses - spiega la nota - Dall’altra parte un medico collegato dalla centrale operativa vede in tempo reale l'esatta prospettiva del volontario, guidandolo sulle azioni da compiere». I risultati delle misurazioni psicofisiologiche e dei focus group sono stati eccellenti: gli operatori hanno segnalato una forte facilità di utilizzo e un carico cognitivo estremamente basso. In altre parole, gli occhiali aiutano senza distrarre, risultando confortevoli anche in situazioni di forte stress emotivo, sebbene non siano mancate alcune criticità che hanno evidenziato le sfide da affrontare e superare. «Studio, innovazione, ricerca sono i fari che guidano la nostra azione: con lo sguardo al futuro, lavoriamo e collaboriamo insieme alle massime realtà nazionali ed europee, tanto in ambito aziendale quanto in campo universitario e di ricerca, affinché le nuove tecnologie ci possano aiutare ad affrontare le sfide del lavoro, della sicurezza e, in questo caso, della salute, con ricadute che per i territori montani spaziano dal turismo al sociale; allo stesso tempo, siamo in grado di restituire alle aziende produttrici un bagaglio di dati, ispirazioni e indicazioni fondamentali per progettare già oggi i dispositivi del domani», evidenzia nel comunicato l'amministratore delegato di CertotticaGroup, Corrado Facco (nella foto, una fase del progetto).

Floretina: un webinar sulla relazione tra visione e cervello per la classe medica

Con il supporto non condizionante di Zeiss Vision Care e organizzato in collaborazione con la piattaforma di aggiornamento continuo legata all’appuntamento scientifico internazionale dedicato alla retina, l’evento svoltosi lo scorso 22 giugno ha offerto una prospettiva multidisciplinare sulle più recenti evidenze scientifiche che collegano gli ambiti visivo e cognitivo, con importanti implicazioni per il benessere e la gestione clinica dei pazienti “See Better to Think Better: When the Eye Becomes the Brain” (nella foto, la locandina) è il titolo del seminario online realizzato da Floretina con Zeiss, seguito da oltre 660 utenti unici tra oculisti e ortottisti collegati da 21 paesi: un incontro dedicato alla neurovisione, al carico cognitivo e alle più recenti evidenze scientifiche nella gestione della presbiopia e della miopia pediatrica con lenti oftalmiche di ultima generazione, un argomento molto attuale, che rappresenta un approccio nuovo per la classe medica. «Focus del webinar è stato la visione considerata non soltanto come funzione ottica, ma come un processo neurocognitivo che coinvolge anche il cervello e che, soprattutto, può influenzare l'attenzione, la concentrazione e la prestazione di una persona nello svolgere un compito, oltre al benessere generale nella vita quotidiana – spiega a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - L’appuntamento ha riunito esperti autorevoli nel campo delle neuroscienze, dell’oftalmologia e dell’ottica, avviando un confronto multidisciplinare per argomentare e approfondire il legame tra l'elaborazione visiva, lo stress neurovisivo e il carico cognitivo: un tema sempre più rilevante nella società d’oggi, altamente digitalizzata, in cui siamo stimolati in maniera continuativa da informazioni e da imput visivi». Annalisa Bosco, docente e ricercatrice del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie presso l’Università di Bologna, che ha collaborato agli studi alla base della tecnologia Zeiss NeurOptix che caratterizza le lenti ClearMind, nel suo intervento ha illustrato come la retina e le vie ottiche, parte integrante del sistema nervoso centrale, partecipino alla codifica neurale dell'informazione che arriva all'occhio, influenzando i processi cognitivi, l'attenzione, la concentrazione e il benessere generale. «A tale proposito Bosco ha approfondito gli studi condotti con l'Università di Tübingen, che hanno dimostrato proprio la relazione tra una visione nitida o sfocata e l’impatto sul carico cognitivo - prosegue Abbate - Successivamente gli oculisti Luca Buzzonetti e Giancarlo Iarossi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno affrontato lo stress neurovisivo e le sue implicazioni dal punto di vista clinico e spiegato in che modo la miopia e la presbiopia possono essere interpretate non solo come un difetto refrattivo a sé stante, ma come una condizione funzionale che può compromettere il comfort visivo della persona anche nella propria attività quotidiana. Infine Giancarlo Montani, docente del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università del Salento, è andato ad approfondire come le soluzioni ottiche possono gestire il segnale che arriva alla retina, ottimizzandone l’effetto a livello cerebrale e il loro impatto sulla vita reale».

Rodenstock, 70 dépistage per i dipendenti de Il Sole 24 Ore

Il 24 giugno a Milano si è svolta la giornata dedicata al benessere visivo organizzata dal gruppo editoriale, nell'ambito del suo programma Welfare, in collaborazione con l’azienda oftalmica. Un nuovo appuntamento è già previsto a settembre, per ampliare l'accesso all'iniziativa L’attività, rivolta a tutti i collaboratori de Il Sole 24 Ore (nelle foto), ha consentito di effettuare gratuitamente controlli dell'efficienza visiva attraverso le tecnologie biometriche di ultima generazione di Rodenstock. Tenutasi presso la sede milanese del gruppo, «ha registrato un interesse superiore alle aspettative: il calendario delle prenotazioni è andato completamente esaurito nel giro di poche ore dall’apertura delle adesioni, a testimonianza della crescente attenzione verso i temi della prevenzione e del benessere – spiega una nota di Rodenstock Italia - Sono stati realizzati circa 70 test visivi, coinvolgendo altrettanti dipendenti: le valutazioni sono state effettuate utilizzando il DNEye Scanner di Rodenstock e il frontifocometro, impiegato per verificare la correttezza dell'equipaggiamento visivo già in uso». Il comunicato ricorda che la scelta di Rodenstock come partner del progetto nasce dalla volontà del Gruppo Il Sole 24 Ore di mettere a disposizione dei propri collaboratori le tecnologie più avanzate in ambito visivo. «La leadership dell'azienda nel campo della biometria applicata alle lenti oftalmiche e la precisione della sua strumentazione hanno rappresentato la combinazione ideale per un'iniziativa orientata all'innovazione e alla prevenzione», vi si legge. «Il benessere visivo è un elemento fondamentale del benessere delle persone e della loro qualità di vita, soprattutto in contesti professionali caratterizzati da un utilizzo intensivo degli strumenti digitali – afferma nella nota Daniela Poletti, head of marketing di Rodenstock Italia - Siamo orgogliosi di aver collaborato con il Gruppo Il Sole 24 Ore a un progetto che mette concretamente la tecnologia Rodenstock al servizio delle persone e che ha ottenuto una risposta così positiva da parte dei dipendenti». Secondo i promotori, il successo dell'iniziativa conferma, inoltre, come proprio il benessere visivo stia assumendo un ruolo sempre più centrale all'interno delle politiche di welfare aziendale: per questo motivo le due realtà sono già al lavoro per organizzare una nuova giornata di dépistage visivi a settembre, con l'obiettivo di ampliare ulteriormente la platea dei beneficiari e garantire a un numero ancora maggiore di dipendenti l'accesso gratuito alle tecnologie di misurazione Rodenstock e alle lenti biometriche B.I.G. «L'appuntamento autunnale consentirà di rispondere all'elevata domanda emersa durante la prima edizione e di consolidare una collaborazione che mette al centro innovazione, prevenzione e benessere delle persone», conclude il comunicato. A cura della redazione

Padova: la luce al centro del dialogo tra ricerca, formazione e professione

Il terzo Congresso di Ottica e Optometria che fa capo all'Università di Padova si è tenuto il 18 maggio scorso: l’obiettivo degli organizzatori è continuare a proporre un appuntamento interdisciplinare di confronto sullo stato dell’arte nelle scienze della visione La prestigiosa cornice dell'Archivio Antico di Palazzo del Bo dell’ateneo patavino ha ospitato l'edizione 2026 dell’evento, organizzato con il patrocinio dell'Università degli Studi di Padova e del Dipartimento di Fisica e Astronomia e con il contributo di Esavision Technology, dedicata a “Luce e visione”, proprio in prossimità della Giornata internazionale della luce. Il tema è stato scelto dal comitato organizzatore, composto da Luca Battaglini, Mirko Chinellato, Renzo Colombo, Marino Formenti, Pietro Gheller, Giovanna Montagnoli, Domina Ortolan, Anto Rossetti e Gianluca Ruffato. Durante la giornata, che «ha richiamato studenti, docenti e professionisti provenienti da diverse realtà italiane, per un totale di circa 100 presenze, è stato approfondito il ruolo della luce nei processi visivi, nelle tecnologie ottiche e nella pratica optometrica, ponendo al centro il dialogo tra ricerca scientifica, formazione universitaria e pratica quotidiana, attraverso relazioni sugli sviluppi più recenti delle scienze della visione e sulle prospettive future della professione», spiegano a b2eyes TODAY i promotori del meeting, nel corso del quale si è svolta anche la cerimonia di premiazione delle tesi di laurea, all’interno della tredicesima edizione del VisionOttica Award. «Il Congresso 2026 ha confermato la centralità di tale dialogo, mettendo in luce la vitalità di una comunità scientifica e professionale impegnata a promuovere l'innovazione e il progresso nell'ambito delle scienze della visione - afferma al nostro quotidiano Gianluca Ruffato, presidente del corso di laurea in Ottica e Optometria dell'Università di Padova - La qualità degli interventi scientifici e l'elevato livello delle tesi premiate testimoniano che il mondo accademico rappresenta non solo un centro di eccellenza per la formazione e la ricerca in campo ottico e optometrico, ma anche un ambiente unico in cui studiosi e professionisti provenienti da discipline diverse possono incontrarsi, condividere conoscenze e sviluppare progetti comuni». A chiusura dei lavori si è tenuta una tavola rotonda dedicata ai temi dell'esame di Stato, del riconoscimento delle competenze e delle lauree abilitanti, dando poi appuntamento alla quarta edizione del Congresso, in programma il 17 maggio 2027 (nelle foto: uno scorcio della platea; la tavola rotonda di chiusura dell’evento: da sinistra, Gianluca Ruffato, Silvia Tavazzi, presidente del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Milano-Bicocca, Daniela Bonafede, presidente di Aloeo, Francesca Monti, docente dell’Università di Verona e presidente della Commissione didattica permanente della Società Italiana di Fisica, e Anto Rossetti, delegato Sopti). A cura della redazione

Monopoli: l’AI per il convegno della… maggiore età

L’11 e 12 ottobre è in programma il tradizionale evento nella località pugliese che ha in Giancarlo Montani la guida scientifica e quest’anno celebra la sua diciottesima edizione «Possiamo dire che nel 2026 il Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica raggiunge la maggiore età: l’argomento scelto è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito ottico optometrico - afferma Giancarlo Montani (nella foto) a b2eyes TODAY - Tutti oggi parlano di AI, noi cercheremo di comprenderne meglio la reale applicazione, che sia sulla progettazione di una lente oftalmica, sulla valutazione delle problematiche legate alla visione, sul calcolo delle caratteristiche di una lente a contatto o, ancora, sulla determinazione di uno specifico deficit visivo, nonché sulla gestione dei richiami dell’utente finale da parte di un centro ottico e così via». Peraltro nelle due giornate di lavori non si discuterà soltanto di intelligenza artificiale, «ma di tutte le nuove tecnologie che coinvolgono l’attività quotidiana di un professionista della visione, con particolare attenzione ai sistemi innovativi in ambito optometrico e relativamente all’applicazione delle lac», dice ancora Montani. Oltre al nuovo argomento, il diciottesimo Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica ha in serbo altre novità su cui lo stesso Montani per la parte scientifica e Mery Veneziani per quella organizzativa stanno lavorando, già parzialmente anticipate un anno fa al nostro quotidiano. Confermati invece la location, Hotel Porto Giardino, a pochi chilometri dal cuore di Monopoli, e, al suo interno, gli spazi che ospitano l’evento, tra cui il layout espositivo per le aziende in mostra, che coprono l’intera gamma merceologica della filiera. Angelo Magri
22 of 114