b2eyes today

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by Fabiano Editore
Season 1

Mestre: con “Bella Storia!” ingresso gratuito grazie ad Anfao

L’iniziativa prenderà il via nelle giornate di mercoledì 22, venerdì 24 e sabato 25 luglio: in queste date, infatti, M9-Museo del ‘900 aprirà gratuitamente le proprie porte per l'intera giornata, con il sostegno dell’associazione dell’industria nazionale dell’eyewear, che ha aderito al progetto nell’ambito del suo impegno per la promozione e la diffusione della cultura. I visitatori avranno così l’accesso sia all’esposizione permanente sia alla mostra “Pertini. L’arte della democrazia” Rendere la cultura un’esperienza quotidiana e alla portata di tutti, abbattendo ogni barriera: con questo spirito prende vita il progetto di M9-Museo del ‘900 di Mestre, che propone un modello innovativo di collaborazione tra la struttura espositiva e il tessuto produttivo del territorio. Attraverso una formula di microsponsorizzazione le imprese locali scelgono di farsi promotrici attive dello sviluppo socioculturale della comunità, sostenendo direttamente la distribuzione di ingressi gratuiti e offrendo alla cittadinanza nuove occasioni per vivere il museo senza barriere economiche. «Con “Bella Storia!" (nella foto, la locandina) proponiamo una formula in cui il mecenatismo si fa quotidiano e vicino alle persone, permettendo al mondo produttivo di contribuire al benessere della collettività - dichiara in una nota di M9-Museo del ‘900 la direttrice Serena Bertolucci - Il supporto di Anfao per queste tre giornate rappresenta un esempio virtuoso di come le aziende possano prendersi cura del proprio tessuto sociale, regalando bellezza, conoscenza e inclusione a tutti i cittadini». “Bella Storia!” si propone dunque come una partnership strategica per lo sviluppo culturale, nella convinzione che il sostegno al patrimonio storico è un investimento fondamentale per la coesione sociale e per la costruzione di una comunità più consapevole. «L'occhialeria italiana è espressione di manifattura, creatività e cultura - commenta nel comunicato Lorraine Berton, presidente di Anfao - Per questo riteniamo che appoggiare iniziative capaci di avvicinare le persone al patrimonio del nostro paese sia un modo concreto per contribuire alla crescita e alla valorizzazione del made in Italy. Siamo quindi felici di aderire a "Bella Storia!", un progetto che rende la cultura più accessibile e testimonia come la collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo possa generare valore condiviso». A cura della redazione

Vecchies: consulente tecnico d’ufficio, un’opportunità di crescita professionale

La ex presidente di Sopti, professionista sanitaria grazie alla laurea in Ortottica, ha recentemente ottenuto l’incarico presso il Tribunale di Pordenone

Optovision: Destination Experience diventa un progetto continuativo

Dopo le tappe che a maggio hanno attraversato Lombardia, Lazio e Puglia, il format dell’azienda oftalmica evolve in un percorso strutturato, con eventi in store e materiali di comunicazione e formazione: l’obiettivo è mettere al centro la consulenza, la personalizzazione e l'affiancamento dei centri ottici partner attraverso il metodo Shape Your Vision «La formazione non si esaurisce in una giornata di evento: è da questa convinzione che nasce l’evoluzione di Destination Experience, il format ideato da optovision che, dopo aver coinvolto numerosi centri ottici, si arricchisce di nuovi strumenti e di un percorso pensato per trasformare la consulenza in un vero elemento distintivo», si legge in un comunicato di optovision. Protagonista del percorso Shape Your Vision (nella foto, l'immagine di campagna) è il ColorMatic Style Ritual, un metodo di consulenza strutturato che accompagna il professionista della visione in ogni fase della relazione con il cliente finale, dall'ascolto delle sue esigenze fino alla scelta della soluzione visiva più adatta al suo stile di vita. «Una consulenza che parte dall'analisi delle abitudini quotidiane e delle necessità visive, ma che va oltre l'aspetto funzionale: l'obiettivo è aiutare ogni persona a trovare una soluzione capace di migliorare anche il proprio stile e che al tempo stesso sia in grado di esprimere identità e personalità - prosegue la nota - Un approccio che valorizza la personalizzazione dell'esperienza d'acquisto e rafforza il ruolo del centro ottico come consulente della visione». Tra le principali novità, il progetto prevede un percorso continuativo dedicato ai centri ottici che hanno preso parte a Destination Experience. «Nel corso dell'anno verranno messi a disposizione contenuti social esclusivi, materiali di comunicazione, approfondimenti formativi e strumenti pratici per accompagnare l'implementazione del metodo Shape Your Vision all'interno del punto vendita», si legge ancora nel comunicato. Accanto a queste attività, optovision da settembre offrirà la possibilità ai centri ottici partecipanti di organizzare eventi personalizzati direttamente in store, sviluppati in base alle specifiche esigenze del singolo partner. «Occasioni di incontro e formazione pensate per coinvolgere il team del negozio e, dove previsto, anche il consumatore finale, trasformando la consulenza in un'esperienza ancora più coinvolgente e personalizzata - conclude il comunicato - Il percorso sarà inoltre supportato da un programma di comunicazione dedicato, con contenuti social, materiali digitali e iniziative studiate per aiutare il centro ottico a raccontare il valore della consulenza personalizzata anche attraverso i propri canali di comunicazione». A cura della redazione

Bicocca, un workshop con imprenditori e manager per i 25 anni del corso di laurea

L'incontro, ospitato il 13 luglio scorso a Villa Monastero di Varenna, in provincia di Lecco, ha riunito una quarantina di esponenti dell’industria, del retail e del mondo accademico con l'obiettivo di raccogliere indicazioni utili per l'evoluzione della formazione optometrica In occasione del venticinquesimo anniversario dell'istituzione del corso di laurea in Ottica e Optometria, attivato nel 2001, l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Società Italiana di Fisica hanno organizzato il 13 luglio scorso “Optometria@UniMiB 25+”, un momento di incontro con alcuni tra i principali stakeholder del settore, con l'obiettivo di raccogliere bisogni, aspettative e prospettive del mondo imprenditoriale. Al workshop hanno preso parte circa trenta tra imprenditori e manager di aziende dell’oftalmica, della contattologia, della strumentazione e delle montature, nonché del retail, che negli ultimi anni hanno collaborato a vario titolo con l’ateneo e con il centro di ricerca Comib: oltre a loro erano presenti alcuni esponenti del mondo universitario, tra cui una rappresentanza degli studenti del corso di laurea magistrale in Optometry and Vision Science. «La scelta di Villa Monastero, storica sede della Scuola Internazionale Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica, ha voluto sottolineare il valore simbolico dell'iniziativa quale luogo di formazione e confronto scientifico internazionale – si legge in un comunicato degli organizzatori - Dopo i saluti istituzionali della presidente della Società Italiana di Fisica, Angela Bracco, e del professore emerito dell'Università di Milano-Bicocca, Alessandro Borghesi (a sinistra, nella foto in basso a destra, con Silvia Tavazzi, Giulia Carlotta Rizzo e Fabrizio Zeri), si sono susseguiti gli interventi introduttivi, coordinati dall'esperta di comunicazione Luisa Redaelli, che hanno poi lasciato spazio a un confronto aperto tra tutti i partecipanti. Fabrizio Zeri (nella foto in alto a sinistra, con Erika Ponzini, a sinistra, e Anna Galli) professore associato presso il Dipartimento di Scienze dei materiali dell’Università Bicocca di Milano, ha illustrato il ruolo dell'optometria nei servizi di vision care in Italia e nel mondo, mentre Silvia Tavazzi, presidente del Consiglio di coordinamento didattico presso il medesimo dipartimento, ha presentato i contenuti dei corsi di laurea triennale e magistrale. A sua volta Paolo Giovanni Viola, presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Chimici e dei Fisici della Lombardia, ha proposto una sintesi dei principali provvedimenti ministeriali emanati tra il 2018 e il 2026 di interesse per i laureati».

Ferrario: perché mi piace andare ancora in bici dagli ottici

Sono cambiate le modalità di spostamento e di visita ai negozi, ma l’agente lombardo, oggi settantunenne, con quasi cinquant’anni di esperienza nel settore e ormai in pensione, continua a visitare i clienti su due ruote Per molti rappresentanti gli spostamenti sono prevalentemente in automobile, fra traffico, parcheggi e tangenziali. Per Marco Ferrario, invece, la giornata comincia sempre in bicicletta. Lo fa dagli anni Ottanta e non ha cambiato abitudine nemmeno oggi, con una lunga carriera negli strumenti e nell’oftalmica, tra Essilor e Tokai, alle spalle. «All’inizio della mia attività lavorativa parcheggiavo la bici lontano dal negozio perché mi imbarazzava presentarmi così a un cliente - racconta a b2eyes TODAY - Ora, invece, la lascio davanti all'ingresso e spesso gli ottici mi invitano a parcheggiarla all'interno». Sono tutti punti vendita indipendenti, alcuni dei quali sensibili al progetto Eticamente, di cui Tokai è stata la prima azienda partner. Ferrario parte di primo mattino da Inverigo, località della Brianza comasca, raggiunge Milano in treno con la bicicletta e dalle stazioni di arrivo cittadine si sposta pedalando tra un appuntamento e l'altro. Quando il collegamento ferroviario non è comodo, utilizza l'automobile fino alle zone periferiche e completa gli spostamenti urbani sulle due ruote. Una modalità di lavoro che offre vantaggi pratici, evitando il traffico cittadino, la ricerca del parcheggio e i relativi costi. «Pedalare mi diverte e mi consente di arrivare dal cliente con meno stress e più carica - spiega l’agente lombardo - La bicicletta serve soprattutto a me: se poi diventa anche uno spunto per iniziare una conversazione, tanto meglio. Sebbene il punto di forza resti comunque il prodotto che propongo». Non manca però una riflessione sulla sicurezza. «Oggi Milano è molto complicata in fatto di traffico, che è diventato asfissiante, e la convivenza tra auto, furgoni parcheggiati sulle piste ciclabili, biciclette, monopattini e altri mezzi richiede particolare attenzione. Questa città non è ancora Amsterdam, purtroppo». Nel tempo è cambiato anche il modo di lavorare. I cataloghi cartacei hanno quasi completamente lasciato il posto agli strumenti digitali, mentre nello zaino trovano spazio le couvette con le lenti necessarie durante le visite ai clienti. Ferrario ha inoltre aperto su Instagram il profilo Tokai.bike, dove pubblica fotografie della bicicletta in luoghi particolari, accompagnandole a riferimenti ai centri ottici incontrati lungo il percorso e condividendo anche contenuti inviati da professionisti di diverse regioni italiane. «Fino a quando andrà avanti? Finché starò bene - conclude il professionista - L'unico limite che avverto oggi è un lieve calo dell'udito, ma per il resto continuo a divertirmi. E il lunedì, quando non lavoro, mi butto nell’altra mia grande passione: la canoa» (nella foto, Marco Ferrario e la sua bicicletta all'interno di Ottica Chierichetti a Milano). Angelo Magri

Lozza: con Galleria Italia esplora luce, forma e design

La collezione dell’house brand di De Rigo si sviluppa in tre capitoli, ciascuno dedicato a un elemento fondamentale della visione e del design dell’occhiale I nove modelli della capsule collection Galleria Italia di Lozza (nelle foto), che traggono ispirazione dalle gallerie italiane e dal loro ruolo di custodi di bellezza, cultura e ricerca estetica, sono interamente realizzati nel nostro paese e suddivisi in tre drop, andando a costruire una narrazione progressiva, come spiega una nota dell’house brand di De Rigo Vision. «Il primo capitolo, Frames of Light, introduce il tema della luce come origine della visione: le montature esplorano trasparenze, riflessi e cromie luminose attraverso un’estetica leggera ed eterea, raccontando l’occhiale come filtro percettivo e strumento attraverso cui osservare e interpretare il mondo – si legge nel comunicato - Il percorso prosegue con Frames of Shape, dedicato alla forma come elemento capace di definire identità e carattere: il linguaggio diventa più strutturato e architettonico, con linee nette e volumi controllati che trasformano l’occhiale in un segno riconoscibile, espressivo oltre la sua funzione». A chiudere la narrazione è Frames of Time, «un capitolo che celebra il valore della durata e della tradizione italiana: il design si riduce all’essenziale e richiama la capacità degli oggetti ben progettati di attraversare il tempo, evolvendo senza perdere la propria identità - conclude la nota - Con Galleria Italia, Lozza interpreta l’occhiale come una forma di espressione in cui tradizione italiana e contemporaneità dialogano». A cura della redazione

Eyewear, nel primo trimestre export ancora penalizzato dagli Usa

Tra gennaio e marzo 2026 le vendite di occhiali italiani sui mercati esteri sono state pari a 1,34 miliardi di euro, con una flessione del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: soffre soprattutto il sole (-7,6%), mentre il vista evidenzia una maggiore tenuta (-3,8%) Secondo i dati Anfao, diffusi in occasione dell’assemblea generale del 14 luglio scorso (nella foto), particolarmente significativa nel periodo è risultata «la contrazione del mercato statunitense che, pur rimanendo strategico per il comparto, registra un'importante flessione, confermando la necessità di proseguire lungo un percorso di diversificazione geografica e di rafforzamento della presenza dell'occhialeria italiana nelle aree a maggiore potenziale – si legge in una nota dell’associazione delle aziende italiane di eyewear - Gli Stati Uniti, che in passato arrivavano ad assorbire circa il 30% dell’export del comparto, nel primo trimestre 2026 si attestano intorno al 12%, con una flessione significativa: -22,4% per le montature da vista e -33,8% per il totale vista e sole rispetto a gennaio-marzo 2025». Se gli Usa fanno segnare questa forte contrazione, tiene invece l’Europa occidentale. «La Francia rimane il secondo mercato di destinazione, mentre Germania, Spagna e Regno Unito mostrano segnali positivi, con un incremento, nel comparto montature e occhiali da sole, rispettivamente del 6,8%, del 3,6% e del 3% - precisa il comunicato - Un altro elemento interessante è l’espansione verso l’Europa centro-orientale, con la Polonia che registra una crescita del 28,6% nell’export complessivo, mentre anche Ungheria e Croazia presentano variazioni positive». Sul fronte extraeuropeo si segnala il recupero di Hong Kong (+26,9% nel vista e +15% in totale), che secondo Anfao torna così a rappresentare un hub importante per l’area asiatica. L’incremento generale del 2,5% per il Brasile sarebbe invece la conferma dell’interesse per il made in Italy nei mercati dell’America Latina anche grazie all’accordo Mercosur. «Questi dati delineano una geografia dell'export sempre più diversificata rispetto al passato», conclude la nota dell’associazione di categoria. A cura della redazione

Anfao: senza il talento delle persone non c’è futuro per il settore

È il messaggio di fondo emerso dall’assemblea generale dell’associazione che rappresenta le aziende italiane di occhialeria e lenti oftalmiche, tenutasi il 14 luglio scorso presso Palazzo Flangini a Venezia Durante il tradizionale momento annuale di confronto e condivisione degli obiettivi e dei progetti tra le imprese associate la presidente Lorraine Berton, insieme alla squadra dell’associazione (nella foto), ne ha illustrato la visione strategica, per sostenere il settore in una fase di profonde trasformazioni, caratterizzata da nuovi equilibri economici, innovazione tecnologica e cambiamenti nelle dinamiche globali. «In uno scenario in cui il cambiamento è diventato la normalità, il compito di Anfao non è soltanto rappresentare le imprese, ma accompagnarle nella costruzione del futuro - ha dichiarato Berton - Oggi la competitività non dipende solo dalla capacità di reagire alla trasformazione, ma da quella di anticiparla aiutando le aziende a leggere i segnali contingenti, creando opportunità e condizioni affinché il nostro settore continui a essere protagonista sui mercati internazionali. Ed è proprio con questo obiettivo che dobbiamo prima di tutto dare valore alle persone e ai talenti: sono loro il vero motore di ogni impresa. Possiamo acquistare nuove tecnologie, aprire nuovi mercati, costruire nuovi stabilimenti, ma senza persone preparate, motivate e capaci di innovare, nessuna impresa può crescere». Nel corso della giornata è stata illustrata una panoramica delle principali attività e dei progetti che guideranno l'associazione nei prossimi mesi, costruiti attorno a cinque direttrici strategiche: persone, innovazione, mercati, cultura e visione, per accompagnare le imprese nell'affrontare le sfide di un contesto in continua evoluzione. Talent Bridging è il nuovo percorso promosso da Anfao per supportare le aziende dell'occhialeria nell'attrarre, sviluppare e trattenere i talenti, rispondendo alle attuali sfide del mercato del lavoro. Il programma prenderà il via il 15 settembre con il workshop Talent Magnet, dedicato all'attrattività delle imprese, all'analisi delle aspettative delle nuove generazioni e alle strategie di employer branding, con la testimonianza di Max Maiorino, calzolaio di Saronno che, grazie ai video su TikTok e Instagram, ha trasformato il suo antico mestiere in un'attività di successo. Il 27 ottobre si terrà Talent Sustain, incentrato sulle strategie per valorizzare le competenze, preservare il know how aziendale e fidelizzare i talenti. Seguirà il follow-up per accompagnare le aziende stesse nella messa a terra dei piani d'azione e condividere i risultati. L’iter si concluderà con un evento finale, alla presenza di uno special guest, durante Mido 2027 e un attestato dell'esperienza e delle competenze acquisite.

Padova: il corso di alta formazione nella gestione miopica alza l’asticella

La terza edizione del percorso multidisciplinare proposto dall'Università patavina, al via a metà ottobre, punterà su un format più agile, composto da sei incontri bisettimanali, e su un programma aggiornato alle più recenti evidenze scientifiche e innovazioni tecnologiche A due anni di distanza dall’ultima edizione il Corso di alta formazione in gestione della progressione miopica dell’Università di Padova si rinnova, con una formula più agile, per venire incontro alle esigenze dei partecipanti: l’iter è stato infatti riorganizzato in 48 ore complessive, articolate in sei incontri di otto ore ciascuno con cadenza bisettimanale. «Questa edizione introduce un format rinnovato, pensato per conciliare al meglio la formazione con l'attività lavorativa dei partecipanti - spiega a b2eyes TODAY Gianluca Ruffato, presidente del corso di laurea in Ottica e Optometria dell'Università di Padova – È stata mantenuta la solida impostazione multidisciplinare del passato e il programma è stato aggiornato per recepire le più recenti evidenze scientifiche e le innovazioni tecnologiche nel controllo della miopia, con un maggiore focus sull'integrazione delle diverse strategie di trattamento e monitoraggio. Il corpo docente è stato inoltre ampliato e in parte rinnovato, con il coinvolgimento di esperti provenienti sia dal mondo accademico sia dalla pratica clinica, così da offrire ai partecipanti una panoramica ancora più completa e aggiornata delle competenze richieste in questo settore in continua evoluzione». Le principali tematiche riguarderanno la moderna gestione della progressione miopica, dalla fisiopatologia e dai fattori di rischio alle metodologie diagnostiche e alle strategie di intervento supportate dall'evidenza scientifica, comprese le soluzioni ottiche, l'ortocheratologia, la contattologia specialistica, gli approcci farmacologici e le terapie luminose. Verranno alternate lezioni teoriche, discussioni di casi clinici e dimostrazioni pratiche. «Ci aspettiamo la partecipazione di ottici optometristi e ortottisti, tra i quali giovani neolaureati e professionisti interessati ad acquisire competenze avanzate in un ambito di estrema attualità - aggiunge Ruffato - Puntiamo a offrire al mondo ottico optometrico un percorso formativo avanzato in un ambito di crescente rilevanza nella pratica clinica: l’approccio multidisciplinare e il confronto con esperti del settore consentono di ampliare le competenze professionali e di rispondere in modo più efficace alle nuove esigenze degli utenti finali e del mercato dell'eyecare». La collaborazione con la classe medica rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa. «Oculisti e altri specialisti contribuiscono con competenze fisiopatologiche, diagnostiche e terapeutiche, favorendo un approccio che integra il ruolo dell’ottico optometrista con quello del medico nella gestione del soggetto miope – dice ancora Ruffato - Il corso promuove così un modello di collaborazione professionale, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza, oggi ritenuto essenziale per un'efficace gestione della progressione miopica». Anche Renzo Colombo, ideatore del progetto insieme a Marino Formenti, ne sottolinea l'evoluzione. «Ci aspettiamo professionisti realmente interessati a questa problematica visiva: si può partire anche da conoscenze di base, ma l'obiettivo è approfondire gli aspetti più utili per l'attività quotidiana - sottolinea Colombo a b2eyes TODAY.

Roma: Fluxus Eyewear all’Elite Model Look World Final

L’azienda parteciperà, insieme ad altri partner, alla 41esima edizione dell’evento che cerca nuovi volti da lanciare sulle passerelle internazionali: la serata finale del 17 luglio è in programma nella cornice delle Corsie Sistine dell'Arcispedale di Santo Spirito in Sassia nella Capitale. Le location dell’evento e alcuni dei finalisti saranno protagonisti della nuova campagna dell’omonimo brand, in licenza per l’occhialeria alla società modenese Cinquanta giovani talenti provenienti da ogni angolo del pianeta, finalisti selezionati tra migliaia di aspiranti, hanno vissuto un percorso di formazione presso il model bootcamp di Villa Cornetto-Bourlot, all’interno della Tenuta Sant'Antonio di Tivoli, prima del loro debutto ufficiale sulla passerella capitolina. In occasione di questo appuntamento di rilievo mondiale Fluxus Eyewear ha scelto le location romane dell’evento per realizzare la nuova campagna di Elite Eyewear, marchio in licenza alla realtà modenese, scattata dalla fotografa di origine norvegese Turi LØvik Kirknes, specializzata nella fotografia di alta gioielleria, beauty e fashion. «I protagonisti degli scatti saranno gli occhiali Biggie e Lizzo (nelle foto, a sinistra), realizzati in collaborazione con lo studio Frank Stephenson Design, e i modelli da sole di Elite Eyewear, indossati da una selezione esclusiva di alcuni finalisti del concorso - si legge in un comunicato di Fluxus Eyewear - Questa iniziativa sottolinea l’impegno del brand nel sostenere i volti nuovi del fashion system, seguendo le orme di leggende scoperte proprio da Elite, come Gisele Bündchen, Cindy Crawford e Vittoria Ceretti». «Essere partner della Elite Model Look World Final a Roma rappresenta per Fluxus un'importante occasione per raccontare la nostra visione dell'eyewear: unire design, innovazione e talento in un contesto internazionale - dichiara nella nota Laura Martellino (nella foto, a destra), fondatrice di Fluxus Eyewear - Coinvolgere i protagonisti della 41esima edizione nella nostra nuova campagna significa dare voce a una generazione che interpreta con naturalezza uno stile autentico, dinamico e contemporaneo». La serata del 17 luglio vede i finalisti sfilare davanti a una giuria di esperti e a 300 ospiti selezionati per decretare i vincitori che entreranno nel network globale di Elite. A cura della redazione
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