
Episode notes
Il mercato discografico dimostra che la crisi di un supporto non coincide necessariamente con quella del contenuto: dopo il minimo del 2014, nel 2025 la musica registrata mondiale ha raggiunto 31,7 miliardi di dollari.
In Italia il settore ha superato 513 milioni di euro, +10,7%, con lo streaming ormai responsabile di circa due terzi del mercato.
Anche il supporto fisico resiste, ma con una funzione diversa: vinile e CD sono tornati a crescere come prodotti complementari al consumo digitale.
L’editoria mostra una reazione differente: il pagamento delle news online resta minoritario, mentre il libro cartaceo italiano cresce del 3,2% a valore nei primi nove mesi 2026.
La TV segue una terza strada, trasferendo progressivamente parte del consumo dal canale lineare alle piattaforme on demand dei broadcaster.
In tutti e tre i casi contenuto e infrastruttura distributiva hanno progressivamente cessato di coincidere.
La radio conserva una reach molto elevata, ma la composizione dell’ascolto sta cambiando, soprattutto nelle fasce più giovani.
Negli USA, nello spoken word, i podcast hanno già superato il comparto broadcast (AM/FM) in quota di tempo: 40% contro 39% nel Q4 2025.
In Italia il Q2 2026 Audiradio segna -2,1% sul trimestre precedente e la pubblicità radiofonica -3,7% nel primo semestre, dati che non provano ancora una crisi strutturale.
La questione diventa quindi quanto del valore della radio resterà legato al vettore e quanto potrà trasferirsi a contenuti, programmi, personalità, marchi e proprietà intellettuale.
