
Note sull'episodio
Il mercato italiano degli smart speaker registra una contrazione del fatturato, passato da 125 milioni di euro nel 2024 a 112 milioni nel 2025 (-10%), mentre l’intero comparto Smart Home cresce dell’11%.
I dati Audiradio mostrano però un andamento differente nell’utilizzo radiofonico: 1,938 milioni di ascoltatori nel secondo trimestre 2026, contro 1,891 milioni nel primo (+2,5%).
La quota degli ascoltatori radio tramite smart speaker e assistenti vocali passa così dal 5,4% al 5,7%, pur senza evidenze sufficienti sulla significatività statistica dell’incremento.
In Italia questi dispositivi rappresentano ancora un canale minoritario rispetto all’autoradio (77,7%), ai ricevitori tradizionali (28,3%) e agli smartphone (12,8%).
Il Politecnico di Milano rileva inoltre che soltanto il 14% dei possessori di più dispositivi domestici intelligenti utilizza gli smart speaker per controllarli.
Nel Regno Unito, secondo Ofcom, il 40% delle famiglie possiede uno smart speaker, utilizzato prevalentemente per musica (63%) e radio (58%).
La radio in diretta occupa il 56% del tempo audio sugli smart speaker britannici, contro il 35% dello streaming musicale, il 3% del catch-up e il 2% dei podcast.
Tra i 15-34enni prevale invece lo streaming musicale (63%), mentre la radio scende al 29%, evidenziando una forte differenza generazionale.
In Germania, dove quasi il 30% delle famiglie possiede uno smart speaker, Goldmedia evidenzia il crescente potere delle piattaforme vocali nell’accesso ai contenuti radiofonici.
Gli smart speaker sono stati probabilmente sopravvalutati come sostituti dei ricevitori tradizionali, ma rischiano oggi di essere sottovalutati come canale complementare di distribuzione radiofonica, soprattutto considerando che il calo del fatturato non implica necessariamente una riduzione dell’utilizzo.
