b2eyes today

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by Fabiano Editore
Season 1

La sfida del centro ottico? Da negozio a hub di salvaguardia visiva

Mentre le catene fanno prezzo e i marketplace fanno volume, al retail indipendente resta una sola leva davvero difendibile: diventare un punto di riferimento per il suo territorio, non più un semplice negozio di occhiali. È un cambio di posizionamento d’impresa, prima ancora che di marketing Come ogni cambiamento vero, i risultati si vedono nei fatti, non negli slogan. Il cuore di questo posizionamento? Un'offerta professionale che il low cost non può copiare. Chi fa concorrenza attraverso il prezzo può decidere di abbassarlo, ma non sempre può offrire un controllo visivo evoluto, un percorso sulla miopia, una gestione delle dislacrimie o una consulenza personalizzata: occorrono competenza adeguata, formazione costante, tempo da dedicare e strumentazione all’altezza. E qui c’entrano anche gli investimenti: la tecnologia dei topografi corneali, la telerefertazione, i sistemi di monitoraggio della progressione miopica in stretta collaborazione con il mondo medico. Non sono strumenti da vetrina: sono ciò che permette di passare da “ti misuro la vista per fare l’occhiale” a “gestisco la tua vista nel tempo”. Il messaggio cambia perché cambia il servizio reale che c'è dietro. Il posizionamento quindi si scrive tutti i giorni, non si dichiara una volta sola. E funziona se la narrativa di marca è coerente con quello che succede realmente nel centro ottico. Tre parole guida fra tutte. Prevenzione: controlli regolari, non solo su richiesta; personalizzazione: percorsi di gestione della miopia, lenti su misura, soluzioni per chi lavora tutto il giorno al computer; continuità nella salvaguardia: richiami, follow-up, un dialogo che non si esaurisce alla vendita. Il cliente viene quindi seguito nel tempo e condiviso con il suo medico oculista. E un paziente-cliente di questo tipo parla bene dei professionisti che lo hanno preso in carico. Un esempio concreto di tale visione vuole offrirla “Innovazione Plus”, il convegno interdisciplinare che Accademia Derossi organizza su invito per gli ottici indipendenti il 5 ottobre presso H-Farm di Roncade, in provincia di Treviso, con la partecipazione di un esperto di intelligenza artificiale di questo campus all’avanguardia nell’AI a livello europeo. La formazione del settore sta dunque iniziando a intrecciare competenza clinica e tecnologia: lo stesso spostamento di baricentro che può ridisegnare il ruolo del centro ottico sul territorio. Perché la trasformazione da negozio a hub di salvaguardia visiva non è un rebranding, ma una decisione strategica. E chi la porta davvero a termine si costruisce un vantaggio che il prezzo, da solo, non può erodere.

Hoya: in Abruzzo Bizzarri passa il testimone delle vendite a Fabrizi

Allo storico riferimento dell’azienda oftalmica per questa regione subentra un professionista con una consolidata esperienza nel mercato dell’ottica «Dopo una lunga e apprezzata carriera, Fausto Bizzarri ha raggiunto il traguardo della pensione, lasciando in eredità un patrimonio fatto di relazioni solide, fiducia e risultati - commenta in una nota Mario Veneroni, sales director di Hoya Vision Care Italia - Grazie al suo impegno e alla sua vicinanza ai clienti ha contribuito in maniera determinante a fare dell'Abruzzo una delle aree di maggiore forza per Hoya». Un percorso che oggi prosegue con Fabio Fabrizi in qualità di area sales manager, già pienamente operativo sul territorio e impegnato a consolidare ulteriormente il ruolo di Hoya come partner di riferimento per gli ottici abruzzesi. Con un’ampia esperienza come agente, Fabrizi ha iniziato la propria carriera nell’ambito assicurativo, per approdare successivamente nella contattologia, prima in Sauflon, per circa tre anni, e poi in CooperVision, dove è stato operativo per oltre dieci anni. «In un mercato in continua evoluzione, il compito degli area sales manager Hoya non è soltanto proporre soluzioni innovative, ma soprattutto supportare il centro ottico nello sviluppo del business, nell'aggiornamento professionale e nell'individuazione di nuove opportunità di crescita - prosegue il comunicato - Il passaggio tra Bizzarri e Fabrizi rappresenta quindi molto più di una semplice successione: è la conferma di un modello basato sulla continuità della relazione e sulla qualità della consulenza che da sempre contraddistingue Hoya». «A Bizzarri va il ringraziamento di tutta l'azienda per il contributo professionale e umano offerto in tanti anni di attività - conclude Veneroni - A Fabrizi l'augurio di continuare a valorizzare un territorio ricco di opportunità, accompagnando i professionisti della visione verso nuovi traguardi di crescita e successo».

Galileo, due giornate ad Agordo e Sedico con gli ottici italiani

Nelle scorse settimane il brand oftalmico ha portato per la prima volta una ventina di partner nei due stabilimenti veneti Il 14 e 15 giugno Galileo ha accompagnato 19 ottici partner tra Agordo e Sedico, nei principali poli produttivi e logistici di EssilorLuxottica. L'iniziativa, intitolata “Nel cuore delle lenti Galileo”, voleva offrire l'opportunità di conoscere da vicino i luoghi, le persone e i processi che contribuiscono quotidianamente alla realizzazione delle lenti del brand, consolidando il legame tra il marchio e la propria rete di professionisti sul territorio: i partecipanti hanno visitato lo stabilimento di produzione, per poi approfondire il funzionamento della piattaforma logistica che supporta quotidianamente il servizio ai centri ottici. «Un percorso pensato per mostrare come dietro ogni lente Galileo vi siano una filiera organizzata, competenze specialistiche e una produzione prevalentemente italiana: si tratta di un patrimonio industriale e tecnologico che rappresenta uno degli elementi distintivi del brand e che contribuisce a rafforzarne il posizionamento vicino agli ottici, alle loro esigenze professionali e a quelle dei consumatori – spiega una nota di Galileo – L’esperienza ha inoltre permesso di valorizzare alcuni dei pilastri che da sempre lo caratterizzano: la prossimità al punto vendita, l'affidabilità di un portafoglio prodotti completo e la capacità di coniugare innovazione e tradizione». L’iniziativa fa parte delle attività dei Partnership Program 2026 di EssilorLuxottica. «Crediamo che conoscere direttamente le persone, i processi e i luoghi che danno vita alle lenti Galileo sia il modo migliore per rafforzare la fiducia reciproca e costruire relazioni solide: questa esperienza, la prima per il marchio, ha rappresentato un'occasione importante per condividere la nostra identità, profondamente legata all'Italia, alla qualità produttiva e alla vicinanza quotidiana ai centri ottici partner - afferma nel comunicato Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Abbiamo riscontrato un elevato coinvolgimento e molta curiosità, potrebbe quindi trasformarsi in un percorso strutturato per la seconda parte dell’anno e anche per il 2027». I promotori evidenziano come sia stata particolarmente interessante la visita al nuovo Sedico Experience Center, uno spazio inaugurato all'interno dell'hub strategico di EssilorLuxottica che «racconta la trasformazione dell’azienda verso un modello in cui eyewear, salute visiva e tecnologia convergono per offrire soluzioni sempre più avanzate per migliorare concretamente la vita delle persone – ricorda la nota - Attraverso aree dedicate alle tecnologie med-tech, alle lenti, ai dispositivi wearable e ai processi produttivi delle montature in acetato, gli ottici hanno potuto vivere un'esperienza immersiva che illustra l'intero percorso della visione, dalla prevenzione alla correzione visiva fino alle più recenti innovazioni del settore».

DaTE 2026, un’edizione più internazionale

L’ingresso delle lenti, la scelta di Napoli e di una location dal forte carattere come il Salone Margherita, che rispecchia bene lo spirito della manifestazione, la variazione degli orari di apertura e la collaborazione con Agenzia Ice, la quale porterà decine di buyer dall’estero: il presidente Davide Degl’Incerti Tocci racconta a b2eyes TODAY le principali novità dell’evento in programma dal 12 al 14 settembre Rafforzare il profilo internazionale della manifestazione senza perdere il carattere che lo rende un evento unico: è uno degli obiettivi che si sono prefissati gli organizzatori di DaTE per l’edizione 2026, la cui novità più eclatante è rappresentata dall’apertura alle aziende oftalmiche. «Riteniamo tale apertura un valore aggiunto importante e in linea con il percorso che DaTE sta portando avanti - commenta al nostro quotidiano il presidente del salone, Davide Degl’Incerti Tocci (nella foto) - Non si tratta di cambiare identità, ma di allargare lo sguardo e raccontare in modo più completo tutte le professionalità che contribuiscono a far crescere il settore. L’ingresso delle lenti rappresenta un’occasione per creare nuove connessioni e favorire il dialogo tra realtà diverse ma complementari: vogliamo offrire uno spazio di incontro tra competenze differenti, in cui buyer, designer, produttori e imprenditori possano confrontarsi e raccontare i propri progetti in modo autentico». L’edizione 2026 sarà caratterizzata da un altro elemento fondamentale: la collaborazione con Agenzia Ice, che porterà alcune decine di buyer provenienti dall’Europa e dall’area mediterranea. «Questa collaborazione è un passo importante nel percorso di crescita di DaTE e nel suo posizionamento internazionale. Per le aziende partecipanti significa avere l’opportunità di incontrare buyer selezionati, sviluppare nuove relazioni commerciali e aprire prospettive in mercati diversi - prosegue Degl’Incerti Tocci - Allo stesso tempo, contribuisce a rafforzare l’immagine di DaTE come appuntamento autorevole per chi cerca qualità, creatività e innovazione nell’occhialeria. Il progetto prevede infatti anche delle azioni di comunicazione mirate in alcuni paesi oggetto di scouting per l’incoming, al fine di promuovere la manifestazione e il made in Italy che potranno trovare. L’occhialeria italiana continua a essere apprezzata in tutto il mondo per queste caratteristiche e DaTE rappresenta il contesto ideale per valorizzarle in un ambiente raccolto, informale e orientato alle relazioni». Saranno inoltre rivisti gli orari di apertura per rendere la visita più agevole e favorire incontri di qualità tra gli operatori. Con queste premesse, DaTE si conferma quindi come occasione di business, in grado di offrire un’opportunità agli imprenditori ottici. «Oggi più che mai è importante distinguersi attraverso qualità, identità e capacità di proporre qualcosa di diverso - conclude il presidente della manifestazione - DaTE offre agli ottici la possibilità di entrare in contatto con brand indipendenti e aziende che investono in ricerca, innovazione e cultura del prodotto. In un mercato in cui i consumatori cercano sempre più autenticità e differenziazione, proporre prodotti innovativi e distintivi può diventare un elemento decisivo per rafforzare la propria competitività» A cura della redazione

Accademia Derossi: un… plus d’innovazione con H-Farm

Una giornata di formazione e confronto riunirà il 5 ottobre presso l’hub in provincia di Treviso alcuni tra i più autorevoli esperti del mondo ottico optometrico e dell'intelligenza artificiale: il valore dei relatori, unito a una location prestigiosa, renderà l'appuntamento un’occasione per approfondire le sfide e le opportunità offerte dall’AI Si terrà il 5 ottobre presso H-Farm di Roncade, nel Trevigiano, il nuovo appuntamento di Accademia Derossi, l’iter formativo dell’azienda di Marghera, in provincia di Venezia, dal titolo “Innovazione Plus” (nella foto, la locandina). Ad accrescere il valore dell'iniziativa, esclusivamente su invito, sarà innanzitutto il livello dei relatori, alcuni dei nomi più autorevoli dell'ottica e dell’optometria, dell'oftalmologia, della ricerca e della comunicazione in Italia: Laura Boccardo, Antonio Calossi, Fabio Frisani, Elena Gusson, Silvio Maffioletti, Diego Ponzin, Mattia Scarpa e Nicola Di Lernia, ai quali si aggiungerà un esperto di intelligenza artificiale di H-Farm, per quattro ore di confronto. Inaugurerà i lavori Cristiano De Rossi, general manager dell’impresa oftalmica e direttore di Accademia Derossi, che dopo una serie di attività formative in modalità digitale, ora punta su un evento in presenza. A renderlo ancora più esclusivo contribuirà proprio la sede scelta per ospitarlo. «H-Farm è uno dei più importanti campus per l'innovazione e incubatori d'impresa d'Europa, punto di riferimento nello sviluppo e nell'applicazione dell'intelligenza artificiale: proprio qui, oltre due anni fa, è iniziato un percorso di riflessione sull'impatto dell'AI sull'economia e sulla salute, che oggi vede H-Farm tra i principali interlocutori di aziende e multinazionali nell'ingresso al mercato dell'intelligenza artificiale - spiega a b2eyes TODAY Di Lernia, che cura i contenuti dell’iniziativa - Da questa realtà Accademia De Rossi intende trarre ispirazione per promuovere il concetto di “Innovazione Plus”, ovvero un'innovazione concreta, utile e immediatamente applicabile anche nel mondo dell'ottica, trasformando le nuove tecnologie in strumenti capaci di generare valore per i professionisti e per i loro clienti». A cura della redazione

Italia Independent: il colore come strumento di identità e libertà creativa

Tonalità vivaci, contrasti cromatici e nuove texture caratterizzano la collezione primavera estate 2026 del brand di eyewear Le nuove montature (nelle foto, alcuni modelli), realizzate sia in acetato sia in acciaio inox, sperimentano trattamenti superficiali e finiture capaci di valorizzare la personalità di ciascun modello, alternando colori intensi, trasparenze raffinate e tonalità piene. «Alla base della proposta rimangono i valori che distinguono il marchio, dall'equilibrio tra artigianalità e innovazione alla costante attenzione per il design e la qualità del prodotto - si legge in un comunicato di Italia Independent, brand di proprietà di House of Modo - Ogni montatura è concepita come un'espressione di individualità, contribuendo a una collezione che interpreta il colore non solo come elemento estetico, ma come strumento di identità e libertà creativa: Italia Independent vuole consolidare così il proprio posizionamento nel panorama dell'occhialeria di design, confermando una visione che unisce sperimentazione, cultura progettuale e stile contemporaneo». A cura della redazione

Zeiss: con Ci Vediamo in Classe ha coinvolto oltre 23 mila bambini

Si è conclusa a giugno la terza edizione della campagna educational promossa nelle scuole primarie italiane dall’azienda oftalmica, alla quale quest’anno hanno aderito mille classi. Inoltre, da un questionario online cui hanno risposto 800 alunni, è emerso che il 60% di loro afferma di avere difficoltà più o meno accentuate a vedere bene da lontano la lavagna L’iniziativa, messa in campo da Zeiss Vision Care Italia a partire dal 2023, si prefigge di educare i giovani proprio al benessere visivo, dando loro indicazioni concrete per non affaticare eccessivamente gli occhi durante la giornata e suggerendo buone pratiche e consigli, come quello di trascorrere almeno due ore al giorno all’aperto. E, attraverso la conoscenza dell’occhio stesso, della vista e dei suoi principali difetti, stimolare in loro la capacità di segnalare a un adulto eventuali fastidi e difficoltà, in modo tale da prevenire o limitare l’avanzare di problematiche, quali ad esempio la miopia. «In particolare con la pandemia, che ha cambiato le abitudini visive di tutti, i bimbi hanno fatto un uso sempre più intensivo dei device digitali, passando poco tempo all’aperto: una combinazione che compromette in maniera importante la loro visione, cui si aggiunge il fatto che spesso giungono a un controllo visivo piuttosto tardi rispetto a quanto sarebbe opportuno: con Ci Vediamo in Classe cerchiamo perciò di sensibilizzare loro e le famiglie sul tema - spiega a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Quest’anno la campagna ha raggiunto 1.000 classi appartenenti a 266 scuole primarie a livello nazionale, arrivando a coinvolgere oltre 23 mila alunni». Tutti gli istituti aderenti hanno ricevuto un kit didattico, realizzato dalla società specializzata Neways e da Zeiss, che comprende una locandina da appendere in classe, un libretto per i docenti con all’interno varie attività da svolgere insieme agli alunni (nella foto), righelli e segnalibri in cartone e attestati di partecipazione. Ma non solo: altre 47 classi si sono unite all’iniziativa grazie al kit didattico in formato digitale. A conclusione del progetto, le classi hanno preso parte a un contest a premi che prevedeva la realizzazione di un elaborato artistico sui temi trattati, scegliendo tra due tipologie: sono risultate vincitrici la classe quinta della scuola Rodari di Bergamo e la classe 4C della scuola Oberdan di Palermo, cui sono stati assegnati materiali didattici e ludici utili per allenare le abilità visive. «Oltre a ciò, quest’anno abbiamo anche approntato un questionario online, cui hanno risposto circa 800 alunni, con quesiti che riguardavano il tempo trascorso all’aperto, le difficoltà a vedere da vicino o da lontano, la tendenza a strizzare gli occhi o a inclinare la testa durante la scrittura e così via - conclude Abbate - Per ogni domanda veniva dato un suggerimento sull’opportunità di fare controlli visivi frequenti o sul fatto che la miopia è un tema da prevenire sin da subito con soluzioni visive adeguate. Dalle risposte è emerso che un 60% complessivo dei bambini ha dichiarato di avere difficoltà, talvolta o sempre, nel vedere bene da lontano la lavagna: è un alert significativo, che segnala come sia utile sottoporli a un accertamento. Ciò ci ha ulteriormente dimostrato l’importanza di proseguire con tale attività di sensibilizzazione, che Zeiss promuove a livello di sostenibilità e attenzione al sociale: per questo abbiamo già confermato il rinnovo dell’iniziativa per l’anno prossimo, coinvolgendo almeno altre mille classi per arrivare a circa 25 mila alunni». Nicoletta Tobia

Aldegheri: Bagnoli, un uomo umile e perbene

Il Gruppo Benetti, storica insegna veronese di gioielleria e di ottica, ricorda l'allenatore dello scudetto dell'Hellas nel 1985, scomparso il 17 luglio scorso a 91 anni La morte di Osvaldo Bagnoli (nella foto) ha riportato alla memoria una delle pagine più belle del calcio italiano: lo scudetto conquistato dall'Hellas Verona nella stagione 1984-1985, il primo e solo club di provincia a vincerlo nella storia della Serie A a girone unico. Allenatore schivo ma determinato e innovativo sul piano calcistico, stimato per il suo equilibrio umano e professionale, Bagnoli ha guidato anche Genoa e Inter, lasciando un ricordo profondo anche al di là dei risultati sportivi, che pure sono stati importanti: oltre allo scudetto dell’85 con il Verona, ha portato il Genoa al quarto posto in campionato e ne ha fatto la prima formazione italiana a vincere sul mitico campo di Liverpool, Anfield Road, nel ’92. Tra coloro che lo hanno conosciuto personalmente c'è Claudio Aldegheri che, insieme alla moglie Patrizia Benetti, è alla guida di Ottica Benetti: il Gruppo Benetti, che oggi detiene tre centri ottici in città, è stato a lungo legato alla squadra gialloblù, punta dell’iceberg di una più ampia attività di sostegno al calcio giovanile e ad altri sport sul territorio. «Siamo stati sponsor per molti anni, anche in quello dello scudetto, e siamo rimasti a lungo vicini all'Hellas - racconta Aldegheri a b2eyes TODAY - Mio suocero Antonio Benetti, fondatore dell'attività, era un tifoso appassionato che seguiva la squadra persino in trasferta e un grande estimatore di Bagnoli». Il ricordo dell'ex tecnico è soprattutto quello di una persona dai modi semplici. «L'ho conosciuto allo stadio e l'ho incontrato anche in altre occasioni: era un uomo umilissimo e perbene - dice ancora Aldegheri - Tra noi c'era un rapporto di stima reciproca, così come con le persone che aveva scelto di avere accanto, perché gli assomigliavano nei valori: penso, ad esempio, a Emiliano Mascetti, prima calciatore e poi direttore sportivo di quella squadra fantastica, e a suo figlio Matteo, che venivano spesso nei nostri centri ottici e ai quali da optometrista ho effettuato più volte il controllo visivo. E anche diversi giocatori dell'Hellas sono passati nei nostri punti vendita». Il legame tra il Gruppo Benetti, presente a Verona da 63 anni con la gioielleria e da 45 anni con l’ottica, e la società scaligera si è consolidato attraverso numerose iniziative di sponsorizzazione. «Siamo stati presenti a lungo con i cartelloni pubblicitari allo stadio e con campagne che molti tifosi ricordano ancora oggi: la frase “L'ora esatta è offerta da Gioielleria Ottica Benetti”, che riecheggiava tra le tribune del Bentegodi, è diventata quasi un mantra per intere generazioni di tifosi e ancora oggi molti, quando mi incontrano in negozio o per strada, se lo ricordano», conclude Aldegheri Angelo Magri

Camisani Calzolari: il rischio per l’occhiale è fare da montatura al software AI degli altri

L'intelligenza artificiale sta modificando il modo di lavorare, comunicare e relazionarsi con i consumatori, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi per tutti i settori, compreso quello dell'ottica. Tra i protagonisti del Forum della Vista 2026, l’esperto di trasformazione digitale, docente e divulgatore offrirà una lettura di tali cambiamenti alla luce della sua esperienza: a b2eyes TODAY anticipa alcune di queste tematiche

Irsoo: un comitato a tutela dei partecipanti a studi clinici e ricerche

A partire dal 2025 l’istituto di Vinci si è dotato di un Internal Review Board, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica rispettando i massimi standard di qualità e seguendo le linee guida internazionali: tale organismo vuole offrire un supporto concreto ai ricercatori nel loro lavoro, garantendo al contempo la piena tutela delle persone coinvolte come soggetti delle indagini L’Irb-Irsoo è un comitato indipendente istituito per proteggere i diritti, la sicurezza e il benessere dei partecipanti a studi clinici e ricerche il quale, prima dell'avvio di qualsiasi indagine, ha il compito di analizzare e approvare i protocolli scientifici, assicurando che i rischi per i soggetti coinvolti siano ridotti al minimo e che le persone siano pienamente e correttamente informate. Per garantire una valutazione rigorosa e multidisciplinare, tale organismo si avvale delle competenze di docenti e studiosi provenienti da prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani, quali Antonio Calossi dell'Università degli Studi di Firenze e Milano-Bicocca, Alessio Facchin dell'Università Mercatorum, Alessandro Farini dell'Istituto Nazionale di Ottica-Cnr e dell'Università degli Studi di Firenze, Silvio Maffioletti dell'Università degli Studi di Torino e Luciano Parenti dell'Università degli Studi di Firenze. «L’Irb-Irsoo valuta esclusivamente i protocolli di ricerca che comportano un rischio pari o inferiore al livello di “rischio minimo” - spiegano a b2eyes TODAY dall’istituto di Vinci - Facendo propria una definizione recentemente adottata dal National Research Council of the Academies of Science, con tale definizione si intende “la probabilità di conseguenze paragonabili a quelle incontrate normalmente nella vita quotidiana o nel corso di indagini di routine di tipo medico, psicologico, o di esami o test nel contesto educativo, nella popolazione generale”. Presentando un protocollo, il ricercatore dichiara, sotto la propria responsabilità, che lo studio ricade in questa categoria. Rimangono pertanto escluse dalla valutazione dell’Irb-Irsoo le indagini che coinvolgono soggetti sensibili, come minori o pazienti, o che impiegano metodi strumentali considerati invasivi». Le richieste pervenute sono state inerenti a diversi ambiti dell'ottica e dell'optometria, con un focus particolare sull'utilizzo di questionari psicometrici, strumenti ritenuti indispensabili per stabilire i segnali di fastidio oculare, il comfort degli occhiali da vista, la qualità visiva di diversi tipi di lenti oftalmiche, o per comprendere le aspettative o le attitudini dei portatori di lenti a contatto. «A poco tempo dalla sua istituzione, il lavoro dell’Irb-Irsoo sta già dimostrando il suo valore strategico per la comunità scientifica - concludono dall’Irsoo - A oggi il comitato ha esaminato e approvato sette richieste e da questi protocolli validati sono già scaturite due pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed: un risultato che conferma l'impegno dell'Irsoo nel promuovere e sostenere una ricerca scientifica che sia, al tempo stesso, innovativa, rigorosa e pienamente rispondente ai criteri di tutela» (immagine creata con l'AI). A cura della redazione
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