b2eyes today

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di Fabiano Editore
Stagione 1

Hoya: con “Vivi la vita” per emozionare e far crescere le progressive

Con l’investimento nella nuova campagna televisiva, on air da ottobre, l’azienda oftalmica punta ad aumentare la consapevolezza dei consumatori, sostenere lo sviluppo della categoria e creare nuove opportunità per i centri ottici partner La campagna vuole tradurre al grande pubblico la missione dell'azienda, “Improve Life Through Vision”, e nasce dall'osservazione di un cambiamento profondo nella società. «Oggi i portatori presbiti vivono questa fase della vita in modo diverso rispetto al passato e desiderano mantenere uno stile dinamico e appagante: in tale contesto le aspettative nei confronti della visione evolvono, così come l’approccio alla presbiopia - si legge in una nota di Hoya Vision Care Italia - Il portatore, infatti, non cerca semplicemente una correzione, ma una soluzione capace di accompagnarlo in tutte le diverse attività della giornata: vuole vedere bene, certamente, ma soprattutto vuole continuare a vivere davvero ogni momento». Da qui nasce “Vivi la vita con lenti progressive Hoya”, che sposta il racconto dall’esigenza visiva alla persona. «Con questa campagna abbiamo scelto di non parlare solo di lenti, ma di persone: vogliamo mostrare come una visione di qualità consenta di continuare a vivere pienamente le proprie passioni, relazioni ed esperienze quotidiane - racconta nel comunicato Maurizio Veroli, amministratore delegato di Hoya Vision Care Italia - È un messaggio che riflette perfettamente il modo in cui l’azienda interpreta sul mercato la propria missione di migliorare la vita dei portatori attraverso soluzioni visive di qualità». Elemento distintivo della campagna è anche la colonna sonora, costruita attorno al celebre brano “Viva la vita” di Francesco Gabbani: la musica diventa così parte integrante della narrazione, contribuendo a creare una connessione emotiva immediata e a rafforzare la memorabilità del messaggio. «La scelta di “Viva la vita” non è casuale: rappresenta l'energia e la voglia di vivere che caratterizzano il portatore di lenti progressive oggi - precisa la nota - La musica ci permette di raccontare questi valori con un linguaggio universale, immediato ed emozionale». Per l’azienda la televisione e il digital rappresentano un investimento strategico, con la finalità di parlare direttamente a un pubblico ampio e portare questa soluzione visiva fuori dai confini della comunicazione di settore. «Significa accrescere la conoscenza della categoria e stimolare nelle persone una domanda più consapevole sulla qualità della propria visione - spiega il comunicato - L'obiettivo non è soltanto aumentare la visibilità, ma contribuire allo sviluppo del segmento delle progressive personalizzate, creando nuove opportunità per i centri ottici». Lo spot si conclude infatti con un invito diretto al consumatore a rivolgersi ai partner Hoya, riconoscendo il valore della consulenza professionale nella scelta della lente più adatta alle proprie esigenze. «La televisione genera attenzione e interesse, ma è all'interno del centro ottico che le persone trovano ascolto, consulenza e personalizzazione - aggiunge Veroli - Per questo motivo abbiamo pensato anche a una serie di strumenti che hanno l’obiettivo di valorizzare il ruolo del professionista della visione, accompagnandolo nello sviluppo della relazione con i propri clienti».

Dialogo strategico ed evidenze scientifiche per aumentare la multidotazione

Questo innovativo connubio sarà tra gli argomenti della seconda giornata di lavori al Forum della Vista, in programma a Bari l’8 e 9 novembre Se volessimo affibbiare un’etichetta obsoleta alla multidotazione visiva, la definiremmo una pura tecnica di cross selling. Eppure nell’ottica non ci si è mai chiesti abbastanza quanto possa essere potente far convergere la strategia di vendita con un’evidenza scientifica che sancisca l’importanza della pluralità di soluzioni per lo specifico caso di quel cliente. Per un anno ho sottoscritto un abbonamento online alla rivista Nature: una pubblicazione complessa per me nei temi trattati, ma preziosa per capire quanto la ricerca possa aiutare anche l’ottica a costruire proposte sostenute da una letteratura scientifica. Ricordo in particolare un articolo che segnalava come la secchezza oculare nel personale sottoposto a forti stress, come gli addetti di un pronto soccorso, ad esempio, fosse molto al di sopra della media: un assist perfetto alla vendita abbinata di occhiale o lente a contatto con un sostituto lacrimale o con qualunque altra soluzione indicata per la problematica. Se lo dice la scienza, siamo più forti nel proporla, con l’avvertenza di non farne uno strumento del classico cross selling, ma un aiuto concreto a una maggiore qualità visiva. Al Forum della Vista 2026, in programma a Bari l’8 e 9 novembre, si terrà perciò una master class sulla multidotazione, costruita con quattro esperti e docenti del mondo dell’optometria. La mattina della seconda giornata di lavori ciascuno di loro affronterà un tema scientifico al quale verrà abbinato un dialogo di vendita da portare nel centro ottico. Un esempio? A una relazione sul digital eye strain un contributo sull’esigenza di offrire al portatore un kit di soluzioni capace non solo di correggere il difetto, ma anche di farlo vedere e sentire bene in ogni circostanza. Cosa cambia rispetto al passato? Molto: gestiremo il rapporto con il cliente in modo circolare (come vivi e vedi) e non più verticale (cosa devi correggere), aggiungendo alle tecniche di dialogo più sofisticate la potenza della scienza e della ricerca. L’abbinamento di due figure professionali, convergenti e mai in contrasto, permetterà ai presenti di riflettere sull’imprinting da dare alla proposta di multidotazione, che in Italia fatica ancora a decollare. Circolarità della dotazione, dialogo strategico ed evidenza scientifica: è la ricetta che verrà presentata sul palco del Forum della Vista 2026. Se, come dicevano gli antichi, nulla è nuovo se non il dimenticato, il nuovo arriva anche nell’osservazione delle cose con occhi diversi Nicola Di Lernia

Ray-Ban Meta: in arrivo tre nuove linee

Si tratta della versione Audio, della Gen 3 e dei Display: questi ultimi, già presenti su alcuni mercati internazionali, verranno distribuiti anche in Italia dal 13 ottobre

Salimbene: alle radici dell’ottico indipendente europeo

La consulente, formatrice e autrice sarà tra i relatori dei Silmo Talk, durante il salone in programma a Paris Nord Villepinte dal 25 al 28 settembre: terrà l’intervento “What really defines an independent optician?” nel pomeriggio della seconda giornata di fiera Sul palco di Silmo 2026 Alessandra Salimbene (nella foto) porterà una nuova definizione di ottico indipendente europeo. Al centro del talk c'è una tesi che la professionista porta avanti da anni. «Siamo abituati a illustrare questa tipologia di retail per sottrazione, come ciò che non è una catena - afferma in un comunicato Salimbene - È una spiegazione fatta di mancanze ed è da lì che nasce metà dei nostri problemi. Non serve essere grandi per contare: serve avere carattere ed essere riconoscibili». Nel corso dello speech Salimbene illustrerà i passaggi concreti, costruiti su un programma di marketing, per rendere un punto vendita indipendente riconoscibile e competitivo in un mercato sempre più internazionale ed europeo. Tale visione europea focus dell'intervento è intesa in senso geografico e culturale, non politico, e ha una radice storica precisa. «L'occhiale ha origini profondamente europee: nasce in Italia alla fine del Duecento e trova presto in Germania, a Norimberga, una delle sue prime grandi sedi manifatturiere, per poi diffondersi in Francia e nel resto del continente - continua la nota - Pensare l'ottica indipendente su scala europea, in questa prospettiva, non è un'astrazione: è un ritorno alle origini stesse del mestiere». In Italia, in particolare, l'evoluzione storica della filiera ha creato un legame stretto tra la produzione e la commercializzazione dell'occhiale. «È un intreccio che ha reso l'ottico imprenditore una figura ben più articolata di un semplice venditore e ha contribuito a costruire una professionalità unica: fatta di artigianato, moda e design, e allo stesso tempo fondata sulla centralità della competenza tecnica e optometrica», conclude il comunicato. Durante l'intervento, inoltre, Salimbene presenterà in anteprima un progetto pensato per gli ottici indipendenti europei e che rappresenta, nelle sue parole, una prima volta per il settore. A cura della redazione

Yalea: con Alessandra Amoroso continua a raccontare una femminilità autentica

La cantante sarà la digital ambassador del brand di De Rigo anche per la collezione autunno inverno Dopo il debutto in occasione del lancio della linea primavera estate 2026, il sodalizio prosegue dando continuità a un racconto costruito intorno a valori condivisi, quali libertà di espressione, sensibilità e forza femminile. Per l’autunno inverno 2026-2027 Yalea propone «materiali di qualità e lavorazioni accurate che danno vita a una collezione che interpreta una femminilità contemporanea, delicata e determinata, in linea con l'identità del brand – si legge in un comunicato del marchio di De Rigo Vision - Protagonista degli scatti è il modello SYA258 (nelle foto), una montatura cat-eye con frontale in acetato che si distingue per il doppio incollaggio, il quale crea un contrasto tra le tonalità avorio e nude, donando profondità e luminosità all’occhiale. Le aste in metallo rosa oro sono impreziosite dal monogramma Yalea tridimensionale, arricchito da smalti coordinati, mentre le lenti sfumate nelle calde nuance del marrone completano la proposta. Accanto a questo, il modello VYA266 si caratterizza per una silhouette morbida e armoniosa, valorizzata da un frontale in acetato con un gioco di trasparenze nei toni dell’havana e del beige e dal monogramma Yalea tridimensionale sulle aste in metallo rosa oro». La scelta di Alessandra Amoroso conferma la volontà del brand di raccontare un'identità femminile fatta di consapevolezza e personalità. «Credo in una femminilità autentica, libera da stereotipi, e nell'importanza di sentirsi bene con sé stesse, valorizzando la propria unicità - dichiara la cantante nella nota - Per me ogni donna ha una storia da narrare: è proprio questo il messaggio che sono orgogliosa di portare avanti con una realtà che condivide i miei stessi valori». A cura della redazione

Ablògos: a Belluno cresce la cittadella della conoscenza

Il 21 settembre, a Palazzo Crepadona, la società di ricerca, consulenza, formazione e coaching che fa capo a CertotticaGroup ha visto la sua presentazione ufficiale e ha inaugurato i nuovi spazi nel centro storico della città L’inaugurazione (nelle foto a destra) ha rappresentato un momento per presentare alle istituzioni, al sistema imprenditoriale, ai portatori di interesse e alla città intera i nuovi spazi che contribuiscono a far crescere la “cittadella della conoscenza e della formazione” nel cuore del capoluogo dolomitico, ma anche la società e il suo ruolo in ambito formativo, economico e sociale. Ablògos nasce dalla convergenza tra l’esperienza di Able, unit di CertotticaGroup creata per rafforzare l’area education e formazione al servizio delle aziende del territorio, specializzata in progetti formativi per i distretti eyewear e sportsystem, e quella di Metàlogos, realtà professionale con una storia ultraventennale in progetti di successo nella formazione, nella consulenza e nel coaching, che ha maturato una expertise consolidata anche su programmi di inclusione e coesione territoriale per istituzioni e comunità sociali. «Due realtà significative nel mondo dell'alta formazione, bellunese e non solo - commenta in una nota il presidente Luca Businaro – Abbiamo dato vita, insieme all’amministratore delegato di CertotticaGroup, Corrado Facco, a una realtà che trae identità dalle sue radici, e su questa identità lavoriamo per costruire il futuro: il primo e immediato risultato che abbiamo ottenuto è l'aver raggiunto una dimensione in grado di fornire un ampio panel di servizi, tutti di alta qualità». La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, sottolinea come Ablògos nasca nel cuore delle Dolomiti per dare una risposta di sistema a una sfida cruciale per il futuro, quella delle competenze. «In una provincia che resta tra le più manifatturiere d'Italia è nostro dovere, vorrei dire etico, mobilitarci e compiere ogni sforzo possibile per rimanere competitivi sul mercato, innovativi, realmente sostenibili e inclusivi», dichiara nel comunicato Berton, aggiungendo che la nuova sede con i suoi laboratori rientra in un disegno preciso: la creazione di una cittadella “diffusa” degli studi, iniziata nel 2020 con l'hub per il nord est della Luiss Business School e che ha trovato un nuovo impulso con la recente costituzione della Fondazione Dolomiti Innovation Valley. «Stiamo dimostrando con i fatti che Belluno può essere un punto di riferimento per l’alta formazione anche fuori dai confini provinciali, se pubblico e privato lavorano insieme su progetti strategici per il benessere delle nostre comunità», aggiunge Berton. L'obiettivo è chiaro: valorizzare le persone in un momento di grande attenzione ai temi legati alla tecnologia, all'innovazione e all'intelligenza artificiale. Non a caso, infatti, il claim scelto da Ablògos è “Human competence center”. «Tutti i nostri interventi di co-progettazione nelle quattro grandi aree di servizio che ci vedono impegnati nascono dalla relazione di fiducia con i nostri partner – evidenzia nella nota Michele Dal Farra, socio e direttore generale di Ablògos – Costruiamo competenze e valore, ma anche benessere lavorativo e di vita: i nostri riferimenti sono certamente le aziende, dal distretto dell'occhialeria al tessuto imprenditoriale bellunese in senso più ampio, ma anche le pubbliche amministrazioni, il mondo del privato sociale e della cooperazione, quello scolastico».

Silmo 2026: quattro giorni per leggere il futuro dell’ottica

Dal 25 al 28 settembre Paris Nord Villepinte riunisce l’industria internazionale della filiera: nuove collezioni, tecnologie, materiali, design e contenuti professionali al centro di un appuntamento che, oltre a presentare il prodotto, punta a intercettare le trasformazioni del mercato Silmo 2026 si prepara ad aprire la stagione fieristica autunnale con l’obiettivo di mettere in relazione presente e futuro dell’eyewear e dell’intera filiera: quattro giornate nelle quali vedere le novità, confrontarsi con il mercato e individuare le direzioni verso cui si sta muovendo il settore. Gli organizzatori indicano per questa edizione 950 espositori con 1.500 marchi, 42 paesi rappresentati e 75 mila metri quadrati lordi di superficie espositiva, mentre sono quasi 34 mila le presenze attese. Al centro della manifestazione ci saranno non soltanto le nuove collezioni e i nuovi prodotti e strumenti, ma anche i temi che ne stanno modificando progettazione, distribuzione e rapporto con il consumatore: dalla ricerca sui materiali alle nuove tecnologie, dal design alle funzionalità ed esigenze d’uso. Un programma articolato in quattro aree proporrà infatti oltre 60 conferenze, con interventi dedicati ai principali temi di attualità per il settore: si parlerà di occhiali connessi e delle opportunità legate alle nuove tecnologie, ma anche del ruolo dell’occhio come finestra sul corpo umano e delle prospettive aperte dall’imaging e dall’AI nell’ambito della salute predittiva e preventiva. Spazio inoltre alla trasformazione del retail, con una riflessione sulla necessità per il commercio al dettaglio di ripensare il proprio modello, e alla formazione degli ottici di domani, chiamati a confrontarsi sempre più con connected glasses e intelligenza artificiale. Tra i protagonisti dell’edizione torna Silmo Next, con il Village Tech dedicato alle innovazioni che stanno ridisegnando il comparto: smart glasses, AI, dimostrazioni ed esperienze permetteranno agli operatori di entrare in contatto con tecnologie e applicazioni emergenti. A completare il programma saranno i Silmo Talks, dedicati ad analisi, competenze e interpretazione dei cambiamenti del mercato e dei nuovi comportamenti d’uso, e gli Ateliers Contactologie, pensati per approfondire conoscenze e pratica professionale attraverso conferenze e momenti formativi. Nella serata di sabato 26 settembre torna anche il tradizionale appuntamento con il Silmo d’Oro, con la giuria guidata da Joachim Froment, che vede per questa edizione cinque realtà italiane in lizza per il prestigioso riconoscimento. Sono infine cinque i finalisti per il premio Impresa Responsabile 2026, che porta l’attenzione sulle aziende della filiera impegnate nell’evoluzione delle proprie pratiche in ambito ambientale, sociale e di governance, valorizzando percorsi e approcci differenti alla responsabilità d’impresa: la giuria ha selezionato Andy Wolf, Modo Eyewear, Oomade, Regenesis Materials e Tcn (nella foto di Stéphane Laure, l’ingresso nel quartiere fieristico di Paris Nord Villepinte, a una delle ultime edizioni di Silmo). A cura della redazione

Tresca: fiducia, cura e innovazione sono le fondamenta della nostra relazione con i clienti

Il nuovo amministratore delegato di Rodenstock Italia indica nei tre principi aziendali le direttrici del proprio lavoro, a partire dall’ascolto interno e dalla prossimità agli ottici Fiducia, cura e innovazione: sono i principi dai quali Dario Tresca intende partire nel suo incarico di amministratore delegato di Rodenstock Italia, assunto poco prima della pausa estiva. Valori che, in linea con l’eredità lasciatagli da Massimo Barberis, ora a capo di Sud Europa e America Latina, nei quattro anni e mezzo alla conduzione della filiale italiana del gruppo oftalmico, devono guidare tanto la dimensione interna quanto il rapporto con i partner ottici, attraverso un percorso che parte dall’ascolto e punta a consolidare la relazione costruita negli anni. «La fiducia è un valore fondamentale, sia all’interno dell’organizzazione sia nella relazione con i nostri clienti. Il mio obiettivo è consolidare un apporto basato sulla credibilità, sulla trasparenza e sulla capacità di essere concretamente al fianco dei nostri partner, offrendo loro soluzioni, competenze e supporto per affrontare con maggiore sicurezza le sfide del mercato», spiega Tresca a b2eyes TODAY. Il primo periodo nel nuovo ruolo è stato quindi dedicato soprattutto all’ascolto, sia all’interno dell’organizzazione sia nei confronti del mercato. A partire da ottobre il manager prevede di affiancare gli account aziendali nelle visite dirette sul territorio, in particolare agli ottici indipendenti, con l’obiettivo innanzitutto di rafforzare la collaborazione con la squadra e sviluppare ulteriormente la partnership con gli ottici. Il secondo valore indicato da Tresca è la cura, intesa come prossimità al cliente e attenzione alle sue esigenze e al suo percorso di sviluppo. «Ritengo la cura un elemento distintivo del nostro modo di fare impresa: significa ascoltare le esigenze del mio team e dei nostri partner, comprenderne i bisogni e accompagnarli nel loro percorso di evoluzione, con una visione di partnership che vada oltre la singola fornitura», prosegue Tresca. E poi c’è l’innovazione, che non coincide soltanto con la continua disponibilità di tecnologie premium, sull'intera proposta multibrand Rodenstock e optovision. «Per noi innovare significa condividere competenze, strumenti, servizi per una crescita sostenibile del business che deve sempre creare valore per l'utente finale – conclude Tresca - Fiducia, cura e innovazione sono i tre pilastri della mia visione per Rodenstock Italia che tradurrò in azioni concrete e tangibili: questi permeeranno il mio percorso anche grazie alla squadra interna, perché credo che la crescita passi prima di tutto attraverso le persone e dalla qualità delle relazioni che sappiamo costruire» (nella foto, da sinistra: Massimo Barberis e Dario Tresca). Angelo Magri

EssilorLuxottica riorganizza il vertice

A cavallo dell’estate il gruppo italo-francese ha visto alcune uscite che sono state sostituite con manager interni: l’obiettivo è valorizzare le professionalità già presenti in azienda e accelerare ulteriormente il percorso di sviluppo intrapreso Chrystel Barranger, dal 2021 alla guida della divisione Professional Solutions per Emea e Asia e di Transitions, è stata nominata president global categories & chief growth officer: si tratta di una nuova posizione pensata da EssilorLuxottica per imprimere una direzione strategica ancora più forte allo sviluppo dell'offerta del gruppo e alla sua crescita globale. Nel nuovo ruolo Barranger avrà la responsabilità di promuovere le categorie di prodotto, rafforzare la competitività del portafoglio marchi e guidare la strategia di mercato. Riportando direttamente al presidente e amministratore delegato, Francesco Milleri, lavorerà a stretto contatto con le diverse aree geografiche e i canali commerciali, con l’obiettivo di contribuire ad allineare le priorità strategiche, coordinare l'esecuzione e sostenere una crescita nel lungo periodo. Parallelamente Davide Schinetti, manager di EssilorLuxottica formatosi ad Agordo al fianco del fondatore Leonardo Del Vecchio, amplia le proprie responsabilità assumendo anche la guida del team di ricerca e sviluppo, che si aggiunge all'attuale incarico di chief operating officer: la scelta vuole rafforzare ulteriormente l'integrazione tra ricerca, innovazione e produzione, creare una maggiore continuità e accelerare l'esecuzione e il trasferimento dell'innovazione al mercato. Non vengono quindi sostituite le tre figure apicali uscite nei mesi scorsi: Leonardo Maria Del Vecchio, nelle sue cariche di chief strategy officer e president di Ray-Ban, Federico Buffa, in veste di chief R&D, marketing and product officer, e Paolo Pezzutto, in qualità di commercial strategy officer. I loro incarichi e le relative responsabilità sono stati ripensati e riallocati all'interno dell'organizzazione, in linea con l'evoluzione strategica di EssilorLuxottica verso la ricerca scientifica, il med-tech, lo sviluppo delle categorie di prodotto e l'esecuzione sul mercato. Importanti novità riguardano anche le divisioni di business. Massimiliano Mutinelli, già president Emea optical retail, assume il ruolo di president professional solutions Emea & Asia: da oltre 30 anni in azienda, grazie alla sua profonda conoscenza dei mercati e della distribuzione sarà chiamato a guidare l'implementazione della strategia e delle priorità sul canale dei clienti professionali nelle aree Emea e Asia. Mutinelli torna così a guidare il rapporto con gli ottici, ambito in cui aveva già maturato una significativa esperienza internazionale, estendendo il proprio raggio d'azione all'Europa e all’Asia e rafforzando il coordinamento del canale Professional Solutions in due regioni chiave per EssilorLuxottica. A raccogliere il testimone alla guida del retail ottico europeo sarà Silvia Caselli, nominata president Emea optical retail dopo aver guidato il business optical retail nel sud Europa: la sua esperienza nella gestione del retail e nello sviluppo commerciale è considerata un elemento chiave per sostenere la crescita e l'evoluzione del canale in una delle aree più strategiche per la società (nella foto, Chrystel Barranger, in occasione dell’evento Switch dell’aprile scorso a Montecarlo). A cura della redazione

Nuance Audio Plus: nasce la nuova generazione con prestazioni audio migliorate

EssilorLuxottica ha lanciato la versione più recente degli occhiali acustici a tecnologia open ear, invisibili e destinati agli adulti con una perdita uditiva percepita da lieve a moderata, che combinano anche una maggiore autonomia della batteria e una collezione di montature più ampia: disponibili in Italia da metà settembre, affiancano l’attuale collezione Nuance Audio Glasses per offrire ai consumatori una maggiore possibilità di scelta in termini di design, funzionalità tecnologiche e fasce di prezzo Nuance Audio Plus (nella foto, un modello) rappresenta l’ultimo passo nel percorso di innovazione di EssilorLuxottica nel campo delle soluzioni per l’udito, ampliando ulteriormente sia la scelta sia le prestazioni disponibili per i consumatori. «La risposta a Nuance Audio Glasses è stata estremamente positiva e conferma che i consumatori sono alla ricerca di un modo più naturale e attraente per accedere alle soluzioni per l’udito - dichiara in una nota Stefano Genco, global head of Nuance Audio - In un solo anno abbiamo ampliato la nostra presenza a 14 paesi e oltre 18 mila punti vendita, raggiungendo utenti che hanno, in media, cinque anni in meno rispetto ai clienti tradizionali di apparecchi acustici: due su tre non avevano mai preso in considerazione l’utilizzo di un apparecchio acustico tradizionale. Con Nuance Audio Plus, la nostra nuova generazione di prodotto, compiamo un ulteriore passo importante verso l’obiettivo di rendere il supporto all’udito una componente naturale della vita quotidiana». Nuance Audio Plus è progettato per supportare le persone con una perdita uditiva percepita da lieve a moderata in diverse situazioni, spiega il comunicato: da chi inizia a manifestare i primi segnali di perdita uditiva, ad esempio, notando nel tempo cambiamenti nel proprio sforzo nell’ascolto in diverse situazioni quotidiane, anche in condizioni di rumore simili, a chi è già consapevole del proprio deficit uditivo ed è alla ricerca di una soluzione discreta. È disponibile a partire dal 14 settembre in Italia, nei negozi Salmoiraghi & Viganò e GrandVision, in centri ottici e acustici indipendenti e online in alcuni paesi selezionati. Accanto all’attuale collezione Nuance Audio Glasses, che continuerà a essere disponibile, Nuance Audio Plus amplia la gamma con una tecnologia acustica ottimizzata, comandi sulla montatura ancora più intuitivi, una scelta più ampia di modelli e colori e nuove opzioni per la ricarica in mobilità. Nel complesso, le due collezioni offrono agli utenti una maggiore possibilità di scelta in termini di design, funzionalità tecnologiche e fasce di prezzo, rispondendo a preferenze e stili di vita diversi. Tra le caratteristiche principali del dispositivo c’è innanzitutto l’invisibilità. «Sviluppando ulteriormente la distintiva tecnologia open ear di Nuance Audio Glasses, Nuance Audio Plus introduce importanti miglioramenti nell’amplificazione, nella chiarezza del parlato in ambienti rumorosi e nella percezione della propria voce, oltre a una maggiore autonomia della batteria, pari a circa dieci ore in condizioni di utilizzo medio del prodotto - aggiunge la nota - Semplice da configurare e gestire tramite l’intuitiva Nuance Audio App, presenta anche nuovi comandi direttamente sulla montatura, tra cui un interruttore dedicato per l’accensione e lo spegnimento e pulsanti per la regolazione del volume, comodamente posizionati sulle aste. Inoltre gli altoparlanti open-ear leggeri, integrati nelle aste, lasciano le orecchie libere, garantendo un comfort prolungato: una gamma più ampia di taglie, insieme a una calzata universale e a naselli regolabili su alcuni modelli, contribuisce a garantire una vestibilità stabile e confortevole».
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