
Note sull'episodio
Si può guidare un gruppo globale partendo dall'idea che ciascuna e ciascuno di noi esista solo in relazione alle altre persone?
E che dimensione assume, questo punto di vista, quando accanto alle persone, nelle organizzazioni iniziano a lavorare anche agenti di intelligenza artificiale?
La quinta puntata della nuova stagione di People is not an option, il video podcast di Radical HR dedicato alle grandi trasformazioni organizzative, esplora il percorso di chi ha costruito il proprio modo di fare HR su un unico caposaldo: le persone vengono prima di tutto.
A guidare il dialogo sono Alessandro Rimassa, Founder & CEO di RADICAL HR, e Costanza Vannutelli, Learning & Transformation Leader.
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L'ospite di questo episodio è Enrico Contini, Chief Human Resources Officer del Gruppo Lavazza. Laureato in Giurisprudenza a Parma con indirizzo in diritto del lavoro, ha iniziato in Eni, ha trascorso quasi diciassette anni in Unilever ed è stato Worldwide HR Director in Gucci negli anni della grande espansione internazionale. Trentotto anni tra energia, editoria, lusso e food, e un filo che non si è mai spezzato: il settore, il paese e la dimensione dell'azienda cambiavano, l'approccio alle persone no.
Durante la conversazione partiamo dalla frase con cui Enrico descrive il suo lavoro, "I am because we are". È un principio della filosofia africana Ubuntu, secondo cui ci definiamo come persone solo attraverso la comunità di cui facciamo parte. Ci chiediamo come si traduca questo punto di vista nella funzione HR di un gruppo globale. E cosa rischi chi si occupa di persone quando lavora per brand che hanno un peso identitario enorme, dentro e fuori l'azienda. Come nel lusso, dove lo standard di eccellenza è altissimo ma le persone hanno bisogno di sentirsi accettate anche quando sbagliano.
Parliamo poi della sfida che Enrico affronta oggi in Lavazza: costruire un gruppo globale con il cuore in Italia e la mentalità più aperta possibile, senza sacrificare l'identità familiare e autentica dell'azienda, né l'apertura internazionale di cui ha bisogno per crescere. E di come si progettano sistemi HR capaci di riconoscere l'unicità di ognuno senza diventare impossibili da gestire. In chiusura, Enrico racconta un errore che ha cambiato il suo modo di lavorare e l'azione concreta con cui chi guida persone può mettere in pratica l'Ubuntu già da domani.
In puntata trovi anche la rubrica Future of Work Trends: un viaggio guidato dai dati dell'Osservatorio sul Future of Work di RADICAL HR, che porta la stessa domanda dentro le organizzazioni trasformate dall'AI: chi siamo come esseri umani quando l'organizzazione cambia forma? Dall'AI Mindset del 2024, la consapevolezza che non bastano gli strumenti e serve un approccio nuovo alla collaborazione tra persone e macchine. Passa per l'Augmented Humanity del 2025, con l'AI che libera le persone dai compiti ripetitivi e restituisce tempo a creatività e relazione. Arriva all'Agentic Organization del 2026, in cui persone e agenti AI lavorano insieme con responsabilità condivise.
Questa conversazione lascia una consapevolezza precisa: più deleghiamo alle macchine il lavoro ripetitivo, più a chi guida le persone si chiede di essere presente, consapevole e capace di relazioni autentiche.
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