b2eyes today

b2eyes today

di Fabiano Editore
Stagione 1

Silmo d’Oro 2026: Joachim Froment è il presidente della giuria

Attraverso la nomina del creativo belga, il premio «accende i riflettori su una visione contemporanea del design, in cui tecnologia, emozione e pensiero sistemico si fondono per ripensare il nostro rapporto con gli oggetti e gli usi del futuro», spiega una nota degli organizzatori del salone, in programma a Paris Nord Villepinte dal 25 al 28 settembre Silmo Paris ha annunciato che Joachim Froment (nella foto) sarà il presidente della giuria del Silmo d'Oro 2026. Laureato al Royal College of Art di Londra, il progettista, nato in Belgio 33 anni fa, ha iniziato la sua carriera a Copenaghen prima di co-fondare Futurewave, uno studio di design e tecnologia che collabora con realtà globali come Renault, Lvmh, Richemont e aziende tecnologiche. «Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui gli iF Design Awards, i Good Design Awards e i Core 77 Awards», si legge nel comunicato. Froment ha sviluppato un approccio singolare al design stesso, promuovendo una “simbiosi tra poesia e industria”, una visione in cui l'oggetto non è più limitato alla sua funzione, ma diventa un vettore di esperienza e interazione. «Tale visione va oltre il design incentrato sull'uomo, promuovendo invece un approccio “ecosistemico” in cui i prodotti sono concepiti come anelli essenziali all'interno di un sistema circolare», aggiunge la nota. Dall'arredamento alla mobilità, dall’illuminazione all'elettronica di consumo, le sue creazioni sono animate dallo stesso obiettivo: approfondire la connessione tra l'utente, l'oggetto e il suo ambiente. «Attraverso questa presidenza, il Silmo d'Oro prosegue la sua ambizione di esplorare territori creativi in cui innovazione, utilità ed emozione si confrontano con le grandi trasformazioni che plasmano il mondo contemporaneo - conclude il comunicato - La prospettiva interdisciplinare di Froment, all’incrocio tra design, tecnologia ed esperienza umana, accompagnerà un'edizione incentrata su creazioni che spingono i confini dell'innovazione e plasmano gli usi futuri dell'ottica contemporanea». A cura della redazione

Ottici e oculisti: sboccerà un fiore tra tante gemme?

Il Forum ha ospitato sul proprio palco i primi passi di un dialogo costruttivo tra mondo ottico optometrico e classe medica. E in sette anni l’ha portato avanti come qualcosa ancora in divenire, ma di certo lungimirante Alla prima edizione di Firenze, nel 2019, intervistai Matteo Bandello, direttore di Oculistica del San Raffaele di Milano, sulle collaborazioni avviate con l’ottica quando era stato primario a Udine. Nei Forum milanesi durante la pandemia, Matteo Piovella, presidente di Soi, rimarcò più volte il valore qualitativo della classe ottica e della lente progressiva. Nel 2023, al primo Mido post-pandemia, in occasione del convegno organizzato dal salone con Fabiano Editore, Teresio Avitabile, presidente di Siso, propose un tavolo interdisciplinare per raccogliere le reciproche esigenze e farne una dichiarazione d’intenti comune. Da lì, la doppia edizione del Forum di Napoli sancì, con lo stesso Avitabile e Andrea Afragoli, presidente di Federottica, entrambi sul palco, la partenza di uno scambio strutturato tra le due categorie. La presenza di Paolo Nucci, oftalmologo, docente e divulgatore di temi come l’impatto dell’AI sul mondo oculistico, ha ulteriormente stimolato l’industria a creare format in cui l’area medica dialogasse con maggiore fluidità sulle nuove soluzioni oftalmiche e sulle loro applicazioni concrete nel centro ottico. Dove ci porterà tutto questo? Difficile dirlo. Il Forum e Fabiano Editore hanno aperto una strada, lungo la quale le due parti si sono piaciute e iniziano a frequentarsi assiduamente e costantemente. Ma da qui a mettere su casa insieme manca ancora un passaggio. Le collaborazioni locali funzionano, spesso meglio di prima. In cima, però, si è ancora in stallo, per ragioni legate alla situazione normativa o a divisioni interne alle rispettive categorie. Accontentiamoci, per ora, di questo. E auspichiamo che presto un fiore sbocci tra tante gemme. Nicola Di Lernia

GreenVision: più di 15 oculisti top alla Convention 2026

Dalla miopia alla presbiopia, dalla contattologia all'ipovisione, fino alle prospettive offerte dall'intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie: il dialogo tra ottici del gruppo, industria e un panel di oftalmologi di chiara fama, tra docenti universitari, primari ospedalieri e specialisti ambulatoriali, sarà uno dei punti di forza dell’evento, in programma dal 13 al 20 giugno in Sardegna Dopo aver già posto al centro delle ultime edizioni temi come la cogestione dei difetti visivi e il rapporto tra ottici optometristi e oculisti, GreenVision torna a puntare su un format interdisciplinare (nella foto, la locandina) che coinvolgerà alcuni dei principali esponenti dell'oftalmologia italiana insieme a professionisti della visione associati al gruppo e rappresentanti dell'industria. Il 14 giugno l’apertura dei lavori sarà incentrata sul futuro del network con la sessione “GreenVision 2026-2050: costruire oggi il futuro della qualità della vista”, seguita da un confronto sul dialogo tra ottico optometrista e oculista e da un focus sulle strategie di sviluppo del gruppo sul territorio. Nei giorni successivi il programma dedicherà una serie di incontri ai principali temi della pratica professionale: contattologia avanzata, gestione della miopia, presbiopia, superficie oculare, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, ipovisione e miglioramento del rapporto tra area ottico optometrica e classe medica. A portare il proprio contributo sarà una quindicina di esponenti dell’oftalmologia italiana, al più alto livello: Teresio Avitabile, Vincenza Bonfiglio, Roberto Caputo, Filippo Cruciani, Cristiano De Gaetano, Fabio Fiormonte, Giuseppe Giannaccare, Matteo Forlini, Danilo Mazzacane, Tiziano Melchiorre, Paolo Nucci, Vincenzo Orfeo, Vittorio Picardo, Giuseppe Rao, Scipione Rossi, Massimiliano Serafino e Paola Valente. Con loro interverranno anche ottici optometristi GreenVision ed esponenti delle aziende partner, a testimonianza dell'approccio multidisciplinare che caratterizza l'iniziativa. Tutte le sessioni sono state progettate in modalità talk, con un format basato sul confronto diretto tra i partecipanti e sulla discussione di esperienze professionali. A coordinare gran parte degli incontri sarà Nicola Di Lernia. «Il ricco palinsesto ideato da GreenVision per la sua ventunesima Convention vedrà noti medici oculisti e ottici optometristi, con il contributo dell'industria, confrontarsi sulle reciproche competenze ed esperienze - spiega Di Lernia a b2eyes TODAY - L’elemento distintivo sarà mettere al centro di ogni talk un caso specifico». L'obiettivo è mantenere il dibattito ancorato alla pratica quotidiana e alle esigenze dei portatori. «Il titolo del programma “Forum della visione condivisa: esperienze, competenze e innovazione”, promosso da GreenVision, i cui vertici si sono mossi con particolare impegno per realizzarlo, in collaborazione con EyeSee, la testata dell’oftalmologia di Fabiano Editore, evidenzia che, alla fine, i partecipanti si confronteranno sulla vita comune di uno studio oculistico e di un centro ottico alle prese rispettivamente con diagnosi e soluzioni, grazie al supporto delle aziende, per migliorare la vista e la vita delle persone che incontrano ogni giorno», precisa Di Lernia. A cura della redazione

EssilorLuxottica, dal 2027 le prime produzioni di wearable in Italia

In accordo con le organizzazioni sindacali, entro l’inizio del prossimo anno verranno avviate alcune linee produttive per gli smart eyewear del gruppo nello stabilimento di Agordo, in Veneto EssilorLuxottica con le segreterie nazionali, i coordinatori nazionali e il coordinamento sindacale di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil ha annunciato l’introduzione in via sperimentale delle prime linee produttive per la realizzazione di dispositivi wearable in Italia. L’iniziativa coinvolgerà in particolare lo storico stabilimento di Agordo (nella foto), dove sarà completamente convertita e avviata entro l’inizio del 2027 un’intera area per le nuove attività industriali. Fino a oggi la realizzazione di questa tipologia di eyewear faceva capo esclusivamente alle unità produttive del gruppo in Asia, che dal prossimo anno verranno affiancate dalla struttura riconvertita nel Bellunese. «L’importante investimento in impianti, macchinari e persone per realizzare la sperimentazione si inserisce all’interno del percorso avviato dal gruppo e dalle organizzazioni sindacali con il contratto integrativo aziendale e con il successivo accordo programmatico dello scorso settembre, con cui le parti intendono sostenere lo sviluppo e la competitività delle fabbriche italiane e rafforzare un modello industriale fondato su qualità, innovazione e valorizzazione del made in Italy - si legge in un comunicato congiunto - L’iniziativa di EssilorLuxottica costituisce una scelta industriale di forte valore strategico per l’elevato contenuto tecnologico dei wearable: si fonda sulla volontà di mantenere il ruolo di hub di innovazione degli stabilimenti italiani nell’accompagnare l’evoluzione dell’occhiale verso nuove esperienze d’uso e sostenere lo sviluppo di un ecosistema produttivo solido, competitivo e orientato al futuro». «Portare la produzione dei nostri dispositivi wearable anche in Italia, a partire dallo stabilimento di Agordo, è una scelta strategica e industriale di grande valore per il gruppo e per il territorio: un progetto ambizioso, che richiede competenze, una filiera solida e un ecosistema capaci di sostenere innovazione, qualità e rapidità di esecuzione - commenta nella nota Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica - Siamo convinti che questa scommessa si può vincere solo attraverso una forte sinergia tra tutte le parti coinvolte, azienda, persone, organizzazioni sindacali e istituzioni, per costruire intorno ai nostri stabilimenti un sistema integrato che metta a fattor comune tecnologie, talenti e supply chain, rafforzando ulteriormente la nostra leadership in un settore ad altissimo potenziale». Secondo le organizzazioni sindacali, si tratta di una scelta che conferma come innovazione, ricerca e manifattura avanzata possano e debbano trovare spazio in Italia. «La sfida ora è accompagnare questa transizione con investimenti continui sulle persone, sulla formazione e sulla qualità del lavoro, affinché lo sviluppo tecnologico produca crescita industriale e sociale per tutto il territorio», affermano nella nota Marco Falcinelli, Sebastiano Tripoli e Daniela Piras, rispettivamente segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. A loro si aggiungono i segretari nazionali Sonia Tosoni di Filctem Cgil, Raffaele Salvatoni e Ivano Dalla Brea di Femca Cisl e Livia Raffaglio di Uiltec Uil, che vedono nell’operazione «un segnale importante contro le logiche di delocalizzazione e a favore di una politica industriale che rimetta al centro il lavoro, le competenze e la capacità manifatturiera del nostro paese, consolidando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani del gruppo – sottolineano nel comunicato - Continueremo a sostenere un modello di sviluppo che coniughi innovazione, occupazione stabile, partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e rafforzamento del tessuto produttivo nazionale». A cura della redazione

Sud Corea, allo studio lenti a contatto contro la depressione

Un approccio completamente nuovo alle malattie psichiatriche stimolando il cervello attraverso l'occhio: è quanto alla base di una ricerca per il trattamento dei disturbi dell'umore con una efficacia pari a quella dei farmaci e senza interventi chirurgici, al momento sperimentata soltanto sui topi Lo studio della Yonsei University di Seoul, come si legge su La Repubblica, è stato riportato sulla rivista Cell Reports Physical Science. La premessa di tale indagine è utilizzare l’occhio come via di accesso al sistema nervoso centrale: il nervo ottico collega infatti la retina a diverse aree cerebrali profonde, alcune delle quali sono coinvolte nella regolazione dell'umore e risultano alterate nelle persone depresse. Le lenti a contatto, morbide e trasparenti, sono dotate di elettrodi ultrasottili in ossido di gallio e platino in grado di trasmettere alla retina due segnali elettrici distinti, garantendo una stimolazione precisa e localizzata delle sole regioni cerebrali individuate come bersaglio. Per verificarne l’efficacia sui topi, i ricercatori sudcoreani hanno suddiviso gli animali in quattro gruppi: sani non depressi, depressi non trattati, depressi trattati con la stimolazione tramite lenti a contatto e topi depressi trattati con fluoxetina, il principio attivo di un antidepressivo della classe degli Ssri, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Dopo tre settimane di trattamento, con sessioni da mezz’ora al giorno, i topi che avevano indossato le lenti mostravano miglioramenti comportamentali simili a quelli degli animali che avevano assunto il farmaco. Queste particolari lenti a contatto dovranno essere sottoposte a una ulteriore valutazione clinica in soggetti umani. Resta infatti da chiarire il perché questa stimolazione produca tali effetti, se siano duraturi o se svaniscano con la fine del trattamento e, soprattutto, se questi siano riproducibili anche sulla specie umana, che ha un cervello assai più complesso di quello di un topo. I prossimi passi prevedono dunque la verifica della sicurezza a lungo termine del dispositivo su animali di taglia maggiore, prima di avviare sperimentazioni cliniche sull’uomo (foto tratta da Magnific). A cura della redazione

Vision Group, primo bilancio di sostenibilità su base volontaria

Il documento rappresenta uno strumento attraverso cui il gruppo rende conto delle proprie performance e delle iniziative sviluppate in ambito ambientale, sociale e di governance, definendo al contempo le priorità che ne orienteranno l'evoluzione futura Vision Group annuncia la pubblicazione del suo primo bilancio di sostenibilità relativo all’esercizio 2025 (nella foto), redatto su base volontaria in coerenza con i principi degli European Sustainability Reporting Standards (quadri di riferimento obbligatori per la divulgazione di informazioni Esg richiesti alle aziende ai sensi della direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità aziendale, in base ai quali le organizzazioni devono documentare sia il loro impatto ambientale e sociale sia come le questioni di sostenibilità influenzano la loro performance finanziaria, ndr). «Il benessere visivo delle famiglie che ci scelgono ogni giorno rappresenta il fondamento della nostra attività e la spinta costante verso il miglioramento - dichiara in una nota Marco Procacciante, ceo di Vision Group - La pubblicazione del nostro primo bilancio di sostenibilità nasce da una scelta volontaria e consapevole. Non ci siamo mossi per rispondere a un obbligo normativo, ma perché crediamo che la trasparenza verso i propri interlocutori sia un valore in sé e che rendicontare il proprio percorso sia il modo più autentico per dimostrare la serietà di un impegno». Il numero uno del maggiore network della distribuzione ottica associata in Italia sottolinea nel comunicato come negli ultimi anni Vision Group abbia attraversato una fase di crescita significativa, accelerata anche dall’ingresso del fondo internazionale di private equity Intermediate Capital Group nel capitale societario. «Questo percorso ci ha consentito di integrare con maggiore concretezza i principi Esg nella strategia aziendale e di definire con chiarezza le direttrici che guideranno il nostro sviluppo nei prossimi anni - prosegue Procacciante - Tale documento rappresenta una tappa importante proprio nel percorso di crescita del gruppo e uno strumento utile per misurare e rafforzare nel tempo il valore che generiamo per clienti, collaboratori, imprenditori affiliati e stakeholder». A cura della redazione

Indice 1.74: la carenza può creare problemi agli ottici?

Nelle ultime settimane il mercato oftalmico ha evidenziato difficoltà di approvvigionamento per questo tipo di prodotto, destinato a una nicchia di portatori, ma fondamentale per la correzione delle ametropie più elevate. A essere interessate sono soprattutto alcune multinazionali del settore. Le cause principali sono da ricercarsi soprattutto nella guerra in Medio Oriente e nelle sue conseguenze sull’economia globale Secondo gli operatori del comparto, all'origine della situazione vi sarebbe soprattutto la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha penalizzato la filiera di fornitura del polimero utilizzato per la produzione dell’indice 1.74, realizzato da un numero molto limitato di produttori a livello mondiale. Le conseguenze si stanno riflettendo anche sui centri ottici, che in alcuni casi faticano a reperire il materiale dai fornitori tradizionali. Non è ancora chiaro quando il mercato potrà tornare alla normalità, ma la situazione critica potrebbe protrarsi almeno fino al termine dell'estate, dopodiché dovrebbe progressivamente migliorare. In Italia alcuni big player dell’oftalmica stanno informando i propri clienti di tali difficoltà, indirizzandoli come alternativa su altri indici, in particolare l’1.67. Altre realtà sono invece riuscite a fare scorte sufficienti in anticipo rispetto alla crisi generata dalla guerra in Medio Oriente, in corso ormai da più di tre mesi. «In tempi non sospetti avevamo la sensazione che potesse accadere qualcosa, quindi abbiamo fatto rifornimento non solo di 1.74, ma anche di altri indici e prodotti – spiega a b2eyes TODAY Stefano Cazzola, direttore commerciale di Filab - Oggi ci troviamo in una condizione favorevole, perché la problematica riguarda ormai pressoché tutto il mercato: siamo una realtà più piccola ma anche più dinamica rispetto alle multinazionali e ciò inevitabilmente ci favorisce in questa particolare situazione». Secondo Cazzola, proprio la difficoltà di reperimento del prodotto ha determinato un incremento delle richieste verso l'azienda. «Per noi è aumentata in queste ultime settimane la domanda di 1.74 – aggiunge il manager di Filab – L’1.67 come potenziale alternativa non è la stessa cosa: dipende sempre dai poteri diottrici da correggere. Con le scorte non abbiamo problemi e non c'è una deadline entro la quale potrebbero terminare. È la prima volta comunque che vivo una carenza di questo tipo nella mia lunga carriera, almeno in Italia: speriamo che tutto si sistemi presto, sia per quanto riguarda la guerra sia per le ripercussioni che sta avendo sull’economia mondiale». L’azienda di Lucca ha recentemente ricordato attraverso una sua comunicazione l'importanza di questa tipologia di soluzione oftalmica per una specifica fascia di portatori. «Le lenti organiche ad altissimo indice 1.74 sono progettate per chi ha miopie o ipermetropie elevate e desidera una lente più sottile, leggera ed esteticamente gradevole – si legge in una nota di Filab - Possono risultare fino al 50% più sottili e leggere rispetto ad altre soluzioni, riducendo sensibilmente l'effetto “fondo di bottiglia” nelle miopie elevate e l'ingrandimento tipico delle forti ipermetropie. Offrono inoltre maggiore comfort nell'utilizzo quotidiano e una protezione dai raggi UV fino a 400 nanometri».

Nau! apre a I Gigli e rafforza la presenza in Toscana

L’insegna ha recentemente inaugurato un nuovo punto vendita nel principale centro commerciale dell’area fiorentina Si amplia la presenza di Nau! in Toscana con l’apertura di un negozio all’interno del centro commerciale I Gigli, una ventina di chilometri a nord ovest del capoluogo toscano, che rappresenta un riferimento per il territorio: inaugurato nel 1997, si estende su oltre 85 mila metri quadrati e ospita circa 130 attività commerciali. Il nuovo store (nelle foto) si sviluppa su circa 85 metri quadrati e impiega quattro addetti, proponendo il format che contraddistingue il brand di occhiali con circa 150 monomarca tra diretti e affiliati, in Italia e all’estero. «Ci troviamo in uno spazio luminoso, accogliente e pieno di colore, pensato per offrire a tutti un’esperienza unica, autentica e spontanea - si legge in una nota di Nau! - Un negozio contemporaneo che racconta, come sempre, la nostra visione sostenibile grazie a un design pulito, materiali green ed elementi d’arredo vintage». Nau! è già presente nella regione con due centri ottici nel cuore di Firenze e in alcune delle principali città toscane, per un totale di 15 punti vendita con quest’ultima apertura. A cura della redazione

Zaccagnini: con Erasmus+ sviluppa una rete internazionale di collaborazioni

Il 27 e 28 maggio l’istituto ha accolto nelle sedi di Milano e Bologna una delegazione di docenti del Summa College di Eindhoven, nei Paesi Bassi, per un’attività di Job Shadowing finalizzata allo scambio di buone pratiche didattiche, al confronto tra modelli formativi e allo sviluppo di future iniziative congiunte dedicate a studenti e docenti L’Istituto Zaccagnini punta a sviluppare una rete internazionale di collaborazioni attraverso il programma Erasmus+, partnership con scuole, università e organizzazioni professionali europee, promuovendo la mobilità di studenti e docenti e il confronto con i principali modelli formativi del settore della visione. Durante la visita della delegazione del Summa College di Eindhoven, avvenuta a fine maggio, docenti italiani e olandesi (nella foto) hanno avuto l’opportunità di dialogare sui percorsi di formazione professionale dei due paesi, analizzandone analogie, differenze e possibili punti di integrazione. Il confronto ha interessato anche l’organizzazione dei sistemi educativi italiano e olandese e il percorso formativo dei professionisti della visione, dalla scuola secondaria fino agli iter universitari e di alta formazione. «Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’ottico e dell’optometrista nei diversi contesti europei, approfondendo le differenze normative, gli ambiti di attività, le responsabilità professionali e le opportunità di sviluppo della professione nei vari paesi - afferma una nota dell’Istituto Zaccagnini - In questo contesto sono state inoltre confrontate le principali aree disciplinari, dall’anatomia all’optometria, dalla contattologia all’ottica oftalmica, analizzando approcci educativi, strumenti tecnologici e modelli di integrazione tra teoria, laboratorio e pratica clinica, elementi fondamentali nella formazione dei futuri professionisti della visione». Le attività si sono concluse con una sessione di lavoro dedicata alla progettazione di nuove collaborazioni tra le due istituzioni: ulteriori attività Erasmus+, progetti internazionali, iniziative comuni tra docenti e nuove opportunità di mobilità per gli studenti. Tra le prospettive future vi è anche l’organizzazione di attività condivise tra studenti italiani e olandesi, a conferma della volontà di costruire una partnership stabile e duratura. Lo scambio con il Summa College rappresenta un ulteriore tassello della strategia di internazionalizzazione che l’Istituto Zaccagnini porta avanti da oltre un decennio e che ha visto negli anni la collaborazione con Aston University nel Regno Unito, la Sbie di Atene in Grecia, la partecipazione alla rete bilaterale italo-tedesca ConnActions e, più recentemente, lo sviluppo di progetti Erasmus+ dedicati alla mobilità di studenti e docenti. «Le esperienze di confronto internazionale maturate nel corso degli anni non si traducono soltanto in opportunità di mobilità e collaborazione, ma contribuiscono direttamente all’evoluzione dei percorsi formativi dell’istituto - prosegue la nota - Il nuovo corso triennale in Clinica e Scienze della Visione è stato infatti concepito per formare una nuova generazione di ottici e optometristi con competenze superiori ed evolute definite dalle più autorevoli organizzazioni professionali a livello internazionale». Il percorso integra inoltre opportunità Erasmus+, progetti accademici internazionali e collaborazioni con istituzioni formative europee, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di operare in un contesto sempre più internazionale.

Special Olympics: 320 atleti visitati, 150 occhiali donati

Si è conclusa con un bilancio positivo l'ultima partecipazione del programma Opening Eyes ai Giochi nazionali estivi 2026 di Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine: l’evento ha visto un team dedicato impegnato in un'intensa attività di screening e di supporto visivo In un paio di giorni appena, tra il 21 e il 22 maggio scorsi, sono stati esaminati 320 atleti, con la fornitura immediata di 150 paia di occhiali. «Un servizio completo, che ha incluso lenti fotocromatiche e prodotti di alta qualità, oltre a numerosi occhialini da piscina, data la presenza di gare di nuoto - spiega a b2eyes TODAY Renzo Velati, che insieme a Simone Santacatterina ricopre il ruolo di direttore clinico e referente internazionale di Opening Eyes, al suo venticinquesimo anno di attività - Circa una dozzina di atleti sono stati indirizzati a visite oculistiche specialistiche per approfondimenti su condizioni come cheratocono, cataratta o patologie della retina sebbene nessuna situazione si sia rivelata urgente». Il team interdisciplinare di volontari (nella foto, in basso) era composto da 40 persone, tra cui una ventina tra optometristi, come ad esempio Marco Barajon, storico punto di riferimento per questo tipo di attività, studenti di Ottica e Optometria provenienti dalle università di Padova e di Milano e oculisti, come il segretario di Goal, Danilo Mazzacane. «Tra gli aneddoti significativi di questa esperienza, vi è quella di un giovane atleta che, nel corso degli anni, ha sviluppato un legame di fiducia tale da voler ricevere prescrizioni e occhiali esclusivamente dal team degli Special Olympics», sottolinea Velati. L'iniziativa è stata resa possibile grazie al supporto di sponsor globali come Fondazione OneSight EssilorLuxottica e Safilo, che forniscono gratuitamente lenti oftalmiche e montature, oltre a CooperVision, Centro Style e TopCon, che mettono a disposizione le lenti a contatto e la strumentazione. «Il prossimo appuntamento nazionale è già in programma per il 2027: si svolgerà molto probabilmente nello stesso periodo e ancora a Lignano, sempre all'interno del Programma Salute, che include anche dentisti, podologi, audiometristi, fisioterapisti e nutrizionisti, a dimostrazione dell’importanza della prevenzione e del supporto per la comunità degli Special Olympics», conclude Velati (nella foto, in alto a sinistra, da destra: Simone Santacatterina e Renzo Velati). Francesca Tirozzi
28 di 114