b2eyes today

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por Fabiano Editore
Temporada 1

EssilorLuxottica: i Partnership Program valorizzano le identità di Essilor, Galileo e Nikon

Con le iniziative previste per il 2026 il gruppo punta a sviluppare sinergie fra i suoi tre brand oftalmici, lasciando che esprimano la propria unicità «Lavorare sul portafoglio di Essilor, Galileo e Nikon attraverso i Partnership Program è un asset strategico per EssilorLuxottica, poiché ci permette di costruire proposte su misura delle esigenze dei centri ottici partner, come prodotti e non solo - spiega a b2eyes TODAY Alessandra Barzaghi (nella foto), marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Sono brand che continueranno a mantenere un’identità e un posizionamento distintivi. E i clienti stessi riflettono l’anima di questi tre brand». Secondo la manager, Essilor è l'emblema ​dell'innovazione con una visione proiettata nel futuro, Galileo conta sullo stile italiano, valorizzato da un approccio autentico e di prossimità verso gli ottici partner, mentre Nikon esprime l'eccellenza giapponese nella progettazione e nella costruzione delle lenti, oltre a trasmettere un senso di raffinatezza e la forza del brand. La filosofia alla base dei Partnership Program 2026, dopo i riscontri positivi dello scorso anno, è perciò sviluppare sinergie senza rinunciare alle singole specificità. «Si mantiene dunque l’identità all’interno di un approccio sinergico e i Partnership Program rappresentano una sorta di modello comune per tutti e tre i marchi: poi ognuno di essi esprime la propria unicità e le proprie peculiarità con la propria anima», conclude Barzaghi. Angelo Magri

Meta Glasses: una nuova collezione per rendere più accessibili i wearable

EssilorLuxottica e il gruppo di Menlo Park annunciano il lancio della linea di AI glasses pensata per avvicinare un pubblico sempre più ampio alla categoria degli smart eyewear La collaborazione tra le due aziende ha dato vita a una categoria completamente nuova, quella degli AI glasses, con un’offerta di prodotti completa «da Ray-Ban Meta a Oakley Meta, che ha segnato l’inizio dell’era dell’Athletic Intelligence, e a Meta Ray-Ban Display, con display integrato nella lente - spiega una nota congiunta di EssilorLuxottica e Meta - Ray-Ban Meta Optics ha poi arricchito ulteriormente la proposta con modelli pensati per chi indossa occhiali da vista. Ora, con la nuova collezione a marchio Meta ed EssilorLuxottica, proposta a partire da 299 dollari, le due aziende puntano a raggiungere nuove categorie di consumatori». Viene così data risposta anche alle esigenze degli utenti interessati a soluzioni tecnologiche economicamente più accessibili. Come dichiara nel comunicato Francesco Milleri (nella foto, a destra), presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, «siamo molto orgogliosi di essere stati i primi ad aver portato gli smart eyewear sul mercato per offrire ai consumatori, ovunque nel mondo, esperienze sempre più ricche e connesse. Mentre i nostri marchi iconici continuano a sostenere la crescita della categoria, questa nuova collezione segna un ulteriore passo avanti, consentendoci di raggiungere sempre più utenti. Anche chi guarda a tecnologie più accessibili potrà così toccare con mano l’incredibile valore aggiunto dei wearable nella vita di tutti i giorni». «La nostra partnership con EssilorLuxottica nasce dall’obiettivo di integrare le straordinarie possibilità dell’AI in occhiali che le persone desiderano davvero indossare - aggiunge a sua volta nella nota Mark Zuckerberg (nella foto, a sinistra), amministratore delegato di Meta - Sono convinto che diventeranno una delle principali porte d’accesso a una nuova forma di superintelligenza personale» La collezione include tre modelli compatibili con lenti graduate, nelle forme rettangolare, quadrata e ovale, con diverse opzioni di lenti, tra cui trasparenti, da sole e Transitions. Meta Glasses è in vendita sul sito di Meta negli Stati Uniti, in Canada, Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Spagna e altri paesi europei, e nelle principali insegne di retail ottico negli Usa, tra cui LensCrafters e Sunglass Hut. Nel corso dell’anno sarà disponibile anche in altri paesi e punti vendita fisici. A cura della redazione

Sel Optical, le lenti pastello per una “terza via”

All’interno della sua gamma di colorazioni l’azienda oftalmica propone una nuova linea per l'occhiale da aperitivo, da tempo libero o da interni, finalizzata a un acquisto d’impulso e gratificante «Le lenti colorate non sono più una prerogativa esclusiva dell’occhiale da sole tecnico o sportivo – si legge in un comunicato della realtà ferrarese - Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria sfilata di tonalità chiare e sfumate anche negli ambienti indoor e metropolitani: la collezione di tinte pastello sviluppata da Sel Optical (nella foto, un’immagine di campagna) si inserisce in questo trend, offrendo una palette cromatica delicata, sofisticata e versatile». Come riporta la nota, «a differenza dei filtri solari tradizionali a densità elevata, che assorbono l'80-85% della luce, le lenti pastello lavorano su percentuali di assorbimento più contenute, generalmente comprese tra il 15% e il 40%: questo permette di indossare l'occhiale in qualsiasi contesto, in ufficio davanti agli schermi, durante eventi serali, in condizioni di cielo coperto o all'interno di locali». Secondo l’azienda oftalmica, ciascuna sfumatura della gamma offre vantaggi specifici: Rosa e Magenta Pastello migliorano il contrasto in presenza di luci artificiali fredde, riducendo l'affaticamento visivo; Azzurro e Polvere filtrano delicatamente le componenti più calde della luce, offrendo una visione fresca e riposante; Verde Salvia e Menta rilassano i muscoli oculari e sono ideali per chi soffre di leggera ipersensibilità alla luce quotidiana; mentre Giallo e Ambra Soft incrementano la percezione dei dettagli e la profondità in condizioni di scarsa illuminazione o nebbia, rendendoli eccellenti per la guida notturna o serale. Per il professionista della visione, il catalogo Sel Optical rappresenta uno strumento di marketing relazionale e di cross-selling. «Molti portatori possiedono già una montatura correttiva, magari progressiva o con protezione per la luce blu, e una da sole - precisa il comunicato - L'ottico può proporre le lenti pastello come una “terza via”: l'occhiale da aperitivo, da tempo libero o da interni. Grazie alla novità il cliente percepisce questa proposta come un acquisto emozionale d’impulso, altamente gratificante». L'ottico può inoltre utilizzare il campionario delle tinte pastello di Sel Optical, realizzabili su tutti i materiali e applicabili a tutte le soluzioni visive, per consigliare la lente che meglio si adatta al sottotono della pelle, al colore degli occhi e dei capelli del cliente. «Una lente rosa pastello si sposerà con le palette Summer, mentre un verde menta o un ambra soft esalteranno i profili Autumn o Spring, secondo le indicazioni dell’armocromia – conclude la nota - Questo approccio trasforma la vendita tecnica in un'esperienza di consulenza stilistica esclusiva». A cura della redazione

Forum della Vista: oltre a Stigliano ci sarà Camisani Calzolari

Dopo l'annuncio della conferma di una delle maggiori figure internazionali nel retail marketing, tra i protagonisti dell’evento in programma l'8 e 9 novembre a Bari figura anche il noto divulgatore, uno dei principali esperti italiani di trasformazione digitale e intelligenza artificiale, conosciuto dal grande pubblico per i suoi interventi a Striscia la Notizia La presenza di Marco Camisani Calzolari (nella foto, tratta dal sito del professionista) si inserisce nel percorso delineato per il Forum della Vista 2026, l’evento ideato da Fabiano Editore, che ne cura i contenuti insieme a Nicola Di Lernia, suo conduttore sin dal primo appuntamento del 2019 a Firenze: sulla scia delle sette edizioni precedenti, vuole infatti offrire ai partecipanti una riflessione più ampia sui cambiamenti che stanno interessando il settore e il contesto economico e sociale in cui si muove l’intera filiera della visione. In questo quadro si colloca anche il ritorno di Giuseppe Stigliano, già annunciato nelle scorse settimane e protagonista all’edizione dello scorso anno, che porterà un aggiornamento del temi trattati a Bologna, con l’obiettivo di aprire nuove finestre sul grande mondo del retail internazionale. L'arrivo di Camisani Calzolari rafforza ulteriormente il focus sull'innovazione tecnologica. Come si legge sul suo sito ufficiale, il professionista si occupa da anni di cultura digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity e trasformazione tecnologica, affiancando aziende, istituzioni e organizzazioni nei processi di innovazione. Oltre all’attività di consulenza ci sono nel suo bagaglio anche quella accademica e quella divulgativa, che lo hanno reso una delle figure più conosciute in Italia sui temi del digitale. La sua notorietà presso il grande pubblico è legata in particolare alla collaborazione con il programma televisivo Striscia la Notizia su Canale 5, per il quale Camisani Calzolari per anni ha curato servizi e rubriche dedicati alla tecnologia, alla sicurezza informatica, alle truffe online e all'uso consapevole degli strumenti digitali. La partecipazione congiunta di Stigliano e Camisani Calzolari conferma quindi l'impostazione del Forum della Vista, che si propone come un momento di confronto non solo sulle problematiche visive e sul ruolo della filiera, ma anche sulle grandi trasformazioni che stanno influenzando il mercato, la comunicazione e il rapporto con i consumatori: è in fase di definizione un dibattito tra questi esperti e l’oftalmologo universitario, nonché affermato divulgatore, Paolo Nucci, sull’intelligenza artificiale e, più in generale, sull’innovazione tecnologica a beneficio della classe medica, dell’area ottico optometrica e del paziente-cliente. Tutto questo è in programma nella prima giornata dell’appuntamento pugliese, domenica 8 novembre. La seconda, lunedì 9 novembre, vedrà invece il coinvolgimento di un esperto tecnico, in grado di fornire ai professionisti presenti le informazioni utili per un corretto e proficuo uso dell’AI nell’attività quotidiana di un centro ottico. A cura della redazione

Certificazione, gli ottici chiedono più supporto nella gestione

È uno dei dati emersi dalla survey realizzata da Cert.o tra coloro che vi hanno già aderito, presentata il 22 giugno scorso nel webinar che ha illustrato le novità dell’organismo “Cert.o cambia pelle”, il webinar di lancio del nuovo corso della società che si occupa della qualificazione dei centri ottici italiani, ha registrato oltre 140 iscritti, 85 dei quali collegati per l’intera durata dei lavori. «L’appuntamento ha segnato il passaggio verso un modello di certificazione profondamente rinnovato, focalizzato su tre pilastri strategici: autorevolezza, tranquillità e crescita - si legge in una nota dell’organismo - Moderata da Andrea Cappellini (nella foto, a sinistra, con Ilaria La Mura e Fabio Casalboni), la sessione ha svelato la nuova architettura di Cert.o, pensata per supportare i titolari dei centri ottici nella gestione della complessità quotidiana, tra adempimenti normativi, privacy e digitalizzazione dei processi». Durante l'incontro sono stati presentati in anteprima i dati della survey nazionale condotta sulle realtà certificate Cert.o. «Dall’indagine emerge un quadro chiaro: se da un lato il 94% dei centri vede il titolare o il referente impegnato in prima persona nella gestione documentale, ben il 70% del campione individua nella compliance normativa e burocratica un elemento di estrema complessità - spiega il comunicato - Un dato che conferma l'urgenza, da parte della categoria, di disporre di metodi pratici e strumenti di tutela organizzativa. Grande interesse è stato espresso anche per lo sviluppo dei servizi di alta specializzazione, con il 30% degli ottici che indica il controllo della progressione miopica come una tra le priorità di sviluppo per i prossimi mesi». Il webinar ha inoltre ospitato gli interventi di alcuni dei membri del nuovo Comitato Scientifico, come Alessandro Farini, Giancarlo Montani e Roberto Volpe, che «hanno sottolineato l'importanza di un dialogo strutturato e multidisciplinare tra ricerca, optometria e area medico oculistica per qualificare l'ortottica e la contattologia specialistica – precisa la nota - Il futuro di Cert.o passa infatti da una forte specializzazione: sono state presentate le nuove certificazioni verticali, a partire da lenti progressive e lac, fino alle prossime da protocollare a settembre in ipovisione e controllo miopico, che permetteranno ai centri ottici di misurare, valorizzare e rendere visibile all’esterno la propria specifica competenza di fronte a un consumatore sempre più esigente». L’evento digitale ha quindi tracciato la roadmap operativa. «A partire da luglio i centri ottici potranno prenotarsi online per effettuare una mappatura digitale attraverso un assessment guidato: Cert.o metterà a disposizione una nuova piattaforma documentale e una carta informativa digitale per la gestione semplificata delle scadenze e per l'accesso a percorsi di formazione continua, sia sincrona sia asincrona - conclude il comunicato - Il successo di partecipazione di questo primo appuntamento conferma la centralità di un percorso che non intende essere un mero obbligo formale, ma un vero e proprio metodo di crescita ordinato, riconoscibile e orientato al mercato». A cura della redazione

Milano Fashion Week: l’eyewear interpreta il ritorno dell’eleganza rilassata

Si sono chiuse il 23 giugno le passerelle milanesi per l'uomo della primavera estate 2027: da modelli sobri a maschere sofisticate, gli occhiali ne sono stati protagonisti Una fashion week maschile con meno sfilate e presentazioni del solito, ma non per questo con meno idee e proposte interessanti. Vari brand hanno esposto con l’uomo anche la donna e comunque sono sempre di più i marchi genderless. Tendenze comuni la ricerca della leggerezza nei materiali, di preferenza naturali come lino e cotone, e la fluidità nei tagli e nelle forme, per un vestire sempre più confortevole e rilassato, ma sartoriale. Palette di colori ampie e differenziate con una certa preferenza per le tonalità più neutre. Grande ritorno delle righe, e del suède per giubbotti, giacche-camicie, sahariane. Curati i dettagli e gli accessori, eyewear compreso, presente nelle sfilate, ma anche nelle presentazioni statiche. Come da Dunhill dove il blazer è l’indiscusso protagonista, soprattutto nelle sfumature del blu, a cominciare dall’azzurro. Gli occhiali sono in acetato e metallici piuttosto classici, in linea con il brand. Classici e squadrati quelli di Eleventy a completare i capi della capsule Indigo Blu con pantaloni, gilè, giacche di lino al 100% con effetto denim. Salotto Retori, monomarca di via Spiga, ha presentato la sua sofisticata collezione insieme ad Akoni Eyewear. Molto ampi in acetato bianco o nero gli occhiali da MTL studio che ha ricreato una situazione da bagni della riviera romagnola anni 70, con “tipi da spiaggia”. Di Gast Eyewear, metallici e in acetato, gli occhiali visti nella sfilata di Garcias, marchio colombiano al suo debutto a Milano, con tutte le possibili versioni della giacca. Dalla giacca-camicia a quella senza collo da abbinare a pantaloni extralarge. Solo da sole ed enormi le montature alla sfilata di Dolce&Gabbana con tutte le sfumature della sicilianità e con moltissime uscite nel segno del nero Sicilia. Superlogate, as usual, da Philipp Plein che fa sfilare un completo in denim impreziosito da ricami. Più piccole, prevalentemente metalliche e anche da vista da Giorgio Armani che, nel cortile di via Borgonuovo, propone anche la collezione Cruise per la donna. Da Prada qualche modello a fascia e altri, a sorpresa, con le lenti di colore diverso. Tra le sorprese anche gli incredibili occhiali di Alchètipo, giovane brand fondato e diretto da Andrea Alchieri. In realtà è un papillon nello stesso tessuto dell’abito che, con due tagli nel mezzo, diventa una maschera (nelle foto, in alto, da sinistra e in senso orario: Eleventy, Garcias, Dolce&Gabbana, MTL studio, Alchètipo e Dunhill). Luisa Espanet

EssilorLuxottica: nuovi strumenti per i centri ottici nei Partnership Program 2026

La community coinvolta dall’iniziativa del gruppo, che riunisce i clienti considerati più vicini ai suoi tre brand oftalmici dal punto di vista professionale e relazionale, è passata da 2.900 a oltre 3 mila punti vendita dopo le attività dello scorso anno «Per EssilorLuxottica i Partnership Program dedicati a Essilor, Galileo e Nikon (nella foto) non rappresentano soltanto un'attività frontale, ma sono molto importanti: anno dopo anno rafforzano la vicinanza nei confronti dei nostri clienti, con un approccio trasversale su tutti e tre i marchi - rivela a b2eyes TODAY Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Siamo soddisfatti dei riscontri del 2025: in base ai criteri stabiliti dal progetto, i clienti coinvolti sono passati da 2.900 a oltre 3 mila punti vendita. Si tratta di un risultato interessante, perché stiamo allargando la community attraverso il concetto di prossimità e di relazione, dando continuità alle iniziative accolte con maggiore interesse. Il 2025 è stato il primo anno, ad esempio, in cui abbiamo aggiunto piani di comunicazione per il centro ottico con campagne volte a valorizzare il ruolo del professionista come punto di riferimento per il benessere visivo: dopo una prima campagna realizzata nella primavera 2025, il programma è stato riproposto nel 2026 mantenendo gli stessi claim e affiancandovi una nuova attività dedicata al sole e alla seconda coppia di lenti, con materiali rinnovati per lo store». Una delle principali novità di quest’anno riguarda il rafforzamento delle iniziative locali: se già nel corso dello scorso anno alcuni clienti avevano potuto beneficiare di campagne territoriali dedicate, ora EssilorLuxottica ha individuato una selezione di partner con cui sviluppare veri e propri piani di marketing e vendita costruiti sulle esigenze del singolo negozio. «In questo modo i Partnership Program diventano un acceleratore di crescita su misura grazie a idee personalizzate, come percorsi di team building formativo o esperienziale, eventi in store rivolti al consumatore finale, in particolare con Transitions, campagne digital geolocalizzate e, in casi ovviamente più rari, il supporto nella creazione di corner dedicati, in occasione di progetti di ristrutturazione del punto vendita - spiega ancora Barzaghi - C’è poi il Varilux Business Lab, dedicato alla gestione della presbiopia in 18 tappe distribuite sul territorio nazionale, partito a metà maggio: un format innovativo, un momento di formazione di alto livello per gli ottici, non tanto sul prodotto quanto per supportare il protocollo di proposta nell’ambito della presbiopia. Finora i commenti qualitativi dei partecipanti hanno superato le aspettative, appaiono molto soddisfatti del taglio diverso dato a questo modello formativo». Infine, un'altra novità riguarda Galileo, che il 14 e 15 giugno ha aperto per la prima volta le porte degli stabilimenti di Sedico e di Agordo a una ventina di centri ottici partner del brand. «L'iniziativa è stata una sorta di esordio per far conoscere più da vicino la realtà produttiva del marchio, per far vivere appieno l'esperienza ai clienti e coglierne il sentiment: abbiamo riscontrato un elevato interesse e coinvolgimento e potrebbe trasformarsi in un percorso strutturato nella seconda parte del 2026 e anche nel 2027», conclude Barzaghi. Angelo Magri

Presbiopia: l’intermedio può generare un nuovo mercato per l'ottica?

La crescita del business passerebbe da un cambio di paradigma nella gestione di questa problematica visiva: ne è convinto Paolo Gatti, formatore con oltre cinquant'anni di esperienza nel settore, che, alla luce di ulteriori elementi, torna a proporre un modello operativo fondato sulla valorizzazione della distanza intermedia durante l'esame optometrico e sull'analisi dei dati di vendita dei centri ottici

Bergamo: con “Visto che Sport!” prevenzione visiva e inclusione passano anche dalla scuola

Le due recenti giornate hanno coinvolto centinaia di bambini, famiglie e professionisti del settore: determinante è stata la collaborazione tra classe medica, ottici optometristi, scuole, industria e associazioni. I promotori contano di dare vita a una seconda edizione Promosso da CooperVision l’8 e 9 maggio insieme a una vasta rete di partner locali, il progetto “Visto che sport!” è nato dall’incontro tra il mondo della prevenzione e quello dello sport per persone con disabilità visiva, trasformandosi in un’esperienza concreta di sensibilizzazione e servizio alla comunità. Cuore della prima edizione dell’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Sportiva Disabili Visivi Omero, è stata la valutazione della funzione visiva in circa 210 bambini e una cinquantina di adulti che ha permesso di individuare, in alcuni casi, la necessità di ulteriori approfondimenti specialistici. I controlli visivi sono stati eseguiti dall'ortottista Chiara Paggini, che lavora presso il Centro Oculistico Bergamasco diretto dall’oftalmologo Fabio Mazzolani, affiancata dagli studenti e dal personale docente del Centro Studi Leonardo da Vinci di Bergamo insieme agli ottici optometristi di Oxo Bergamo (nella foto). «Con grande soddisfazione condividiamo il successo delle giornate - commenta a b2eyes TODAY Giovanni Meli, docente del Centro Studi Leonardo da Vinci - Un plauso speciale agli allievi, i nostri futuri ottici, che hanno dimostrato professionalità, empatia e grande impegno, trasformando le competenze acquisite in un servizio concreto per la comunità. Un sentito ringraziamento all’Associazione Omero e a tutti coloro che hanno contribuito per questa preziosa esperienza di crescita». L’evento ha inoltre proposto attività sportive inclusive come lo showdown e percorsi bendati, permettendo ai partecipanti di sperimentare le difficoltà affrontate quotidianamente dalle persone con disabilità visiva. «“Visto che sport!” ha rappresentato anche un momento di efficace collaborazione tra le diverse professionalità legate al mondo della visione», sottolinea Mazzolani al nostro quotidiano, evidenziando il valore del lavoro condiviso tra oftalmologi, ortottisti e ottici optometristi con l'obiettivo comune e primario di poter fornire alle persone che si sono sottoposte ai controlli la massima attenzione nella precoce individuazione dell'eventuale deficit visivo». Un concetto ribadito anche da Marco Carminati di Oxo Bergamo, che ha rimarcato come la presenza di tutti gli attori della filiera sia fondamentale per costruire una cultura della prevenzione e dell’inclusione. «Grazie all'invito dell'Associazione Omero e dell'Unione Italiana Ciechi, gli ottici optometristi del gruppo Oxo della provincia di Bergamo hanno risposto con entusiasmo e partecipazione, consapevoli che solo con progetti di questo tipo si può costruire quel legame tra medici oculisti, ortottisti, ottici optometristi e industria, rappresentata in tale occasione da CooperVision e Nidek, per l'inclusione attraverso l'attenzione alla “buona vista”», afferma Carminati a b2eyes TODAY. Il successo dell’iniziativa, sostenuta anche dal patrocinio del Comune di Bergamo e da un contributo di Regione Lombardia, apre ora la strada a una possibile nuova edizione, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione delle scuole e consolidare un modello virtuoso in cui formazione, prevenzione e inclusione procedono nella stessa direzione. A cura della redazione

Silhouette torna agli anni 70 e al design di Dora Demmel

La nuova collezione Iconic Shades dell’azienda austriaca cattura l’energia di quell’epoca e la traduce in un linguaggio contemporaneo, in cui convivono carattere e leggerezza Al cuore di questa collezione c’è un nome che ha plasmato in modo decisivo l’identità di design di Silhouette: Dora Demmel. «Negli anni 70 l’approccio di questa designer alle proporzioni e ai volumi è stato visionario e ha definito le basi di un nuovo linguaggio progettuale nell’eyewear, audace, architettonico ed espressivo, immediatamente riconoscibile – si legge in un comunicato di Silhouette - In suo tributo, la collezione presenta quattro modelli iconici reinterpretati, Dora One, Dora Two, Dora Three e Dora Four, ognuno espressione di una rilettura contemporanea della sua estetica inconfondibile. Geometrie decise, calibrate da una nuova leggerezza e da una misura sofisticata. Un design che rende omaggio all’eredità del passato, proiettandola con determinazione verso il futuro». «Abbiamo cercato di tradurre il dna del design di Silhouette in questa collezione - racconta nella nota Roland Keplinger, design director di Silhouette - Ogni modello traduce il vocabolario audace di Dora in una chiarezza contemporanea, dove carattere e leggerezza convivono in perfetto equilibrio».
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