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by Kvox
Season 1

SETTANTAxOTTANTA: 1960. Cinebox e Scopitone, fanno ballare il pubblico di tutto il mondo e anticipano l’era dei videoclip

Negli anni 60 gli apparecchi Cinebox e Scopitone distribuiti nei locali pubblici, tentarono di rubare la scena ai più diffusi e popolari jukebox, sfidandoli sullo stesso terreno dell’intrattenimento musicale. Video Jukebox Il Cinebox e lo Scopitone dalle caratteristiche simili, non erano altro che dei jukebox. Oltre alle canzoni permettevano di selezionare anche i relativi video musicali a colori.

SETTANTAxOTTANTA: Anni 60-70. Mike Bongiorno ferma la musica alla radio. Lo fa con un quiz a premi un po’ perverso

Abituati come siamo a considerare Mike Bongiorno (1924-2009) mattatore di quiz televisivi, non tutti sanno che la sua biografia comprende anche illustri trascorsi radiofonici basati sulla logica del gioco a sfondo musicale. Ferma la musica Dal 1967 al 1970, con il consueto piglio da conduttore navigato, Mike Bongiorno condusse Ferma la Musica. Quiz musicale a premi Il quiz musicale a premi, come recitava il Radiocorriere Tv, vedeva come autore anche Paolo Limiti (1940-2017) assieme a Silvio Menicanti (1911-1984) ed Attilio Spiller (1913-1993). Dalla Fiera di Milano Il gioco andava in onda dagli studi Rai della Fiera di Milano per circa un’ora, il martedì sera alle 20 sul Secondo Programma radiofonico (poi Rai Radio 2), per poi essere replicato la domenica mattina alle 10 sul Programma Nazionale (poi Rai Radio 1).

SETTANTAxOTTANTA: 1976. Quando Mike Bongiorno per girare lo spot della grappa rimase bloccato per tre ore sul Cervino

Sulle note di Un sospero, brano dei Daniel Sentacruz Ensemble, la tv degli anni ’70 e ‘80 trasmetteva uno degli spot più famosi del periodo. Quello della Grappa Bocchino Sigillo Nero, protagonista Mike Bongiorno (1924-2009) il re dei quiz. Lo slogan In onda su Carosello dal 1974, anche dopo la kermesse pubblicitaria terminata nel 1978, lo spot sdoganò lo slogan Sempre più in alto! unito a Concludendo! entrati nel linguaggio comune e oggetto di numerose parodie.

SETTANTAxOTTANTA: 1968. Spot Bio Presto, Franco Cerri, l’uomo in ammollo, da mito del jazz diviene idolo delle massaie, scelto per caso

Nel 1968 lo spot Bio Presto fece il suo esordio a Carosello quando era ancora in bianco e nero. Se dovessimo stilare una classifica delle pubblicità più popolari fra quelle circolate nel celebre programma televisivo, quella del detersivo per lavare a mano occuperebbe le prime posizioni. Non esiste sporco impossibile Nella réclame Bio Presto, Franco Cerri (1926-2021), immerso nell’acqua quasi fino al collo, lo ribadiva ogni volta “Nooooo, non esiste sporco impossibile!”. L'uomo in ammollo L’originalità del soggetto e l’indubbia simpatia del protagonista ribattezzato “L’uomo in ammollo”, fecero la fortuna della pubblicità andata in onda per più di dieci anni. Franco Cerri testimonial per caso Prima di Bio Presto, Franco Cerri, era già un autorevole chitarrista jazz. Negli anni 60 decise di dedicarsi alla realizzazione di musiche per le pubblicità. Frequentando quell’ambiente venne scelto per fare da testimonial al noto detersivo.

SETTANTAxOTTANTA: 1982. Una Carbonara (e una Coca Cola) con “sentimento grandioso per l’Italia” dagli Spliff

Imperversò nella calda estate del 1982 un brano di uno sconosciuto gruppo tedesco (gli Spliff) dal ritmo reggae e dal testo in parte in italiano maccheronico ed in parte in tedesco. Il pezzo aveva un titolo evocativo: Carbonara. Brigate Rosse e la Mafia cacciano sulla Strada del Sol Lo sconclusionato testo degli Spliff parlava di alcuni giovani squattrinati che, con pochi spiccioli in tasca, erano costretti a mangiare solo spaghetti alla carbonara, bevendo Coca Cola, anche se avrebbero ambito assaggiare le prelibatezze locali. Nel brano non mancavano tardivi riferimenti alle vicende italiane dei cupi anni '70 ("Brigate Rosse e la Mafia cacciano sulla Strada del Sol"), la consueta affermazione indiretta della superiorità del Marco ("Distruzione della Lira") e noti brand italiani (lo spumante Asti, i gelati Motta, l'Amaretto e la Belladonna). From Spliff to Nina Gli Spliff, fondati nel 1980, erano composti da Herwig Mitteregger (1953), Reinhold Heil (1954), futuro compositore delle colonne sonore di Run Lola Run e Cloud Atlas, Bernhard Potschka (1952) e Manfred Praeker (1951-2012), già riuniti dagli anni 70 nei Lokomotive Kreuzberg.

SETTANTAxOTTANTA: Anni 70. Dietro i testi di Umberto Tozzi, mani che lavorano piano e stelle di cartone, l’arte di Bigazzi

Noi che siamo cresciuti chiedendoci quale fosse il "lavoro strano" del protagonista di Tu (1978) di Umberto Tozzi (1952). Artista che, peraltro, ci aveva lasciati perplessi appena un anno prima, quando apriva "la porta a un guerriero di carta igienica" in Ti amo. Slow hand Va detto che, non pago, il nostro aveva rincarato la dose l'anno successivo, con Gloria, che mancava "ad una mano che lavora piano". Le stelle sul divano Circostanza in sé innocua, se non fosse stata combinata con il fare "stelle di cartone con te nuda sul divano".... La responsabilità di Bigazzi In realtà le criptiche strofe (rilevante è anche l'ambiguo testo di Mamma Maremma del 1979) sono da ascrivere allo storico compositore e paroliere di Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi (1940-2012). Noto anche con lo pseudonimo di Katamar.

SETTANTAxOTTANTA: Anni 60-70. Con la formula del telefono Duplex gli italiani risparmiano sulla bolletta

Fino a qualche decennio fa non era insolito che fra le controversie condominiali ci fosse l’uso del telefono, o meglio, del Duplex. Il Duplex Oggetto del contendere era, infatti, la tariffa chiamata Duplex della Sip (Società Italiana per l’esercizio telefonico, attiva dal 1964 al 1994, prima di diventare Telecom Italia), che permetteva la condivisione di una stessa linea telefonica tra due apparecchi presenti nel medesimo stabile, appartenenti ad abbonati diversi.

SETTANTAxOTTANTA: 1971. A Speciale per Noi, Don Lurio inventa un balletto entrato nell’antologia della televisione italiana

Quando "mamma Rai" faceva scuola e i programmi se li inventava da sola, Speciale per Noi rappresentò uno dei programmi di punta della prima metà degli anni 70. Trasmesso dal 9 gennaio al 20 febbraio 1971 sul Programma Nazionale (Rai 1), per un totale di 7 puntate, Speciale per Noi vedeva alla conduzione un gruppo di comici di tutto rispetto, quali Bice Valori (1927-1980), Paolo Panelli (1925-1997), Ave Ninchi (1915-1997) e Aldo Fabrizi (1905-1990). Gli autori ed il supporto Gli autori erano Antonio Amurri (1925-1992) e Maurizio Jurgens (1921-1975), l’orchestra diretta da Gianni Ferrio (1924-2013), le coreografie a cura di Don Lurio (1929-2003), le scenografie di Cesarini da Senigallia (1923-1996) e la regia di Antonello Falqui (1925-2019). Probabilmente il meglio che la tv italiana potesse offrire in quel momento.

SETTANTAxOTTANTA: Anni 60 70. Il tripudio di film di Franco e Ciccio 116 dal 1960. Prima osannati, poi bistrattati e infine riscoperti

Impossibile per chi è nato prima degli anni '80 non avere visto almeno un film di Franco e Ciccio. Spesso ai cinema dell'oratorio, poi in televisione. Esaltati, sviliti e poi elevati a cult. D'altra parte, da soli, negli anni '60 i film di Franco e Ciccio rappresentarono il 10% degli incassi annuali dei cinema in Italia. Franco e Ciccio: insieme dal 1954 Il duo palermitano formatosi nel 1954 e composto da Franco Franchi (1928-1992) e Ciccio Ingrassia (1922-2003) ha partecipato a quasi 120 film tra gli anni 60 ed i primi anni '80.

SETTANTAxOTTANTA: Libri. Gian Luca Barneschi Il disastro dimenticato (Balvano, 1944). Il più grave disastro ferroviario italiano

Pochi sanno che il più grave disastro ferroviario della storia è avvenuto in Italia, a Balvano, in provincia di Potenza. Lì, nelle prime ore del 3 marzo 1944, più di 600 persone (uomini, donne, ma anche giovanissimi) morirono in maniera assurda e incredibile, all’interno di una galleria. Avvelenati dal monossido di carbonio prodotto da due locomotive a vapore. Il disastro occultato Ma ancora più incredibile è la maniera nella quale questa tragedia, dai molti responsabili e nessun colpevole, sia stata ignorata dalle istituzioni e dalla storia, anche in conseguenza di maldestre versioni di comodo e ricostruzioni non adeguate.
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