b2eyes today

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por Fabiano Editore
Temporada 1

Stigliano: con l’AI il consumatore non cerca, delega

Alla convention di Oxo, svoltasi nei giorni scorsi in Toscana, l’esperto internazionale di retail marketing ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia modificando il processo di scelta: per il centro ottico non basta più essere presente online, occorre diventare una raccomandazione dell’algoritmo. E in negozio la tecnologia rende ancora più importante la relazione con il cliente «La decisione più importante che qualunque azienda deve prendere nel 2026 è una sola: che cosa decide di lasciare in mani umane e che cosa decide di delegare a una tecnologia». È partito da questa riflessione Giuseppe Stigliano nel suo intervento alla convention Oxo 2026, ripartito in due giornate e dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sul rapporto tra domanda e offerta: un cambiamento che riguarda anche il mondo dell’ottica, perché l’AI generativa sta trasformando il modo in cui gli utenti cercano una soluzione e arrivano alla scelta. A differenza degli strumenti tecnologici del passato, che richiedevano di imparare un linguaggio e seguire delle istruzioni, infatti, l’AI dialoga attraverso quello naturale delle persone. «È forse la prima volta nella storia in cui per utilizzare un dispositivo non hai bisogno che qualcuno spieghi come funziona - ha sottolineato Stigliano - Questa semplicità favorisce l’adozione e, soprattutto, consente di delegare alla tecnologia attività che il consumatore non vuole svolgere direttamente: cercare, confrontare, leggere recensioni e individuare la soluzione più adatta». Stigliano ha raccontato di aver chiesto a ChatGPT di indicargli a Firenze un punto vendita per una persona che gioca a tennis tre volte alla settimana, utilizza gli occhiali ma ne lamenta l’appannamento e il fastidio e sta valutando il passaggio alle lenti a contatto. La risposta non si è limitata a fornire informazioni: l’AI ha individuato alcuni centri, spiegato le ragioni dei propri suggerimenti e proposto alternative sulla base delle esigenze espresse. «Il mestiere del cliente non è sapere cosa comprare e dove comprarlo: ChatGPT, Claude, Gemini AI e gli strumenti di intelligenza artificiale analoghi non si comportano come un motore di ricerca tradizionale. Google restituisce una serie di risultati tra i quali scegliere, l’AI può invece arrivare a una selezione e motivarla, fino al possibile passaggio successivo della prenotazione di un appuntamento o di comunicazioni con l’utente - ha precisato Stigliano - Per un centro ottico, quindi, non è più sufficiente l’obiettivo di essere trovato: adesso deve essere raccomandato. La presenza digitale deve quindi parlare contemporaneamente alle persone e agli algoritmi, attraverso informazioni chiare sulle proprie competenze, contenuti capaci di rispondere a problemi reali e una specializzazione riconoscibile».

Hoya: prevenzione e informazione per contrastare la miopia con MiyoSmart iQ

Urge un cambio di prospettiva: è il messaggio che l’azienda oftalmica ha voluto lanciare alla stampa consumer il 16 settembre con un evento a Milano alla presenza di illustri oftalmologi italiani, per colmare il divario tra la consapevolezza dei genitori, le azioni concrete necessarie per proteggere la salute visiva dei più piccoli e la conoscenza di soluzioni idonee disponibili presso i centri ottici per la gestione della progressione miopica, come la nuova MiyoSmart iQ Durante la conferenza stampa dal titolo “Stop miopia: quando l'innovazione cambia il futuro visivo dei giovani”, dedicata alla presentazione delle lenti MiyoSmart iQ di Hoya Vision Care, erano presenti alcuni dei massimi esperti di oftalmologia del nostro paese. Teresio Avitabile, professore ordinario e direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Catania e alla guida di Siso, ha ribadito che la miopia infantile è un «percorso evolutivo» che, se non intercettato precocemente, «può portare a patologie oculari serie e invalidanti come il distacco di retina, il glaucoma e la degenerazione maculare», ha ricordato Francesco Bandello, direttore della Clinica oculistica del San Raffaele e presidente di Apmo. Un’indagine condotta da Astra Ricerche su un campione di mille genitori italiani con figli tra i 4 e i 18 anni rivela infatti una profonda discrepanza tra la consapevolezza dichiarata e le azioni concrete intraprese per la salute visiva, un ritardo che impedisce di agire tempestivamente sulla pre-miopia, ovvero quella fase in cui, pur non essendo ancora miope, il bambino presenta fattori di rischio che possono essere gestiti. Sebbene, infatti, secondo la ricerca l'80% delle famiglie collochi il controllo della vista tra le quattro priorità principali durante la crescita, i comportamenti reali mostrano una posticipazione significativa: meno della metà dei bambini effettua la prima visita oculistica entro i 4 anni, mentre quasi un genitore su quattro attende oltre i 7 anni. Questa «schizofrenia comportamentale», così definita da Paolo Nucci, professore ordinario di Oculistica dell'Università Statale di Milano e presidente di Siops, si manifesta anche nella lista delle preoccupazioni genitoriali, dove il benessere psicologico e l'immagine corporea risultano quasi più significativi rispetto alla salute oculare, «nonostante il 90% del contatto con la realtà dipenda dalla vista», ha sottolineato ancora Nucci, commentando la ricerca. Inoltre, benché il 74% dei genitori sia consapevole che la miopia possa peggiorare durante la crescita, meno della metà comprende il nesso causale tra l'aumento della miopia stessa e il rischio crescente di patologie oculari gravi, evidenziando una carenza informativa che richiede un intervento capillare da parte degli specialisti.

Forum della Vista 2026: i perché della “spinta gentile” all’ottico

È il punto di partenza dell’evento che si terrà a Bari l’8 e il 9 novembre, giunto all’ottava edizione: spesso infatti le architetture della scelta pensata per il cliente sono obsolete e non più funzionali come prima Nel 2017 Richard Thaler ha vinto il Nobel per l’Economia dimostrando che le persone non scelgono mai in modo perfettamente razionale: decidono in base a come le opzioni vengono presentate. Il suo concetto di “nudge”, la spinta gentile, non impone nulla: modifica l'architettura della scelta, lasciando intatta la libertà di dire no. Per l’ottica è un'idea più operativa di quanto sembri. In negozio la leva più efficace è il default intelligente: trattamenti come antiriflesso o filtro anti luce blu nociva presentati come standard incluso, anziché come extra da proporre, aumentano l'adesione senza forzature. È, di fatto, lo stesso principio dei piani pensionistici a iscrizione automatica studiati da Thaler. Funzionano anche la prova sociale mirata (“la maggioranza degli over 40 sceglie la progressiva premium”, viene detto di solito al cliente), l'ancoraggio, cioè mostrare prima l'opzione maggiormente completa per rendere le altre più ragionevoli per confronto, e la riduzione del carico decisionale: una selezione curata di poche montature batte duecento modelli esposti senza criterio. Nel percorso professionale la leva più potente è il richiamo automatico per i controlli periodici, decisivo su miopia progressiva infantile e presbiopia: sfrutta l'inerzia a favore della salute visiva anziché contro. Conta anche il timing: proporre una soluzione subito dopo l'esame, quando il problema è ancora vivido, funziona meglio di un follow-up generico settimane dopo. Thaler fa un esempio bellissimo a tal proposito, quello della mensa aziendale: se metti la frutta all'altezza degli occhi e le patatine in fondo allo scaffale, un maggior numero di persone mangia frutta. Nessuno le ha tolte dal menu, nessuno ha reso più caro comprarle, chi vuole le patatine deve fare un ulteriore, piccolo sforzo consapevole per prenderle, invece di prenderle per inerzia. Il nostro mercato dovrebbe quindi riflettere sulle priorità presenti in un centro ottico, dove spesso le patatine (le montature) hanno una posizione premium rispetto alla frutta (lenti da vista e a contatto e servizi professionali). Forse è il momento, per chi se lo può permettere, di cambiare paradigma e di modificare l’architettura della scelta messa a disposizione del proprio cliente. Al Forum di Bari parleremo di questo e nulla sarà più utile di un “re-thinking” prima della fine del 2026. Un anno faticoso, quello in corso, ma in grado di aprirci a un nuovo processo di crescita. Sempre che siamo disposti a metterci in discussione. Nicola Di Lernia

Centro Style: Active Frames diventa Active

Con oltre 25 anni alle spalle nello sviluppo di soluzioni tecniche per il benessere visivo dei bambini, l’azienda di Vedano Olona, in provincia di Varese, lancia un rebranding della sua linea storica di montature: l’obiettivo è trasformare l'occhiale pediatrico da necessità funzionale a fulcro della specializzazione per i centri ottici Active Frames di Centro Style diventa Active (nelle foto, alcune immagini di campagna), con l’obiettivo di unire l'eccellenza tecnica a una nuova e profonda empatia verso i più piccoli e i loro genitori. «Un’attenzione che si riflette nel manifesto del brand, incentrato sull'unicità di ogni bambino e sui suoi personali tempi di crescita, e nel nuovo pay-off: da “cresce con te” a “cresce insieme a te”, a sottolineare un percorso affrontato metaforicamente mano nella mano - si legge in una nota della società che di recente ha celebrato il mezzo secolo di attività - Per accompagnare questo rinnovamento, da settembre viene introdotto un ecosistema di comunicazione completamente aggiornato, con un packaging coordinato per tutte le collezioni e materiali per il punto vendita pensati per valorizzare l'esposizione. Il tutto supportato da una mirata strategia di comunicazione orientata al b2c, studiata per generare un forte effetto drive to store, con l'obiettivo di guidare le famiglie direttamente verso i centri ottici partner qualificati». Secondo Centro Style, la montatura e, di conseguenza, l’attività dei centri ottici su questo target oggi hanno un ruolo ancora più significativo, anche alla luce della diffusione delle lenti a defocus periferico. «Active pone da sempre un'attenzione rigorosa a tale aspetto tecnico, arrivando a selezionare oltre 40 referenze trasversali a 5 diverse collezioni che garantiscono la massima compatibilità: queste montature sono facilmente identificabili grazie al logo “Myopia Control" apposto sulla lente demo, supportando così l'ottico nella proposta della soluzione più performante - precisa il comunicato - In concomitanza con il rebrand, il marchio presenta una collezione in Acetato High Density per la fascia 5-16 anni, in cui la storica tecnicità del brand si veste di una creatività tutta nuova. Oggi il mercato richiede un'estetica “mini-me”, ispirata al mondo degli adulti: la collezione offre perciò un'ampia gamma di forme e colori differenziati per età. Tutto ciò si sposa con caratteristiche tecniche d'eccellenza: l’Acetato HD permette di ridurre pesi e volumi rispetto alle montature tradizionali, garantendo però una compattezza che assicura la massima resistenza agli stress di utilizzo, e le montature presentano un canalino profondo (0,50-0,75 mm), ideale per alloggiare ogni tipologia di lente». Active punta dunque su una strategia orientata al valore e alla fidelizzazione, grazie a un'offerta strutturata in collezioni specifiche per ogni fase della crescita: da qui l’inclusione di una serie di servizi, oltre all'occhiale, per proporre non solo un semplice prodotto, ma un percorso pluriennale «capace di fidelizzare l'intera famiglia e di supportare il centro ottico a livello professionale nella sua specializzazione rivolta ai più piccoli», conclude la nota. A cura della redazione

Luxol nel Registro dei marchi storici italiani: un onore e una responsabilità

La realtà del distretto cadorino, fondata nel 1969 a Lozzo di Cadore, ha raggiunto un traguardo dal valore simbolico e concreto: si tratta di un riconoscimento che premia il percorso dell’azienda e ne certifica il ruolo nel panorama produttivo nazionale Il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale è stato istituito nel 2019 dal ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è un progetto nato per tutelare la proprietà delle aziende storiche italiane e le eccellenze nazionali. L’iscrizione a tale registro, in cui già si trovano ad esempio Lozza e il suo modello Zilo, avvenuta nei mesi scorsi, non rappresenta soltanto un attestato formale, ma racchiude per Luxol un significato più profondo. «È il risultato di anni di lavoro, di scelte coerenti e di una costante attenzione alla qualità dei processi e dei prodotti - spiega un comunicato dell’impresa cadorina - Per Luxol questo riconoscimento diventa motivo di grande soddisfazione, perché testimonia la capacità dell’azienda di mantenere saldi i propri valori, pur affrontando le trasformazioni del mercato e le sfide di un contesto economico sempre più competitivo». Essere inseriti nel Registro dei marchi storici comporta per la realtà veneta anche una responsabilità significativa. «Luxol è chiamata a custodire e valorizzare un patrimonio fatto di esperienza, conoscenze e relazioni costruite negli anni – si legge ancora nella nota - Questo patrimonio non è soltanto un’eredità del passato, ma rappresenta una base su cui costruire il futuro. L’azienda ha dimostrato di saper guardare avanti, investendo in innovazione e adattandosi alle nuove esigenze del mercato, senza mai perdere il legame con la propria identità». L’ingresso nel Registro dei marchi storici non è un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un percorso destinato a proseguire. «Con la stessa determinazione che l’ha contraddistinta fino a oggi, Luxol continuerà a investire nel proprio sviluppo, mantenendo al centro qualità, affidabilità e attenzione al cliente, evolvendosi senza rinunciare ai propri valori fondanti», conclude il comunicato (nella foto, tratta dal sito dell'azienda, una fase della lavorazione di un occhiale Luxol). A cura della redazione

Ottica Foppa Group: a Vicenza il negozio numero 25

Il gruppo bergamasco ha recentemente avviato un nuovo punto vendita all'interno del Centro Commerciale Palladio, nella città veneta, con insegna Oof Ottica Foppa Group fa tappa di nuovo in Veneto. Dopo la seconda apertura di Verona alla fine dello scorso anno, è ora il turno di Vicenza: insieme a quello di Venezia salgono così a quattro gli store avviati nella regione. «Questa apertura rappresenta il venticinquesimo negozio della nostra storia, un numero importante che ci fa sentire più grandi, ma soprattutto orgogliosi e grati del percorso iniziato ormai più di 45 anni fa da nostro papà Gigi», commentano in una nota dell’azienda Andrea e Luca Foppa. Il centro ottico di Vicenza (nelle foto) è a insegna Oof. «L’accoglienza nei primi giorni di apertura è stata straordinaria: le numerose recensioni positive testimoniano già il forte apprezzamento per il format, per l'ampio assortimento, ma soprattutto per il Foppa style, contraddistinto dall'empatia, dall'ascolto e dal sorriso del nostro personale - afferma nel comunicato Mauro Montagna, retail e training manager di Ottica Foppa Group- Sentire già così forte la fiducia del territorio vicentino ci riempie di entusiasmo e di fiducia per il futuro e ci dimostra di aver scelto la giusta location». A cura della redazione

Diplomata dell’Its Eyewear in finale all’International Lab of Mittelmoda 2026

Si tratta di Emma Gerlin, giovane bellunese che ha terminato lo scorso luglio il corso proposto a Belluno da Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy e Ablògos, società dedicata all’education e controllata da CertotticaGroup: è in lizza per la vittoria alla trentaduesima edizione della manifestazione, in programma a Milano il 13 e 14 ottobre, quarta studente a raggiungere tale traguardo Il risultato ottenuto da Emma Gerlin (nella foto) non è un caso isolato, e dimostra il valore del percorso di alta formazione fortemente connesso al distretto bellunese dell’occhialeria e alle sue imprese. «Con quest'anno salgono infatti a quattro le edizioni consecutive in cui un diplomato dell’iter formativo è arrivato in finale, con due vittorie nella categoria Eyewear: prima di Emma Gerlin ci sono stati Elisa Maestrelli, finalista nel 2023; Davide Vardanega, vincitore dell’Eyewear Award nel 2024 e Daniele De Simone, vincitore nella stessa categoria nel 2025 - ricorda una nota di Certottica - Una continuità che testimonia l'eccellenza del percorso, in grado di individuare, accompagnare e far crescere giovani talenti, mettendoli nelle condizioni di confrontarsi con professionisti, aziende e competizioni di livello internazionale. Proprio questo è, secondo Michele Dal Farra, direttore generale di Ablògos, l’aspetto più significativo. «Quattro anni consecutivi in finale a Mittelmoda non possono essere considerati una coincidenza - commenta Dal Farra nel comunicato - Il nostro sistema formativo riesce a creare le condizioni perché talento, creatività e competenze tecniche possano emergere e trasformarsi in opportunità concrete di professione. Vogliamo essere una vera fucina di talenti: chi entra nel percorso deve poter uscire con competenze, relazioni ed esperienze che gli consentano di costruire una prospettiva di carriera importante». L'appuntamento è quindi in calendario per metà ottobre, quando l’International Lab of Mittelmoda-The Fashion Award metterà a confronto giovani designer e studenti provenienti da scuole e istituti di moda e design internazionali, offrendo loro la possibilità di presentare i propri progetti davanti a professionisti del settore e di misurarsi in un contesto strettamente collegato al fashion e all’industria. Ventisei i talenti selezionati per la finale che arriveranno nella capitale italiana della moda da tutta Europa: Italia, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, ma anche da Stati Uniti, Cina, Mongolia e Giappone. Resteranno intanto ancora aperte per tutto il mese di settembre le selezioni per il nuovo biennio dell’ITS Eyewear Product Manager, che prenderà il via a novembre. A cura della redazione

Persol: con Olivetti riscrive la leggenda della Lettera 22

I due storici marchi nati in Piemonte si incontrano in una nuova collaborazione che unisce l’eredità di due icone del design reinterpretando nel linguaggio dell’eyewear gli elementi più riconoscibili della celebre macchina da scrivere, oggetto simbolo dell’innovazione italiana nel mondo

Ottica Demenego apre a Este

L’insegna con sede a Calalzo di Cadore ha avviato un punto vendita nella località in provincia di Padova, portando a 49 il numero totale degli store tra Triveneto, Emilia Romagna e Lombardia L'inaugurazione del nuovo centro ottico Demenego in via Principe Amedeo (nelle foto), importante arteria urbana che costeggia e serve il centro storico di Este, si inserisce nel percorso di espansione dell'azienda in Veneto. «Con l'apertura di Este continuiamo a investire nel territorio veneto, portando vicino alle persone un riferimento che mette al centro il benessere visivo - dichiara in una nota dichiara Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Demenego - Ogni nuovo negozio Demenego nasce con lo stesso impegno: garantire un'esperienza di qualità, dal controllo della vista alla consegna dell’occhiale completo costruito con precisione e velocità». Con un'area espositiva di oltre 600 mq e un vasto assortimento di montature, tra modelli di produzione propria e grandi firme, il punto vendita propone tutti i servizi distintivi dell’insegna, dal Demenego Lab alle sale refrazione e contattologia, dal Demenego Custom a una smartglasses zona dedicata a modelli che integrano funzionalità smart e intelligenza artificiale. All'interno del negozio trova spazio anche un’area espositiva dedicata al mondo delle lenti oftalmiche, pensato come strumento informativo per guidare il cliente attraverso le principali soluzioni disponibili in base alle proprie esigenze visive. A cura della redazione

DaTE 2026: eyewear effetto leggerezza

È una delle tendenze di spicco delle nuove collezioni presentate al salone in scena a Napoli lo scorso weekend: è il materiale a rendere light le montature Se si dovesse trovare un aggettivo per definire l’edizione di DaTE, conclusasi ieri al Salone Margherita di Napoli, il più appropriato sarebbe aggregante. L’atmosfera era tale che gli spunti, molti, dichiarati, evidenti erano mirati a valorizzare il settore dell’occhialeria (nella foto, uno scorcio degli stand).
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