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by Kvox
Season 2
1978. Un romanzo di fantascienza della collana Urania anticipa il dilemma di Papa Benedetto XVI… 27 anni prima che diventasse papa
Un racconto di fantascienza distopico pubblicato dalla collana editoriale Urania nel 1978 aveva ipotizzato, 27 anni prima dell’elezione di Papa Benedetto XVI (Joseph Aloisius Ratzinger, 1927-2022), il dilemma che lo avrebbe portato ad essere rinunciatario al ministero nel 2013. Ma la presenza di un dilemma (pur di diversa natura) per Papa Benedetto XVI non è l’unica curiosità del romanzo del ’78: lì la Città del Vaticano, per esempio, è stata ricostruita a Ginevra e lo Stato (del Vaticano) ha (di nuovo) un potente esercito. Il papa, il dittatore e la Tv Vaticana con trasmissioni olografiche Il breve racconto dello scrittore Herbie Brennan (1940-2024) si svolge in un futuro distopico ed imprecisato (nel racconto alla Radio Vaticana è affiancata la Tv Vaticana, con trasmissioni olografiche, mentre si parla di arredi risalenti a due o tre secoli prima), dove lo Stato del Vaticano è stato, per motivi ignoti, delocalizzato a Ginevra e (ri)dotato di un esercito.
1983. Arriva Automan, cugino televisivo di Tron e gli americani credono all’ologramma senziente. Ma la serie sarà bocciata dagli ascolti
Nato dalla fervida immaginazione di Glen Larson (1937-2014), Automan rappresenta uno dei prodotti di finzione più affascinanti della televisione che, con l’arrivo degli home computer e delle prime console di gioco, affascinò la società americana del tempo. La trama Automan racconta la storia di Walter Nebicher, un genio informatico del dipartimento di polizia di Los Angeles, che crea l’ologramma Automan capace di materializzarsi nella realtà per aiutarlo nelle indagini di polizia.
1982. Wot! di Captain Sensible: uno dei primi videoclip con sceneggiatura da film
Ricordate quel particolare brano di inizio anni ’80 di cui non si capiva bene quale fosse il titolo e quale l’autore, visto che nel testo della canzone venivano citati entrambi: Wot e Captain (Sensibile)? He said captain, I said wot Ecco, quel pezzo, col suo martellante “He said captain, I said wot“, registrò un primato non tanto per il suo (comunque rilevante) posizionamento in classifica, quanto per essere uno dei primi videoclip ad alto budget e sceneggiatura da film.
1980. Dal Mundialito dell’Uruguay alla Coppa Supermondiale di San Siro: I “due mondialiti” degli splendidi anni ’80
Tra il 1980 e il 1983 ebbero luogo due eventi che avrebbero anticipato il calcio come lo conosciamo oggi, entrambi ricordati come “Mundialito“. Due tornei alternativi ai classici organizzati dalla FIFA, creati per propagandare una nazione (il primo) o una rete televisiva (il secondo). Al centro di tutto, almeno per noi italiani, un imprenditore edile noto per aver creato la splendida Milano 2 e la TV locale Telemilano 58: Silvio Berlusconi. Il Primo Mundialito Andiamo in ordine di tempo. Il primo Mundialito risulta essere quello dell’Uruguay. Col nome ufficiale: Copa de Or e Campeones Mundiales si tenne in Uruguay dal 30 dicembre 1980 al 10 gennaio 1981. L’idea era semplice: invitare a giocare tutte le nazioni che avessero precedentemente vinto i Mondiali FIFA.
SETTANTAxOTTANTA: 1965: esce L’Ombrellone di Dino Risi con Enrico Maria Salerno e Sandra Milo. Fotograferà per sempre un’epoca
La trama de L’Ombrellone, film di rilievo sociologico del 1965, è abbastanza lineare: Enrico Marletti (Enrico Maria Salerno, 1926-1994), benestante ingegnere romano sui quaranta, che odia il mare e la confusione, lascia una capitale deserta per il ferragosto, diretto a Riccione. Giuliana Lì, da tre settimane, è in vacanza la moglie Giuliana (Sandra Milo, 1933-2024), modello della donna bella e superficiale, che lo trascina nella sua routine vacanziera, fatta di altrettanti stereotipi.
SETTANTAxOTTANTA: 1987. Étienne di Guesch Patti come il Kobra della Rettore. Ed è subito scandalo
Una fellatio. Così, senza girarci troppo intorno, andiamo al dunque. Il tema di Étienne, primo singolo del primo album della poliedrica artista francese Guesch Patti (pseudonimo di Patricia Porrasse, 1946-2026), ci mise un po’ a manifestare la sua “oscenità” artistica. Quantomeno in Italia. Étienne, alla francese Perché, in fondo, che Étienne fosse uno dei nomignoli francesi dell’organo sessuale maschile non è che fosse proprio così noto, da noi. Ma anche in quanto l’eleganza del brano e la voce melodica (ancorché provocante) di Guesch Patti, non faceva presagire un contenuto così, diciamo, esplicito.
SETTANTAxOTTANTA: Anni 60. Quando il mercato passava nei cortili col venditore ambulante sul suo furgone ricco di merceria e di curiosità dal mondo esterno
Fino alla metà degli anni ’70 (ed in aree periferiche italiane anche oltre), nei cortili, quello col venditore ambulante di merceria, era un appuntamento bimestrale, mensile, quindicinale, a seconda della densità abitativa del paese o del quartiere della città. Contromercato Era un individualista, che non andava d’accordo coi mercati, dove la promiscuità, da una parte, rendeva più semplice il commercio, ma, dall’altra, favoriva la competizione tra concorrenti.
SETTANTAxOTTANTA: Anni 60-70. Nostalgia di Carosello. Siamo andati a riscoprire alcuni fra i più belli e indimenticabili del programma pubblicitario
Quando il 3 febbraio 1957, era domenica, Carosello andò in onda per la prima volta alle 20.50 dopo il telegiornale, non pochi intellettuali dell’epoca storsero la bocca. Il male assoluto Negli anni in cui la televisione italiana muoveva i primi passi (era nata il 3 gennaio 1954), la pubblicità veniva considerata il male assoluto.
SETTANTAxOTTANTA: 1974: Loy & Altomare cantano quattro giorni insieme, 12 corde per una melodia ispirata al sound di Simon & Garfunkel e Loggins & Messina
Il testo, diciamo la verità, non è memorabile e, a tratti, anche un po’ offensivo (“forse non eri intelligente, ma c’era in ogni tua espressione quell’entusiasmo che tira su“), ma Quattro giorni insieme è uno di quei pezzi che colgono nel segno. Sapientemente dosando chitarra e strumenti acustici. Disillusione Loy & Altomare restituiscono all’ascolto il sapore della disillusione post-hippy che anticipa i durissimi anni di piombo che seguiranno alla pausa del 1974.
SETTANTAxOTTANTA: Anni 60. Noi che ci chiedevamo cosa ci fosse in quella pesantissima cassaforte sotto il televisore che andava accesa prima dell’apparato
Tanto per cominciare, tra la seconda metà degli anni 60 e la prima degli anni 70 il televisore per famiglia era uno. E costituiva un totem. In tutti i sensi. Simbolo di agiatezza Non solo perché era venerato come un trofeo del raggiungimento di una certa stabilità economica o comunque in quanto costituiva il simbolo oggettivo di un conseguito benessere, nemmeno lontanamente sperato quindici anni prima. Dominatore da salotto Ma anche perché dominava fisicamente il soggiorno su un mobile, generalmente in vetro, con le rotelle e a più ripiani (di norma due). Le valvole Quel televisore che funzionava a valvole, che periodicamente si scaricavano. E allora arrivava il tecnico, con una valigetta per “ricaricarle” attraverso un apparecchio collegato al tubo catodico che compiva il miracolo. Il colore E non mancava, nell’occasione, di promuovere quel nuovo fantastico tv, che addirittura garantiva la visione di programmi “a colori”, invitando ad andare a visionarlo nel suo negozio. Perché il secondo ripiano sotto il televisore? Tornando all’argomento di questo articolo, quale era la ragione del secondo ripiano? Certamente non per il videoregistratore, che avrebbe fatto la comparsa di massa solo nella seconda metà degli anni ’80.
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