b2eyes today

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di Fabiano Editore
Stagione 1

Presbiopia: l’intermedio può generare un nuovo mercato per l'ottica?

La crescita del business passerebbe da un cambio di paradigma nella gestione di questa problematica visiva: ne è convinto Paolo Gatti, formatore con oltre cinquant'anni di esperienza nel settore, che, alla luce di ulteriori elementi, torna a proporre un modello operativo fondato sulla valorizzazione della distanza intermedia durante l'esame optometrico e sull'analisi dei dati di vendita dei centri ottici

Bergamo: con “Visto che Sport!” prevenzione visiva e inclusione passano anche dalla scuola

Le due recenti giornate hanno coinvolto centinaia di bambini, famiglie e professionisti del settore: determinante è stata la collaborazione tra classe medica, ottici optometristi, scuole, industria e associazioni. I promotori contano di dare vita a una seconda edizione Promosso da CooperVision l’8 e 9 maggio insieme a una vasta rete di partner locali, il progetto “Visto che sport!” è nato dall’incontro tra il mondo della prevenzione e quello dello sport per persone con disabilità visiva, trasformandosi in un’esperienza concreta di sensibilizzazione e servizio alla comunità. Cuore della prima edizione dell’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Sportiva Disabili Visivi Omero, è stata la valutazione della funzione visiva in circa 210 bambini e una cinquantina di adulti che ha permesso di individuare, in alcuni casi, la necessità di ulteriori approfondimenti specialistici. I controlli visivi sono stati eseguiti dall'ortottista Chiara Paggini, che lavora presso il Centro Oculistico Bergamasco diretto dall’oftalmologo Fabio Mazzolani, affiancata dagli studenti e dal personale docente del Centro Studi Leonardo da Vinci di Bergamo insieme agli ottici optometristi di Oxo Bergamo (nella foto). «Con grande soddisfazione condividiamo il successo delle giornate - commenta a b2eyes TODAY Giovanni Meli, docente del Centro Studi Leonardo da Vinci - Un plauso speciale agli allievi, i nostri futuri ottici, che hanno dimostrato professionalità, empatia e grande impegno, trasformando le competenze acquisite in un servizio concreto per la comunità. Un sentito ringraziamento all’Associazione Omero e a tutti coloro che hanno contribuito per questa preziosa esperienza di crescita». L’evento ha inoltre proposto attività sportive inclusive come lo showdown e percorsi bendati, permettendo ai partecipanti di sperimentare le difficoltà affrontate quotidianamente dalle persone con disabilità visiva. «“Visto che sport!” ha rappresentato anche un momento di efficace collaborazione tra le diverse professionalità legate al mondo della visione», sottolinea Mazzolani al nostro quotidiano, evidenziando il valore del lavoro condiviso tra oftalmologi, ortottisti e ottici optometristi con l'obiettivo comune e primario di poter fornire alle persone che si sono sottoposte ai controlli la massima attenzione nella precoce individuazione dell'eventuale deficit visivo». Un concetto ribadito anche da Marco Carminati di Oxo Bergamo, che ha rimarcato come la presenza di tutti gli attori della filiera sia fondamentale per costruire una cultura della prevenzione e dell’inclusione. «Grazie all'invito dell'Associazione Omero e dell'Unione Italiana Ciechi, gli ottici optometristi del gruppo Oxo della provincia di Bergamo hanno risposto con entusiasmo e partecipazione, consapevoli che solo con progetti di questo tipo si può costruire quel legame tra medici oculisti, ortottisti, ottici optometristi e industria, rappresentata in tale occasione da CooperVision e Nidek, per l'inclusione attraverso l'attenzione alla “buona vista”», afferma Carminati a b2eyes TODAY. Il successo dell’iniziativa, sostenuta anche dal patrocinio del Comune di Bergamo e da un contributo di Regione Lombardia, apre ora la strada a una possibile nuova edizione, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione delle scuole e consolidare un modello virtuoso in cui formazione, prevenzione e inclusione procedono nella stessa direzione. A cura della redazione

Silhouette torna agli anni 70 e al design di Dora Demmel

La nuova collezione Iconic Shades dell’azienda austriaca cattura l’energia di quell’epoca e la traduce in un linguaggio contemporaneo, in cui convivono carattere e leggerezza Al cuore di questa collezione c’è un nome che ha plasmato in modo decisivo l’identità di design di Silhouette: Dora Demmel. «Negli anni 70 l’approccio di questa designer alle proporzioni e ai volumi è stato visionario e ha definito le basi di un nuovo linguaggio progettuale nell’eyewear, audace, architettonico ed espressivo, immediatamente riconoscibile – si legge in un comunicato di Silhouette - In suo tributo, la collezione presenta quattro modelli iconici reinterpretati, Dora One, Dora Two, Dora Three e Dora Four, ognuno espressione di una rilettura contemporanea della sua estetica inconfondibile. Geometrie decise, calibrate da una nuova leggerezza e da una misura sofisticata. Un design che rende omaggio all’eredità del passato, proiettandola con determinazione verso il futuro». «Abbiamo cercato di tradurre il dna del design di Silhouette in questa collezione - racconta nella nota Roland Keplinger, design director di Silhouette - Ogni modello traduce il vocabolario audace di Dora in una chiarezza contemporanea, dove carattere e leggerezza convivono in perfetto equilibrio».

Carrera: Danilo Callegari è il volto dell’eyewear sportivo

L’house brand di Safilo annuncia una partnership con l’atleta estremo, rafforzando ulteriormente il forte legame del marchio con il mondo dello sport Conosciuto per la sua resistenza fisica e per le sfide non convenzionali affrontate in ambienti estremi, Danilo Callegari incarna i valori chiave di Carrera Eyewear: determinazione, resilienza e il coraggio di superare continuamente i propri limiti. Attraverso questa nuova collaborazione, «Carrera Eyewear continua a celebrare personalità che vivono secondo le proprie regole, in piena sintonia con la filosofia del brand – spiega una nota del marchio di proprietà di Safilo - Come parte dell’accordo, Callegari rappresenterà il brand per tutto il 2026, indossando e promuovendo una selezione di modelli sportivi e lifestyle durante allenamenti, competizioni e attività outdoor». L’eyewear sportivo Carrera, inclusi occhiali da sole, maschere e caschi, accompagnerà Callegari nelle sue sfide, garantendo performance, funzionalità e uno stile distintivo. «Questa partnership evidenzia l’impegno di Carrera nel rafforzare la propria presenza nel segmento sportivo, valorizzando voci autentiche ed esperienze reali piuttosto che una comunicazione costruita - sottolinea il comunicato - La collaborazione riflette una visione condivisa: affrontare nuove sfide, esplorare nuovi limiti ed esprimere la propria individualità senza compromessi».

Dalpasso e Fondazione Banca degli Occhi: cento specialisti per l’oftalmoplastica

Il ramo della società con sede a Reggio Emilia, che integra sia l’area protesica sia quella di ottica e optometria, prosegue nell’attività di formazione e informazione con una giornata realizzata insieme all’ente, presso la sua sede al Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre Diffondere la cultura della protesica oculare e promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione dei casi complessi: come annunciato dopo l’appuntamento di fine gennaio presso la struttura oftalmologica dell’Ospedale MultiMedica San Giuseppe di Milano, il gruppo, che detiene anche 6 centri ottici tra la stessa Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna e Milano, prosegue con ulteriori eventi in ambito oculistico. Il 12 giugno scorso, presso il Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo, a Mestre, sede della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, si è tenuta una giornata di studi e formazione per un centinaio di professionisti della classe medica per fare il punto su argomenti di oftalmoplastica, oftalmologia pediatrica, chirurgia ricostruttiva e tecniche protesiche, con alcuni dei massimi esperti a livello veneto e nazionale, promossa dai responsabili scientifici della Fondazione Diego Ponzin e Antonella Franch. Al centro del convegno il trattamento di lesioni, tumori e malfunzionamento legato all’età delle strutture palpebrali, le patologie connesse con l’innervazione della palpebra e le infiammazioni dei dotti naso-lacrimali e del deflusso lacrimale. «Un’attenzione particolare è stata data all’utilizzo delle protesi nei casi di enucleazione dell’occhio, ausili di grande impatto cosmetico e psicologico, che si rivelano essenziali nell’ambito della cura e della riabilitazione di tanti pazienti chiamati a recuperare uno stato di salute non solo dal punto di vista clinico, ma anche psicologico e relazionale, come ha sottolineato nel suo intervento Enrico Dalpasso della Dalpasso Protesi Oculari», si legge in un comunicato di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto. Nella seconda parte dell’evento formativo il focus si è concentrato sui temi dell’oftalmologia pediatrica a partire dalle retinopatie nei bambini nati prematuri, dall’incidenza della miopia in età pediatrica e delle alterazioni oculari nei più piccoli, per finire poi con l’utilizzo della membrana amniotica e la chirurgia vitreo-retinica. Non solo cornea, dunque, in Fondazione Banca degli Occhi. «La nostra realtà è chiamata a misurarsi sempre di più con nuovi ambiti per rispondere alle esigenze di chirurghi oftalmologi, clinici e pazienti, in un ambito che oramai travalica i confini del trapianto», conferma nella nota il presidente Ponzin, recentemente nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

GreenVision: la Convention 2026 rafforza il confronto tra area ottico optometrica e classe medica

Dall’aggiornamento scientifico e interdisciplinare sulle principali problematiche visive all’innovazione tecnologica e di prodotto: in Sardegna si è appena conclusa una settimana di dialogo tra professionisti, mondo accademico e industria promossa dal gruppo di ottici indipendenti, in collaborazione con Fabiano Editore Oltre 900 professionisti della vista e della visione, tra oculisti, ottici optometristi e ortottisti, e alcune delle principali aziende italiane dell’ottica si sono riuniti per la Convention 2026 di GreenVision. «È stata una settimana di aggiornamento e formazione dedicata ai temi che stanno trasformando il settore e alle prospettive di collaborazione tra mondo ottico, classe medica, università e industria - si legge in una nota del gruppo - I soci GreenVision si stanno inoltre confrontando con il settore sull'evoluzione della professione e su come può cambiare il quadro normativo». A caratterizzare l’edizione di quest’anno è stata soprattutto la presenza di alcuni dei più autorevoli esponenti dell’oftalmologia italiana, chiamati a condividere esperienze cliniche, prospettive di ricerca e riflessioni sul futuro della collaborazione tra ottici optometristi e medici specialisti. «Nel corso della Convention i partecipanti hanno seguito gli interventi dei vertici delle principali aziende del comparto, in un confronto dedicato all’evoluzione del mercato e alle prospettive della professione: tra le tematiche emerse, anche la necessità di proseguire il dialogo su un possibile aggiornamento del quadro normativo di riferimento per la figura dell’ottico», precisa il comunicato. Il programma scientifico, realizzato in collaborazione con EyeSee, la testata di oculistica di Fabiano Editore, e coordinato da Nicola Di Lernia e Vittorio Picardo, ha affrontato argomenti come la gestione della miopia, la presbiopia, la contattologia avanzata, la superficie oculare, fino all’ipovisione, alle nuove tecnologie e alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale applicata alla salute visiva. «Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione di prodotto, da sempre uno dei momenti più attesi della Convention: durante i lavori sono state presentate le novità GreenVision, con particolare attenzione all’evoluzione delle lenti oftalmiche e delle soluzioni filtranti, temi che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella risposta alle nuove esigenze visive dei consumatori e nell’attività quotidiana dei professionisti del settore - spiega nella nota Gianni De Napoli, vicepresidente del gruppo - Il confronto tra ottici, aziende partner e specialisti ha inoltre offerto l’occasione per approfondire le principali tendenze tecnologiche e le prospettive di sviluppo del mercato». Accanto ai contenuti professionali la Convention ha confermato anche la dimensione di incontro e condivisione per l’intera rete GreenVision. Il programma di spettacolo e intrattenimento ha infatti visto protagonisti artisti del calibro di Fausto Leali, Francesco Renga e Giovanni Vernia, accolti con entusiasmo dai partecipanti.

Wissa: dal rischio di perdere la vista alla storia del calcio passando per un gol

L’attaccante del Newcastle, che il 17 giugno scorso a Houston ha messo a segno la prima rete assoluta della Repubblica Democratica del Congo in un Mondiale pareggiando con il Portogallo, aveva subìto un intervento agli occhi nel 2021 dopo un attacco con l’acido da parte di una donna che voleva rapirne la figlia A cinquantadue anni esatti dalla prima partecipazione alla Coppa del Mondo, nel 1974 con il nome di Zaire, conclusasi con zero reti in tre partite, la squadra congolese ha realizzato un’impresa epica segnando il suo primo gol nella competizione, per di più contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, indubbiamente tra i favoriti almeno sulla carta ai Mondiali 2026. Autore della storica rete è Yoane Wissa, classe 1996: nato in Francia, ha però deciso di rappresentare la Repubblica Democratica del Congo, paese d'origine dei genitori, debuttando con la nazionale nel 2020. Protagonista di una storia sportiva sui generis, ha esordito nel rugby sino ai 15 anni, per poi dedicarsi al calcio, inizialmente nel ruolo di portiere, facendo una lunga gavetta a partire dalle divisioni minori francesi e gettando le basi per una carriera costruita con grande impegno. Carriera che avrebbe potuto interrompersi tragicamente nel 2021, quando ancora giocava in Francia: in quell’anno ha infatti rischiato di perdere la vista a causa dell’aggressione con l’acido, che gli ha provocato gravi ustioni agli occhi, da parte di una donna che aveva tentato di rapirne la figlia davanti alla porta della sua abitazione. Ma per fortuna il dramma non è stato fatale. Wissa stesso lo ha raccontato. «Ho subito un intervento chirurgico a entrambi gli occhi e il medico mi ha detto che dovrò usare collirio per il resto della mia vita. Ci sono voluti sei mesi prima che recuperassi completamente la vista. Se non fossi stato trattato così rapidamente, le conseguenze sarebbero state molto peggiori», come riporta il Fatto Quotidiano. Dopo una convalescenza in cui ha convissuto con il timore non poter tornare a vedere mai più, Wissa si è quindi ripreso. La donna che ha cercato di rapire la bambina è stata arrestata e condannata a 18 anni di carcere e lui e la famiglia hanno potuto scrivere un capitolo del tutto nuovo della loro vita: si è trasferito infatti in Inghilterra dove è esploso in Premier League con il Brentford, da cui alla fine del 2025 lo ha “strappato” con un contratto multimilionario il Newcastle, club in cui milita tuttora.

Fgx amplia il portfolio con Wrangler, True Religion e Sharper Image

Le collaborazioni sono state presentate con un recente evento a New York: rafforzano la strategia del gruppo che fa capo a EssilorLuxottica, puntando su moda, innovazione e funzionalità per intercettare nuovi consumatori ed estendere la presenza retail Fgx, realtà del gruppo EssilorLuxottica che vanta marchi di proprietà come Foster Grant e licenze come French Connection e Dockers, accelera il percorso di crescita del proprio portfolio annunciando nuove partnership con Wrangler, True Religion, entrambi marchi di abbigliamento casual, e Sharper Image, brand americano di elettronica di consumo, gadget, prodotti wellness e articoli per la casa. «Le collaborazioni, presentate durante l’evento EYEConic ospitato negli uffici newyorkesi di EssilorLuxottica, segnano un ulteriore passo nella strategia dell’azienda volta a diversificare l’offerta eyewear e a raggiungere nuovi target di consumatori attraverso marchi con identità e posizionamenti distintivi», si legge in un comunicato di Fgx. L’iniziativa ha coinvolto dipendenti, rappresentanti dei media, influencer e partner del settore, offrendo un’anteprima delle novità nel portfolio dell’azienda. Le nuove licenze riflettono un approccio trasversale che combina moda, lifestyle, funzionalità e innovazione, rafforzando la presenza del gruppo in differenti segmenti del mercato dell’occhialeria. «Wrangler porta in dote una proposta ispirata ai valori di autenticità, resistenza e versatilità che caratterizzano il marchio, con collezioni pensate per un utilizzo quotidiano - prosegue la nota - True Religion punta invece su un’estetica più audace e contemporanea, facendo leva sui temi dell’individualità e dell’espressione personale. La collaborazione tra Sharper Image e Foster Grant introduce infine una visione orientata alla tecnologia e alla praticità, con prodotti studiati per rispondere alle esigenze funzionali dei consumatori senza rinunciare allo stile».

Seiko Academy, a settembre debutta la master class

Dopo la tappa di Firenze dello scorso marzo, la prima del 2026, il programma formativo dell’azienda oftalmica si prepara alla nuova fase del proprio percorso, che prenderà il via a Bergamo dopo la pausa estiva, con focus sulla gestione di casi complessi dal punto di vista refrattivo e quindi di astigmatismi elevati, sulla migliore gestione nei casi di anisometropie e su quella del soggetto della terza età L'iniziativa rappresenta il naturale sviluppo annunciato da Seiko Italia: la trasformazione della sua Academy, giunta al quarto anno e sempre in collaborazione con il team di Studio Visus di Oggiono, in provincia di Lecco, in una formula più avanzata e specialistica. Se l’ultimo incontro presso la Sioo di Firenze, l’8 e 9 marzo scorsi, ha mantenuto l'impostazione tradizionale, al Centro Studi Leonardo Da Vinci di Bergamo verrà infatti inaugurato un modello più tecnico e verticale. «Anche le due giornate di Firenze sono state positive: quanto più andiamo avanti, tanto più la macchina gira a regimi importanti, con feedback positivi dai partecipanti e un certo interesse nel separare sempre più anche fisicamente la parte optometrica da quella commerciale all’interno dei loro centri - commenta a b2eyes TODAY Matteo Malattia, titolare di Studio Visus - Il retail indipendente deve sempre più spostare il business dal prodotto al servizio come leva competitiva. E pure Seiko ha questa logica: oltre a un prodotto di qualità anche professionisti di qualità, i Seiko Vision Specialist, che sono ottici particolarmente formati». Secondo il responsabile del centro polispecialistico di Oggiono, uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la continuità di partecipazione ai corsi. «Sono mediamente una trentina gli ottici presenti a tali incontri, non vogliamo numeri più grandi: la soddisfazione è che abbiamo avuto chi ha seguito tre corsi sullo stesso argomento, perché comunque imparano sempre qualcosa di più e di diverso – sottolinea Malattia - E ora con la master class puntiamo proprio in questa direzione di crescita per quanto riguarda l’aggiornamento professionale». Il nuovo format si inserisce in una strategia più ampia che mira a valorizzare il ruolo consulenziale dell'ottico: un approccio che trova riscontro anche nell'evoluzione dell'offerta aziendale e che, come emerso durante il recente lancio della Seiko World Collection, punta a spostare l'attenzione dalla semplice vendita del prodotto alla costruzione di una proposta personalizzata ad alto valore aggiunto. Per la società oftalmica, infatti, la nuova collezione di lenti rappresenta un cambio di paradigma, orientato a supportare il professionista della visione nella creazione di soluzioni sempre più mirate sulle esigenze del portatore. «La formazione continua è uno degli strumenti fondamentali attraverso cui trasferiamo questa visione al mercato - afferma al nostro quotidiano Elisa Di Tria, education and product manager di Seiko Italia - I risultati delle sessioni organizzate finora sono stati molto positivi: i partecipanti hanno registrato un incremento del valore medio delle vendite e la combinazione tra approfondimento clinico e conoscenza del prodotto si è tradotta in una maggiore capacità di proporre soluzioni premium. Da settembre ci aspettiamo un'ulteriore evoluzione grazie all'introduzione della formula master class e al contributo della Seiko World Collection, che offrirà nuovi strumenti, nuovi prodotti e un approccio ancora più efficace alla consulenza».

Oxo Campus, quattro appuntamenti nel 2026

Gli incontri di Genova del 22 marzo e di Bologna del 7 giugno hanno chiuso la prima fase della seconda edizione del progetto formativo che il gruppo propone ai soci Expert e Super Expert: sono stati approfonditi i principali temi affrontati nel 2025. A settembre è in programma la convention rivolta a tutti i centri ottici affiliati Dopo il debutto del format nel giugno dello scorso anno, Optocoop Italia-Oxo ha scelto di sviluppare nel 2026 un iter di approfondimento del ciclo formativo, caratterizzato da uno stile americano: cinque macro argomenti che durante la giornata di lavori tutti i partecipanti, una ventina al massimo, affrontano a rotazione, con relatori appartenenti a diversi settori, anche con esperienze al di fuori dell’ottica, oltre a contributi delle aziende partner e alla presenza di un conduttore. Le prossime tappe saranno in Puglia il 28 settembre e in Sicilia il 22 novembre. «Oxo Campus è rivolto a tutti i soci Expert e Super Expert, quasi 300 centri ottici su un totale di circa 450 aderenti a Optocoop Italia - ricorda a b2eyes TODAY Roberta Polimeni, responsabile commerciale e progetti per il consorzio e ora alla guida anche della comunicazione e del marketing - Lo riproporremo nel 2027, con almeno tre incontri». L'attenzione del network è ora rivolta alla convention Oxo, in programma dal 13 al 16 settembre a San Vincenzo, in provincia di Livorno, che torna dopo due anni, mantenendo la cadenza biennale. «L’evento avrà una forte connotazione formativa, con una plenaria contraddistinta da nomi importanti, tra cui esperti extra settore: verterà soprattutto sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in vari ambiti, da quello finanziario fino alla strumentazione presente nei centri ottici», dice ancora Polimeni. La formazione si conferma uno degli asset strategici di Optocoop Italia-Oxo. «Dal 2024 a oggi abbiamo rinnovato costantemente le modalità dell’offerta, mantenendo tuttavia la volontà di accompagnare i centri ottici affiliati in un percorso di aggiornamento continuo e affrontando non soltanto aspetti tecnici e professionali, ma anche temi legati alla gestione dell'impresa e all'evoluzione del mercato – conclude Polimeni – Abbiamo inoltre voluto portare la proposta formativa direttamente sul territorio, favorendo il confronto tra industria e imprenditori ottici».
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