Vittime di Piombo

Vittime di Piombo

di Matteo Simonetti
Stagione 1
Vittime di Piombo - Il Trailer
Trailer
Questo podcast e' dedicato alle vittime degli anni di piombo. Un periodo storico che ha caratterizzato la storia recente d'Italia e che ancora ne influenza la società. Questa storia, come tutte le storie, è fatta di persone che diventano inconsapevoli protagonisti di una storia che si rivelerà intricata e a volte misteriosa, ma che cercheremo, raccontandola di capire... un episodio alla volta.
Antonio Annarumma
Antonio Annarumma è un ragazzo di 22 anni quando, il 19 Novembre del 1969, viene colpito alla tempia da un corpo contundente mentre era alla guida di una camionetta della polizia durante una manifestazione contro il caro affitti a Milano. E' considerato la prima vittima di un periodo che caratterizzerà la storia d'Italia che gli storici chiamano "Anni di Piombo". Con questo episodio, cerchiamo di raccontare come sono andate le cose, in che contesto si sono svolti quegli accadimenti e proveremo a capire il senso, se mai ce ne fosse uno, di una vita spezzata.
12 Dicembre 1969 - La strage di Piazza Fontana
Il 12 dicembre 1969 segna una svolta nella storia degli anni di piombo. Con la strage di Piazza Fontana l'Italia entra di colpo in uno scenario che non è più soltanto nazionale: è uno scenario di Guerra Fredda, dove le bombe non parlano solo di odio ideologico, ma di equilibri geopolitici, di interessi atlantici, di reti segrete che attraversano oceani e cancellerie. Le vittime — commercianti, agricoltori, pensionati — diventano protagonisti inconsapevoli di paure politiche che non avrebbero mai potuto immaginare, pedine sacrificate su una scacchiera che nessuno aveva mostrato loro. I colpevoli, a loro volta sono strumenti di una guerra più grande che li legittima, li protegge e alla fine li rende immuni. Piazza Fontana non è soltanto una strage — è il primo atto di un copione già scritto. E con essa si infittisce la ragnatela di depistaggi, segreti di Stato e oblio istituzionale che ha caratterizzato tutta questa stagione: una ragnatela così fitta che ancora oggi, a più di cinquant'anni di distanza, molte verità restano sepolte sotto strati di carte secretate, testimonianze scomparse e processi senza condannati. Fonti utilizzate: Fanpage.it — Strage di Piazza Fontana, chi erano le 17 vittime innocenti dilaniate dalla bomba (2020) Archivio900.it — Strage di Piazza Fontana, spunta un agente USA, La Repubblica, 11 febbraio 1998 Focus.it — La strage di Piazza Fontana, intervista al giudice Guido Salvini, Focus Storia (2006) Il Giornale Popolare — 12 dicembre 1969: la strage di Piazza Fontana (2025) Archivio Storico Istituto Luce — Piazza Fontana, una bomba, la strategia della tensione Wikipedia — Strage di Piazza Fontana; Carlo Digilio; Operazione Gladio; Organizzazione Gladio Editorialdomani.it — Le ammissioni del generale Maletti, le bombe e le connivenze politiche (2024) Antimafiaduemila.com — Scarpinato: servizi segreti americani coinvolti dietro la strategia della tensione; Servizi segreti, stragi e delitti — il lato oscuro del potere agli 007 Il Manifesto, Archivio pubblico — Piazza Fontana, una spia che viene dal passato (1995) Rivoluzione.red — Piazza Fontana e la giustizia impossibile Frieden-durch-recht.info — Gladio: NATO's stay-behind armies and terrorism in Cold War Italy Memoria.cultura.gov.it — Strage di Piazza Fontana (MI), Portale storico del Ministero della Cultura Treccani — Piazza Fontana, strage di, Dizionario di Storia Commissione Parlamentare d'inchiesta sulle Stragi — Rapporto del gruppo "Democratici di Sinistra", 2000 Corte di Cassazione — Sentenza definitiva, giugno 2005 Deposizione del generale Gianadelio Maletti, Corte d'Assise di Milano, marzo 2001 Per I contributi audio dagli atti dei processi si ringrazia l'archivio di Radio Radicale https://www.radioradicale.it/archivio
Giuseppe Pinelli - ferroviere anarchico
A mezzanotte e 03 del 16 Dicembre del 1969, durante un interrogatorio sulla strage di piazza Fontana, da una finestra al quarto piano della questura di Milano, cade il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli che era tenuto in stato di fermo presso l'ufficio del commissario Calabresi da oramai quattro giorni, con l'accusa di essere persona informata dei fatti. L'episodio rimane ad oggi avvolto nel mistero, non fu suicidio, come la polizia cerco' di sostenere, non fu omicidio, ma il frutto di un tragico susseguirsi di eventi, un incidente insomma. Di sicuro fu un episodio che influenzò a fondo la società e che inasprì ancora di più i conflitti di quegli anni. • Sentenza del Giudice Istruttore Gerardo D'Ambrosio, 27 ottobre 1975, Tribunale Civile e Penale di Milano — pubbl. in A. Sofri (a cura di), Il malore attivo dell'anarchico Pinelli, Sellerio, 1996. • Wikipedia IT — Voci: Giuseppe Pinelli, Luigi Calabresi, Omicidio Calabresi, Morte accidentale di un anarchico. • GiustiziaInsieme.it — 'Il delitto Pinelli e il diritto alla verità', intervista a Carlo Smuraglia. • RivistaCriticadelDiritto.it — 'Salto nel buio. Il caso Pinelli' (2020). • Sbilanciamoci.info — 'Pino Pinelli, una sentenza non definitiva' (2019). • Il Manifesto — 'Squarci di verità sulla morte di Pinelli' (ottobre 2022). • Collettiva.it — 'Dario Fo e quella morte accidentale di un anarchico'. • Camilla Cederna, Pinelli: una finestra sulla strage, Feltrinelli, 1971. • Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là, Mondadori, 2007.
Stagione 2
Seconda serie il 1970-Prologo
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In questo prologo alla seconda serie volevo aggiungere qualche cosa, per disegnare un immagine completa, per quanto sia possibile, del panorama politico e culturale internazionale e nazionale. Cosa era il 1970, quali forze erano in campo, cosa stava attraversando il mondo in quel momento. Un immagine parziale certo, il mondo e' grande, ma alcune cose più di altre penso diano degli spunti per capire meglio, o se non altro, per mettere una base al nostro racconto. Grazie dell'ascolto. Vittime di Piombo e' anche una playlist, la potete trovare su spotify a questo indirizzo https://open.spotify.com/playlist/2h31FfvmrWizR4aAtTjZHH?si=ZIdWHi60SIibnkCobYJ5mw perché a volte una canzone vale più di mille parole. ---------------------- Vittime di Piombo e' una produzione Take 01 Studio, ed e' scritto e narrato da Matteo Simonetti per info: www.take01studio.co.uk
Ugo Venturini - 18 Aprile 1970
Il 18 aprile 1970, durante un comizio a Genova, l’operaio Ugo Venturini viene colpito alla testa da una bottiglia. Morirà tredici giorni dopo, il primo maggio, lasciando una moglie e un figlio piccolo. Chi era Ugo Venturini? Spesso ricordato esclusivamente come militante del Movimento Sociale Italiano, Venturini era un uomo che lavorava in cantiere, faceva volontariato alla Croce Rossa e, quel giorno, si trovava in piazza semplicemente per ascoltare un discorso. In questo episodio di Vittime di piombo, ripercorriamo la vicenda di una morte che, nel clima incandescente dell’Italia degli anni '70, fu rapidamente trasformata in uno strumento di propaganda politica, venendo sepolta sotto il peso di slogan, inchieste mai concluse e strumentalizzazioni contrapposte. Nota editoriale: Nella ricostruzione di questa storia mi sono imbattuto in un fatto curioso, come a rinforzare il concetto di strumentalizzazione della vittima. Le fonti sono principalmente di derivazione politica appartenenti alla destra italiana, non sono riuscito a trovare testimonianze filmate o registrazioni dell'epoca, se non limitate a pochi frammenti a volte non proprio attinenti alla storia. Le foto citate nell'episodio sono consultabili presso l'archivio del Secolo XIX a Genova. Avvertenza: questo è un podcast narrativo. Alcuni elementi di raccordo e di atmosfera sono frutto di elaborazione narrativa basata su fatti documentati. 📚 FONTI PRINCIPALI Massimo Lionti — Ugo Venturini. Un operaio dimenticato, Edizioni Lo Scarabeo, 2020 Luca Telese — Cuori neri, Sperling & Kupfer, 2006 Wikipedia IT — voce "Ugo Venturini" Rete degli archivi per non dimenticare — Ministero della Cultura (scheda omicidio Venturini) Il Giornale — "Cuori neri", archivio con rassegna stampa dell'epoca (Secolo XIX, L'Unità, Il Popolo, Secolo d'Italia, 1970) Barbadillo.it — "50 anni fa il primo caduto del MSI degli anni di piombo" (aprile 2020) Destra.it — articoli commemorativi 2019–2020 Comune di Genova — delibera intitolazione Viale Ugo Venturini, 2012 GenovaToday.it — cronache commemorazioni 2025
Bruno Labate - Cadde una sera d'estate, per Catanzaro
Cè una frase che Enzo Biagi scrisse quella notte, dal suo albergo di Reggio Calabria, per il Resto del Carlino. La scrisse guardando dalla finestra una città che bruciava: "Penso a quel povero morto che mai avrebbe immaginato che il suo ultimo giorno scadeva nelle file di un corteo… penso a come i parenti racconteranno, nel tempo, la fine dell'operaio: 'cadde una sera d'estate, per Catanzaro'." Bruno Labate viene trovato esanime, alle 23:30 del 15 Luglio del 1970 da una pattuglia dei carabinieri in via Logoteta, in centro a Reggio Calabria, dove per tutto il giorno vi erano stati numwerosi scontritra la polizia e i manifestanti scesi in piazza per protestare contro lo stato e la decisione di fare di Catanzaro il capoluogo della regione Calabria. E' l'inizio dei moti di Reggio e Bruno Labate ne è la prima vittima. Fonti dell'episodio: Luigi Malafarina, Franco Bruno, Santo Strati — Buio a Reggio, Parallelo 38, Reggio Calabria 1972 (ricostruzione cronachistica giorno per giorno dei Moti) Gianfrancesco Turano — Salutiamo, amico, Giunti editore (sul contesto più ampio dei Moti, tra 'ndrangheta, massoneria e Guerra Fredda) Wikipedia IT — voce 'Moti di Reggio' Collettiva.it — 'Bruno Labate, la prima vittima' (ottobre 2023) Iacchite.blog — 'Reggio 70, la morte senza colpevoli di Bruno Labate. Il corteo funebre e l'assalto alla questura' (luglio 2020) StrettoWeb — 'I Moti di Reggio, 50 anni dopo — Il diario della rivolta, 15-18 luglio 1970' LaCNews24.it — 'Il 15 luglio di 53 anni fa il primo morto durante i moti di Reggio' (luglio 2023) Memoria.cultura.gov.it — Rete degli archivi per non dimenticare, scheda 'Assalto alla questura di Reggio Calabria' Reti-invisibili.net — scheda 'Bruno Labate' SemprePerLaVerita.it — scheda 'Bruno Labate' Patria Indipendente (ANPI) — 'Quando Reggio Calabria scelse i neofascisti. Dopo 55 anni il bilancio ancora incompleto del boia chi molla' (luglio 2025) Il Fatto Quotidiano — 'I Moti di Reggio, 50 anni fa la rivolta nera dei boia chi molla che creò un nuovo blocco di affari e potere' (luglio 2020) FattiPerLaStoria.it — 'La rivolta di Reggio Calabria' Enzo Biagi — citazione da Il Resto del Carlino, 16 luglio 1970 (ripresa da LaCNews24.it e StrettoWeb) Questo episodio mantiene un'ambiguità deliberata sulle circostanze della morte di Labate — perché quella ambiguità è storicamente onesta. Le fonti non concordano, le indagini non hanno prodotto condanne, e presentare una versione come certa sarebbe un'operazione di semplificazione che tradirebbe l'obiettivo del podcast. L'incertezza è parte della storia.
La Strage di Gioia Tauro - Il treno dei pellegrini
Stavano andando a Lourdes. Non erano operai in sciopero, non erano militanti politici. Erano donne e uomini comuni — un funzionario di banca in pensione, un'insegnante di sordomuti, casalinghe, sarte — che il 22 luglio 1970 avevano preparato la valigia e si erano messi in viaggio verso un santuario mariano nel sud della Francia. Alle 17:10, a 750 metri dalla stazione di Gioia Tauro, il treno su cui viaggiavano fu fatto deragliare. Qualcuno aveva posizionato una carica esplosiva sui binari. Sei di loro non tornarono a casa. Ci vollero trent'anni perché un tribunale riconoscesse ufficialmente che si trattava di un attentato. I responsabili individuati dalla magistratura erano già tutti morti al momento della sentenza. I mandanti non hanno mai avuto un nome definitivo. E i documenti che forse avrebbero spiegato tutto sparirono in un fosso a 58 chilometri da Roma, nella notte del 26 settembre 1970. Questa è la storia della strage di Gioia Tauro, dei moti di Reggio Calabria che la resero possibile, e delle tre vicende che le girano attorno: sei pellegrini uccisi, trent'anni di depistaggi istituzionali, e cinque giovani che sapevano troppo. Fonti principali: • Wikipedia IT: voce "Strage di Gioia Tauro" (fonte tecnica principale per la dinamica dell'attentato e il percorso giudiziario) • Wikipedia IT: voce "Anarchici della Baracca" • Fabio Cuzzola: Cinque anarchici, Castelvecchi Editore (ricostruzione fondamentale del caso Baracca) • Collettiva.it: serie di articoli (2020, 2022, 2023) — "Il treno della morte", "Gli anarchici della Baracca", "1970: morte e terrorismo sul treno del Sole" • Patria Indipendente / ANPI: "Gioia Tauro, la seconda strage nera della Repubblica" (agosto 2024, autore Nino Princi) • Antimafiaduemila.com: "L'asse secolare tra mafia e neofascismo: la strage nera di Gioia Tauro" • Contropiano.org: 22 luglio 2020 — ricostruzione del processo • Il Fatto Quotidiano: luglio 2020 — "I moti di Reggio, 50 anni fa la rivolta nera dei 'boia chi molla'" • Memoria.cultura.gov.it: scheda ufficiale Ministero della Cultura • WikiMafia.it: voce "Strage di Gioia Tauro" — dettaglio sulle sentenze e i pentiti • lacnews24.it e ilreggino.it: cronache commemorazioni 2024 • giuliocavalli.substack.com: "Gioia Tauro, la strage che condannò solo i morti" Avvertenza: questo è un podcast narrativo. Alcuni elementi di raccordo e di atmosfera sono frutto di elaborazione narrativa basata su fatti documentati. Per uso giornalistico o accademico, si rimanda alle sentenze della Corte d'Assise di Palmi (2001, 2006) e agli atti delle inchieste dei magistrati Guido Salvini e Vincenzo Macrì. Sigla e Musiche: Matteo Simonetti Effetti sonori: Train Ride Sound by Arsen2005 -- https://freesound.org/s/737974/ -- License: Attribution 4.0 Train Wheels Ringing Around Bend.wav by JotrainG -- https://freesound.org/s/700035/ -- License: Creative Commons 0
Angelo Campanella - Il sangue sul ponte Calopinace il 17 Luglio 1970
«Ho sentito gridare bastardi!» Reggio Calabria, 17 settembre 1970. La città è stretta nella morsa dei Moti per il capoluogo, In mezzo al caos di barricate, molotov e lacrimogeni cammina Angelo Campanella, un autista di 43 anni e padre di sette figli. La politica non gli interessa; vuole solo tornare a casa dopo il lavoro. Ma nei pressi del ponte Calopinace, un proiettile lo colpisce a morte, trasformandolo nella seconda vittima civile della rivolta. In questo episodio ricostruiamo la tragica notte che cambiò il corso delle proteste , tra l'assalto alle armerie e una verità giudiziaria rapidamente archiviata per ragion di Stato. Ma la fine di Angelo non è un dramma isolato. Dai binari di Gioia Tauro alla misteriosa fine degli "Anarchici della baracca" , esploriamo i fili invisibili di una ragnatela molto più grande. Un viaggio nel cuore della strategia della tensione, dove a pagare il prezzo più alto dei giochi di potere sono sempre le persone comuni. I documenti audio sono estratti da La rivolta di Reggio Calabria 1970 di Mario Leo che potete trovare su youTube https://www.youtube.com/watch?v=Obf2BrP_8JU Il lavoro investigativo si basa esclusivamente sulla verifica dei fatti tramite atti giudiziari, inchieste giornalistiche dell'epoca e saggistica storica. Corte d'Assise di Palmi, Sentenza sul procedimento Olimpia 1 (Strage di Gioia Tauro), 27 febbraio 2001. Corte d'Assise di Reggio Calabria / Palmi, Sentenza definitiva per concorso anomalo in omicidio plurimo, gennaio 2006. Associazione 28 Maggio 1974 - Casa della Memoria di Brescia, Documentazione d'archivio sulle vittime civili e l'archiviazione delle indagini preliminari. Ministero della Cultura, Rete degli Archivi per la Memoria, Schede biografiche ufficiali e decreti di riconoscimento delle vittime civili degli anni di piombo. URL: memoria.cultura.gov.it Cuzzola, Fabio, Reggio 1970. Storie di una rivolta, Roma, Donzelli Editore, 2007. (Analisi sociale del rione Ferrovieri, della morte di Campanella e dei successivi scontri che portarono alla morte di Carmelo Jaconis nel 1971). Cuzzola, Fabio, Cinque anarchici, Roma, Castelvecchi Editore, 2001. (Inchiesta sulla morte dei cinque ragazzi della "Baracca" e sul dossier scomparso contenente le prove dei legami tra criminalità organizzata, neofascismo e l'attentato di Gioia Tauro). Ambrosi, Luigi, La rivolta di Reggio Calabria del 1970: politica, istituzioni, dinamiche sociali, Catanzaro, Rubbettino Editore, 2009. (Studio sui proclami di Radio Reggio Libera e sulla polemica legata alla "mafia della politica"). Archivio Storico del Corriere della Sera, Corrispondenze di Mario Righetti e articoli di cronaca del 18, 19 e 20 settembre 1970 (Inchiesta sul Calopinace e interviste ai testimoni e alla vedova Campanella). corriere.it Patria Indipendente (ANPI), Gioia Tauro, la seconda strage nera della Repubblica, articolo di Nino Princi, agosto 2024.patriaindipendente.it WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, analisi dettagliata delle confessioni di Giacomo Ubaldo Lauro e Carmine Dominici nel faldone Olimpia 1. wikimafia.it Collettiva.it, Il treno della morte: 1970, terrorismo sul treno del Sole, serie speciale di inchieste (2020-2023). collettiva.it
Intermezzo per Vincenzo Curigliano
Reggio Calabria è un crocevia d’odio e disillusione, infiammata dalla guerriglia per il capoluogo mancato e stretta d’assedio da scioperi e barricate . Nelle stesse ore in cui le frequenze clandestine di Radio Reggio Libera rompono il silenzio e gli scontri al ponte Calopinace spezzano la vita dell’autista Angelo Campanella , scatta l’arresto dei leader di piazza Ciccio Franco e Alfredo Perna. È la scintilla che fa esplodere l'assalto armato alla Questura. Al centro di questa polveriera c’è Vincenzo Curigliano, brigadiere di Pubblica Sicurezza di 47 anni. Tra sassi, armerie svaligiate e tensione allo stremo, il suo cuore cede, segnando la prima vittima tra le forze dell'ordine durante i Moti. In questo episodio cerchiamo di ricomporre un mosaico doloroso e un immagine di una città spaccata da una frustrazione legittima e da macchinazioni eversive che poco avevano a che fare con il sentimento popolare. Elenco delle fonti: Casa della Memoria di Brescia Reti Invisibili:Elenco vittime del memoriale del terrorismo e della violenza politica (1962-2003). Barbacetto, Gianni – "I moti di Reggio, 50 anni fa la rivolta nera dei 'boia chi molla' che creò un nuovo blocco di affari e potere. All'ombra di 'ndrangheta e massoneria", Il Fatto Quotidiano (23 luglio 2020) giannibarbacetto.it. Frittoli, Edoardo "Luglio 1970: cinquant'anni fa la rivolta di Reggio Calabria (storia e foto)", Panorama (10 luglio 2020). Macrì, Vincenzo "La rivolta di Reggio Calabria. La destra eversiva aizzò la guerriglia urbana", L'Eurispes (13 luglio 2020). Morabito, Domenica "Reggio Calabria, una città in rivolta – Cronaca di una sommossa popolare", Yanez Magazine (14 luglio 2020). Germanò, Katia "14 luglio 1970: La rivolta di Reggio", IlMetropolitano.it. Maiorino, Nino "'Boia chi molla', cinquant'anni fa la rivolta di Reggio Calabria", Ulisse Online (30 giugno 2020). Collettiva.it "1970: morte e terrorismo sul treno del Sole", Collettiva.it. Spazio70 "«Un Sud da secoli vilipeso, ingannato e tradito». La rivolta di Reggio e la «Repubblica» di Sbarre", Spazio70. Fatti per la Storia "La rivolta di Reggio Calabria", Fatti per la Storia. La Nuova Calabria "I 'Moti di Reggio Calabria' 50 anni dopo e la rivolta che ancora fa discutere" (Intervista a Natino Aloi, 10 luglio 2020). Memoriale Autografo di Alfredo Perna (14 gennaio 1972) Atti del Processo di Potenza sui Moti di Reggio Calabria Turano, Gianfrancesco Salutiamo, amico, Giunti Editore (2020) Reali, Mauro "L'amicizia ai tempi dei Moti di Reggio (1970)", La Ricerca, Loescher Editore. "La morte di Vincenzo Curigliano nel prisma dei Moti di Reggio Calabria: analisi storico-politica dell'escalation del 17 settembre 1970". "La rivolta di Reggio Calabria (1970-1971): Gli arresti di Ciccio Franco e Alfredo Perna tra dinamiche eversive e istanze di base".
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