b2eyes today

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por Fabiano Editore
Temporada 1

Carrera: Danilo Callegari è il volto dell’eyewear sportivo

L’house brand di Safilo annuncia una partnership con l’atleta estremo, rafforzando ulteriormente il forte legame del marchio con il mondo dello sport Conosciuto per la sua resistenza fisica e per le sfide non convenzionali affrontate in ambienti estremi, Danilo Callegari incarna i valori chiave di Carrera Eyewear: determinazione, resilienza e il coraggio di superare continuamente i propri limiti. Attraverso questa nuova collaborazione, «Carrera Eyewear continua a celebrare personalità che vivono secondo le proprie regole, in piena sintonia con la filosofia del brand – spiega una nota del marchio di proprietà di Safilo - Come parte dell’accordo, Callegari rappresenterà il brand per tutto il 2026, indossando e promuovendo una selezione di modelli sportivi e lifestyle durante allenamenti, competizioni e attività outdoor». L’eyewear sportivo Carrera, inclusi occhiali da sole, maschere e caschi, accompagnerà Callegari nelle sue sfide, garantendo performance, funzionalità e uno stile distintivo. «Questa partnership evidenzia l’impegno di Carrera nel rafforzare la propria presenza nel segmento sportivo, valorizzando voci autentiche ed esperienze reali piuttosto che una comunicazione costruita - sottolinea il comunicato - La collaborazione riflette una visione condivisa: affrontare nuove sfide, esplorare nuovi limiti ed esprimere la propria individualità senza compromessi».

Dalpasso e Fondazione Banca degli Occhi: cento specialisti per l’oftalmoplastica

Il ramo della società con sede a Reggio Emilia, che integra sia l’area protesica sia quella di ottica e optometria, prosegue nell’attività di formazione e informazione con una giornata realizzata insieme all’ente, presso la sua sede al Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre Diffondere la cultura della protesica oculare e promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione dei casi complessi: come annunciato dopo l’appuntamento di fine gennaio presso la struttura oftalmologica dell’Ospedale MultiMedica San Giuseppe di Milano, il gruppo, che detiene anche 6 centri ottici tra la stessa Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna e Milano, prosegue con ulteriori eventi in ambito oculistico. Il 12 giugno scorso, presso il Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo, a Mestre, sede della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, si è tenuta una giornata di studi e formazione per un centinaio di professionisti della classe medica per fare il punto su argomenti di oftalmoplastica, oftalmologia pediatrica, chirurgia ricostruttiva e tecniche protesiche, con alcuni dei massimi esperti a livello veneto e nazionale, promossa dai responsabili scientifici della Fondazione Diego Ponzin e Antonella Franch. Al centro del convegno il trattamento di lesioni, tumori e malfunzionamento legato all’età delle strutture palpebrali, le patologie connesse con l’innervazione della palpebra e le infiammazioni dei dotti naso-lacrimali e del deflusso lacrimale. «Un’attenzione particolare è stata data all’utilizzo delle protesi nei casi di enucleazione dell’occhio, ausili di grande impatto cosmetico e psicologico, che si rivelano essenziali nell’ambito della cura e della riabilitazione di tanti pazienti chiamati a recuperare uno stato di salute non solo dal punto di vista clinico, ma anche psicologico e relazionale, come ha sottolineato nel suo intervento Enrico Dalpasso della Dalpasso Protesi Oculari», si legge in un comunicato di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto. Nella seconda parte dell’evento formativo il focus si è concentrato sui temi dell’oftalmologia pediatrica a partire dalle retinopatie nei bambini nati prematuri, dall’incidenza della miopia in età pediatrica e delle alterazioni oculari nei più piccoli, per finire poi con l’utilizzo della membrana amniotica e la chirurgia vitreo-retinica. Non solo cornea, dunque, in Fondazione Banca degli Occhi. «La nostra realtà è chiamata a misurarsi sempre di più con nuovi ambiti per rispondere alle esigenze di chirurghi oftalmologi, clinici e pazienti, in un ambito che oramai travalica i confini del trapianto», conferma nella nota il presidente Ponzin, recentemente nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

GreenVision: la Convention 2026 rafforza il confronto tra area ottico optometrica e classe medica

Dall’aggiornamento scientifico e interdisciplinare sulle principali problematiche visive all’innovazione tecnologica e di prodotto: in Sardegna si è appena conclusa una settimana di dialogo tra professionisti, mondo accademico e industria promossa dal gruppo di ottici indipendenti, in collaborazione con Fabiano Editore Oltre 900 professionisti della vista e della visione, tra oculisti, ottici optometristi e ortottisti, e alcune delle principali aziende italiane dell’ottica si sono riuniti per la Convention 2026 di GreenVision. «È stata una settimana di aggiornamento e formazione dedicata ai temi che stanno trasformando il settore e alle prospettive di collaborazione tra mondo ottico, classe medica, università e industria - si legge in una nota del gruppo - I soci GreenVision si stanno inoltre confrontando con il settore sull'evoluzione della professione e su come può cambiare il quadro normativo». A caratterizzare l’edizione di quest’anno è stata soprattutto la presenza di alcuni dei più autorevoli esponenti dell’oftalmologia italiana, chiamati a condividere esperienze cliniche, prospettive di ricerca e riflessioni sul futuro della collaborazione tra ottici optometristi e medici specialisti. «Nel corso della Convention i partecipanti hanno seguito gli interventi dei vertici delle principali aziende del comparto, in un confronto dedicato all’evoluzione del mercato e alle prospettive della professione: tra le tematiche emerse, anche la necessità di proseguire il dialogo su un possibile aggiornamento del quadro normativo di riferimento per la figura dell’ottico», precisa il comunicato. Il programma scientifico, realizzato in collaborazione con EyeSee, la testata di oculistica di Fabiano Editore, e coordinato da Nicola Di Lernia e Vittorio Picardo, ha affrontato argomenti come la gestione della miopia, la presbiopia, la contattologia avanzata, la superficie oculare, fino all’ipovisione, alle nuove tecnologie e alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale applicata alla salute visiva. «Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione di prodotto, da sempre uno dei momenti più attesi della Convention: durante i lavori sono state presentate le novità GreenVision, con particolare attenzione all’evoluzione delle lenti oftalmiche e delle soluzioni filtranti, temi che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella risposta alle nuove esigenze visive dei consumatori e nell’attività quotidiana dei professionisti del settore - spiega nella nota Gianni De Napoli, vicepresidente del gruppo - Il confronto tra ottici, aziende partner e specialisti ha inoltre offerto l’occasione per approfondire le principali tendenze tecnologiche e le prospettive di sviluppo del mercato». Accanto ai contenuti professionali la Convention ha confermato anche la dimensione di incontro e condivisione per l’intera rete GreenVision. Il programma di spettacolo e intrattenimento ha infatti visto protagonisti artisti del calibro di Fausto Leali, Francesco Renga e Giovanni Vernia, accolti con entusiasmo dai partecipanti.

Wissa: dal rischio di perdere la vista alla storia del calcio passando per un gol

L’attaccante del Newcastle, che il 17 giugno scorso a Houston ha messo a segno la prima rete assoluta della Repubblica Democratica del Congo in un Mondiale pareggiando con il Portogallo, aveva subìto un intervento agli occhi nel 2021 dopo un attacco con l’acido da parte di una donna che voleva rapirne la figlia A cinquantadue anni esatti dalla prima partecipazione alla Coppa del Mondo, nel 1974 con il nome di Zaire, conclusasi con zero reti in tre partite, la squadra congolese ha realizzato un’impresa epica segnando il suo primo gol nella competizione, per di più contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, indubbiamente tra i favoriti almeno sulla carta ai Mondiali 2026. Autore della storica rete è Yoane Wissa, classe 1996: nato in Francia, ha però deciso di rappresentare la Repubblica Democratica del Congo, paese d'origine dei genitori, debuttando con la nazionale nel 2020. Protagonista di una storia sportiva sui generis, ha esordito nel rugby sino ai 15 anni, per poi dedicarsi al calcio, inizialmente nel ruolo di portiere, facendo una lunga gavetta a partire dalle divisioni minori francesi e gettando le basi per una carriera costruita con grande impegno. Carriera che avrebbe potuto interrompersi tragicamente nel 2021, quando ancora giocava in Francia: in quell’anno ha infatti rischiato di perdere la vista a causa dell’aggressione con l’acido, che gli ha provocato gravi ustioni agli occhi, da parte di una donna che aveva tentato di rapirne la figlia davanti alla porta della sua abitazione. Ma per fortuna il dramma non è stato fatale. Wissa stesso lo ha raccontato. «Ho subito un intervento chirurgico a entrambi gli occhi e il medico mi ha detto che dovrò usare collirio per il resto della mia vita. Ci sono voluti sei mesi prima che recuperassi completamente la vista. Se non fossi stato trattato così rapidamente, le conseguenze sarebbero state molto peggiori», come riporta il Fatto Quotidiano. Dopo una convalescenza in cui ha convissuto con il timore non poter tornare a vedere mai più, Wissa si è quindi ripreso. La donna che ha cercato di rapire la bambina è stata arrestata e condannata a 18 anni di carcere e lui e la famiglia hanno potuto scrivere un capitolo del tutto nuovo della loro vita: si è trasferito infatti in Inghilterra dove è esploso in Premier League con il Brentford, da cui alla fine del 2025 lo ha “strappato” con un contratto multimilionario il Newcastle, club in cui milita tuttora.

Fgx amplia il portfolio con Wrangler, True Religion e Sharper Image

Le collaborazioni sono state presentate con un recente evento a New York: rafforzano la strategia del gruppo che fa capo a EssilorLuxottica, puntando su moda, innovazione e funzionalità per intercettare nuovi consumatori ed estendere la presenza retail Fgx, realtà del gruppo EssilorLuxottica che vanta marchi di proprietà come Foster Grant e licenze come French Connection e Dockers, accelera il percorso di crescita del proprio portfolio annunciando nuove partnership con Wrangler, True Religion, entrambi marchi di abbigliamento casual, e Sharper Image, brand americano di elettronica di consumo, gadget, prodotti wellness e articoli per la casa. «Le collaborazioni, presentate durante l’evento EYEConic ospitato negli uffici newyorkesi di EssilorLuxottica, segnano un ulteriore passo nella strategia dell’azienda volta a diversificare l’offerta eyewear e a raggiungere nuovi target di consumatori attraverso marchi con identità e posizionamenti distintivi», si legge in un comunicato di Fgx. L’iniziativa ha coinvolto dipendenti, rappresentanti dei media, influencer e partner del settore, offrendo un’anteprima delle novità nel portfolio dell’azienda. Le nuove licenze riflettono un approccio trasversale che combina moda, lifestyle, funzionalità e innovazione, rafforzando la presenza del gruppo in differenti segmenti del mercato dell’occhialeria. «Wrangler porta in dote una proposta ispirata ai valori di autenticità, resistenza e versatilità che caratterizzano il marchio, con collezioni pensate per un utilizzo quotidiano - prosegue la nota - True Religion punta invece su un’estetica più audace e contemporanea, facendo leva sui temi dell’individualità e dell’espressione personale. La collaborazione tra Sharper Image e Foster Grant introduce infine una visione orientata alla tecnologia e alla praticità, con prodotti studiati per rispondere alle esigenze funzionali dei consumatori senza rinunciare allo stile».

Seiko Academy, a settembre debutta la master class

Dopo la tappa di Firenze dello scorso marzo, la prima del 2026, il programma formativo dell’azienda oftalmica si prepara alla nuova fase del proprio percorso, che prenderà il via a Bergamo dopo la pausa estiva, con focus sulla gestione di casi complessi dal punto di vista refrattivo e quindi di astigmatismi elevati, sulla migliore gestione nei casi di anisometropie e su quella del soggetto della terza età L'iniziativa rappresenta il naturale sviluppo annunciato da Seiko Italia: la trasformazione della sua Academy, giunta al quarto anno e sempre in collaborazione con il team di Studio Visus di Oggiono, in provincia di Lecco, in una formula più avanzata e specialistica. Se l’ultimo incontro presso la Sioo di Firenze, l’8 e 9 marzo scorsi, ha mantenuto l'impostazione tradizionale, al Centro Studi Leonardo Da Vinci di Bergamo verrà infatti inaugurato un modello più tecnico e verticale. «Anche le due giornate di Firenze sono state positive: quanto più andiamo avanti, tanto più la macchina gira a regimi importanti, con feedback positivi dai partecipanti e un certo interesse nel separare sempre più anche fisicamente la parte optometrica da quella commerciale all’interno dei loro centri - commenta a b2eyes TODAY Matteo Malattia, titolare di Studio Visus - Il retail indipendente deve sempre più spostare il business dal prodotto al servizio come leva competitiva. E pure Seiko ha questa logica: oltre a un prodotto di qualità anche professionisti di qualità, i Seiko Vision Specialist, che sono ottici particolarmente formati». Secondo il responsabile del centro polispecialistico di Oggiono, uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la continuità di partecipazione ai corsi. «Sono mediamente una trentina gli ottici presenti a tali incontri, non vogliamo numeri più grandi: la soddisfazione è che abbiamo avuto chi ha seguito tre corsi sullo stesso argomento, perché comunque imparano sempre qualcosa di più e di diverso – sottolinea Malattia - E ora con la master class puntiamo proprio in questa direzione di crescita per quanto riguarda l’aggiornamento professionale». Il nuovo format si inserisce in una strategia più ampia che mira a valorizzare il ruolo consulenziale dell'ottico: un approccio che trova riscontro anche nell'evoluzione dell'offerta aziendale e che, come emerso durante il recente lancio della Seiko World Collection, punta a spostare l'attenzione dalla semplice vendita del prodotto alla costruzione di una proposta personalizzata ad alto valore aggiunto. Per la società oftalmica, infatti, la nuova collezione di lenti rappresenta un cambio di paradigma, orientato a supportare il professionista della visione nella creazione di soluzioni sempre più mirate sulle esigenze del portatore. «La formazione continua è uno degli strumenti fondamentali attraverso cui trasferiamo questa visione al mercato - afferma al nostro quotidiano Elisa Di Tria, education and product manager di Seiko Italia - I risultati delle sessioni organizzate finora sono stati molto positivi: i partecipanti hanno registrato un incremento del valore medio delle vendite e la combinazione tra approfondimento clinico e conoscenza del prodotto si è tradotta in una maggiore capacità di proporre soluzioni premium. Da settembre ci aspettiamo un'ulteriore evoluzione grazie all'introduzione della formula master class e al contributo della Seiko World Collection, che offrirà nuovi strumenti, nuovi prodotti e un approccio ancora più efficace alla consulenza».

Oxo Campus, quattro appuntamenti nel 2026

Gli incontri di Genova del 22 marzo e di Bologna del 7 giugno hanno chiuso la prima fase della seconda edizione del progetto formativo che il gruppo propone ai soci Expert e Super Expert: sono stati approfonditi i principali temi affrontati nel 2025. A settembre è in programma la convention rivolta a tutti i centri ottici affiliati Dopo il debutto del format nel giugno dello scorso anno, Optocoop Italia-Oxo ha scelto di sviluppare nel 2026 un iter di approfondimento del ciclo formativo, caratterizzato da uno stile americano: cinque macro argomenti che durante la giornata di lavori tutti i partecipanti, una ventina al massimo, affrontano a rotazione, con relatori appartenenti a diversi settori, anche con esperienze al di fuori dell’ottica, oltre a contributi delle aziende partner e alla presenza di un conduttore. Le prossime tappe saranno in Puglia il 28 settembre e in Sicilia il 22 novembre. «Oxo Campus è rivolto a tutti i soci Expert e Super Expert, quasi 300 centri ottici su un totale di circa 450 aderenti a Optocoop Italia - ricorda a b2eyes TODAY Roberta Polimeni, responsabile commerciale e progetti per il consorzio e ora alla guida anche della comunicazione e del marketing - Lo riproporremo nel 2027, con almeno tre incontri». L'attenzione del network è ora rivolta alla convention Oxo, in programma dal 13 al 16 settembre a San Vincenzo, in provincia di Livorno, che torna dopo due anni, mantenendo la cadenza biennale. «L’evento avrà una forte connotazione formativa, con una plenaria contraddistinta da nomi importanti, tra cui esperti extra settore: verterà soprattutto sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in vari ambiti, da quello finanziario fino alla strumentazione presente nei centri ottici», dice ancora Polimeni. La formazione si conferma uno degli asset strategici di Optocoop Italia-Oxo. «Dal 2024 a oggi abbiamo rinnovato costantemente le modalità dell’offerta, mantenendo tuttavia la volontà di accompagnare i centri ottici affiliati in un percorso di aggiornamento continuo e affrontando non soltanto aspetti tecnici e professionali, ma anche temi legati alla gestione dell'impresa e all'evoluzione del mercato – conclude Polimeni – Abbiamo inoltre voluto portare la proposta formativa direttamente sul territorio, favorendo il confronto tra industria e imprenditori ottici».

Castiglione Olona: Giorgetti in visita a Zeiss Vision Care Italia

Nei giorni scorsi la divisione oftalmica del gruppo ha ospitato presso la sua sede il ministro dell’Economia e delle Finanze, da sempre attento alle realtà produttive del Varesotto, dove è nato e nel quale tuttora risiede: un’importante occasione di confronto e dialogo sul ruolo strategico dell’industria, dell’innovazione e della valorizzazione delle competenze presenti sul territorio Durante l’incontro Giancarlo Giorgetti ha avuto l’opportunità di visitare i reparti produttivi, l’area logistica e il dipartimento di Ricerca e Sviluppo di Zeiss, approfondendo da vicino le attività che ogni giorno contribuiscono alla crescita e all’evoluzione dell’azienda. «Particolarmente apprezzato è stato il momento dedicato allo Zeiss Experience Center, dove il ministro ha potuto testare direttamente alcune delle più avanzate tecnologie e soluzioni sviluppate dal gruppo, espressione concreta dell’impegno costante verso l’innovazione e l’eccellenza - sottolinea una nota della società di Castiglione Olona - La visita ha inoltre offerto un momento di confronto con i collaboratori dei diversi reparti aziendali, dando l’opportunità di condividere esperienze, competenze e prospettive sul futuro del settore manifatturiero e tecnologico». Per Zeiss l’incontro ha rappresentato dunque un’importante occasione per raccontare i valori che guidano quotidianamente il proprio operato, ovvero «l’attenzione alla qualità, la continua ricerca dell’innovazione e la volontà di offrire ai clienti prodotti e servizi d’eccellenza - conclude il comunicato - Allo stesso tempo, è stato possibile ribadire il forte legame con il territorio che da molti anni ospita l’azienda e che rappresenta un elemento fondamentale della sua identità e del suo percorso di crescita, confermato anche recentemente dal premio per i 50 anni di associazione ricevuto da Confindustria Varese» (nella foto, da sinistra: Edoardo Rama, Roberto Baldan e Roberto Porrini di Zeiss Vision Care Italia, il ministro Giancarlo Giorgetti, Michele D'Adamo e Davide Terzi di Zeiss Vision Care Italia). A cura della redazione

La visione non è un assolo

Nel luglio del 1990 José Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti si esibirono per la prima volta insieme alle Terme di Caracalla e fu molto più che partecipare a un evento musicale. Alla Convention 2026 di GreenVision, in corso in questi giorni in Sardegna, si assiste a una serie di momenti di complementarità per la filiera della vista e della visione Tre voci straordinarie. Tre identità fortissime. Tre personalità capaci, da sole, di riempire qualsiasi palcoscenico. Eppure nessuno cerca di prevalere: ognuno resta sé stesso, mantiene il proprio timbro, la propria storia, la propria forza. Ma accetta una cosa decisiva: entrare in una partitura comune. Nel mondo della visione accade qualcosa di molto simile a quel concerto di 36 anni fa. Le tre voci sono il medico oculista, l’ottico optometrista e l’industria. Il primo porta diagnosi, prevenzione, cura e responsabilità clinica. Il secondo analisi funzionale, personalizzazione, relazione quotidiana con la persona. La terza ricerca, innovazione, tecnologie e strumenti capaci di trasformare competenze in soluzioni. Tre voci diverse, una sola persona da aiutare. Il rischio, però, è quello degli assoli. Il medico parla di salute, l’ottico optometrista di funzione e correzione, l’industria di prodotto e tecnologia. Tutti possono avere ragione, ma il paziente-cliente può non riconoscere la melodia. Perché l’eccellenza individuale non garantisce automaticamente un’esperienza eccellente. Qui entra in scena il valore del direttore d’orchestra. Non canta al posto dei tenori, non sostituisce le loro competenze, non invade il loro spazio. Fa qualcosa di diverso e fondamentale: dà il tempo, costruisce armonia, indica una direzione, trasforma suoni diversi in musica. Questo può essere il ruolo di un gruppo del retail ottico. Nel nostro caso, di GreenVision: non essere la quarta voce, ma la regia che rende più efficace il dialogo tra le voci. E, quindi, creare occasioni di confronto, definire una partitura comune, facilitare il passaggio delle informazioni, dare ritmo ai progetti, trasformare competenze diverse in un’esperienza coordinata. La contaminazione positiva non cancella i confini, ma ciascuno può migliorare il proprio contributo grazie allo sguardo dell’altro. Alla fine, in un concerto, decide il pubblico. Nel nostro mondo il pubblico è il paziente-cliente: è lui che percepisce se i professionisti comunicano, se le indicazioni sono coerenti, se la tecnologia risponde davvero ai suoi bisogni, se qualcuno lo accompagna lungo il percorso. E non applaude una singola competenza, bensì il risultato che ottiene. Per questo il futuro della visione non sarà un assolo, ma un’interpretazione collettiva. Tre voci, una regia, un solo applauso: quello della persona soddisfatta e felice di vedere, meglio di prima (nella foto, uno dei talk alla Convention GreenVision 2026, condotti da Nicola Di Lernia: da sinistra, Teresio Avitabile, presidente di Siso, Vincenza Bonfiglio, componente del Consiglio Superiore di Sanità, e Scipione Rossi, segretario di Siso). Nicola Di Lernia

Riabilitazione uditiva: le nuove tecnologie sono complementari ai trattamenti tradizionali

L’8 giugno all’Università Campus Bio-Medico di Roma un convegno, promosso in collaborazione con l’Academy dell’ateneo e con EssilorLuxottica, ha riunito specialisti, ricercatori ed esperti del settore per discutere le più recenti innovazioni dedicate alla gestione precoce della perdita dell’udito La perdita uditiva rappresenta oggi una delle condizioni croniche più diffuse nella popolazione adulta, con una prevalenza che aumenta progressivamente con l’età. Nella maggior parte dei casi si tratta di ipoacusie lievi o moderate che, pur incidendo significativamente sulla qualità della vita, restano spesso non trattate a causa di barriere culturali, stigma sociale e difficoltà di accettazione del problema. È stata la premessa a “Le nuove frontiere della riabilitazione uditiva nelle sordità lievi e moderate”, che ha voluto approfondire le prospettive cliniche e tecnologiche nella gestione di queste forme di perdita uditiva, con alcuni dei principali esperti del panorama audiologico e otorinolaringoiatrico italiano. Dopo l’apertura dei lavori affidata a Manuele Casale, direttore del convegno e professore ordinario di Otorinolaringoiatria presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha introdotto il tema dell’innovazione med-tech applicata alla salute uditiva, è stata approfondita l’esperienza di EssilorLuxottica e il percorso di evoluzione dell’azienda dall’eyewear al med-tech (nella foto). Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove tecnologie “open-ear” e alle più recenti evidenze cliniche internazionali al riguardo, nonché ai risultati ottenuti da innovative soluzioni acustiche integrate negli occhiali smart, progettate per adulti con perdite uditive percepite da lievi a moderate. Dagli interventi, dai dati presentati e dal dibattito scaturito in seguito a una tavola rotonda tra esperti in ambito otorinolaringoiatrico è emersa «una riflessione condivisa sull’importanza della diagnosi precoce e sull’evoluzione di strumenti sempre più accessibili, discreti e facilmente adottabili, capaci di favorire un primo approccio consapevole alla gestione della perdita uditiva - si legge in un comunicato dell’Academy dell’Università Campus Bio-Medico e di EssilorLuxottica - In un contesto sempre più orientato alla prevenzione e alla personalizzazione dei percorsi di cura, le nuove tecnologie non si configurano come alternative ai trattamenti riabilitativi tradizionali, ma come strumenti complementari in grado di intercettare precocemente il disagio uditivo, facilitando un progressivo avvicinamento a percorsi clinici più strutturati». Casale ha ricordato che in Italia le persone con problemi uditivi sono stimate intorno al 12% della popolazione e circa il 40% degli over 75 presenta una perdita uditiva significativa. «Quando la tecnologia e l’industria incontrano le esigenze della salute delle persone, come nel caso di questo convegno, siamo certi di aver fatto un passo in avanti a favore del loro benessere», ha detto il docente e specialista romano. «La collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico ed EssilorLuxottica rappresenta l’applicazione concreta di un metodo: formazione, collaborazione, supporto scientifico fino alla realizzazione di progetti concreti come gli occhiali acustici - ha sottolineato Rossella Ferreri, responsabile dell'Academy dell'Università Campus Bio-Medico - Siamo al centro di questi processi, mettendo insieme ogni anno con i nostri corsi e master centinaia di professionisti che, come docenti o discenti, si conoscono e si confrontano ponendo le basi per nuove collaborazioni». A cura della redazione
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