b2eyes today

b2eyes today

by Fabiano Editore
Season 1

Zeiss, due incontri su benessere visivo e qualità della vita

Sabato 10 e domenica 11 ottobre presso la Fondazione Riccardo Catella a Milano si terrà "I feel good", evento aperto al pubblico: tra i momenti di approfondimento e i laboratori esperienziali in programma, ci saranno anche quelli proposti dall’azienda oftalmica A ridosso della Giornata della Vista e in concomitanza con il mese dedicato, Zeiss sarà presente ad “I feel good” (nella foto, la locandina), l’evento milanese incentrato sulla salute, il benessere e lo stile di vita sano organizzato da Starbene e Donna Moderna. Come anticipato a b2eyes TODAY, per due intere giornate, l’azienda oftalmica accoglierà i visitatori, per fare provare loro in prima persona la relazione fondamentale tra occhi, mente e benessere psicofisico. «Protagonista dello stand di Zeiss sarà il gioco da tavolo Mindball, che dimostra in maniera intuitiva il legame tra vista e cervello e in particolare il concetto di carico cognitivo, che ha portato allo sviluppo delle lenti oftalmiche ClearMind: per consentire al pubblico non esperto di comprendere in modo semplice come lo sforzo visivo impatti sulla mente, metteremo alla prova due giocatori, sfidandoli a tenere alto il livello di concentrazione in un contesto rumoroso e misurando l’attività cerebrale e la capacità di focus in tempo reale», spiega una nota della società con sede a Castiglione Olona. La presenza di Zeiss prevede inoltre due appuntamenti condotti dal giornalista Alessandro Pellizzari. La mattina di sabato 10 ottobre si parlerà di innovazione per la visione con Marco Locatelli, product manager lenses di Zeiss Vision Care Italia: un viaggio scientifico ma accessibile dentro la struttura di una lente trasparente, per capire come le tecnologie avanzate riducono le distorsioni visive e offrono campi di visione più ampi, alleggerendo il lavoro di decodifica che il cervello compie ogni giorno. Domenica 11 invece, sempre al mattino, il focus si sposterà sul tema degli occhi e del benessere generale, attraverso l’intervento di Roberta Celin, communication manager di Zeiss Vision Care Italia: un approfondimento incentrato sul ruolo di una visione nitida sulla qualità della vita quotidiana e su come il vedere senza sforzi favorisca l'idratazione oculare e la concentrazione, arrivando a dare al portatore di lenti una sensazione di minor affaticamento a fine giornata. A cura della redazione

EssilorLuxottica: anche le cliniche oculistiche potrebbero rientrare nella strategia di integrazione verticale

Le informazioni uscite nei giorni scorsi su Milano Finanza e riprese da altre testate nazionali e locali, in merito al lancio pilota in Italia di centri oftalmologici direttamente controllati dal gruppo italo-francese, farebbero riferimento a un più ampio progetto di integrazione rivolto al benessere visivo e alla salute oculare dell’utente finale Secondo quanto risulta a Milano Finanza, Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, ha dato vita alla newco Essilor Eye Clinic, srl che ha come socio unico l'italiana Luxottica Group, la cui sede è ad Agordo. Sempre dalla testata finanziaria si apprende che il gruppo intenderebbe partire con un progetto pilota su Milano, con una struttura non lontana dal quartier generale di piazzale Cadorna (nella foto) per presidiare il nuovo business e starebbe procedendo con l'assunzione di oculisti e infermieri con contratti di lavoro dipendente, non a partita Iva, e che sarebbero state anche inoltrate le autorizzazioni al sistema sanitario nazionale. «Nelle cliniche verrà impiegata anche quella tecnologia che, sempre con la formula vincente dell'integrare pezzi di filiera, Milleri ha internalizzato negli ultimi due anni», ricorda il settimanale. Recentemente il gruppo ha già rilevato alcuni network di cliniche oculistiche all’estero, come Optegra e Signifeye. E, sempre secondo quanto riporta Milano Finanza, il modello da replicare sarebbe la sussidiarietà con cui le cliniche Optegra operano nel sistema sanitario britannico, sgravando gli ospedali pubblici inglesi dagli interventi sulle patologie oftalmiche. «In questo disegno la rete dei negozi di casa EssilorLuxottica come Salmoiraghi & Viganò e GrandVision in Italia o Vision Express, Apollo, Pearle, Generale d'Optique, Grand Optical, Atasun Optik e Synoptik in Europa e nell'area Emea o, ancora, i monomarca Ray-Ban e Oakley fungeranno da base sul territorio per rilevare e indirizzare i pazienti nelle cliniche per gli interventi più complessi, esprimendo ancora una volta tutta l'importanza della rete distributiva di casa Essilux», spiega la testata. Contattata da b2eyes, EssilorLuxottica non commenta né aggiunge nulla alle voci di stampa uscite. L’ipotesi sarebbe comunque in linea con il processo di verticalizzazione e integrazione del modello industriale già promosso dal fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, che puntava a garantire il benessere visivo a 360 gradi e la salute oculare dell’utente finale. A cura della redazione

Nucci: gli studenti siano ambasciatori della prevenzione sulla miopia

È l’auspicio espresso dai relatori dell’evento organizzato il 5 ottobre scorso al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano davanti a una platea di circa 200 ragazzi di due scuole medie: ha preso così il via un progetto di educazione visiva in età scolare, curato dall’oftalmologo e docente universitario, partendo dal video "Viaggio nell’occhio. Dalla luce alla visione", che sarà portato in tutta Italia attraverso una rete di oculisti, ottici, istituti scolastici e realtà territoriali

Silmo: oltre 32 mila presenze per le nuove visioni dell’occhialeria internazionale

L’ultima edizione della manifestazione ha richiamato a Paris Nord Villepinte professionisti provenienti da quasi 150 paesi, oltre 950 espositori e 1.500 brand: tra i temi al centro delle quattro giornate, smart eyewear, intelligenza artificiale, sostenibilità, nuovi trend e ricerca In lieve calo rispetto allo scorso anno, Silmo Paris (nella foto, di Stéfane Laure, l'ingresso del salone) ha riunito 32.108 professionisti. In linea anche la loro provenienza: il 53% internazionali e il 47% francesi, da circa 150 paesi. Più di 950 espositori e 1.500 marchi hanno presentato il loro know how e le loro innovazioni su 80 mila metri quadrati lordi di superficie espositiva. Da Futurology, un invito a guardare oltre, anticipando le trasformazioni del settore, a Silmo Next, che ha messo in luce una filiera in piena trasformazione, passando per il Tech Village, la fiera si è posta l’obiettivo di leggere il futuro dell’occhialeria. In particolare, Silmo Next ha organizzato, durante il salone, un hackathon (lavoro di progettazione che riunisce team di esperti e studenti che lavorano insieme per 24-48 ore, ndr) internazionale dedicato alle applicazioni sanitarie per occhiali connessi attraverso le piattaforme HTC, EverySight, Solos ed Engo. La giuria ha premiato all'unanimità Kimoo, assistente sviluppato da Mourdjen Bari e Carla Nykiel sulla piattaforma HTC, per l'aiuto che fornisce alle persone con disturbo di deficit di attenzione a rimanere concentrate, gestire l'ansia e limitare la procrastinazione. La manifestazione è stata anche il salone dei riconoscimenti, oltre al tradizionale Silmo d’Oro. Vincitore del premio per l’Impresa Responsabile 2026 è stato Andy Wolf, grazie al suo approccio «tanto completo quanto esigente: l'85% delle sue montature in acetato è ora realizzato in Acetato Renew, con un’impronta carbonio prodotto in diminuzione del 53% sull'acetato e del 38% sul metallo tra il 2021 e il 2024, una linea di produzione 100% europea senza trasporto aereo, riparazioni e servizi di seconda mano, oltre a un forte impegno sociale in favore dell’inclusione», sottolinea un comunicato di Silmo. Sostenere i talenti emergenti è una missione chiave di Silmo Parigi. Per la quinta edizione, il concorso Design Optique, presieduto da Olivier Lapidus, designer francese riconosciuto per la sua visione d'avanguardia, ha infatti invitato gli studenti di design a riflettere su “Il futuro dell'ottica-Quale prospettiva?”. A salire sul podio è stata Sophia Denison del Savannah College of Art and Design, negli Stati Uniti, grazie a Dreamscape, «una collezione sperimentale che risponde alla “crisi dell'attenzione” ricreando, attraverso la distorsione visiva, le sensazioni del sogno a occhi aperti», spiega la nota. Assegnato dall’International Opticians Association, in collaborazione con il salone francese, il premio di ottico internazionale dell’anno è andato a Jessica Gowing, ottica senior presso il Great Ormond Street Children's Hospital di Londra, specialista in occhiali per bambini con malformazioni craniofacciali, per i quali progetta montature personalizzate grazie alla stampa 3D. Nell’ambito della Silmo Academy, la borsa di studio di diecimila euro è stata assegnata ad Aliénor Vienne-Jumeau dell’Hôpital National des Quinze-Vingts, per il suo progetto di ricerca. A cura della redazione

Demenego: a Legnago tocca quota 50

L’insegna con sede a Calalzo di Cadore e punti vendita in Triveneto, Emilia Romagna e Lombardia ha di recente inaugurato il cinquantesimo store nella località in provincia di Verona Il centro ottico Demenego di Legnago (nelle foto) ha una metratura di 470 metri quadrati e conta, a oggi, quattro risorse, di cui tre ottici e un addetto alle vendite. «Il traguardo del cinquantesimo punto vendita rappresenta per noi un passo importante nel percorso di crescita dell’azienda, ma soprattutto la conferma della nostra volontà di portare servizi per il benessere visivo sempre più vicino alle persone - dichiara a b2eyes TODAY Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Demenego - Ogni giorno i nostri ottici optometristi mettono a disposizione professionalità, esperienza e attenzione all'ascolto per offrire consulenze personalizzate e risposte concrete alle esigenze di ogni consumatore». Anche il nuovo store è dotato del laboratorio interno Demenego Lab, di una sala refrazione e una per la contattologia ed è caratterizzato dalla presenza del Demenego Custom, il configuratore che consente di personalizzare il proprio occhiale scegliendo tra oltre 600 mila combinazioni possibili. All'interno del negozio vi sono inoltre uno spazio dedicato all'informazione sulle lenti oftalmiche, una zona riservata alle tecnologie più recenti nel settore dell'ottica, tra cui l’occhiale per sentire bene e vedere bene e una smart glasses area focalizzata sui dispositivi che integrano funzionalità smart e intelligenza artificiale. A cura della redazione

Menicon Soleko, un percorso formativo itinerante sulle multifocali

Ha preso il via il 20 settembre a Bologna, presso l’Istituto Zaccagnini, Lens ON eye 80/20, un format pensato per affrontare l’applicazione delle lenti a contatto disposable per i presbiti, con un approccio orientato alla pratica, al confronto e alla gestione concreta del portatore Il nome stesso del progetto ne esprime la filosofia: 20% teoria e 80% pratica. Una scelta precisa da parte di Menicon Soleko, nata dalla volontà di superare il modello della lezione frontale tradizionale e trasformare la formazione in un momento di partecipazione attiva. «La prima parte della giornata del 20 settembre (nelle foto) ha lasciato spazio a stimoli, confronto e dialogo: i partecipanti, suddivisi in quattro gruppi di lavoro da cinque persone l’uno, sono stati chiamati a costruire insieme un flusso operativo efficace, semplice e soprattutto ripetibile, con l’obiettivo di aumentare le probabilità di successo nell’applicazione delle lenti multifocali – spiega un comunicato dell’azienda di contattologia - Non soltanto quale lente scegliere, quindi, ma come accompagnare il cliente lungo tutto il percorso: dalla scoperta del bisogno visivo, compreso quello spesso non espresso, alla proposta della soluzione, fino all’applicazione, al follow-up e alla verifica della soddisfazione». Su questo terreno si è dunque sviluppato l’80% pratico del corso. Attraverso casi reali i partecipanti hanno potuto mettere alla prova il metodo direttamente sul campo, affrontando le diverse fasi del processo e confrontandosi sulle scelte compiute: un esercizio pensato dall’azienda e dall’Istituto Zaccagnini per avvicinare quanto più possibile la formazione alla realtà quotidiana del centro ottico. «La risposta della platea ha confermato il valore di una proposta costruita sull’interazione - precisa la nota - Particolarmente apprezzata è stata anche la componente “Indovina chi” del format, che ha reso il lavoro di gruppo più coinvolgente senza perdere di vista l’obiettivo professionale: individuare un processo applicativo condiviso, concreto e utilizzabile nella quotidianità lavorativa». Dopo Bologna, Lens ON Eye 80/20 proseguirà nel 2027 con le tappe di Firenze, Roma e Napoli, rafforzando così la collaborazione con scuole di ottica e università. «Si tratta di un percorso che mette insieme professionisti, formazione e industria con un obiettivo comune: creare occasioni di confronto concreto e sviluppare competenze immediatamente trasferibili nella pratica professionale - afferma nel comunicato Sabrina Lotto, head of marketing & professional service di Menicon Soleko - L’obiettivo non è aggiungere semplicemente nozioni, ma aiutare il professionista a trasformare conoscenze e know how in un metodo applicativo più efficace, replicabile e orientato alla soddisfazione del portatore». A cura della redazione

Oakley e Cactus Jack: al via la collaborazione con Travis Scott

Il primo capitolo della partnership tra l’house brand di EssilorLuxottica e il marchio fondato dall'artista statunitense prevede tre modelli iconici reinterpretati in un’edizione limitata, accompagnata da una campagna firmata dal regista Nicolas Winding Refn Prende il via il primo capitolo della collaborazione tra Cactus Jack e Oakley, curata e reinterpretata da Travis Scott, chief visionary di Oakley. La collezione in edizione limitata comprende tre modelli iconici del brand: Plantaris, Straight Jacket 99 ed Eye Jacket Redux. Per il progetto le tre silhouette sono state rilette attraverso le colorazioni legate all’identità Cactus Jack, tra cui Matte Mesquite e Black Ink, abbinate a lenti Prizm Snow Black, tecnologia sviluppata da Oakley per migliorare colori e contrasto e favorire una maggiore percezione dei dettagli. Ogni occhiale è accompagnato da una micro bag e da una confezione personalizzate Cactus Jack. La collezione è in vendita attraverso i canali ufficiali dei due partner. A completare il progetto è la campagna affidata al regista Nicolas Winding Refn, scelto da Travis Scott per contribuire a definire la visione della collaborazione, con Justin Jefferson, atleta del Team Oakley e giocatore di football americano, protagonista della comunicazione.

House of Silhouette apre ad Amburgo

Dopo Vienna, il gruppo austriaco ha inaugurato in Germania il suo secondo monomarca dedicato al design, all’innovazione e a un servizio di consulenza qualificato: situato nella centrale Kaisergalerie, propone un percorso immersivo pensato per raccontare e far scoprire in modo coinvolgente le diverse identità dei suoi brand Arriva ad Amburgo House of Silhouette: il gruppo porta così per la prima volta in Germania il suo concept, dopo il successo del debutto a Vienna, segnando una tappa importante nell’iter di sviluppo della propria strategia retail internazionale. «Un format distintivo che trasforma l’identità Silhouette in una formula immersiva, in cui design, lifestyle e consulenza personalizzata si incontrano, consolidando al tempo stesso il rapporto e la collaborazione con gli ottici partner», spiega una nota dell'azienda con sede a Linz. Già prima dell’apertura ufficiale, attraverso un roadshow dedicato, gli ottici partner hanno avuto l’opportunità di scoprire in anteprima il concept e seguirne da vicino il percorso fino all’inaugurazione: il viaggio è partito da Vienna, ha fatto tappa presso la sede aziendale di Linz per concludersi ad Amburgo. «House of Silhouette è molto più di un semplice store: è uno spazio che riunisce sotto lo stesso tetto l’universo dei brand del gruppo e una piattaforma dedicata al networking - prosegue il comunicato - Il pubblico potrà scoprire l’intera offerta dei suoi marchi, Silhouette, evil eye e Neubau, usufruire di una consulenza personalizzata e conoscere da vicino i prodotti all’interno di un ambiente lifestyle premium e ricercato. Allo stesso tempo, sarà un punto d’incontro dedicato agli ottici partner, con training esclusivi, eventi e occasioni di confronto e condivisione di competenze e know how». «Con House of Silhouette creiamo un luogo in cui è possibile vivere e scoprire appieno tutta la varietà dei nostri brand - commenta nella nota Tom Smits, managing director di Silhouette Deutschland - Allo stesso tempo vogliamo essere un partner solido per il canale ottico specializzato. Molti professionisti, infatti, non hanno la possibilità di presentare l’intero nostro portfolio: il nuovo spazio completa la loro offerta, consentendo loro di proporre ai clienti un’esperienza ancora più completa».

VisionOttica: la professionalità dell’ottico al centro della nuova campagna

Già attiva sui canali digitali, dal sito ai profili social, “Ti guardiamo negli occhi” accompagnerà la comunicazione dell’insegna anche nel 2027 Mettere l’ottico, la sua competenza e il rapporto con il cliente al centro della comunicazione: è l’idea alla base di “Ti guardiamo negli occhi”, la nuova campagna istituzionale di VisionOttica. «Il claim parte da un gesto semplice, quello che accompagna ogni giorno il lavoro nel punto vendita: guardare negli occhi l’utente finale per ascoltarlo, comprenderne le esigenze e accompagnarlo verso la soluzione visiva più adatta - si legge in un comunicato dell’insegna di Vision Group - Un modo per raccontare la professionalità dell’ottico attraverso la relazione che costruisce con le persone, prima ancora che attraverso prodotti e servizi». Valentina Rocco, marketing & omnichannel strategy director di Vision Group, sottolinea come il gruppo puntasse a una campagna in grado di parlare prima di tutto degli ottici dell’insegna e del valore che portano ogni giorno nei suoi centri. «“Ti guardiamo negli occhi” nasce da qui: dalla competenza, ma anche dalla capacità di ascoltare e conoscere il cliente - precisa Rocco nella nota - Per questo ci piaceva l’idea che fossero gli stessi ottici a poterci mettere la faccia e diventarne il volto sul proprio territorio». Gli affiliati VisionOttica possono infatti personalizzare i materiali e il video della campagna con la propria immagine, diventando protagonisti della comunicazione del proprio centro ottico: come nel caso di Alessandro Vernaleone, alla guida di un’azienda che conta oggi sei centri affiliati VisionOttica a Lecce, Copertino e località a forte vocazione turistica come Gallipoli e Porto Cesareo. «Il suo volto entra nella campagna sul territorio, rendendo immediatamente riconoscibile, anche nella comunicazione, il professionista che il cliente incontra nel punto vendita – spiega ancora il comunicato - È una logica “glocal” che l’insegna VisionOttica porta avanti da tempo: una strategia e un’identità condivise a livello nazionale, declinate attraverso imprenditori e professionisti fortemente radicati nelle comunità in cui operano».

Foto Ottica Socol: un punto vendita rinnovato per dare più spazio alla consulenza

Il centro ottico di Codroipo, in provincia di Udine, avviato nel 1971 e guidato da tre generazioni della stessa famiglia, ha completato in estate un restyling totale, volto a creare un ambiente accogliente e dove ci sia più libertà di movimento per il cliente Avviata nel 1971 da Fausto e dalla moglie Gina come negozio di fotografia, Foto Ottica Socol di Codroipo ha attraversato negli anni una serie di cambiamenti, a partire dal trasferimento della sede sino all’introduzione del reparto di ottica, oggi core business dell’attività familiare, avvenuta nel 1985 con l’ingresso della figlia Sara. Diplomata a Pieve di Cadore e in seguito specializzatasi in optometria, dal 1996 Sara è stata affiancata da sua sorella Chiara, diplomatasi a Treviso, che segue pure la parte fotografica, mentre nel 2020 si è inserita, a completare il quadro, la terza generazione, con l’arrivo del figlio, Enrico Sgrazzuti, nipote del fondatore: diplomato a Cividale del Friuli e studi di optometria allo Zaccagnini di Bologna, si occupa di refrazione, contattologia ma anche della gestione della comunicazione sui social. «L’evoluzione che abbiamo vissuto ha portato con sé il desiderio e la necessità di ripensare gli spazi del punto vendita, per dare vita a un layout più rispondente a quella che è oggi la nostra identità, senza dimenticare del tutto il passato - racconta a b2eyes TODAY Sara Socol, oggi alla guida dell’insegna con la sorella e il figlio e tra i soci fondatori di Vision Adria nel 1992 - Nel '91 ci eravamo spostati nell’attuale sede, sul lato opposto della strada rispetto a prima: la disposizione era stata studiata in un periodo in cui fotografia e ottica avevano un peso simile all'interno del negozio, ma questa configurazione non risultava più funzionale alle esigenze attuali». Per questo nel 2026 lo store, 200 metri quadrati con sala refrazione e contattologia, laboratorio di montaggio e magazzino, viene sottoposto a una ristrutturazione completa. Il progetto punta a dare maggiore centralità all'ottica, senza però rinunciare completamente alla fotografia, cui è stata riservata una piccola zona dedicata, e mantenendo alcuni dettagli che ricordano gli inizi dell'attività, come un elemento in mosaico dorato. «Abbiamo realizzato un’area destinata all’accoglienza con delle poltroncine e dei pouff e dato più spazio sia alla consulenza, con diverse postazioni per la vendita da seduti, sia all’esposizione, ora su mensole, più ampia e fruibile rispetto a prima, quando era dietro al bancone - prosegue Socol - I vecchi mobili, piuttosto imponenti, sono stati sostituiti puntando su uno stile moderno e minimal e abbiamo usato toni chiari, come tortora e grigio. Il risultato è un ambiente più fresco, arioso e luminoso, dove il cliente può muoversi più liberamente. Anche l’illuminazione è stata migliorata, per valorizzare le montature e al contempo dare un servizio più adeguato a chi prova l’occhiale». Così rinnovato il centro ottico ha riaperto i battenti il 1° agosto con un’inaugurazione che ha coinvolto amici, parenti, clienti e fornitori, in cui erano presenti tutte e tre le generazioni di Foto Ottica Socol. «Papà viene ancora in negozio a titolo di rappresentanza e intrattiene le relazioni con i clienti, molti dei quali si servono da noi da tantissimi anni, raccontando volentieri aneddoti - conclude Socol, che nutre per la professione di ottica lo stesso grande amore che il padre ha per la fotografia - A me soprattutto piace consigliare chi si rivolge a noi, offrendo la migliore soluzione visiva personalizzata, quella che risolve il problema e migliora la vita. Anche per questo siamo un punto di riferimento, ed è una grande soddisfazione».
3 of 113