b2eyes today

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by Fabiano Editore
Season 1

Parigi: l’eyewear in passerella tra maschere, cristalli e lenti colorate

Alle sfilate della Paris Fashion Week dedicata alla moda femminile per la primavera estate 2027, che si è conclusa il 6 ottobre, gli occhiali hanno mostrato una grande varietà di stili a completare gli outfit: dalle forme ispirate al mondo dello sport ai cat-eye con lenti colorate, dai sobri modelli in metallo a quelli grandi e piccoli in acetato Nessun colpo di scena nonostante i cambiamenti di direttori artistici, l’ultimo defilé di qualcuno, il debutto di qualcun altro. Eppure sfilate che colpiscono e molto connotate quelle dell’ultima Paris Fashion Week, che ha chiuso le proposte per la donna della prossima primavera estate, iniziate con New York e proseguite con Milano. Soprattutto nei grandi nomi, forti le caratterizzazioni, che significa anche recupero dei pezzi vintage più famosi. Così da Chanel dove Matthieu Blazy ha rivisto le vecchie silhouette in tessuti più leggeri. Diffusissimo lo stile lingerie, molte le minigonne, gli shorts e i capi presi in prestito dal mondo dello sport. Dal mondo dello sport arrivano anche gli occhiali. A maschera e grandi da Balenciaga, a fascia da Saint Laurent, ultima collezione disegnata da Anthony Vaccarello che, nella spianata del Trocadero, sfondo Tour Eiffel, trasformata in sala da ballo, ha rivisitato in oro vari capi classici della maison. A maschera anche l’eyewear da Pierre Cardin. Presenti, ma pochi i cat-eye, qualcuno da Miu Miu, con lenti colorate. Come sempre fuori dal coro gli occhiali da Schiaparelli: impreziositi da cristalli, con l’asta incurvata, perfetti per accessoriare gli abiti con una sorta di reggiseno sovrapposto. Sulla passerella tra gli specchi di Tom Ford (nelle foto) by Haider Ackermann, quasi tutti, uomini e donne, hanno sfilato con gli occhiali. Dai metallici con lenti fumé per lei in gonna diritta e blazer, a quelli metallici e da vista per lui in completo gessato e maglia traforata. Da quelli da vista piccoli e squadrati in acetato per lei in trench di pelle, a quelli grandi, tondi, in acetato, sempre da vista, per lei in completo lingerie. Luisa Espanet

Belluno: come sviluppare senso critico nelle decisioni sull’intelligenza artificiale

È l’obiettivo del percorso di 20 ore AI Literacy proposto da Innovereye Academy, brand formativo di Innovereye, il primo centro di innovazione dedicato all’adozione concreta delle tecnologie digitali e dell’AI nel settore eyewear, con Luiss Executive Management Education, Confindustria Belluno Dolomiti e Anfao, in partenza il 16 ottobre a Palazzo Bembo «L’88% delle imprese utilizza già l'intelligenza artificiale in almeno una funzione aziendale. Meno di quattro intervistati su dieci, però, riesce ad attribuirle un impatto sui risultati economici, e solo il 6% la considera un fattore significativo di profitto - afferma una nota di Innovereye, il centro di innovazione per l'intelligenza artificiale promosso da Anfao, Confindustria Belluno Dolomiti e Aivisory, presentato a febbraio (nella foto) - È il paradosso dell'adozione che emerge da The State of AI in 2026, l'ultima indagine globale di McKinsey: l'AI è entrata ovunque, ma il valore non la segue con la stessa velocità». Proprio da questo divario nasce la nuova edizione del corso AI Literacy di Innovereye Academy, il brand formativo di Innovereye, sviluppato ed erogato in partnership esclusiva con Luiss Executive Management Education. «L'obiettivo non è insegnare a usare uno strumento, ma costruire in azienda un giudizio indipendente: sapere dove l'AI abilita qualcosa di concreto e dove conviene rinunciare – spiega il comunicato - È la competenza che separa un progetto che genera valore da uno che si ferma al proof of concept e brucia budget. Nei processi industriali, nei contratti, nelle offerte e nella qualità, del resto, una risposta plausibile non basta: serve una fonte chiara». Il percorso si articola in quattro assi: le diverse famiglie di AI (generativa, predittiva, computer vision, sistemi deterministici e trasparenti), per capire quando “non è tutto ChatGPT”; gli ambiti di applicazione in azienda (produttività personale, processi, prodotti, go-to-market), compresa l'AI agentica; le priorità di investimento, la stima del ritorno e i Kpi che contano davvero; e infine la governance e la responsabilità d'impresa: bias, privacy, tracciabilità delle decisioni, Responsible AI. «Adottare l’intelligenza artificiale non è una decisione delegabile al fornitore o all'ufficio IT: ciò che un sistema produce, con quali dati e sotto quale supervisione, ricade sull'organizzazione che lo impiega - sottolinea la nota - Per questo la consapevolezza deve essere diffusa a tutti i livelli, dal vertice a chi usa gli strumenti ogni giorno, e le scelte devono poter essere motivate e documentate». AI Literacy è un percorso trasversale e non tecnico, si rivolge a imprenditori, direttori generali e responsabili HR, tecnici, commerciali e altre figure professionali e non richiede competenze di programmazione. Il metodo è pratico, con esercitazioni in aula, casi reali e spazio alle questioni portate dai partecipanti. Dopo un primo weekend comune, il secondo si divide in due parti, manageriale e operativa. Il corso, della durata di 20 ore, di cui 18 in aula e 2 online e rivolto a un numero massimo di venti partecipanti, si terrà il 16 e 17 e il 23 e 24 ottobre a palazzo Bembo a Belluno. A cura della redazione

Nau! raddoppia a Modena

Il piano di aperture dell’insegna prosegue con un nuovo spazio inaugurato a inizio ottobre all'interno del Centro Commerciale Grandemilia Il nuovo punto vendita Nau! (nella foto) si trova nel più grande centro commerciale della provincia di Modena e uno dei più importanti dell'Emilia Romagna, con circa 80 brand, situato a ovest della città, vicino all'autostrada A1 che collega Milano e Bologna. Lo store, di circa 90 metri quadrati, è uno spazio che «porta con sé gli elementi rappresentativi dell’insegna: il design, il colore e la cura che da sempre dedichiamo alle persone che ci scelgono ogni giorno», si legge in una nota di Nau!. Il negozio conta uno staff di quattro addetti e porta a 14 i centri ottici totali in Emilia Romagna: a Modena, oltre a quello appena avviato, è attivo lo store presso il Centro Commerciale I Portali. I monomarca dell’insegna sono oggi 150 tra diretti e affiliati, in Italia e all’estero. A cura della redazione

House of Modo, tre nuovi modelli per EyeFly

La proposta dell’azienda si arricchisce con Amp, Nova e Axis: integrano audio open-ear e connettività vivavoce, con l’obiettivo di rendere la tecnologia accessibile, intuitiva e discreta EyeFly, la risposta di House of Modo al segmento degli smart glasses, amplia la propria collezione con tre nuovi modelli: Amp, Nova e Axis (nelle foto, in alto da sinistra, in senso orario). «Pensata per chi è sempre in movimento, la linea combina l’estetica e il comfort di un occhiale premium da indossare ogni giorno con audio open-ear e connettività vivavoce integrati nelle aste – si legge in un comunicato dell’azienda di eyewear - Chi li indossa può ascoltare musica, rispondere alle chiamate, seguire le indicazioni per la navigazione e interagire con assistenti basati sull’intelligenza artificiale senza ricorrere ad auricolari o schermi, mantenendo elevati standard di comfort, design e qualità». Ogni modello da vista e da sole EyeFly è disponibile con due tipologie di aste intercambiabili: le Smart Tech Temples, che integrano la connessione Bluetooth e l’audio open-ear, e quelle tradizionali coordinate, che consentono di trasformare l’occhiale tecnologico in un modello classico. «Nonostante la presenza delle funzionalità digitali, ogni montatura pesa appena 30 grammi e può essere utilizzata con applicazioni di uso quotidiano dedicate alla navigazione, agli assistenti vocali, alla traduzione in tempo reale, al monitoraggio della salute e alle note audio – prosegue la nota - La flessibilità del sistema permette così di scegliere quando restare connessi e quando disconnettersi, adattandosi alle diverse esigenze della giornata». A cura della redazione

Optovista: Iacopino è il nuovo referente per il Lazio

Da ottobre il professionista, avvicendandosi a Daniela Galli nel ruolo, è entrato a far parte del team commerciale dell’azienda oftalmica: porta con sé una consolidata esperienza maturata nel settore Nel corso della sua carriera Francesco Iacopino (nella foto) ha sviluppato competenze nella vendita b2b, nella gestione e nello sviluppo della clientela e nella relazione con i professionisti del settore, lavorando con ottici indipendenti, catene e gruppi di acquisto. Negli ultimi anni ha operato in Menicon Soleko e in precedenza per quasi un decennio in Vita Research. L’ingresso del professionista si inserisce in una fase di evoluzione e ampliamento dell’organizzazione Optovista, che sta coinvolgendo diverse aree dell’azienda e che punta a rendere la struttura sempre più vicina al mercato e ai centri ottici partner. Nel nuovo incarico Iacopino, che subentra nel ruolo a Daniela Galli, la quale si dedicherà ad altri progetti nell’ottica, entra a far parte del team che fa riferimento alla filiale Optovista di Roma, con l’obiettivo di «contribuire allo sviluppo e al consolidamento delle relazioni con i centri ottici partner del Lazio e lavorando in sinergia con la struttura della filiale per garantire un supporto commerciale sempre più vicino alle esigenze del territorio», spiega un comunicato di Optovista. «Siamo felici di accogliere Francesco in Optovista - commenta nella nota Paolo Pettazzoni, presidente e amministratore delegato dell'azienda di Calderara di Reno, in provincia di Bologna - In questa fase per noi è importante inserire persone che, oltre a conoscere bene il settore, sappiano costruire relazioni solide con i clienti e interpretarne concretamente le esigenze. Francesco porta con sé esperienza, conoscenza del mercato ed entusiasmo, elementi che riteniamo preziosi per il percorso che stiamo costruendo e per rafforzare ulteriormente il lavoro della nostra struttura sul territorio» A cura della redazione

Essilor Stellest 2.0: a sei mesi i migliori risultati mai ottenuti

Nel periodo la nuova generazione di lenti per la gestione della progressione miopica di EssilorLuxottica ha raggiunto riscontri intermedi comparabili a quelli osservati dopo un anno di utilizzo della precedente versione EssilorLuxottica ha recentemente annunciato i risultati intermedi a sei mesi di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e attualmente in corso in Cina, per valutare l'efficacia delle lenti Essilor Stellest 2.0 (nella foto, un'immagine di campagna) nei bambini miopi. Dopo sei mesi di utilizzo questa versione ha evidenziato un rallentamento medio della progressione miopica pari a 0,51 D e una riduzione media dell'allungamento assiale pari a 0,21 mm rispetto alle monofocali. Tali risultati sono comparabili a quelli osservati in precedenza dopo 12 mesi di utilizzo delle lenti Essilor Stellest di prima generazione, a conferma di una risposta al trattamento potenzialmente più rapida, e «segnano un importante passo avanti nel nostro impegno di lungo periodo nella gestione della miopia attraverso l'innovazione e la ricerca clinica», commenta in una nota Davide Schinetti, chief operating and R&D officer di EssilorLuxottica.

Ago: FuturLab si allarga alla formazione dello staff

La terza edizione del percorso manageriale promosso dal centro studi del network prevede un modulo avanzato, con tredici corsi e tre aree di specializzazione, al via da gennaio 2027 Al prossimo meeting di Alleanza Gruppi Ottica verrà presentata la nuova edizione di FuturLab (nella foto, la locandina), l’iter di formazione manageriale e imprenditoriale che per il 2026-27 amplia la propria proposta e apre maggiori possibilità di specializzazione anche a chi ha già partecipato ai precedenti incontri. Il programma, curato dal coordinatore del progetto Muzio Gasparini, prevede da gennaio due percorsi progressivi, Management del Retail Ottico e Performance Management, per un totale di tredici corsi e dieci docenti, con tre aree di approfondimento: amministrativa e finanziaria, vendita e relazione, marketing digitale. I promotori hanno pensato a un’offerta più ampia e profonda, «per chi sa già fare l’ottico e vuole imparare a diventare imprenditore, per quanti leggono i numeri e non li subiscono, per coloro che costruiscono esperienze del cliente memorabili e non si limitano a vendere occhiali e, infine, per chi usa l’intelligenza artificiale, il digital tracking e l’armocromia come leve concrete di competitività», spiega una nota del network. A completare il programma sono in fase di studio giornate di formazione delle aziende partner, aperte a tutti gli affiliati anche senza partecipazione a FuturLab, che creeranno un ulteriore punto di incontro e di miglioramento professionale per tutti gli associati. «Abbiamo voluto ampliare il corso avanzato, lanciato per la prima volta lo scorso anno, dividendo e specializzando le tre aree di formazione: un partecipante può frequentare il corso base tra ottobre e novembre di quest'anno e poi passare all’upgrade nel gennaio 2027 - dice a b2eyes TODAY Valentina Magliano, referente marketing di Ago – A chi ha già seguito in precedenza il percorso diamo invece la possibilità di specializzarsi o di frequentare uno o più corsi tra quelli nuovi: in assoluta libertà, si possono così approfondire le singole aree, anche portando con sé lo staff, che verrà incentivato con dei voucher formativi. In pratica, abbiamo concentrato le date, ma non i contenuti». Tutti gli incontri sono in presenza nella zona di Milano Linate, con gli stessi docenti delle edizioni precedenti. «L’anno scorso ha partecipato a FuturLab una ventina di centri ottici, ora contiamo di superare questa quota – aggiunge Magliano - Il progetto, nato soprattutto per favorire il ricambio generazionale, oggi si allarga allo staff, lavorando sui temi della fiducia, dell’esperienza e della relazione, che saranno anche al centro del prossimo meeting». Tra le novità dell’edizione 2026-2027 c’è inoltre l’ingresso di EssilorLuxottica, la quale «ha deciso di sposare i nostri progetti di punta, quindi sarà partner non solo dell’evento del 18 ottobre, ma anche di FuturLab», conclude la manager. Angelo Magri

Satisfy Oakley: visioni di epoche opposte si incontrano nel presente

È quanto accade nell’ottavo capitolo di Equipment for our World, la collaborazione nata nel 2023 tra il marchio di abbigliamento tecnico per il running e l’house brand di EssilorLuxottica: dal passato e dal futuro tornano alla luce le due icone Scar e Suture Jacket, disponibili a livello globale dal 13 ottobre Al centro del nuovo capitolo di Equipment for our World, due silhouette eyewear provenienti da estremi opposti della storia del design Oakley oltre che una serie capi di abbigliamento sviluppati attorno allo stesso elemento distintivo: un sistema di ventilazione di precisione, studiato per garantire visibilità e flusso d’aria quando lo scenario cambia. «Due visioni provenienti da epoche opposte si incontrano nel presente: Scar guarda al passato, Suture Jacket al futuro, entrambe reinterpretate attraverso lo sguardo di Satisfy - spiega una nota di Oakley - La collezione è raccontata come una serie di reperti appena rinvenuti, più che come un insieme di prodotti semplicemente svelati». Ad aprire il capitolo è Satisfy Oakley Scar, che riporta in scena il primo occhiale Oakley realizzato con un mix di materiali. Lanciata originariamente nel 2001 e nata dalle famiglie Jacket e X-Metal, Scar ha curve scultoree e una silhouette avvolgente. Satisfy, sottolinea il comunicato, la reinterpreta nelle colorazioni Falcon e X-Silver Metal, abbinando la montatura in O Matter a una cerniera in metallo. Entrambe le versioni hanno lenti Prizm esclusive della collaborazione, Tungsten per Falcon e Black per X-Silver Metal, con aperture di ventilazione studiate per migliorare il contrasto e favorire il passaggio dell’aria quando lo sforzo si fa più intenso. Al suo fianco, Satisfy Oakley Suture Jacket risponde alla stessa esigenza partendo dalla direzione opposta. Avvolgente e più incisiva, la silhouette trova stabilità nella forma anziché nei materiali, mentre i naselli in Unobtainium aumentano l’aderenza con il sudore. Satisfy reinterpreta Suture Jacket nelle colorazioni Grey Smoke e Transparent Yellow, entrambe abbinate a lenti Prizm Black ventilate, sviluppate appositamente per questa collaborazione. «I due modelli si muovono in parallelo: Suture Jacket punta sulla geometria per offrire una visione più nitida, Scar sulla costruzione - conclude la nota - Entrambi sono accompagnati da una custodia Satisfy Oakley creata ad hoc e da una confezione trasparente premium». La nuova collezione sarà disponibile a livello globale dal 13 ottobre sul sito di entrambi i brand, presso Satisfy Supply a Parigi e in una selezione di store e partner Oakley in tutto il mondo.

VisionOttica Il punto di vista: spazio agli occhiali anarcho-punk di Alessia Alizè

Con un evento, svoltosi lo scorso 1° ottobre, il centro ottico di viale Vittorio Veneto a Milano ha invitato a scoprire la nuova collezione e l’universo eyewear della giovane designer, nata e cresciuta in Toscana ed entrata a 19 anni nell’azienda di famiglia Key Optical Europe, che incarna una mentalità radicata in una filosofia inclusiva, dallo spirito libero e lontana dagli stereotipi sociali E di universo si può proprio parlare per la collezione di Alessia Alizè Pappé: da due anni ha creato un suo brand di occhiali, Alessia Alizé, in uno stile da lei definito anarcho-punk, con elementi come piercing, catene, forme e dettagli inconsueti. Più di 100 modelli, comprese le varianti di colore, genderless, realizzati in metallo e in acetato. Quelli in stainless steel da sole sono made in Japan e con la finitura “moon effect”, in sei varianti di colore e lenti sfumate, ma il terminale delle aste sempre in acetato. Quelli in acetato hanno aste in 3D con una speciale texture, e sono made in France. Più lineari quelli da vista. In mostra anche la limited edition Venom made in France, una maschera stampata in 3D in nylon bio-based derivata da fonti vegetali tra cui l’olio di ricino. Dietro la scelta del punk, non solo quella di uno stile ma di un modo di essere e di scelte di vita, per cui il punk stesso rappresenta la libertà di espressione e al contempo il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità. Ultimamente Alessia ha aggiunto alla sua collezione di eyewear una linea di abbigliamento, che ha presentato al White di settembre. Tutti i capi sono in tessuti organici e made in Italy. Gli occhiali, distribuiti da Key Optical Europe, sono già in vendita in Italia nel canale ottico, compresi i quattro centri VisionOttica Il punto di vista.

EurOK: il primo meeting italiano con la nuova identità

Si terrà il 25 e 26 ottobre a Milano, sotto l'egida dell’European Academy of Myopia Management, decisa nei mesi scorsi dall’assemblea dei soci La European Academy of Orthokeratology and Myopia Control, storicamente conosciuta come EurOK, ha cambiato nome in European Academy of Myopia Management. «La nuova identità rappresenta un importante punto di svolta nel percorso dell’Academy e traduce formalmente un’evoluzione della sua missione scientifica già intrapresa da anni: promuovere un approccio sempre più ampio, multidisciplinare e basato sulle evidenze alla gestione della miopia - si legge in una nota dell’organismo - Il meeting, dal titolo “Gestione della miopia: la visione italiana di EurOK”, in programma il 25 e 26 ottobre presso l’Enterprise Hotel di Milano assume quindi un significato particolare: sarà il primo in Italia organizzato dall’Academy sotto questa denominazione, segnando concretamente l’inizio della nuova fase». Il controllo dell’evoluzione miopica rappresenta oggi una delle principali priorità della comunità scientifica internazionale e richiede competenze diverse, capaci di dialogare e integrarsi nella pratica clinica: è il punto di partenza del simposio milanese, che coinvolgerà classe medica, mondo ottico optometrico e quello dei fisici. «Non si tratta soltanto di discutere insieme di aggiornamenti scientifici, ma di creare un terreno comune di confronto tra professionalità complementari, favorendo un linguaggio condiviso e un approccio integrato al myopia management, al quale sarà interamente dedicata la prima giornata del meeting, per offrire un aggiornamento sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle strategie per la gestione della progressione miopica: si concluderà con una tavola rotonda multidisciplinare tra esperti, realizzata in collaborazione con la European Myopia Society - prosegue il comunicato - Nella seconda giornata è invece previsto un workshop incentrato esclusivamente sull’ortocheratologia, con un approccio pratico basato su casi clinici, confronto con gli esperti e approfondimenti applicativi». Il passaggio da European Academy of Orthokeratology and Myopia Control a European Academy of Myopia Management non rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, «una rottura con la storia dell’Academy, ma l’evoluzione naturale di un percorso scientifico costruito negli anni - precisa la nota - L’ortocheratologia rimane parte integrante delle sue competenze e delle sue solide radici scientifiche, ma la nuova denominazione riflette una missione più ampia: contribuire allo sviluppo del myopia management nella sua globalità, favorendo ricerca, formazione, confronto scientifico e collaborazione tra le diverse figure professionali coinvolte». Tra i relatori dell’evento nazionale figurano, per citarne alcuni, esponenti del mondo ottico optometrico quali Antonio Calossi, Mirko Chinellato, Marino Formenti, Mauro Frisani, Gianluca Ruffato, Nicola Rizzieri e Sandro Sciacca, mentre per quello medico professionisti come Andrea Lembo, Irene Schiavetti, Massimiliano Serafino e Aldo Vagge.
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