b2eyes today

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di Fabiano Editore
Stagione 1

Con De Molfetta scompare un pioniere della chirurgia vitreoretinica in Italia

Figura di grande rilievo dell’oftalmologia italiana e protagonista della storia di Oculistica all’Ospedale San Gerardo di Monza, è venuto a mancare il 21 agosto scorso a 94 anni Per oltre trent’anni, fino al 2002, Vito De Molfetta ha guidato il Dipartimento di Oculistica del San Gerardo, contribuendo in modo determinante alla crescita della scuola oculistica monzese e alla formazione di generazioni di specialisti. Fu tra i pionieri in Italia della chirurgia vitreoretinica e introdusse già nel 1973 la tecnica della vitrectomia, dedicando gran parte della sua lunga attività alla chirurgia della retina e alla ricerca scientifica. Nel 1998 su sua iniziativa nacque la Banca degli occhi presso l’ospedale monzese, che sarebbe diventata un centro di trapianti corneali di rilevanza nazionale e che la primavera scorsa è stata trasferita all’ospedale Niguarda di Milano. Molti tra i colleghi, alcuni dei quali suoi allievi, lo hanno ricordato in questi giorni. «Non confrontarti mai con gli altri, ma esclusivamente con te stesso». Paolo Vinciguerra, per anni primario di Oculistica all’Humanitas di Milano, rammenta così uno degli insegnamenti di colui che definisce un appassionato e instancabile maestro dell’oftalmologia. «È stato in grado di formare una prestigiosa scuola, da cui sono emersi 17 primari e un professore ordinario, oltre a numerosi discepoli che frequentavano le sue settimane di corso a Monza – si legge ancora nel ricordo di Vinciguerra, all’interno di una nota di Siso - De Molfetta possedeva la capacità di individuare nelle persone a lui vicine le doti da valorizzare e i limiti da superare, curandosi tuttavia che nessuno sviluppasse un’eccessiva presunzione, poiché riteneva che ciò potesse ostacolarne la crescita futura. Non era geloso dei suoi collaboratori, anzi, li incoraggiava a migliorare costantemente. Nel 1987 acquistò il primo laser a eccimeri e me lo affidò con generosità». Da Monza lo ricorda l’oftalmologo Paolo Arpa. «Noi, soprattutto “noi monzesi”, siamo rimasti orfani. Ma orfani di chi? Per i più, che ne conoscevano il nome e l’operato, non c’è bisogno di parole per dire quanto è risaputo chi egli fosse. Per chi non sa di lui, troppo dovrei parlare per dire ciò che è stato e ha rappresentato per tutti noi». Arpa sottolinea nella medesima nota la grande capacità di innovazione e del suo non essere conforme al modo di operare «E tuttavia non riuscirei a rendere completamente l’idea. Direi del suo spirito e della sua prassi che per altro tempo ancora rimarranno attuali. Direi delle sue idee mai banali o scontate. Direi del suo essere innovativo e visionario quando esserlo non era conforme al comune operare. Direi della sua straordinaria capacità di fare gruppo. Direi del suo positivo pragmatismo che ha saputo attrarre e riunire così tanti allievi intorno a sé: caposcuola indiscusso», aggiunge. «I risultati professionali da lui raggiunti sono sempre stati molto apprezzati dal mondo scientifico - dice nella stessa nota Michele Coppola, direttore di Oculistica al San Gerardo - Grazie a lui il reparto di oculistica di Monza ha raggiunto una indiscutibile notorietà a livello nazionale e internazionale».

Optovista: entra Gianni Miccolis

Il professionista, con un forte background nel settore, ha il ruolo di sales account in Lombardia e Piemonte: fa riferimento al team commerciale della filiale di Milano, con l’obiettivo di contribuire a sviluppare l’azienda oftalmica nelle due regioni Professionista con una lunga esperienza, Gianni Miccolis ha maturato il proprio percorso all’interno di importanti realtà nazionali e internazionali del settore, tra cui Shamir, Rodenstock, Oxo e CooperVision, sviluppando una solida conoscenza del mercato, delle sue dinamiche e delle esigenze dei centri ottici partner. Il suo ingresso rappresenta per Optovista un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento della presenza commerciale sul territorio, con l’obiettivo di garantire ai clienti un supporto sempre più diretto, competente e vicino alle loro necessità. «La figura di Gianni Miccolis si inserisce in un percorso di crescita e rinnovamento che stiamo portando avanti su più fronti - commenta in una nota Paolo Pettazzoni, presidente e amministratore delegato di Optovista - La sua esperienza, la conoscenza del mercato e la capacità di costruire relazioni con i professionisti dell’ottica rappresentano un valore importante per rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul territorio. Vogliamo continuare a crescere mantenendo ciò che da sempre ci contraddistingue: vicinanza al cliente, competenza e qualità del servizio».

Dalla mail a Zuckerberg all’addio di Leonardo Maria Del Vecchio

Prima Rocco Basilico, poi il quartogenito del fondatore: in pochi mesi EssilorLuxottica ha visto uscire dalla gestione gli ultimi due esponenti della dinastia familiare con un ruolo operativo riconoscibile Dal 31 agosto Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato la presidenza di Ray-Ban e l’incarico di chief strategy officer, pur mantenendo la propria quota del 12,5% in Delfin. La sua uscita arriva dopo quella, meno mediatica, di Rocco Basilico, effettiva dal 1° gennaio scorso. Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo, moglie di Leonardo Del Vecchio, ha lasciato gli incarichi di chief wearables officer del gruppo e di presidente di Oliver Peoples, scegliendo di dedicarsi a nuovi progetti. Ma il suo percorso in EssilorLuxottica ha un rilievo che va oltre il ruolo formale: fu lui ad aprire il canale diretto con Mark Zuckerberg, scrivendogli una e-mail per presentarsi. Da quel contatto prese avvio il dialogo tra i due gruppi che ha portato alla partnership Meta-EssilorLuxottica e ai Ray-Ban smart glasses. È un passaggio che oggi acquista un significato particolare. Basilico era il volto della scommessa wearable, cioè dell’incontro tra prodotto ottico, marchio e tecnologia. Leonardo Maria Del Vecchio, dal canto suo, presidiava la strategia e la presidenza di Ray-Ban, il brand più emblematico del gruppo. Con le loro uscite, la componente familiare non scompare dalla proprietà, poiché gli eredi restano soci di Delfin, ma esce completamente dalla gestione quotidiana di EssilorLuxottica e da una visione, continuativa a quella del fondatore, del futuro dell’eyewear. La partnership con Meta oggi non appare in discussione. Nel 2024 è stata rinnovata per dieci anni e Zuckerberg ha pubblicamente ringraziato EssilorLuxottica, incluso Basilico, per il lavoro svolto. La roadmap su smart glasses, intelligenza artificiale, funzioni audio e possibili sviluppi in ambito salute visiva prosegue dunque all’interno di una struttura manageriale ormai interamente affidata ai vertici aziendali. Il punto non è quindi la tenuta industriale del gruppo, che continua a investire su wearable, med-tech e crescita internazionale. Il punto è il mutamento del suo equilibrio identitario: EssilorLuxottica si avvia a essere sempre più una multinazionale manageriale, con una famiglia proprietaria ancora centrale ma non più rappresentata nelle funzioni operative. Per l’ottica italiana e per il territorio di Agordo, la domanda è se questa evoluzione conserverà quella cultura d’impresa, quel rapporto con le persone e quella rapidità imprenditoriale che hanno fatto di Luxottica un caso irripetibile. Ma, forse, questo sarà l’ultimo dei problemi da risolvere Nicola Di Lernia

Cdv e Lega Calcio Serie A in campo insieme per la sicurezza al volante

Nel weekend del 5 e 6 settembre prende il via la campagna “Vista e Guida” per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione e di una corretta capacità visiva sulle strade: protagonista sui maxischermi degli stadi, vede Marco Tardelli come testimonial dello spot per promuovere il messaggio “Per guidare sicuri, il primo passo è la vista” è il claim della campagna di Commissione Difesa Vista, che scende in campo insieme alla Lega Calcio Serie A. in occasione della terza giornata di campionato Serie A Enilive, lo spot “Vista e Guida 2026” sarà protagonista sui maxischermi degli stadi, per promuovere il messaggio della prevenzione al grande pubblico. Testimonial dello spot è Marco Tardelli, leggenda del calcio italiano, campione del mondo nel 1982, personaggio sportivo di spicco e oggi volto televisivo come opinionista Rai e conduttore de “L’Avversario-L’altra faccia del campione”. «In campo, come nella vita, basta un attimo di distrazione per cambiare tutto - commenta Tardelli in una nota di Cdv - Ho imparato presto che la vista non è solo un senso, ma ciò che ti mantiene in partita. Lo stesso vale per la guida: il 90% delle decisioni prese al volante dipende da ciò che si vede e ciò che non si vede e solo una vista in salute può fare la differenza. Per questo è importante non darla per scontata e sottoporsi regolarmente ai controlli visivi. Non aspettiamo che sia un problema a ricordarcelo». La collaborazione tra Cdv e Lega Calcio Serie A, aggiunge il comunicato, si articolerà anche attraverso gli altri canali di comunicazione legati alle partite. Poco prima del fischio d’inizio sarà trasmessa una grafica televisiva dedicata, realizzata dalla Lega Calcio Serie A, mentre l’attività verrà segnalata all’interno del programma “Social Corner’’ di Radio Tv Serie A, in onda il 4 settembre alle 15, grazie all’intervento di Francesco Loperfido, socio di Commissione Difesa Vista e responsabile del Servizio di Oftalmologia Generale presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. «I dati ci mostrano quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione: il 43% degli italiani convive con disturbi alla vista, 6 incidenti su 10 sono causati da problemi visivi e un automobilista su tre presenta difficoltà di vista alla guida - rammenta nella nota il presidente di Cdv, Vittorio Tabacchi - Numeri che ci ricordano come controllare regolarmente la propria vista non sia soltanto una scelta per il proprio benessere, ma anche un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. Una buona capacità visiva è infatti fondamentale per affrontare la strada in sicurezza e ridurre i rischi per tutti». A cura della redazione

Shamir porta la performance visiva nell’era digitale

È l’obiettivo della nuova lente dell’azienda oftalmica, presentata il 1° settembre a Milano con un evento che ha coinvolto un centinaio di ospiti italiani e internazionali, tra ottici optometristi, giornalisti e addetti ai lavori: il lancio è previsto per l’inizio del 2027

Optovision: il benessere visivo riparte con il ritorno a scuola e in ufficio

Torna anche quest’anno la campagna dell’azienda oftalmica dedicata alla ripartenza di settembre, con due promozioni legate ad altrettanti target: bambini e ragazzi, con le lenti My-Kid & Junior, e gli adulti con le progressive Widrme, Widr e le soluzioni Indoor La campagna Back to Work & Back to School 2026 (nella foto) di optovision «mette al centro le persone e i loro diversi modi di vivere la ripartenza, trasformandola in un’opportunità per il centro ottico di entrare in relazione con i propri clienti - si legge in un comunicato dell’azienda che fa parte del gruppo Rodenstock - La Back to School racconta il ritorno a scuola di bambini e ragazzi, con una promozione dedicata alle lenti My-Kid & Junior di optovision, per accompagnare le esigenze visive dei più giovani durante lo studio e le attività di ogni giorno. La Back to Work si rivolge invece agli adulti in occasione della ripresa lavorativa, dalle ore trascorse davanti al computer alle riunioni e agli impegni quotidiani, con una promozione dedicata alle lenti progressive Widrme, Widr e le lenti Indoor». Per sostenere il centro ottico nella campagna, optovision ha sviluppato materiali digital e offline, pensati per garantire continuità e riconoscibilità del messaggio lungo tutto il percorso del cliente: un social media pack, per veicolarla attraverso i canali digitali del centro ottico, newsletter per raggiungere direttamente la propria clientela, materiali in store e video dedicato alla comunicazione nel punto vendita, per raccontare in modo dinamico il concept e le promozioni. A cura della redazione

Zeiss: con il rientro a scuola riparte la campagna sulla miopia

In occasione del back to school l’azienda oftalmica riporta on air la comunicazione dedicata alla sensibilizzazione delle famiglie e alle soluzioni per la gestione di tale problematica: dal 6 settembre, per quattro settimane, lo spot tornerà al cinema, dopo la presenza tra giugno e luglio, e sarà visibile sulla piattaforma Disney+

CooperVision amplia la famiglia clariti 1 day con un’innovazione per i presbiti

L’azienda di contattologia lancia il design aggiornato delle lenti multifocali della gamma che integra il Binocular Progressive System, sistema a tre addizioni finalizzato a ottimizzare la visione per tutti i livelli di presbiopia CooperVision presenta la sua ultima innovazione per i presbiti: clariti 1 day multifocal 3 Add (nella foto) con tecnologia Binocular Progressive System, un nuovo sistema multifocale a tre addizioni. «Queste lenti integrano innovazioni di ultima generazione e sono progettate per offrire una migliore visione e un elevato livello di comfort ai portatori presbiti, oltre a un’esperienza di applicazione semplice ed efficace per i professionisti della visione - si legge in una nota dell’azienda - Clariti 1 day multifocal 3 Add si basa sulla consolidata reputazione del brand come scelta molto apprezzata dai contattologi per gli utilizzatori presbiti che necessitano di una visione nitida e di un buon comfort oltre a un ottimo rapporto qualità-prezzo». Tale upgrade, che aumenta le prestazioni della clariti 1 day multifocal, è disponibile dal 1° settembre in tutto il mercato italiano. «Il lancio rappresenta un importante passo avanti per la nostra famiglia clariti 1 day - dichiara nel comunicato Roberto Pantaleoni, head of marketing & professional affairs di CooperVision Italia - Questo aggiornamento riflette il costante impegno verso l'innovazione in tutte le nostre famiglie di lenti a contatto monouso in silicone idrogel. Applicando lo stesso design avanzato presente nella nostra lac MyDay multifocal, offriamo ai professionisti della visione in Italia uno strumento ancora più efficace per rispondere alle crescenti esigenze dei portatori presbiti, rafforzando al contempo la posizione di clariti 1 day come portfolio completo e altamente competitivo» Il Binocular Progressive System offre un approccio semplificato all’applicazione ed è ideato per aiutare gli ottici optometristi a trovare la lente giusta in modo efficiente: in uno studio clinico prospettico che ha coinvolto 90 portatori abituali di lac multifocali, spiega ancora la nota, il 100% delle applicazioni sono andate a buon fine con la prescrizione finale utilizzando due paia di lenti o meno. «Per i professionisti della visione la combinazione di una procedura di applicazione semplificata e di solide evidenze sul successo dell'applicazione stessa fa davvero la differenza nella pratica quotidiana - prosegue Pantaleoni - I portatori presbiti presentano spesso esigenze visive complesse: le nuove lenti clariti 1 day multifocal 3 Add offrono ai professionisti la certezza di poter garantire una visione migliore e un maggiore comfort. Questo significa più tempo da dedicare alla relazione con l’utente e migliori risultati per chi indossa le lenti ogni giorno». A cura della redazione

Addio a Toni Kador: il Cadore perde un pilastro dell’occhialeria

È morto il 31 luglio scorso a 94 anni Antonio Frescura, conosciuto con lo pseudonimo derivante dal nome dell’azienda da lui fondata a Calalzo nel 1962 e venduta nel 2020 alla famiglia Sopracolle «Con Antonio Frescura (nella foto, tratta da corrieredellealpi.it) se ne va un pezzo di storia e di cuore dell’occhialeria bellunese, ambasciatore autentico del Cadore e del made in Italy nel mondo. Frescura è stato un “monumento” della nostra manifattura, un “leone” che ha attraversato i decenni con visione, lucidità e una passione sconfinata. È una perdita enorme, siamo sinceramente commossi, ma la sua eredità, umana e imprenditoriale, non sarà dispersa». A dirlo, in una nota di inizio agosto, è Lorraine Berton, in qualità di presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e di Anfao, appresa la notizia della scomparsa dell’imprenditore, classe 1931, storico titolare della Kàdor, e per questo conosciuto come Toni Kador, fondata nel 1962 nella sua Calalzo di Cadore e specializzata nella produzione di occhiali in acetato. «Frescura ha lavorato nell’occhialeria per 80 anni, anticipando linee e tendenze, praticando la vera innovazione e mettendola a disposizione del territorio: intere generazioni di imprenditori e lavoratori sono cresciuti con lui e gli resteranno per sempre grati - rimarca nel comunicato Berton - Toni ricordava sempre di aver fatto indossare i suoi occhiali al re Farouk d'Egitto e all'imperatrice Soraya, moglie dello scià di Persia, ma anche a Ornella Vanoni. Lui stesso era un grande disegnatore, ispirato e visionario, esperto e appassionato d’arte. Nei suoi occhiali non c’era solo competenza tecnica ma tanto amore, l’anima più profonda del Cadore e delle sue Dolomiti». «Ho iniziato a 15 anni lavorando alla Lozza, qui a Calalzo: all'epoca limavo occhiali di celluloide, tutto a mano. Facevamo occhiali che erano gioielli e si lavorava 9 ore al giorno, sabato compreso. Venivo da una famiglia che aveva terra, campi, si faceva fieno e legna» raccontava lo stesso Frescura in un’intervista del 2016 al Corriere delle Alpi. A 26 anni dà vita alla OGF, Occhialeria Giacobbi&Frescura. «Eravamo nel 1957, avevamo una decina di persone ed eravamo già bene organizzati con i nostri rappresentanti. Io non ho mai fatto il terzista, non ho mai lavorato per le grandi aziende», aggiungeva con orgoglio, ricordando di essere riuscito a superare soprattutto le difficoltà scaturite dalla moda degli occhiali in metallo, mantenendo intatti i principi fondamentali della Kàdor: materiali e lavorazioni solo italiani, produzione anche di piccole quantità per gli ottici delle maggiori città italiane, rapporto di fiducia con i clienti garantito dalla qualità del prodotto. Nell’intervista alla testata veneta Frescura ricordava quando «eravamo gli unici a saper fare gli occhiali di tartaruga. I nostri occhiali di tartaruga facevano tendenza e siamo arrivati nei negozi, ben prima di Valentino e di Armani. Erano gli anni tra i 60 e gli 80: a Cortina una nostra montatura si vendeva anche a 2 o 3 milioni di lire. Noi la crisi vera per fortuna non l'abbiamo mai sentita. Certo un periodo difficile è stato quello in cui sono cominciati ad andare di moda gli occhiali in metallo, all'inizio degli anni 90, ma abbiamo saputo reagire bene: non abbiamo mai avuto l'idea di crescere più del dovuto, nemmeno ai tempi d'oro, né siamo stati presi dalla frenesia di delocalizzare».

Minghini: in Emilia Romagna ha toccato quota 13 negozi

Entro la fine dell’anno l’imprenditore porterà a termine, con lo store di Ravenna, il restyling dei tre punti vendita Ottica Bovesi acquisiti circa un anno e mezzo fa. E per settembre si accinge a implementare il servizio di audiologia in tutti i suoi centri Tredici negozi e due ulteriori piazze aperte, Lugo e Ravenna: è il traguardo raggiunto da Emanuele Minghini, titolare di Shoptic 43, società che oltre alle nuove acquisizioni detiene i centri ottici a insegna Dieci Decimi tra Faenza, Ferrara, Forlì e Imola. «Abbiamo rilevato tre punti vendita storici di Ottica Bovesi: a Imola eravamo già presenti, in questo modo siamo arrivati anche a Lugo e Ravenna - afferma Minghini a b2eyes TODAY - Dopo l’acquisizione abbiamo deciso di procedere con il restyling degli spazi. Lo store di Imola lo abbiamo addirittura trasferito, sempre nella stessa via, migliorandone la visibilità perché siamo passati da una a cinque vetrine. Il negozio di Lugo lo abbiamo rifatto completamente e quello di Ravenna contiamo di rinnovarlo entro la fine dell'anno». Soprattutto a Imola, spiega l’imprenditore, Ottica Bovesi (nelle foto) è un'insegna familiare storica con oltre 80 anni di competenze nel settore alle spalle, un centro di riferimento per la cittadinanza. «Noi l'abbiamo acquisito, ma con una sorta di cambio generazionale: infatti Alessandro Bovesi, ottico optometrista, rimarrà operativo nel punto vendita, proseguendo il lavoro impostato prima dal nonno Angiolino e poi dal padre Paolo – prosegue Minghini – In questo modo darà continuità e nuova linfa all’attività, che abbiamo modernizzato, rispettandone però la specificità: per tale motivo abbiamo mantenuto l’insegna con un nome che si è guadagnato la stima della clientela e della popolazione». Anche gli interni dello store imolese, circa 120 metri quadrati di ampiezza e uno staff di due ottici optometristi e due addetti alle vendite, sono stati ripensati per enfatizzarne la lunga tradizione. «A ogni negozio, al di là di alcuni aspetti comuni, diamo una particolarità: questo è concepito e studiato a livello di boiserie per dare un tono di storicità e di eleganza, un po' in controtendenza con quello che è il trend attuale, ma sicuramente un tratto distintivo - racconta il professionista - A Lugo, cento metri quadrati e due ottici optometristi, abbiamo realizzato un ambiente molto più minimal. Così sarà pure a Ravenna, dove l’insegna è invece condivisa, Dieci Decimi Ottica Bovesi. Qui privilegeremo materiali e arredi più moderni: quando sarà ultimato, questo negozio, in cui lavorano due ottici optometristi e due addetti vendite, sarà di circa 140 metri quadrati poiché abbiamo acquisito anche gli spazi commerciali di fianco e lo amplieremo». Sul piano delle nuove aperture, Minghini per il momento non ha in previsione ulteriori step, mentre con settembre è in arrivo una novità. «Partiremo, in tutti i nostri punti vendita, con il servizio di audiologia: una decisione nata dalla riflessione scaturita con l’inizio della vendita dell’occhiale che integra benessere visivo e uditivo. L’udito, come la vista, è uno dei nostri sensi principali e abbiamo ritenuto importante cercare di soddisfare anche tale esigenza, acquisendo maggiore consapevolezza. Perciò abbiamo stretto una collaborazione con una società del settore che, oltre ad averci fatto dei mini corsi, ci affiancherà per eseguire test audiometrici anche a distanza: saremo appoggiati da un tecnico di audiologia e da un otorinolaringoiatra che all’occorrenza esaminerà i soggetti - conclude Minghini - Quanto a una eventuale espansione, siamo sempre attenti se ci sono opportunità da cogliere, ovvero possibili acquisizioni interessanti in zone dove non siamo presenti: di certo non per quest’anno, ma potenzialmente dal 2027». Nicoletta Tobia
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