b2eyes today

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di Fabiano Editore
Stagione 1

Yalea celebra l’intelligenza emotiva come nuova forma di visione

Il brand eyewear del gruppo De Rigo presenta la campagna autunno inverno “Feel more. See beyond”, un progetto che invita a riscoprire il valore delle emozioni come forza percettiva, capacità di lettura del mondo e autentico strumento di consapevolezza Attraverso il messaggio “Non è reagire troppo. È percepire di più”, Yalea ribalta uno stereotipo profondamente radicato: quello che associa l’emotività alla fragilità. «La campagna racconta invece l’intelligenza emotiva come una forma evoluta di visione, una capacità di cogliere dettagli, sfumature e verità che vanno oltre ciò che appare», si legge in una nota di De Rigo Vision. “Feel more. See beyond” nasce dalla volontà di raccontare una diversa prospettiva sulla femminilità: complessa, sfaccettata, libera da definizioni e sempre in evoluzione. «Le emozioni non rappresentano un limite, ma una risorsa preziosa, una lente attraverso cui interpretare la realtà con maggiore profondità – prosegue il comunicato - La nuova comunicazione rappresenta un percorso narrativo articolato attorno a Meraviglia, Resilienza, Profondità, Ispirazione, Autenticità e Appartenenza, che diventano espressione delle molteplici sfumature dell’universo femminile. Ogni emozione racconta una dimensione diversa: la capacità di lasciarsi sorprendere, di superare gli ostacoli, di guardare oltre la superficie, di trovare ispirazione, di affermare la propria identità e di riconoscersi parte di qualcosa di più grande». Con questa campagna il brand sceglie dunque di trasformare il modo in cui l’emotività viene percepita: non più «qualcosa da controllare o nascondere, ma una forza che affina lo sguardo e amplifica la capacità di comprendere ciò che ci circonda - conclude la nota - L’eyewear diventa così un’estensione dell’identità personale: non solo uno strumento per vedere meglio, ma per “vedere oltre”, accompagnando ogni donna nella piena espressione di sé».

Essilor Stellest: su Jama Ophthalmology i risultati di uno studio clinico a due anni

Una ricerca statunitense condotta su 159 bambini tra 6 e 12 anni evidenzia, dopo 24 mesi, una riduzione del 71% della progressione miopica e del 53% dell’allungamento assiale utilizzando la tecnologia H.A.L.T. rispetto alle lenti monofocali Sono stati pubblicati su Jama Ophthalmology i risultati a 24 mesi di uno studio clinico statunitense sulle lenti Essilor Stellest, progettate per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Il trial, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, ha coinvolto 159 bambini miopi di età compresa tra 6 e 12 anni presso nove centri clinici negli Stati Uniti, e ha confrontato le lenti con tecnologia H.A.L.T. con le tradizionali monofocali. «Dopo due anni l’uso di Stellest ha evidenziato una riduzione relativa del 71% della progressione della miopia, pari a 0,64 diottrie in meno rispetto al gruppo trattato con monofocali, e una diminuzione del 53% dell’allungamento assiale, corrispondente a 0,24 mm – si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - I risultati hanno inoltre mostrato buona tollerabilità e prestazioni visive comparabili a quelle delle lenti monofocali». Secondo quanto riportato dalla nota, i dati ottenuti nella popolazione pediatrica statunitense sono in linea con quelli emersi da precedenti studi internazionali e ampliano le evidenze cliniche disponibili sulla tecnologia H.A.L.T. per il controllo della miopia. «La pubblicazione rappresenta il primo lavoro sottoposto a peer review sui risultati dello studio clinico che ha supportato l’autorizzazione della Food and Drug Administration alla commercializzazione delle lenti oftalmiche Essilor Stellest negli Stati Uniti - prosegue il comunicato - La ricerca, iniziata con il coinvolgimento dei partecipanti tra dicembre 2021 e luglio 2022, prevede un follow-up complessivo più lungo, mentre i riscontri a 24 mesi sono stati analizzati anche nell’ambito dell’iter che ha portato all’autorizzazione Fda».

Antognoni, dal trionfo del 1982 alla prima linea di eyewear

Lo storico capitano della Fiorentina, campione del mondo con la Nazionale di Enzo Bearzot, firma “L'Unico 10”, limited edition realizzata da 19.71 Firenze Occhiali Sartoriali di Calenzano, alle porte del capoluogo toscano La prima collezione di occhiali dedicata a Giancarlo Antognoni è un'edizione limitata di cento pezzi numerati, realizzata dalla famiglia Fabbri per celebrare il legame tra l’ex giocatore e la città di Firenze. «Non si tratta di un progetto nato attorno a un tavolo di marketing, ma da un incontro vero», racconta a b2eyes TODAY Serena Fabbri, ottica optometrista, titolare dal 1998 di Ottica Fabbri, fondata nel 1971 dal padre Gianfranco, che sotto l’egida 19.71 Firenze Occhiali Sartoriali crea montature su misura e artigianali - Con Giancarlo abbiamo amici in comune e, conoscendolo, ci siamo accorti che rappresentava perfettamente ciò che la nostra azienda cerca di essere da oltre mezzo secolo: persone profondamente legate alla propria città e al proprio modo di fare le cose. La coincidenza con l’anniversario dell’insegna ha reso tutto ancora più naturale». “L'Unico 10” sarà prodotta in soli cento esemplari numerati, una scelta che conferma la volontà di puntare più sul significato che sui volumi. «Non è un'operazione pensata per vendere tanto, bensì una scelta di posizionamento - dice ancora Fabbri - Vogliamo essere riconosciuti per ciò che siamo: una realtà che crede nell'artigianato, nella qualità e nelle scelte coerenti nel tempo». Alla base del progetto si trovano valori condivisi con lo stesso Antognoni. «Eleganza senza tempo, fedeltà a un'idea e forte appartenenza a Firenze: sono gli elementi che cerchiamo di inserire in ogni montatura che esce dal nostro laboratorio», ricorda l’imprenditrice fiorentina. La collezione si inserisce inoltre nelle iniziative per il cinquantacinquesimo anniversario dell'azienda. «Non rimarrà tuttavia un episodio isolato, sarà parte di un racconto più ampio, con il quale intendiamo offrire ai clienti un'esperienza autentica, raccontando la storia dell'occhiale prima ancora di consegnarlo - conclude Fabbri - Perché oggi il valore non è soltanto nel prodotto, ma anche nel significato che riesce a trasmettere».

Etnia Eyewear Culture: Massimo Vian è il nuovo ceo

Il manager entra nell’azienda spagnola, cui fa capo il marchio Etnia Barcelona, mentre il fondatore David Pellicer assume il ruolo di presidente esecutivo Con la nomina di Massimo Vian, Etnia Eyewear Culture vuole segnare l’inizio di una nuova fase volta ad accelerare la crescita dei suoi brand sia sul mercato nazionale sia a livello internazionale. Il manager, che vanta oltre vent’anni di esperienza internazionale nei settori dell’eyewear e della moda, nel corso della sua carriera ha ricoperto cariche dirigenziali in Gucci, Prada e Falconeri e, in particolare, ha maturato 13 anni di esperienza in Luxottica con ruoli apicali. Nel suo nuovo incarico Vian assumerà la gestione esecutiva di Etnia Eyewear Culture, presente in oltre 50 paesi con più di 15 mila punti vendita partner e sedi a Barcellona, Miami, Vancouver e Hong Kong. Il gruppo comprende Etnia Barcelona, brand fondato nel 2001, e altri quattro marchi, lool, Pellicer, Moi Aussi e The Readers. Nell’ambito della strategia di crescita di Etnia Eyewear Culture il canale b2b dell’azienda, costituito dagli ottici indipendenti, continuerà a ricoprire un ruolo centrale, rappresentando uno dei suoi principali asset. «La nomina arriva 25 anni dopo la nascita di Etnia Barcelona, brand di punta del gruppo, e riflette l’ambizione di portare il progetto a un nuovo livello, rafforzandone la presenza internazionale e accelerandone la crescita - precisa un comunicato della società - David Pellicer, fondatore e proprietario di Etnia Eyewear Culture, assume il ruolo di presidente esecutivo e continuerà a essere attivamente coinvolto nell’azienda, guidandone la visione strategica di lungo periodo: l’obiettivo è coniugare l’identità creativa e lo spirito indipendente che hanno caratterizzato Etnia Eyewear Culture fin dalle origini con le competenze necessarie per affrontare questa nuova fase di crescita internazionale».

Dispositivi medici su misura: gli ottici iscritti devono cancellarsi dal Registro ITCA

Il Ministero della Salute precisa una serie di punti importanti per definire l’inquadramento all’interno di questo ambito e la relativa presenza presso tale Registro: c’è tempo fino al 23 settembre per cancellare le iscrizioni improprie e per evitare controlli, come ricorda il sito di Ottica Italiana Recentemente interpellato da Federottica Milano Acofis, alla fine di gennaio e a maggio, su una materia che negli anni scorsi era stata oggetto di interpretazioni diverse, il Ministero della Salute, con una comunicazione inviata alla stessa Acofis e a Federottica nazionale, ha ribadito che l’occhiale da vista non è un dispositivo su misura, anche in fattispecie particolari: di conseguenza, l’iscrizione al Registro ITCA come fabbricanti di dispositivi medici su misura da parte degli ottici è impropria. «Una novità importante di quest’ultima comunicazione, che di fatto conferma quanto già scritto dal Ministero nel gennaio scorso, è che, in mancanza di cancellazione dal Registro stesso, a far data dal 23 settembre prossimo chi vi fosse ancora presente sarà contattato direttamente dal Ministero attraverso una procedura di sorveglianza atta a sanare la situazione potenzialmente non conforme - spiega a b2eyes TODAY Andrea Afragoli, presidente di Federottica nazionale - La comunicazione ministeriale specifica inoltre, in maniera dettagliata, come ci si dovrà muovere nel momento in cui l’ottico realizzerà esecuzioni “particolari”, quali, ad esempio, il montaggio di lenti graduate su occhiali da sole, su occhiali tecnologici, i cosiddetti wearable, o le montature realizzate in 3D». Da qui emerge la necessità, secondo Federottica, di avviare un dialogo ancora più serrato con l’industria. «Relativamente a queste fattispecie occorrerà mettere in piedi una collaborazione con il mondo delle imprese, per chiarire come comportarci di fronte a tale tipologia di dispositivi – dice ancora Afragoli – Se gli ottici non possono più essere considerati fabbricanti di dispositivi medici su misura, le aziende dovranno inviare loro precise note informative relative alla possibile gestione di tali dispositivi e delle fattispecie particolari, come quelle sopra citate, secondo le modalità indicate dal Ministero». Per discutere dell’argomento Federottica Milano Acofis ha convocato un Consiglio direttivo e un’assemblea straordinari, rispettivamente il pomeriggio del 10 e la sera del 14 settembre (immagine tratta da Magnific). Angelo Magri

Ital-Lenti Vision Forum: al via il dialogo tra classe medica, ottica e industria

Confronto, aggiornamento e condivisione di competenze sono stati i temi dell’iniziativa promossa dall’azienda oftalmica e nata dalla sinergia con Michele Marullo, primario di Oculistica all’Ospedale di Pescara, e dalla collaborazione delle oftalmologhe Sara Cecannecchia e Rossella D’Aloisio: si è tenuta il 9 settembre nella città abruzzese Ital-Lenti Vision Forum ha riunito il 9 settembre allo stesso tavolo classe medica, mondo dell’ottica e industria, con l’intento di favorire un dialogo che vada oltre la semplice presentazione di prodotto. All’evento di Pescara erano presenti una trentina tra oculisti e ortottisti. Al centro dei lavori, miopia e presbiopia. «Il programma ha seguito una struttura pensata per valorizzare il confronto tra competenze differenti - si legge in una nota di Ital-Lenti - Sara Cecannecchia e Rossella D’Aloisio hanno portato il contributo della classe medica, affrontando i temi dal punto di vista clinico e offrendo spunti di riflessione sulle problematiche legate alla miopia e alla presbiopia». A partire dagli stimoli emersi dal confronto, Luca Ferrone, responsabile prodotto di Ital-Lenti, ha successivamente illustrato l’approccio dell’azienda allo sviluppo di soluzioni in risposta alle esigenze visive affrontate durante l’incontro. In particolare, sono state presentate Myopica, la soluzione di Ital-Lenti dedicata alla gestione della progressione miopica, e Premium Armonie, la lente progressiva premium progettata per rispondere alle necessità del presbite. A completare il confronto, il contributo di Stefano Bernabei, titolare di Optikid, centro ottico di Roma specializzato nella visione di bambini e ragazzi. «La sua esperienza ha permesso di portare nel dibattito anche il punto di vista del professionista che quotidianamente si confronta con le esigenze visive dei più giovani e delle loro famiglie, creando un ponte tra il momento clinico e quello applicativo», precisa il comunicato. «Il Vision Forum nasce dalla volontà di creare uno spazio di dialogo tra professionisti che, pur operando in momenti differenti del percorso visivo, condividono lo stesso obiettivo: contribuire alla qualità della visione e al benessere del paziente-cliente - sottolinea nella nota Marijana Maksimovic, responsabile marketing di Ital-Lenti – Crediamo infatti che l’innovazione non possa prescindere dall’ascolto e dal confronto con chi ogni giorno lavora sul campo». L’incontro del 9 settembre rappresenta la prima di una serie di tappe già in programma, come quelle di Novara e Bergamo in autunno, all’interno di un percorso itinerante: l’obiettivo dei promotori è creare nuove e continue occasioni di dialogo interdisciplinare, per affrontare le evoluzioni del mondo della visione attraverso competenza, confronto e innovazione (nella foto, da sinistra: Stefano Bernabei, Sara Cecannecchia, Michele Marullo, Rossella D'Aloisio, Luca Ferrone e Tullia Polzotto, titolare di Ital-Lenti). A cura della redazione

La fiducia non basta: oggi vince chi rende visibile il valore

Benvenuti a settembre. Con il back to school, il back to office e quant’altro il nostro mercato si è inventato in questi anni. Ma quali studenti, genitori, lavoratori gli ottici si trovano di fronte dopo un’estate lunga e calda? Gli italiani guardano con un filo di maggiore fiducia all’economia, ma continuano a non percepire un reale miglioramento nella propria condizione quotidiana. È la contraddizione che il settore ottico dovrebbe leggere con attenzione: non siamo davanti a un consumatore immobile, bensì a un cliente più selettivo, che rimanda ciò che non considera necessario e pretende ragioni concrete per ogni acquisto. Ad agosto l’indice Istat di fiducia dei consumatori è salito da 94,2 a 94,5. A migliorare in modo più significativo è il giudizio sull’economia nazionale, passato da 90,9 a 92,3; la valutazione della situazione personale, invece, resta ferma a 95,4. In altre parole, le famiglie colgono segnali di tenuta del paese, ma non li traducono ancora in una maggiore disponibilità di spesa nel proprio bilancio domestico. Il segnale più importante per il retail è altrove: peggiora la propensione all’acquisto di beni durevoli. Il relativo saldo passa da -76,3 a -79,1. E anche il commercio registra una dinamica eloquente: a luglio le vendite al dettaglio crescono dello 0,8% in valore su base annua, ma si riducono dello 0,6% in volume. Si spende di più non perché si compri di più, ma perché il potere d’acquisto resta sotto pressione. Per l’ottica questa situazione impone una domanda scomoda: l’occhiale viene proposto come acquisto di prodotto o come soluzione necessaria per vedere, lavorare, guidare, vivere meglio? Nel primo caso entra direttamente nella competizione con tutte le spese rinviabili; nel secondo acquisisce una priorità diversa. La montatura di ricambio, il secondo occhiale, la lente maggiormente evoluta o la protezione solare graduata non possono più affidarsi soltanto al desiderio o al marchio. Devono essere inseriti in un percorso di consulenza che renda comprensibile il beneficio per la persona. Il punto non è abbassare automaticamente il prezzo. È spiegare con chiarezza la funzione delle lenti, dimostrare le differenze d’uso, costruire alternative coerenti, rendere trasparente il preventivo e garantire un post-vendita credibile. In una fase di prudenza, il valore non va soltanto dichiarato: va provato. L’inflazione tornata al 3,3% ad agosto, spinta soprattutto dall’energia, rende questo esercizio ancora più urgente. L’ottica indipendente può reagire non con una competizione promozionale, ma con una maggiore qualità della relazione: ascolto, valutazione dei bisogni, proposta personalizzata e servizio. Perché il consumatore italiano non ha smesso di spendere: ha smesso di accettare spese di cui non riconosce immediatamente il senso. Nicola Di Lernia

Dai Optical, official partner dei Campionati europei maschili di volley

Il logo dell’azienda oftalmica sarà presente sulle divise ufficiali del primo e del secondo arbitro impegnati negli incontri, oltre che sui Led a bordo campo e nello spazio ufficiale delle interviste nelle giornate della manifestazione, in programma dal 10 al 26 settembre, che si svolgono in Italia: si parte con Italia-Svezia del 10 settembre in una piazza del Plebiscito di Napoli trasformata in un’arena temporanea Dai Optical è Official Partner in Italy di Cev EuroVolley 2026 Men, i Campionati europei di pallavolo maschile in programma dal 9 al 26 settembre in Italia, Bulgaria, Finlandia e Romania. La manifestazione coinvolge 24 nazionali e 76 incontri complessivi, con l’Italia tra i paesi ospitanti e 25 partite disputate sul territorio nazionale tra Napoli, Modena, Torino e Milano. La partnership accompagnerà il percorso italiano della competizione, con Dai Optical presente sulle divise ufficiali del primo e del secondo arbitro impegnati negli incontri, oltre che sui Led a bordo campo e nello spazio ufficilale delle interviste. L’esordio dell’Europeo in Italia sarà particolarmente scenografico: il 10 settembre la Nazionale italiana campione del mondo affronta la Svezia in una piazza del Plebiscito a Napoli trasformata per l’occasione in un’arena temporanea (nella foto, tratta da federvolley.it), con una capienza di circa 6.000 spettatori e alla presenza anche del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo l’apertura partenopea, la fase a gironi proseguirà al PalaPanini di Modena, mentre Torino ospiterà ottavi e quarti di finale e Milano sarà teatro delle semifinali e delle finali all’Unipol Forum di Assago. Qui le quattro migliori nazionali si contenderanno il titolo europeo e, per la vincitrice, anche il pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. La manifestazione avrà inoltre una rilevante esposizione mediatica: in Italia le gare saranno trasmesse attraverso Rai, Sky e Dazn e le relative piattaforme digitali, mentre a livello europeo l’evento punta su un’ampia diffusione televisiva e online. Secondo i dati comunicati per la manifestazione, l’EuroVolley ha raggiunto nelle precedenti rilevazioni 331 milioni di audience tv cumulativa europea, oltre 9,9 miliardi di impression digitali e più di 430 milioni di persone attraverso i social. «Per Dai Optical, la partnership rappresenta un’opportunità di visibilità internazionale e di valorizzazione del brand attraverso un appuntamento sportivo ad alta esposizione, associandolo a valori quali precisione, affidabilità, tecnologia ed eccellenza», sottolinea un comunicato dell’azienda. A cura della redazione

Le Giornate della Vista: a Feltre per aiutare 600 persone in condizioni di fragilità

Due settimane di visite oculistiche gratuite e occhiali su misura: la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia rinnova il proprio impegno per l'inclusione sociale nel territorio bellunese per la quinta volta Le Giornate della Vista della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia (nella foto, uno degli appuntamenti precedenti) fanno tappa a Feltre, per la quinta edizione dell'iniziativa nella provincia di Belluno, a testimonianza di un impegno che la Fondazione rinnova ogni anno sul territorio. La clinica, attiva fino al 18 settembre, è allestita presso il Seminario Vescovile. Saranno effettuate visite oculistiche specialistiche gratuite e distribuiti occhiali alle persone in condizioni di maggiore fragilità, al termine delle quali gli ottici dei negozi del gruppo EssilorLuxottica accompagneranno le persone nella scelta della soluzione visiva più adatta alle loro esigenze. Partecipano anche i volontari di EssilorLuxottica, donando una giornata di ferie. L'iniziativa è patrocinata dalla Camera dei Deputati, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Comune di Feltre. L'équipe medica, composta da specialisti in arrivo da Roma, è guidata da Valeria Iannucci, oftalmologa e consulente di Iapb Italia, insieme ai colleghi Chiara Bonini e Daniele Fumi. Al loro fianco, a supporto dell’iniziativa, Luigina Tollot, direttrice di Oculistica presso l’Azienda ULSS 1 Dolomiti. Grazie alla collaborazione con una rete di sedici realtà del territorio bellunese, sarà possibile raggiungere circa 600 persone in condizioni di fragilità. «Siamo molto felici che Feltre sia stata scelta come nuova tappa delle Giornate della Vista, che porta sul nostro territorio un’opportunità concreta di prevenzione e, soprattutto, di accesso alle cure per le persone che si trovano in una condizione di maggiore fragilità - dichiara in una nota Viviana Fusaro, sindaca di Feltre - Come amministrazione siamo orgogliosi di accogliere e sostenere un’attività capace di tradurre la collaborazione tra realtà diverse in un servizio reale per la comunità». Andrea Rendina evidenzia il valore del legame costruito nel tempo tra la Fondazione e Belluno. «La città e la sua provincia hanno da sempre un legame speciale con EssilorLuxottica e con la Fondazione, che per il quinto anno consecutivo rinnova il proprio impegno a favore delle persone più fragili del territorio attraverso le Giornate della Vista, diventate nel tempo un appuntamento riconosciuto e atteso per la salute visiva - dice nel comunicato il segretario della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia - La solidarietà genera risultati concreti quando competenze e persone si uniscono attorno a un obiettivo comune. È grazie alla rete costruita con medici oculisti, associazioni e istituzioni del territorio, oltre che all'impegno degli oltre 340 volontari EssilorLuxottica coinvolti nelle diverse edizioni, che questa iniziativa continua a crescere anno dopo anno» A cura della redazione

Zeiss: ClearMind debutta verso il grande pubblico con un focus sul carico cognitivo

Il 13 settembre prende il via la campagna multicanale, pensata per il consumatore finale, sul portafoglio lenti basato su studi neuroscientifici e presentato lo scorso aprile: con un'ampia pianificazione tv e sui principali media digitali, punta a supportare il centro ottico in occasione del back to office «Siamo partiti ad aprile con il lancio all'ottico, in maniera tale che potesse per primo comprendere le caratteristiche di ClearMind e convincersi della sua efficacia, imparando a proporre la nuova tematica del carico cognitivo, che è scientificamente dimostrata: in questo lasso di tempo abbiamo riscontrato grande soddisfazione da parte sia di chi utilizza le lenti sia dei professionisti - afferma a b2eyes TODAY Roberta Celin, communication manager di Zeiss Vision Care Italia - Oggi siamo pronti ad avviare una campagna al consumatore finale che vede coinvolti tutti i principali media, a partire da una pianificazione tv molto intensa, con una concentrazione di passaggi del 50% in prime time su programmi soprattutto di news e intrattenimento di un certo spessore delle principali reti, che si protrae sino alla fine della prima settimana di ottobre. A questa si affianca una massiccia declinazione sui mezzi digitali: siamo sulle piattaforme di streaming delle maggiori emittenti come RaiPlay, Discovery+ e Mediaset Infinity, su Prime Video, Netflix ed Hbo, ma anche su YouTube e siti in target, per cinque settimane sino a fine ottobre, per una durata e una pressione di qualità notevole. Completiamo il piano media con la presenza su Spotify per tre settimane, sia con il video sia con uno spot radiofonico, per raggiungere il nostro utente ovunque sia, a 360 gradi». Il filmato propone in maniera semplice ma efficace il concetto di riduzione del carico cognitivo che la nuova lente induce grazie a una visione più nitida, per una sensazione complessiva di benessere migliorato (nella foto, un frame dello spot). «Abbiamo testato questo spot attraverso delle ricerche di mercato e si è rivelato estremamente chiaro: i risultati stimati di intenzione d’acquisto sono molto alti - precisa la manager - Ciò significa che il messaggio arriva in maniera lineare e diretta e incuriosisce le persone, tanto da instillare in loro il desiderio di recarsi nel centro ottico a chiedere maggiori informazioni». I partner hanno inoltre ricevuto il kit di comunicazione per il punto vendita e hanno a disposizione del materiale per fare attività di co-advertising in modo da amplificare il messaggio a livello locale, sia in maniera autonoma sia con il supporto di Zeiss.
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