b2eyes today

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por Fabiano Editore
Temporada 1

Jet Set Group, ancora insieme a Genny fino al 2029

Il gruppo di eyewear e l’azienda di abbigliamento e accessori hanno confermato l’accordo di licenza per la produzione e distribuzione internazionale delle collezioni di occhiali da sole e da vista per un altro triennio La collaborazione tra Genny e Jet Set Group, avviata nel 2016, si rinnova «con l’obiettivo di consolidare un percorso condiviso che unisce tradizione, innovazione e una visione internazionale del prodotto - si legge in un comunicato di Genny - In continuità con le collaborazioni strategiche sviluppate negli anni, la maison conferma un partner che condivide i valori dell’eccellenza produttiva, della ricerca e della qualità». Jet Set Group, che ha sede a Civitanova Marche, conta nel proprio portafoglio anche i marchi John Richmond, Silvian Heach e Borbonese. Lo stile di Genny interpreta la femminilità attraverso la cura dei dettagli. «Le collezioni eyewear (nelle foto, alcune immagini di campagna) sviluppate con Jet Set Group traducono questo linguaggio in modelli che uniscono linee contemporanee, materiali ricercati e un equilibrio armonico tra estetica e funzionalità - prosegue la nota - Entrambe le realtà condividono radici italiane e una presenza consolidata nei mercati globali, grazie a un know how manageriale e produttivo che ha saputo evolversi mantenendo intatta la propria identità». A cura della redazione

Da Made in Bo a Made in Morning: il soft clubbing entra nel retail ottico

L'esperienza d'acquisto si fonde con il lifestyle, la socialità e la musica: un esempio emblematico di questa evoluzione è l’evento diurno organizzato dall’insegna calabrese presso il Parco Caccia, sulla Sila, il 14 giugno scorso Il soft clubbing, trend che sta guadagnando terreno nelle grandi città, sposta l'intrattenimento musicale dalle ore notturne al mattino, promuovendo un approccio più consapevole, senza consumare alcol ad esempio, e conviviale, riecheggiando le atmosfere del festival californiano Coachella. Ottica Made in Bo, l’insegna di Acri, in provincia di Cosenza, ha saputo interpretare questa tendenza con la consulenza di Angelica Pagnelli, trasformandola in un veicolo di marketing esperienziale. Made in Morning (nelle foto) non si è limitato alla musica, ma ha offerto una colazione completa, con brioche, cappuccino e caffè, creando un'atmosfera suggestiva presso il Parco Caccia, sulla Sila, che ha coinvolto i partecipanti ben oltre le ore mattutine, protraendosi addirittura fino a sera. «Al centro della strategia vi è il prodotto: l'occhiale non è più visto solo come un bene funzionale, ma come un elemento distintivo di stile – spiega Pagnelli al nostro quotidiano - La scelta di esporre esclusivamente montature e lenti colorate, che ben si adattavano alla situazione, allontanandosi dai classici modelli timeless o scuri, ha risposto perfettamente al desiderio di audacia dei clienti: la possibilità infatti di acquistare occhiali ready to wear durante l'evento stesso ha generato un interesse immediato, dimostrando che, in un contesto emozionale, il pubblico è più propenso allo shopping di prodotti ricercati». Il successo dell'iniziativa risiede nella capacità di Andrea Siciliano, titolare di Ottica Made in Bo insieme a Shara Borsetti, di agire come un vero e proprio trendsetter territoriale, in grado di trarre ispirazione dall’osservazione di altre realtà, anche via social, e dall’attenzione per i dettagli, portando il know how acquisito, come quello del soft clubbing, nella propria quotidianità. La creazione di una rete di connessioni locali, con la partecipazione di esperti in diverse specialità, dal burger alla pizza, ha così trasformato Made in Morning in un hub di aggregazione. Per arricchire l'esperienza dell'evento, Siciliano ha infatti puntato su un format multisensoriale, coinvolgendo diverse eccellenze del territorio capaci di stimolare vista, gusto e olfatto. «Tra i protagonisti spiccava lo chef stellato Emanuele Lecce, che ha portato la sua passione per la cucina proponendo finger food e creazioni di street food - dice Siciliano a b2eyes TODAY - A completare l'offerta gastronomica è stata coinvolta la realtà di Campana, rinomata per la qualità dei suoi tranci di pizza in teglia. L'esperienza è stata arricchita anche dal contributo di Francesco Vocaturo, un vero “alchimista” capace di elevare l'offerta dei cocktail con creatività e maestria, e dal pasticciere Carmelo Turano, un'eccellenza del settore dolciario, che ha curato la proposta dei cornetti, aggiungendo un tocco di alta qualità artigianale al percorso degustativo». Secondo Siciliano, la chiave per il futuro del settore è racchiusa proprio in questa propensione a fare community. «L'ottico bravo è il professionista che riesce a declinare un trend globale nella propria realtà locale, creando un legame autentico con il territorio – commenta l’imprenditore calabrese - L'evento ha dimostrato che, lavorando sull'emozione e sull'inclusività, è possibile non solo incrementare le vendite, ma anche costruire un'identità di marca forte e riconosciuta dalla comunità, che attende i nostri appuntamenti e ai quali partecipa molto volentieri». Francesca Tirozzi

VivaTech 2026: lac smart per salute, glaucoma e realtà aumentata

Xpanceo, azienda deep tech con sede a Dubai, ha mostrato al salone parigino che si è tenuto dal 17 al 20 giugno una selezione di prototipi di lenti a contatto intelligenti, sviluppati per la propria piattaforma tra display miniaturizzati, monitoraggio delle terapie e batterie integrate Xpanceo, realtà impegnata nello sviluppo di lenti a contatto intelligenti concepite come futura interfaccia per l’era dell’intelligenza artificiale, ha presentato a VivaTech 2026 una selezione dei propri prototipi, «compiendo un ulteriore passo verso la prima dimostrazione pubblica di una lac smart completamente integrata, prevista per l’inizio del 2027», si legge in un comunicato dell’azienda. Nel corso dell’evento ha illustrato sia le tecnologie alla base del futuro prototipo sia una serie di dispositivi autonomi che mostrano già oggi le possibili applicazioni in settori ad alto impatto. «Il progetto è il risultato di un percorso di ricerca che ha portato allo sviluppo di oltre 28 prototipi e di diverse generazioni tecnologiche», precisa la nota. Tra le innovazioni illustrate figurano un microdisplay da indossare sull’occhio, combinato con un sistema ottico proprietario in grado di rendere visibili le immagini a distanza estremamente ravvicinata, un modulo di comunicazione che collega la lente a un dispositivo esterno per la gestione dell’elaborazione dei dati e dell’alimentazione, una microbatteria integrata e ricaricabile senza fili (nella foto) e una piattaforma per il monitoraggio della salute capace di trasmettere in tempo reale a uno smartphone i dati raccolti dai sensori presenti nella lente stessa. Accanto alle tecnologie di base sono state presentate anche alcune applicazioni specifiche. Una lac dedicata al monitoraggio dei farmaci è stata ideata per supportare l’adattamento delle terapie in ambiti complessi come oncologia e trombosi, permettendo di rilevare tracce di medicinali nelle lacrime senza ricorrere a esami del sangue invasivi. Un altro progetto riguarda la gestione del glaucoma attraverso una lente supportata dall’intelligenza artificiale, pensata per favorire una diagnosi più precoce e un monitoraggio continuo della patologia mediante l’utilizzo di uno smartphone. Infine, Xpanceo ha mostrato una lente a contatto per la visione in realtà aumentata destinata ad applicazioni avanzate come missioni spaziali, aviazione e motorsport, capace di visualizzare informazioni direttamente nel campo visivo dell’utilizzatore. Secondo l’azienda, la dimostrazione prevista per il 2027 rappresenterà il primo test pubblico in cui display, alimentazione, connettività e sensori opereranno simultaneamente sull’occhio, avvicinando ulteriormente la prospettiva di una computazione svincolata dagli schermi tradizionali. A cura della redazione

Samsung e Google: presentati in anteprima i nuovi occhiali intelligenti

Realizzati in collaborazione con i partner specializzati nell’eyewear Gentle Monster e Warby Parker, puntano a combinare l'intelligenza artificiale alla praticità nell'uso quotidiano: il lancio delle prime collezioni è previsto per l’autunno in mercati selezionati, con ulteriori dettagli che saranno annunciati nei prossimi mesi In occasione di Google I/O 2026, il vertice degli sviluppatori del colosso di internet che quest’anno è stato trasmesso online il 19 e 20 maggio, Samsung Electronics e Google hanno presentato i loro nuovi occhiali intelligenti, offrendo una prima anticipazione di due modelli premium sviluppati in collaborazione con Gentle Monster (nella foto, a sinistra) e Warby Parker (nella foto, a destra). Progettati per funzionare come dispositivi complementari allo smartphone, i nuovi occhiali consentono agli utenti di richiedere assistenza tramite comandi vocali e di connettersi senza interruzioni al proprio telefono e combinano funzionalità all’avanguardia basate sull’intelligenza artificiale con comfort e stile, unendo le competenze di Samsung nell’ingegneria hardware e la tecnologia AI di Google con un design eyewear premium. «Ogni brand di occhiali apporta al dispositivo una filosofia di design distintiva - spiega una nota di Samsung - Rinomato per la sua tradizione nel fashion eyewear, Gentle Monster propone modelli dall’estetica innovativa ma raffinata, mentre Warby Parker mette in mostra design raffinati e senza tempo.» I device vogliono offrire supporto quotidiano mantenendo le mani libere e lo sguardo sempre rivolto in avanti. «Gli utenti possono accedere all’assistenza alla navigazione in modo semplice, chiedendo a voce a Gemini di ricevere suggerimenti personalizzati, come per esempio un bar nelle vicinanze lungo il proprio percorso a piedi, o persino di effettuare un ordine da ritirare - prosegue il comunicato - Gli utilizzatori possono anche ricevere notifiche sintetizzate dei messaggi più importanti e aggiungere un evento al calendario. Altre funzionalità includono traduzioni in tempo reale con audio che riproduce la voce di chi parla, oltre alla possibilità di tradurre il testo di menu o cartelli che si trovano nel campo visivo dell’utente. Integrandosi perfettamente con l’ecosistema Galaxy, il dispositivo aiuta inoltre a gestire con facilità le attività quotidiane o a scattare foto, il tutto senza dover utilizzare il telefono». Hankook Kim, founder e ceo di Gentle Monster, ricorda nella nota che «la nostra visione era quella di combinare moda e tecnologia in un modo che risultasse audace, bello e umano, portando l’identità di design dirompente di Gentle Monster in una nuova era di occhiali intelligenti insieme a Samsung e Google». Secondo Dave Gilboa, co-founder e co-ceo di Warby Parker, «ogni dettaglio conta quando si integra la tecnologia avanzata nelle montature che le persone indossano ogni giorno - afferma nel comunicato - I nostri occhiali intelligenti sono progettati per essere intuitivi, combinando il design caratteristico di Warby Parker con ottiche di precisione e un comfort eccezionale per aiutare le persone a rimanere concentrate sui momenti che vivono». A cura della redazione

Miyosmart iQ, una gamma ancora più completa per la gestione della miopia

Dall'8 luglio saranno disponibili per la nuova soluzione oftalmica di Hoya una griglia di poteri ampliata, un trattamento antiriflesso premium e la versione fotocromatica, per rispondere alle principali esigenze dei giovani miopi Accanto agli importanti risultati dello studio clinico a un anno, che indicano in media un'assenza di progressione della miopia, Miyosmart iQ di Hoya (nella foto, un’immagine di campagna) introduce significative novità anche sul piano dell'esperienza visiva e della portabilità quotidiana, grazie a una gamma ancora più completa. In particolare, è stata introdotta una griglia di poteri ampliata, con estensione di possibilità di correzione da -13.00 D fino a +2.00 D, con cilindro fino a +4.00 D, e un nuovo design asferico ottimizzato free form, «che utilizza migliaia di punti di calcolo per costruire la superficie posteriore della lente, migliorando la qualità ottica, riducendo le aberrazioni e contribuendo a ottenere una lente più sottile, piatta e gradevole dal punto di vista estetico», spiega un comunicato di Hoya Vision Care Italia. Inoltre è disponibile Spark, un nuovo trattamento antiriflesso premium «progettato per accompagnare la vita quotidiana dei giovani grazie a una maggiore resistenza ai graffi rispetto alla generazione precedente, mantenendo l’elevata facilità di pulizia, attraverso resistenza ad acqua, polvere e impronte, e offrendo protezione completa dai raggi UV, senza compromettere la trasparenza», prosegue la nota. Infine è possibile optare per la versione fotocromatica Miyosmart iQ Chameleon, che combina la gestione della miopia con il comfort visivo in condizioni di luminosità variabile e una protezione aggiuntiva dai raggi UV. «Le prestazioni di Miyosmart iQ sono state valutate in uno studio clinico randomizzato e controllato condotto su soggetti di età compresa tra 4 e 12 anni: tra i dati più significativi emerge che 9 su 10 hanno mostrato un'assenza di progressione miopica clinicamente rilevante nei primi 12 mesi di utilizzo», conclude il comunicato. A cura della redazione

Indice 1.74: Dai Optical punta su Greener per rispondere alla domanda del mercato

La lente dell'azienda pugliese, realizzata con materie prime di origine vegetale, sta registrando un crescente interesse da parte dei centri ottici italiani in una fase caratterizzata dall'attuale carenza di questo materiale Nelle ultime settimane la disponibilità delle lenti organiche ad alto indice 1.74 è diventata un tema di attualità per la filiera ottica in Italia: la carenza che interessa parte del mercato sarebbe legata alle difficoltà di approvvigionamento del polimero utilizzato per la produzione di questo indice, particolarmente richiesto nelle prescrizioni elevate. In tale scenario Dai Optical evidenzia la disponibilità e le opportunità offerte da Greener 1.74, che l'azienda propone da oltre sette anni, realizzata con materie prime di origine vegetale. «Con Greener 1.74 (nella foto, un'immagine di campagna) offriamo una soluzione che abbina le caratteristiche tipiche dell'alto indice a un approccio orientato alla sostenibilità: consente di ottenere lenti molto sottili e leggere pure nei casi più impegnativi, mantenendo al tempo stesso una ridotta impronta ambientale rispetto ai materiali tradizionali di provenienza fossile - si legge in una nota di Dai Optical - Fa parte della famiglia Greener, disponibile anche negli indici 1.50 e 1.60. L'offerta comprende inoltre una versione polarizzata in indice 1.74 destinata agli utilizzi outdoor, per una migliore gestione dei riflessi e un elevato comfort visivo». Roberto De Gennaro, ceo di Dai Optical, ricorda che Greener 1.74 deriva da oli vegetali anziché da componenti di origine petrolifera, «per cui l'approvvigionamento non è condizionato dalle stesse dinamiche geopolitiche che oggi stanno influenzando altri materiali, pur trattandosi di una materia prima più costosa – spiega De Gennaro a b2eyes TODAY – Questo ha di conseguenza contribuito ad accrescerne l'interesse, tanto che nelle ultime settimane abbiamo registrato un aumento della domanda da parte dei centri ottici italiani, proprio alla luce della carenza di 1.74 che coinvolge il settore. È inoltre un prodotto, l'unico che proponiamo per questo indice, particolarmente indicato nei poteri elevati e nei casi di ipovisione che generalmente trattiamo». Per l'imprenditore pugliese l'attuale fase congiunturale conferma l'importanza dell'innovazione come leva competitiva. «Stiamo investendo molto nello sviluppo di nuove soluzioni, alcune già presentate all'ultimo Mido e altre che arriveranno nei prossimi mesi - conclude De Gennaro - In momenti come questi non si deve puntare sul prezzo, ma occorre continuare a portare innovazione e valore al mercato». Angelo Magri

CooperVision rafforza commerciale e risorse umane

L’azienda di contattologia annuncia l’ingresso di Marco D’Alessandro come key account manager e di Francesca Magli con il ruolo di HR business partner: andranno a potenziare ambiti strategici e complementari dell’organizzazione quali lo sviluppo del business e la valorizzazione delle persone Marco D’Alessandro (nella foto, a sinistra) entra in CooperVision Italia come key account manager, portando con sé oltre vent’anni di esperienza maturata tra largo consumo e canale farmacia: il suo iter professionale inizia infatti in Nestlé nel 2005, dove ricopre ruoli nelle vendite e nel trade marketing per circa dieci anni. Successivamente passa in Nestlé Health Science, avvicinandosi appunto al farmaceutico attraverso la nutrizione terapeutica e gli integratori. Nel 2019 assume l’incarico di national key account manager per la gestione dei grossisti di tale canale e, nel 2021, prosegue il proprio percorso in Pierre Fabre Dermocosmetica come national key account. «Dopo tanti anni nello stesso settore sentivo il desiderio di rimettermi in gioco e affrontare una nuova sfida professionale - afferma D’Alessandro in un comunicato dell’azienda - Il mondo dell’ottica era per me un ambito nuovo, complesso ma estremamente stimolante: ho trovato un contesto internazionale caratterizzato da una forte collaborazione e da un grande spirito di squadra. Il mio obiettivo è mettere a disposizione l’esperienza raggiunta negli anni, acquisire rapidamente autonomia e contribuire alla costruzione di relazioni solide e durature con i clienti». Nel suo ruolo D’Alessandro lavorerà a stretto contatto con i clienti strategici e con il team sul territorio, dando il proprio apporto allo sviluppo delle attività commerciali e al consolidamento delle relazioni di lungo periodo. Francesca Magli (nella foto, a destra) fa invece il suo ingresso in CooperVision come HR business partner, con la responsabilità di supportare la gestione e lo sviluppo delle risorse umane della sede italiana e di collaborare con diverse country dell’area Emea. Dopo una prima esperienza come accounting & administrative officer, dal 2020 ha proseguito il proprio percorso professionale in contesti internazionali e multiculturali, tra cui Boston Consulting Group, Rituals Cosmetics e Sircle Collection, gruppo attivo nei settori hospitality e retail. «Mi interessano da sempre i temi legati alla salute e alla medicina e ho trovato una realtà che unisce una dimensione internazionale a valori molto concreti», racconta nella nota Magli, che auspica di contribuire alla costruzione di una cultura aziendale sostenibile, inclusiva e capace di evolvere insieme alle persone. Nel nuovo incarico collaborerà con il management locale e internazionale per sostenere lo sviluppo organizzativo, favorire la valorizzazione dei talenti e contribuire appunto al consolidamento della cultura aziendale. «L’ingresso di Francesca e Marco rappresenta molto bene il modo in cui interpretiamo la crescita di CooperVision: investire contemporaneamente nello sviluppo del business e nelle persone che rendono possibile la crescita stessa – commenta nel comunicato Andrea Milletti, country manager CooperVision Italia e South Europe Cluster Lead – Entrambi portano esperienze significative maturate in contesti diversi e contribuiranno ad arricchire la nostra organizzazione con nuove competenze, nuove prospettive e una forte attenzione alle relazioni». A cura della redazione

Alta formazione in contattologia: sempre più spazio a casi clinici e dimostrazioni pratiche

Avviato lo scorso febbraio, si è concluso di recente l’annuale iter formativo di approfondimento sulle lac, organizzato dal 2016 dal dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Padova: in un decennio ha coinvolto oltre 200 partecipanti All'ultima edizione del corso di Alta formazione in contattologia dell’ateneo padovano, la decima dalla sua istituzione, sono stati accolti 15 professionisti provenienti da tutta Italia. «La maggior parte degli studenti erano in possesso di una laurea in Ottica e Optometria, a conferma di uno dei principali obiettivi del nostro iter, ovvero porsi come un prosieguo formativo per chi ha completato tale percorso accademico nei vari atenei italiani - spiega a b2eyes TODAY Mirko Chinellato (nella foto, a sinistra, alcuni dei partecipanti e dei docenti al corso), coordinatore dell’iniziativa - Non è però mancata la partecipazione di professionisti con formazione diversa, come ottici, optometristi e ortottisti, tutti accomunati da una significativa attività clinica nel campo delle lenti a contatto». Ed è proprio alla pratica clinica che il corpo docente si è impegnato a rendere la didattica sempre più orientata, attraverso la presentazione di casi, discussioni guidate e dimostrazioni in aula. «In generale, come ogni anno, abbiamo rilevato un notevole interesse nei confronti dei diversi moduli del corso: l'elevato livello di partecipazione durante le lezioni e gli ottimi risultati ottenuti nella verifica finale hanno confermato l'impegno e la preparazione di tutti gli studenti - prosegue Chinellato - Le attività pratiche dedicate all'ortocheratologia, alla valutazione del film lacrimale, all'applicazione di lenti rigide gas permeabili di grande diametro e alla gestione delle complicanze associate all'utilizzo delle lenti a contatto morbide hanno suscitato particolare coinvolgimento». Nelle sue dieci edizioni, il corso di Alta formazione in contattologia ha saputo da un lato preservare le proprie caratteristiche identificative e dall’altro rinnovarsi: sono stati introdotti diversi aggiornamenti nei contenuti e nell'organizzazione didattica, sulla base dei feedback dei partecipanti e delle valutazioni del comitato organizzatore. Anche il corpo docente ha subìto alcuni cambiamenti nel tempo, pur mantenendo una forte continuità e un'importante presenza di insegnanti dell’Università di Padova, affiancati da professionisti ed esperti provenienti dal mondo clinico e accademico. «Per la prossima edizione prevediamo di confermare l'attuale struttura del percorso, sviluppata negli anni per affrontare in modo approfondito le principali tematiche legate alla contattologia moderna - conclude Chinellato - Continueremo inoltre a valorizzare gli aspetti clinici e applicativi, incrementando ulteriormente lo spazio dedicato alla presentazione di casi concreti e alle dimostrazioni pratiche interattive». A cura della redazione

Visione Evoluta, dalla cultura alla pratica per oltre 150 professionisti

Il format multidisciplinare di Zeiss ha recentemente coinvolto oculisti, ortottisti e ottici optometristi italiani in tre appuntamenti dedicati a miopia e presbiopia, con un approccio basato su evidenze scientifiche, casi clinici e confronto tra i partecipanti. Dopo la pausa estiva tornerà con nuovi incontri sul territorio Il primo ciclo di Visione Evoluta, che ha sinora fatto tappa a Milano, Roma (nella foto sotto) e Stra (nella foto sopra), in provincia di Venezia, ha coinvolto complessivamente oltre 150 professionisti: il 90% dei partecipanti apparteneva alla classe medica, con una composizione variegata, che andava dagli oculisti ospedalieri a quelli ambulatoriali e prescrittori, fino agli ortottisti e ad alcuni ottici Zeiss Expert. L'iniziativa, lanciata per la prima volta da Zeiss con le sue due divisioni Medical Technology e Vision Care insieme, aveva l'obiettivo di favorire il confronto tra il mondo oftalmologico, quello ottico optometrico e l’industria sui temi della miopia pediatrica e della presbiopia. «Rimane importante fare cultura e informazione presso la classe medica sulle opportunità offerte dal segmento oftalmico - commenta a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Il bilancio di Visione Evoluta è molto positivo, sia per quanto riguarda il controllo miopico giovanile sia l’adulto presbite: alla base vogliamo sempre avere evidenze cliniche provenienti da studi validi, multicentrici, realizzati presso università o istituti di ricerca riconosciuti a livello internazionale, affiancate da contenuti sulla gestione pratica del paziente-cliente». Uno degli aspetti maggiormente apprezzati è stato l'approccio integrato tra le divisioni Zeiss Medical Technology e Zeiss Vision Care. «Lo specialista ha potuto seguire un percorso unico nella gestione sia dell'adulto sia del bambino - spiega Abbate - Spesso emergevano domande su quale fosse il paziente ideale per una determinata soluzione, che fosse chirurgica, con IOL oppure oftalmica: abbiamo quindi proposto un modello integrato di proposte Zeiss, raccontando così l'azienda in modo diverso. Il gruppo ha infatti 180 anni di storia e dal 1889 appartiene all’omonima Fondazione, che ogni anno prevede il reinvestimento del 15% delle risorse in ricerca e sviluppo: un approccio che si traduce in innovazioni concrete, dalla protezione UV di serie sulle lenti alle soluzioni per il rallentamento della progressione miopica in pronta consegna, con l'obiettivo di essere sempre più vicini alle esigenze della classe medica, degli ottici optometristi e dei portatori».

Il Forum della Vista è per voi giovani

Le nuove generazioni di ottici oggi si devono confrontare anche con le accelerazioni del mercato e dell'intelligenza artificiale. Ecco perché l’evento in programma a Bari l’8 e 9 novembre pensa soprattutto a loro Tutto in un pomeriggio. Quello di domenica 8 novembre a Bari. Quattro assi da mettere sul tavolo del Forum della Vista 2026: Future Retail con Giuseppe Stigliano, AI con MCC, ovvero Marco Camisani Calzolari, Crm e la community dell'acquisto con il sottoscritto e una new entry sul tema social, ovvero come trasformare i follower in clienti, che a breve verrà ufficializzata. Due ore che potrebbero cambiare le opinioni e, forse, anche i destini di tanti giovani professionisti della visione che vogliono uscire dalla routine quotidiana ed entrare nella competizione reale del mercato. Il Forum ha sempre tenuto in considerazione i giovani. Basti pensare alle apprezzate performance dal palco di Andrea Astarita che con il suo “Optometria Giovane” aveva inaugurato il ciclo degli optometristi influencer della Generazione Z, dimostrando che uno della sua età poteva tranquillamente salire su quel palco ricco del Forum e insegnare qualcosa a tutti. Oppure al salotto del 2023 a Napoli con i giovani di Vision Adria, appena reduci dalla loro prima esperienza di podcast. Per non dimenticare l’anno successivo l'intervento di Alice Limoli, guidato da Paolo Nucci, che aveva sorpreso tutti con 20 minuti di spiegazione sull'applicazione dell’intelligenza artificiale nel mondo medico e oftalmologico. In sostanza: i giovani il Forum li ha sempre fatti parlare e li ha resi protagonisti. Oggi, mantenendo questa tradizione, vuole calamitarne altrettanti in plenaria ad ascoltare quattro speech che li possono aiutare a crescere anche sul piano imprenditoriale. Perché il mercato dell'ottica non aspetta. E chi arriva preparato, con gli strumenti giusti per leggere il retail, usare l'AI, costruire comunità di clienti e dominare i social, ha un vantaggio reale su chi invece aspetta che qualcuno glielo spieghi. Domenica 8 novembre, a Bari, quel qualcuno ci sarà. In quattro voci, due ore, un pomeriggio, che possono cambiare il modo in cui guardare il proprio futuro professionale. Nicola Di Lernia
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