b2eyes today

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di Fabiano Editore
Stagione 1

Hoya: in autunno una nuova campagna tv sulle progressive

Da ottobre la comunicazione consumer dell'azienda oftalmica punterà su un claim rinnovato e sulla musica associata alle immagini: l’obiettivo è continuare a sostenere lo sviluppo della categoria e orientare il pubblico verso i centri ottici partner Da ottobre Hoya darà il via a una nuova campagna dedicata alle lenti progressive, confermando il proprio impegno nel promuovere il valore di una visione di qualità in ogni fase della vita. «Negli ultimi anni abbiamo contribuito a sostenere la crescita del mercato italiano delle progressive anche attraverso un'importante attività di comunicazione consumer, capace di avvicinare un numero sempre maggiore di persone ai benefici di queste soluzioni visive, orientandole verso i centri ottici - si legge in una nota dell’azienda oftalmica - In quella precedente il claim “Lenti così confortevoli che non ti accorgi di indossarle” puntava a valorizzare uno degli aspetti più apprezzati dai portatori delle soluzioni Hoya: il comfort visivo nella quotidianità. Oggi siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo della nostra comunicazione». Il prossimo spot sarà infatti accompagnato dal claim “Vivi la vita con lenti progressive Hoya” (nella foto), che vuole essere immediato ed emozionale, «per elevare il comfort derivato dall'esperienza con le lenti progressive a ciò che una visione nitida e naturale a tutte le distanze rende possibile ogni giorno: vivere pienamente i momenti, le relazioni, le passioni e le attività che arricchiscono la quotidianità di ognuno di noi – prosegue il comunicato - Un altro importante elemento di novità sarà la colonna sonora, che contribuirà a esaltarne il messaggio, amplificandone l’impatto emotivo e favorendone la memorabilità. L’associazione tra immagini e musica renderà infatti lo spot più distintivo, facilitandone il ricordo da parte del pubblico anche nel tempo». Con questa nuova campagna Hoya vuole celebrare il valore di vedere bene in linea con “Improve Life through Vision”, la missione globale dell'azienda, «condivisa con i suoi partner, per garantire insieme la migliore visione possibile e migliorare concretamente la vita delle persone», conclude la nota. A cura della redazione

Oakley, con Infiniloop l’infinito si indossa

La più recente creazione dell’house brand di EssilorLuxottica vuole sfruttare la geometria della linea continua per vincere una vera e propria sfida progettuale, ovvero sostenere una lente sul volto utilizzando il minor numero possibile di linee Oakley ha cercato di rendere tangibile il concetto di infinito trasformandolo in un accessorio da indossare. «Frutto di una continua ricerca sperimentale, Infiniloop (nelle foto, alcune immagini di campagna) segna un passo significativo nello sviluppo dei prototipi - spiega una nota dell’house brand di EssilorLuxottica - La montatura nasce dal connubio di due materiali: titanio per la linea superiore, O Matter per quella inferiore, con pochi e delicati punti di contatto. Per effetto dell’uso intenzionale del vuoto, le lenti sembrano fluttuare nella struttura, con i bordi esterni lasciati a vista. L’occhiale appare così come una straordinaria opera architettonica da indossare». Proposto in quantità limitate nelle varianti Polished Chrome e Matte Black con lenti Prizm Black, Infiniloop mira a unire design d’avanguardia, appeal collezionistico e tecnologia di punta. L’ispirazione nasce dalla saga Future Genesis, la piattaforma creativa del marchio che ne alimenta sia lo storytelling sia le innovazioni di prodotto. Il lancio di Infiniloop è accompagnato da un cofanetto di fumetti da collezione dedicato a Future Genesis-Chapter 2, in cui ritroviamo Maxine Fearlight, eroina del brand, alla vigilia di un viaggio ribelle verso il mondo esterno destinato a cambiarle la vita per sempre. A oggi Infiniloop è disponibile esclusivamente nei monomarca Oakley. A cura della redazione

Vassalli, valvassori, valvassini

Nel Medioevo l'Italia si è cristallizzata in un reticolo di feudi: ogni livello aveva qualcuno sopra e un obiettivo tutto suo, nessuno guardava all'insieme. Uno scenario simile all’ottica di oggi? Nell’Italia medievale il re dipendeva dai vassalli, i vassalli dai valvassori, i valvassori dai valvassini. La Francia ha risolto il nodo in un colpo solo: Luigi XIV ha portato i grandi nobili a Versailles, li ha resi dipendenti dai suoi favori e ha costruito una struttura amministrativa con una sola regia, «L'État, c'est moi», lo Stato sono io. Decisioni più lente, forse, ma una direzione sola. L'Italia quel passaggio non l'ha mai fatto. Comuni, signorie, campanili, corporazioni: il potere è rimasto frammentato. E l’impronta della frammentazione è rimasta fino a oggi, nelle categorie, negli ordini, nelle associazioni di settore, che parlano lingue diverse e difendono ciascuna il proprio feudo. L'ottica del nostro paese non sembra fare eccezione. Mi viene in mente questa metafora. Ci sono i vassalli: i grandi gruppi industriali e le catene che dettano condizioni a fornitori, partner e listini. Ci sono i valvassori: i centri ottici indipendenti, che ricevono il “feudo” - marchio, fornitura, formazione - e restano fedeli a chi glielo concede. E ci sono i valvassini: il negozio di quartiere, ultimo anello della catena, che subisce condizioni decise altrove e non ha pressoché voce nella strategia del settore. Il risultato? Tanti feudi che competono tra loro invece di far crescere congiuntamente il business. Mentre la domanda di salute visiva esplode, con la popolazione che invecchia, le ore davanti agli schermi che si moltiplicano, la miopia in crescita tra i più giovani, la filiera continua a litigare su prezzo e territorio invece di investire insieme in prevenzione e cultura della vista e della visione. Ogni feudo difende il proprio orto e il mercato interno resta piccolo rispetto al suo potenziale demografico. Non serve tuttavia un Re Sole che accentri tutto, si perderebbe l'autonomia che fa vivere i territori: occorre un direttore d'orchestra, qualcuno che non suona al posto degli altri ma offra una linea comune. Finché in Italia l’ottica resterà un arcipelago di feudi, il mercato continuerà a svilupparsi a fatica, un negozio alla volta, mai come sistema. Spero di sbagliarmi, ma i segnali paiono inequivocabili Nicola Di Lernia

Rizzieri e Vagge nel consiglio dell’European Myopia Network

I due professionisti italiani fanno parte del direttivo dell’organismo multidisciplinare creato poco più di un anno fa per affrontare le sfide imposte da questa problematica visiva: è presieduto da Andrzej Grzybowski, oculista e professore di Oftalmologia presso l’Università di Warmia e Masuria di Olsztyn, in Polonia L’European Myopia Network nasce nel 2025 come iniziativa paneuropea finalizzata ad affrontare la crescente diffusione della miopia: la rete riunisce ricercatori, accademici, esponenti della classe medica e del mondo ottico optometrico, con l’obiettivo di favorire la collaborazione scientifica internazionale, armonizzare le linee guida cliniche, promuovere la ricerca e sviluppare strategie sempre più efficaci per la prevenzione e la gestione miopica in Europa. La governance scientifica è affidata a un consiglio composto da una trentina di professionisti ed esperti del nostro continente, presieduto dall’oftalmologo polacco Andrzej Grzybowski. Tra i nuovi membri del consiglio figura Nicola Rizzieri (nella foto, a destra), laureato magistrale in Optometria clinica e docente presso l’Università della Lettonia, dove sta attualmente conseguendo il dottorato di ricerca in Fisica medica con specializzazione in Optometria. Nello stesso direttivo è già presente Aldo Vagge (nella foto, a sinistra), professore associato di Oftalmologia presso l’Università di Genova e segretario della European Myopia Society, società scientifica europea impegnata nel campo della miopia. «La presenza di due professionisti italiani testimonia il crescente contributo che il nostro paese sta offrendo alla ricerca e alla pratica clinica in questo ambito: la collaborazione interdisciplinare rappresenta oggi un elemento imprescindibile per affrontare efficacemente una condizione destinata a interessare un numero sempre maggiore di persone nei prossimi decenni, favorendo il dialogo e la condivisione delle best practice – dice Rizzieri a b2eyes TODAY - Il coinvolgimento dell’Italia nei progetti dedicati alla prevenzione e al controllo della progressione miopica contribuisce inoltre a rafforzarne il ruolo nello sviluppo delle future strategie di gestione di tale problematica visiva. L'auspicio è che tutto ciò possa consolidare ulteriormente la collaborazione multidisciplinare tra area ottico optometrica, classe medica, ricercatori e istituzioni accademiche anche nel nostro paese, per una sempre maggiore integrazione delle competenze nella prevenzione, nella ricerca e nel controllo miopico». Rizzieri ricorda inoltre il motivo per cui è nato l’European Myopia Network. «Nel nostro continente non mancano altri organismi che si occupano con professionalità e competenza di miopia e della sua gestione, ma si sentiva il bisogno di crearne uno con una forte impronta istituzionale e interdisciplinare e, soprattutto, totalmente a matrice europea, così da avvicinare ancora di più le figure professionali di quest’area geografica attive su tale problematica visiva», precisa Rizzieri A cura della redazione

Eco Eyewear, tre nuovi modelli per la gamma Biobased

Lewa, Barton e Kendrick arricchiscono la collezione primavera estate 2026 del marchio di House of Modo con nuove proposte caratterizzate da materiali di origine biologica, design contemporaneo e clip solare magnetica, confermando l'impegno del brand verso un'occhialeria sempre più sostenibile Realizzati con materiali di origine biologica che contribuiscono a ridurre l’uso di risorse fossili, Lewa, Barton e Kendrick (nelle foto, dal basso, in senso antiorario) della collezione Biobased vogliono coniugare design contemporaneo, comfort e resistenza senza rinunciare allo stile. «Lewa si distingue per un’estetica femminile dalle linee morbide e da una palette raffinata che comprende Plum, Blue, Black e Pink Tortoise, mentre Barton e Kendrick interpretano un gusto più deciso con silhouette strutturate e tonalità come Olive Gradient, Teal e Smoke Crystal - si legge in un comunicato di Eco Eyewear - Tutti i modelli sono dotati di clip solare magnetica, soluzione che permette di trasformare rapidamente gli occhiali da vista in occhiali da sole. L'ampliamento della collezione conferma la strategia di Eco Eyewear di sviluppare prodotti responsabili senza compromessi sul piano estetico e funzionale». L'impegno del marchio si estende inoltre al progetto One Frame, One Tree, «grazie al quale sono stati piantati oltre quattro milioni di alberi nel mondo, un risultato che ha consentito all'azienda di raggiungere lo status di brand carbon negative e di rafforzare la propria missione a favore di un futuro più sostenibile», conclude la nota. A cura della redazione

Sel Optical: 250 tipologie di filtri solari per i centri ottici

Con il nuovo catalogo dedicato alle lenti da sole l'azienda oftalmica mette a disposizione del retail oltre 4 milioni di pezzi in pronta consegna direttamente dai magazzini centralizzati di Codigoro, in provincia di Ferrara In CR39, in nylon, in policarbonato, polarizzati e in vetro minerale: il nuovo Catalogo Filtri Solari 2026 di Sel Optical propone oltre 250 tipologie di filtri solari (nella foto), in molteplici combinazioni di colori e specchiature per soddisfare le esigenze più trendy richieste dal mercato, mettendo così a disposizione dei centri ottici oltre 4 milioni di pezzi in pronta consegna direttamente dai magazzini centralizzati di Codigoro, una delle sedi dell’azienda. Tutto questo grazie all’expertise di una divisione interamente dedicata alla produzione di lenti solari, che dal 1983 lavora con alcuni dei più rinomati brand di occhialeria nazionali e interazionali. La realtà ferrarese esegue dunque nei propri laboratori interni colorazioni intere, degradanti e bi-degradanti, con sfumature fashion di tendenza, oltre a specchiature tradizionali o “infrared” con iridescenze che rendono particolare l’effetto estetico. «Ogni filtro solare può essere personalizzato con trattamenti antiriflesso di superficie di ultima generazione, che possono essere richiesti e applicati su entrambe le superfici o solamente su quella interna della lente, indispensabili per eliminare le immagini fantasma generate dalla luce laterale - spiega un comunicato di Sel Optical - Un’ulteriore dimostrazione dell'impegno nell'innovazione è rappresentata da tecnologie dinamiche come i filtri fotocromatici: queste soluzioni si adattano in pochi istanti ai mutamenti della luce ambientale, scurendosi rapidamente sotto l’azione dei raggi UV e tornando chiare in interni o all’ombra». I filtri fotocromatici di Sel Optical sono disponibili in 6 colorazioni: grigio, marrone, verde, blu, rosa e viola e offrono un elevato comfort quotidiano. «Attraverso i suoi 12 centri servizi dislocati sul territorio nazionale, oltre alla sede produttiva e al polo logistico di Codigoro, la Divisione Filtri Solari di Sel Optical supporta i professionisti della visione con un servizio di consegna veloce e flessibile - prosegue la nota - L'azienda garantisce spedizioni tempestive che permettono ai centri ottici di ricevere lenti oftalmiche e filtri solari pronti al montaggio in tempi molto rapidi, offrendo al cliente finale un prodotto interamente made in Italy. Anche i filtri solari, come le lenti oftalmiche, possono essere richiesti in telesagomatura ed essere recapitati nel punto vendita pronti per essere adattati sulle montature prescelte». A cura della redazione

Occhialeria Sociale si amplia: da Milano a Torino, fino a Busto Arsizio

Gino Repetto punta a “riqualificare” le periferie italiane, offrendo montature a prezzi agevolati per persone in difficoltà: partito da Genova, da via Prè, zona popolare del capoluogo ligure, e arrivato a Pavia e Vigevano, il format, che unisce etica e impresa, ora si espande con una nuova apertura nella città in provincia di Varese Il 2026 segna un punto di svolta per Occhialeria Sociale, il progetto imprenditoriale guidato da Gino Repetto che, partito da Genova, ha saputo trasformare il centro ottico in un presidio in zone periferiche. A distanza dalla prima inaugurazione, avvenuta nel 2022, la realtà si presenta oggi come una rete in piena espansione, in quartieri che lui definisce di frontiera, aree spesso trascurate dal business tradizionale. L’esempio di Torino (nella foto, in alto, a sinistra), con l’avvio in Piazza della Repubblica, in zona Porta Palazzo, nel 2024, e di Milano (nella foto, in basso, a sinistra), con il punto vendita nel quartiere Corvetto inaugurato a settembre dello scorso anno, ne sono la prova. «A Corvetto, in particolare, l’apertura ha colmato un vuoto clamoroso: in un quartiere di circa 40 mila abitanti non esisteva alcun centro ottico, evidenziando uno scollamento profondo tra le logiche di mercato e i bisogni reali della cittadinanza - spiega a b2eyes TODAY Repetto - Proprio per questa reale necessità, il negozio di Torino inserirà a breve il quarto ottico in organico, a testimonianza di una domanda crescente e di un servizio che risponde a un’esigenza primaria». La formula di Occhialeria Sociale è flessibile e si adatta al contesto locale. «Se a Genova il modello è di proprietà diretta e a Pavia, Bologna (nella foto, a destra) e Vigevano in franchising, a Milano ho optato per una partnership strategica con l’Antica Farmacia dell’Abbazia di Chiaravalle, un’alleanza nata sia per rispondere a un bisogno concreto del territorio sia per ottimizzare i costi di gestione in un mercato dagli affitti elevati», precisa Repetto. La rete ora si prepara a un nuovo tassello: l’apertura di Busto Arsizio, prevista per ottobre. «Il modello resta lo stesso: prezzi calmierati per tutti e gratuità totale per chi ha un Isee inferiore ai 10 mila euro o per chi viene segnalato da enti del terzo settore, associazioni di volontariato e cooperative sociali», dice ancora l’imprenditore genovese. L’impatto del format ha superato i confini dell’azienda. Grazie a un podcast dedicato, che pubblica ogni settimana, Repetto ha ispirato altri professionisti, come accaduto a Bergamo, dove due ottiche hanno recentemente aperto Ottica Solidale, un progetto indipendente che riprende la filosofia della formula originale. Inoltre, la visione di Repetto si è estesa anche al comparto food. «A Genova, a soli cento metri dal centro ottico, nei giorni scorsi è stata inaugurata una focacceria in un locale precedentemente chiuso, riqualificato per evitare che diventasse base per attività illecite - afferma l’imprenditore - Anche qui, la logica è quella dell’impatto sociale: per ogni caffè consumato, viene offerto un pasto a un’associazione che supporta persone in difficoltà, creando un circolo virtuoso di solidarietà». L’impegno non si ferma ai confini nazionali. «Occhialeria Sociale è attiva in iniziative di controlli visivi nelle scuole, interventi nelle carceri e, soprattutto, in una missione stabile in Malawi, dove gruppi di nostri ottici si recano ogni sei mesi per garantire il diritto alla vista in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio, ad esempio», conclude Repetto, che sta ricevendo manifestazioni di interesse da parte di colleghi di Taranto, Cagliari, Roma e Padova, per l’avvio del progetto a livello nazionale. Francesca Tirozzi

Occhiali con intelligenza artificiale: un alleato per le persone ipo e non vedenti?

Uno studio pilota pubblicato su Jama Ophthalmology ha analizzato le prestazioni dei Ray-Ban Meta AI di seconda generazione: gli smart glasses si sono dimostrati molto efficaci nella distinzione degli oggetti, nella lettura di libri per bambini e nell’identificazione delle banconote, mentre restano margini di miglioramento nell’analisi di testi standard o nel riconoscimento delle monete Gli occhiali intelligenti dotati di intelligenza artificiale potrebbero rappresentare un nuovo alleato per le persone con ipovisione o cecità, offrendo un supporto nell'identificazione degli oggetti e nell'interpretazione dell'ambiente circostante. È questa la principale evidenza di uno studio pilota pubblicato su Jama Ophthalmology, che ha valutato le prestazioni dei Ray-Ban Meta AI di seconda generazione in una serie di prove dedicate al riconoscimento e alla descrizione di elementi statici. I ricercatori hanno sottoposto il dispositivo a test relativi all'individuazione di oggetti di uso quotidiano, alla discriminazione dei colori e della posizione degli elementi nello spazio, al conteggio di oggetti, alla lettura di differenti tipologie di testo e all'identificazione di banconote e monete. I risultati mostrano un'elevata affidabilità nella distinzione degli oggetti, con un'accuratezza del 99%, confermando il potenziale della tecnologia nelle attività quotidiane. Le prestazioni diminuiscono invece quando le richieste diventano più articolate: il rilevamento dei colori raggiunge il 64% di accuratezza, il riconoscimento della posizione degli oggetti l'83% e il conteggio di più elementi il 50%. Anche la lettura evidenzia risultati differenti a seconda del materiale esaminato. Gli smart glasses ottengono le performance migliori con i libri per bambini, con una precisione media del 93%, mentre scende al 59% nella lettura di testi standard. Più elevata, pari all'88%, è invece quella nella lettura della scrittura manuale. Il dispositivo si è inoltre dimostrato affidabile nell'identificazione delle banconote, riconosciute correttamente nel 91% dei casi, ma non delle monete, per le quali l'accuratezza si è fermata al 2%. Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di risultati ottenuti in uno studio preliminare di fattibilità e non ancora su persone con deficit visivo, gli occhiali intelligenti basati sull'AI potrebbero ampliare in futuro gli strumenti disponibili per favorire l'autonomia dei pazienti. Prima di un impiego più diffuso saranno però necessari ulteriori studi clinici per valutarne efficacia e affidabilità nelle reali condizioni di utilizzo e per definire con maggiore precisione potenzialità e limiti di questa tecnologia (immagine tratta da Magnific). A cura della redazione

Silhouette: Nova Shades raddoppia le vendite del sole

A un anno e mezzo dal lancio, la collezione composta da quattro modelli ha superato i 5 mila pezzi già acquistati dai centri ottici italiani: per l’azienda austriaca si tratta di un risultato significativo in un segmento tradizionalmente marginale del proprio business Lanciata nel gennaio 2025 con quattro modelli, Rincon, Cabrillo, Escondido e Terranea, Nova Shades (nelle foto) di Silhouette «ha superato i 5 mila pezzi venduti nel primo anno di commercializzazione, contribuendo a raddoppiare il volume delle vendite in Italia degli occhiali da sole dell’azienda, un segmento che rappresenta una quota contenuta della sua attività, il cui core business rimane il vista», rivelano a b2eyes TODAY dalla filiale italiana della società con casa madre a Linz. In attesa della presentazione dei nuovi modelli, previsti per il 2027, Nova Shades si configura come una proposta rivolta a una nuova generazione di consumatori attenti al design e all'innovazione, con montature rimless base 2, lenti quasi piatte e dettagli in titanio, materiale che caratterizza da sempre la produzione dell'azienda. «Il risultato è un'estetica minimalista ma d'impatto, capace di unire leggerezza estrema e forte personalità - si legge in un comunicato di Silhouette - Ideata per chi vive la città come uno spazio di espressione creativa, Nova Shades trae ispirazione dall'universo cyber-tech e dallo street style della West Coast americana. Le forme geometriche e i profili scolpiti evocano un immaginario contemporaneo che guarda avanti, mantenendo al centro comfort e funzionalità». Tra gli elementi distintivi della collezione figurano le aste in titanio opaco, progettate per garantire resistenza e comfort, e la cerniera “pin-cision”, ispirata all'orologeria di precisione. La gamma comprende inoltre tonalità come Mint Green e Space Blue, insieme a sfumature degradé nei toni del verde, del grigio e del marrone. Completa la proposta la tecnologia Silhouette Light Management, sviluppata per assicurare una protezione completa dalle radiazioni ultraviolette. A cura della redazione

Transitions: la Genius Squad si arricchisce di nuovi talenti

Dopo aver avviato una collaborazione con Emma Marrone, attraverso Giorgia Salvaggio, Margherita Caspani e Riccardo Breccia il brand continua a rafforzare la strategia 2026 che integra celebrity, content creator e punti vendita, dando vita a un ecosistema di comunicazione finalizzato a dialogare con pubblici diversi e a ispirare una nuova generazione di portatori Da un lato Emma Marrone interpreta il concept del progetto attraverso contenuti digitali e materiali dedicati ai punti vendita partner, raccontando come le lenti Transitions Gen S e le Transitions Color Touch accompagnino la sua quotidianità e il tour estivo, adattandosi in modo dinamico alle diverse condizioni di luce; dall’altro il brand consolida la propria strategia di comunicazione digitale con l'ingresso nella Squad, il progetto inaugurato nel 2025 e oggi evoluto in una partnership continuativa, di Giorgia Salvaggio, Margherita Caspani e Riccardo Breccia (nelle foto, da sinistra), che a loro volta accompagneranno il marchio nel racconto quotidiano. «L'obiettivo è costruire un racconto autentico, costante e multicanale, capace di mostrare come le lenti Transitions accompagnino ogni momento della giornata, adattandosi naturalmente ai cambiamenti della luce e diventando un accessorio che unisce tecnologia, comfort e stile», si legge in un comunicato di Transitions. Ad aprire questo nuovo percorso è Giorgia Salvaggio, content creator e producer seguita da una community particolarmente attenta ai temi lifestyle, fashion e beauty. È già online il suo primo reel realizzato con Transitions, il primo di una collaborazione che proseguirà nei prossimi mesi attraverso stories e contributi originali. Insieme a lei entrano nella squadra anche Margherita Caspani, artista e illustratrice digitale conosciuta sui social come Artemarghe, e Riccardo Breccia, creatore di materiali lifestyle che porterà nel progetto il proprio sguardo sul mondo del design, del movimento e della quotidianità. «Stories, reel e contenuti originali diventeranno così strumenti per raccontare non solo le caratteristiche delle lenti intelligenti alla luce, ma anche uno stile di vita in cui benessere visivo, personalità e libertà di espressione convivono in modo naturale», conclude la nota. A cura della redazione
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