L'osservatore - I nodi

Entrate nel mondo del thriller psicologico di Andrea Tambure... by Andrea Tamburelli
Aug 12, 2026
17:13

Episode notes

L'OSSERVATORE — NODI Un romanzo di Andrea Tamburelli

Davide Ferraro esce di casa ogni mattina alle sette e quaranta. Prende il cappuccino allo stesso bar, alla stessa ora, con la stessa precisione. È un vedovo di quarantotto anni. Sua moglie Giulia è morta di tumore sette mesi fa. La casa sa di caffè solubile e piatti lavati male. Il cassetto del comodino contiene i capelli di Giulia in un sacchetto e il biglietto da visita di una psicanalista che non ha mai chiamato.

Poi un giorno vede un'ombra che non è la sua.

Un uomo in un cappotto troppo pesante per ottobre lo segue. Ventuno metri. Poi dieci. Poi cinque. Poi tre. La distanza si accorcia perché la verità si avvicina.

Davide chiama la psicanalista — Lea Monaco, via Mille 12 — e comincia a parlare. Ma quello che esce dal cassetto non è il dolore per Giulia. È un nome. Tommaso Beltrame. Un uomo innocente che Davide, da avvocato, ha mandato in carcere con una testimonianza falsa. Un uomo morto in prigione a trentaquattro anni, di polmonite, mentre Davide viveva la sua vita, sposava Giulia, beveva caffè, guardava avanti.

L'uomo che lo segue è Marco Ferri, il fratello di Tommaso. Lo ha assunto Luciana, la madre — una donna le cui mani tremano dal giorno della morte del figlio, in una casa dove il calendario si è fermato e le piante non crescono più.

L'osservatore — Nodi è un romanzo sulla geografia del senso di colpa. Sulla distanza tra la menzogna e la verità, e sul prezzo del silenzio. È la storia di un uomo che ha chiuso un cassetto e ne ha perso la chiave, e di quelli che hanno aspettato — per anni, con gli occhi che non abbassano — che qualcuno lo aprisse.

Non c'è giustizia qui. Non c'è condanna. C'è la verità che entra nell'aria quando il cassetto è finalmente vuoto. E la domanda che resta: la verità non riporta indietro i morti. Ma basta?

Andrea Tamburelli costruisce un thriller psicologico senza cadaveri né colpi di scena — solo la tensione di un uomo che cammina verso la cosa che ha fatto, e la voce di una psicanalista che ascolta nel bianco. Uno stile asciutto, ossessivo, fatto di frasi che si ripetono come un battito, dove ogni parola è un passo verso il punto in cui la distanza diventa zero.

Per chi ascolta: se vi interessano i thriller psicologici che lavorano dentro la testa e non fuori, le storie di colpa e redenzione, e il modo in cui una bugia può diventare la struttura portante di una vita — questo è il vostro libro.