Entrate nel mondo del thriller psicologico di Andrea Tamburelli e dei suoi romanzi

Entrate nel mondo del thriller psicologico di Andrea Tamburelli e dei suoi romanzi

di Andrea Tamburelli

The Radio Vegas murders

In una metropoli di pioggia e neon, qualcuno non dorme mai. Tre donne trovate morte in tre mesi, il torace aperto con la precisione di un chirurgo, il cuore asportato e portato via come trofeo. Niente impronte, niente testimoni, niente movente. Solo un vuoto nel petto dove dovrebbe battere la vita. Andrea Rossi è il detective incaricato di dare un volto al mostro. Ex buttafuori, alcolista, perseguitato da sogni che non sa distinguere dai ricordi, Rossi indaga tra locali squallidi, vicoli fradici e stazioni radio notturne dove una voce baritonale — il DJ di Radio Vegas — sembra sapere sempre qualcosa di più di quanto dovrebbe. Sulla sua strada incontra il professor Ivano Sarti, un filosofo bellissimo e magnetico, venerato dalle donne come un dio e timido fino all'invisibilità con gli uomini: il sospettato perfetto. Ma quando Sarti viene trovato impiccato, il caso sembra chiuso. E invece è appena cominciato. Perché il mostro non ha ancora finito. E perché la verità, quella che Rossi non vuole vedere, è la cosa più atroce e la più semplice: la risposta non è là fuori, nella pioggia. È dentro di lui. Dietro una porta bianca con la maniglia d'ottone. Nelle mani che si svegliano sporche di sangue. Nel nome di una donna — Rosa — che non smette di dire ti prego. Un noir italiano crudo e poetico, attraversato dalle colonne sonore di Marvin Gaye, Al Green e Bill Withers, The Radio Vegas Murders è la storia di un amore così assoluto da diventare una prigione, di un uomo che confonde il possesso con la devozione, e di una città che non impara mai — perché la città, come l'amore, non distingue tra i vivi e i morti che camminano ancora

Surgical Release

Esplicito
SURGICAL RELEASE Un thriller psicologico italiano Lo psichiatra è impeccabile. Il detective è un relitto. Il killer è una voce. Tre pazienti. Tre corpi squartati con la precisione di un bisturi. Tre delitti che nessuno sembra poter spiegare. Il Dottor Giulio Maseri è lo psichiatra più brillante di Roma. Camice bianco, mani ferme, sguardo clinico. Ogni paziente che entra nel suo studio viene smontato, catalogato, annotato con grafia minuta e precisa. Ma quando l'ultimo paziente esce e la porta si chiude, Maseri apre il terzo cassetto. La bottiglia. La grappa. L'esorcismo. Perché i fantasmi delle turbe psichiche che ascolta ogni giorno — le ossessioni, le auto-mutilazioni, i corpi che si odiano — non se ne vanno. Restano. Si accatastano. E l'unica cosa che li zittisce è l'alcol. Il Detective Valerio Costa non dorme da settantadue ore. È il più lucido della questura e il più distrutto. Un genio trasandato che vede quello che gli altri non vedono. Ma quando torna a casa, di notte, i mostri dei vecchi casi escono dal cassetto. E Costa ha il suo modo per mandarli via. Sulla scena di ogni omicidio, le stesse tracce: ruote di sedia a rotelle. Lo stesso cartellino pinzato sulla carne: Curata. Lo stesso modus operandi chirurgico, implacabile, blasfemo. Chi impugna davvero il bisturi? Il Regista vi parla dall'ombra. Vi dice che ogni omicidio è una cura. Che ogni taglio è un atto di pietà. Che la liberazione è chirurgica. E quando l'ultima verità affiorerà dai sotterranei di quella villa vittoriana, capirete che il mostro non è chi credevate. È chi vi ha curato fino ad ora.

Figlio illegittimo di un Dio sbagliato

Julian ha tutto: un lavoro da architetto, un appartamento al settimo piano, scarpe sempre lucide. Ma dentro è vuoto. Un buco con la cravatta. Quando riceve la notizia della morte del padre — un uomo che lo ha cresciuto nell'odio e nel terrore di un dio crudele — Julian è costretto a tornare nel villaggio da cui è fuggito. Lì scopre un diario, una fotografia, una stanza bianca nello scantinato. E una verità che cambia tutto: sua madre è morta partorendolo, suo padre non era suo padre, e lui è il figlio illegittimo di un prete che si credeva dio. Man mano che i ricordi seppelliti risalgono in superficie, la vita perfetta di Julian comincia a sgretolarsi — fino a rivelare che niente di quello che credeva di vivere è mai esistito. Un thriller psicologico viscerale, scritto con la voce cruda e Vernacolare di Welsh e Palahniuk, che trascina il lettore nel fondo del buco — e gli mostra cosa c'è sotto.

Wax - Gli omicidi di Consonno

Esplicito
Consonno. Un parco divertimenti morto sul collo del lago di Lecco. Un tempo qui c'erano legiostre, i cavalli di legno, il ristorante cinese a forma di pagoda. Poi una frana, nel 1976, hamangiato la strada di accesso. Il sogno è rimasto lì, come un cadavere esposto al sole, enessuno lo ha più portato via.Adesso, all'alba del 14 agosto, tra le rovine di quella Las Vegas fallita, qualcuno ha disposto cinque corpi incerchio. Cinque ragazzi. Cinque attrazioni. Ogni corpo è una giostra di Consonno: il torace aperto comeuna casa degli specchi, le dita cucite come un tunnel dell'amore, il ragazzo impiccato alla ruota panoramica.Una composizione. Un quadro. Una messa in scena geometrica, studiata, pulita. Qualcuno che ha pensato.Marco Tessari, professore di lettere, divorziato, alcolista, è il primo ad arrivare — e a vomitargli addosso.Giulia Ferraris, ispettore dalla voce di camionista e la testa di un chirurgo, capisce subito che non è unraptus ma un progetto. Elena Bianchi, barista di Oggiono, madre di uno dei ragazzi, prende il fucile delpadre morto e decide che se la polizia non trova chi ha ucciso suo figlio, lo troverà lei.Perché quei ragazzi avevano trovato qualcosa, sotto le assi del padiglione: una cassetta con foto degli anniSettanta, uomini mascherati, una ragazza torturata, un segreto sepolto sotto le giostre per cinquant'anni. Equalcuno — lo chiamano l'Architetto — sta ricostruendo Consonno con la carne. Un corpo per ogniattrazione. Come manutenzione. Come riparazione. Come una preghiera.La geometria è decisione. La geometria è qualcuno che ha pensato. E questo è peggio del sangue.Un thriller nero, ferocemente poetico, che scava sotto le rovine di un luogo reale per tirare alla luce ilbambino senza nome nato nel buio del parco, la madre legata a un tavolo, il cerchio di sangue che dal 1973non si è mai chiuso. Dove il male non viene da fuori: viene da dentro, da questo lago, da questa città che hadimenticato di avere un corpo seppellito sotto le giostre.La domanda non è chi. La domanda è: perché adesso. E quanto costa guardar
Stagione 11

Il Regista - Il prezzo dell'amore

Questa è una storia d'amore. Sì. Hai capito bene. Luigi Tenni ha ventidue anni, studia psicologia e non riesce a studiare quando qualcuno sta male. E qualcuno sta sempre male. Luigi salva. Salva sempre. È il suo talento e la sua condanna: un altruista compulsivo che non sa smettere di darsi, che non sa distinguere il salvare gli altri dal salvarsi. Marco Biagi ha ventitré anni, la sua stessa facoltà, la sua stessa faccia da studente qualsiasi. Ma Marco non sente niente. Non perché sia rotto: perché è nato così. E Marco ha un esperimento. Vuole prendere una persona sana, intera, funzionante, e vedere fin dove può spingerla prima che si rompa. Vuole Luigi. Tra i due, come un satellite ferito, c'è Sara. Vent'anni, polsi come mappe di una città che ha perso la guerra. Sara si taglia perché il mondo fuori fa più male dei tagli. Sara vede. Sara ha sempre visto, in una storia di ciechi. E sopra tutti, a guidarli per mano come un toro con l'anello, c'è il Regista: una voce che sa come va a finire perché l'ha già scritta, e che ti prende per il naso e ti porta fin dentro lo scantinato bianco dove la bontà si spacca e l'amore si rivela per quello che è — una lama che usi su chi ami di più, perché amare significa avere la mappa delle ferite. Un thriller psicologico crudele, ipnotico, scritto a coltellate, che ti dice fin dalla prima riga che stai leggendo una storia d'amore e non ti lascia andare fino all'ultima goccia. Perché la domanda non è se l'amore salvi. La domanda è: quanto costa? E il prezzo dell'amore è tutto. Tutto. Non un po'. Non la metà. Tutto. Luigi l'ha pagato. Marco l'ha incassato. Sara l'ha visto. Tu l'hai letto.

Paziente Zero

PAZIENTE ZERO — Il confine tra cura e mattatoio Marco Ferri è uno psicologo che non riesce a curare se stesso. Divorziato, alcolista, perseguitato dal ricordo di Elena — la paziente che si è uccisa nel garage di casa mentre lui non vedeva, non capiva, non salvava. Ogni nuovo paziente è un tentativo di scontare. Ogni sera è una bottiglia di grappa nel cassetto e quattro parole che non lo lasciano dormire: credo di stare meglio. Davide Moreschi entra nel suo studio con un pacchetto standard: ansia, insonnia, incubi. Ma gli incubi di Davide non sono sogni. Hanno l'odore del sangue. Il peso del coltello. La consistenza della carne che si apre. Davide vede i crimini attraverso gli occhi di chi li commette — li vive in prima persona, notte dopo notte, e non può fermarsi. Tra lo psicologo e il paziente si infila una terza voce: il Regista. Un osservatore invisibile che racconta le morti con la precisione di un patologo e la freddezza di un impiegato. Lui non uccide per piacere. Uccide per vedere il momento in cui la maschera cade e resta il nucleo — il momento di massima verità psicologica. Tre uomini. Tre punti di vista che si inseguono, si sovrappongono, si tradiscono. Marco cerca la verità per redimersi. Davide cerca la verità per vendicarsi. Il Regista è la verità — e la verità ha un nome che nessuno si aspetta. Quando i destini convergono in una casa di campagna, in una cantina con le pareti coperte di fotografie, psicologo e paziente scoprono che il mostro era sempre stato lì — dietro la scrivania, dietro la fiducia, dietro il giuramento di non fare del male. E che l'unico modo di fermarlo è diventare come lui. Un thriller psicologico crudo e splatter sulla colpa, sulla cura che uccide, sull'ombra sottile tra giustizia e macello. Tre voci che si fondono in un'unica parola: noi. Perché la morte è una disciplina. Richiede costanza. E noi siamo pazienti. E noi siamo paziente zero.

L'osservatore - I nodi

L'OSSERVATORE — NODI Un romanzo di Andrea Tamburelli Davide Ferraro esce di casa ogni mattina alle sette e quaranta. Prende il cappuccino allo stesso bar, alla stessa ora, con la stessa precisione. È un vedovo di quarantotto anni. Sua moglie Giulia è morta di tumore sette mesi fa. La casa sa di caffè solubile e piatti lavati male. Il cassetto del comodino contiene i capelli di Giulia in un sacchetto e il biglietto da visita di una psicanalista che non ha mai chiamato. Poi un giorno vede un'ombra che non è la sua. Un uomo in un cappotto troppo pesante per ottobre lo segue. Ventuno metri. Poi dieci. Poi cinque. Poi tre. La distanza si accorcia perché la verità si avvicina. Davide chiama la psicanalista — Lea Monaco, via Mille 12 — e comincia a parlare. Ma quello che esce dal cassetto non è il dolore per Giulia. È un nome. Tommaso Beltrame. Un uomo innocente che Davide, da avvocato, ha mandato in carcere con una testimonianza falsa. Un uomo morto in prigione a trentaquattro anni, di polmonite, mentre Davide viveva la sua vita, sposava Giulia, beveva caffè, guardava avanti. L'uomo che lo segue è Marco Ferri, il fratello di Tommaso. Lo ha assunto Luciana, la madre — una donna le cui mani tremano dal giorno della morte del figlio, in una casa dove il calendario si è fermato e le piante non crescono più. L'osservatore — Nodi è un romanzo sulla geografia del senso di colpa. Sulla distanza tra la menzogna e la verità, e sul prezzo del silenzio. È la storia di un uomo che ha chiuso un cassetto e ne ha perso la chiave, e di quelli che hanno aspettato — per anni, con gli occhi che non abbassano — che qualcuno lo aprisse. Non c'è giustizia qui. Non c'è condanna. C'è la verità che entra nell'aria quando il cassetto è finalmente vuoto. E la domanda che resta: la verità non riporta indietro i morti. Ma basta? Andrea Tamburelli costruisce un thriller psicologico senza cadaveri né colpi di scena — solo la tensione di un uomo che cammina verso la cosa che ha fatto, e la voce di una psicanalista che ascolta nel bianco. Uno stile asciutto, ossessivo, fatto di frasi che si ripetono come un battito, dove ogni parola è un passo verso il punto in cui la distanza diventa zero. Per chi ascolta: se vi interessano i thriller psicologici che lavorano dentro la testa e non fuori, le storie di colpa e redenzione, e il modo in cui una bugia può diventare la struttura portante di una vita — questo è il vostro libro.
Stagione 1

L'osservatore: le bugie pulite di Viola Mariani

Torino, sotto i portici di Via Po, la pioggia cancella i confini tra verità e menzogna. Viola Mariani cresce all'ombra di un padre, Franco, che ha costruito la propria vita come un muro: linee rette, controllo implacabile, nessuna crepa ammessa. Ma quando un nastro di seta rossa — l'ultimo dono di Lucia — si srotola come una scia di sangue fino a una macchia scura sulla moquette, tutto crolla. Dietro il muro di Franco si nasconde il "Cerchio": l'amore segreto tra Lucia ed Elena, una relazione vissuta di nascosto, piegata dalla paura e dalla vergogna. Viola non sa più da che parte guardare. Il suo volto è diviso in due — la luce ereditata dal padre, l'ombra che le appartiene. E poi c'è Andrea. Magro, grigio, fermo sotto un lampione che trema. L'Osservatore. Colui che aspetta, che guarda, che forse sa. Ma cosa sa davvero? E fino a dove è disposto a spingersi? Tra il rigore del Muro e il disordine del Cerchio, L'Osservatore è un romanzo sui segreti di famiglia, sull'amore che non ha avuto voce, e su una macchia che nessuno è riuscito a pulire. 🎧 Ascolta il podcast completo su Spotify, Apple Podcasts e tutte le piattaforme. 📚 Scopri il romanzo: [inserire link] ⏱️ TIMESTAMP 00:00 — Torino sotto la pioggia 01:30 — Il Muro di Franco 03:45 — Il nastro di Lucia 06:20 — Il Cerchio segreto 09:10 — Chi è l'Osservatore? 12:00 — La macchia sulla moquette

Mente pericolosa - Un thriller psicologico di Andrea Tamburelli

Un professore invisibile. Una studentessa che vede tutto. Un guasto che distrugge entrambi. Marco Sereni è il condizionatore della classe: il rumore di fondo che nessuno ascolta, l'uomo che entra in una stanza e la stanza non se ne accorge. Quarantatré anni di invisibilità. Poi arriva Viola. Diciassette anni, occhi troppo grandi, un quaderno da un euro dove scrive "guastabile" accanto al nome del professore. Viola non è la vittima. Viola è il predatore. Lo studia, trova la crepa, ci si infila dentro. I temi su Dante. I dopo-scuola. Un libro sulla seduzione. Un "ho freddo, prof" che cambia tutto. Marco cede. Il guasto è compiuto. Ma quando Marco dice "basta", Viola non perde. Viola distrugge. I diari finiscono al padre, il padre chiama la polizia, Viola piange sul banco dei testimoni e dice "mi ha costretta". Marco confessa. Vent'anni. Dieci anni dopo, arriva un libro: A dangerous mind, firmato "Sofia Ferrero". La verità di Viola. La bugia di Viola. La verità dentro la bugia. Il mondo lo legge e non capisce, giudica e passa oltre. Ma qualcuno c'era sempre. Qualcuno senza nome, senza volto. Qualcuno che ha visto tutto e adesso racconta. Perché la verità è il treno che pensi di evitare. E il treno arriva sempre. Per leggere i libri di Andrea Tamburelli tamburelli.andrea@outlook.it
Stagione 1

L'odore del buio

IA
Un uomo senza nome annega il suo dono nel whiskey, al bancone di uno strip club di terz'ordine. Il suo dono è una maledizione: fiuta la paura, la menzogna, la violenza che non è ancora successa. Vede il mondo inclinato, storto, da un'angolatura che non dovrebbe esistere. Quando due detective della omicidi lo trascinano al quarantaduesimo piano di un palazzo che non figura su nessuna mappa, capisce che non si tratta di un caso normale. Lena Voss, violoncellista, è stata uccisa e disposta come un elemento di un'opera d'arte. Il sangue va verso l'alto. Il cadavere è fresco dopo dieci giorni. E sulle pareti c'è un messaggio che si vede solo se inclini la testa. L'assassino è come lui. Condivide lo stesso dono, la stessa maledizione. Ha ucciso per comporre una forma che solo chi vede storto può vedere. E sta aspettando proprio lui. Mentre la caccia lo trascina nei bassifondi della città — tra liutai terrorizzati, custodi silenziosi, concerie abbandonate — il detective capirà che alcune angolature è meglio non vederle. Perché vederle non le cambia. E chi le vede ne viene consumato.
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