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di Kvox
Stagione 2

SETTANTAxOTTANTA: 1983. Le Sorpresine del Mulino Bianco nelle merendine. Da divertenti passatempi a oggetti di culto, scolpite nella memoria di una generazione

Per chi è stato bambino negli anni 80 é praticamente impossibile non averci giocato. Tante e tali sono state le Sorpresine che si trovavano come gadget nelle merendine del Mulino Bianco, che ancora oggi nel vederle si apre qualche cassetto della memoria, o meglio…. qualche scatolina!Ritroviamole, assieme alla loro storia.

SETTANTAxOTTANTA: 1970. 25 or 6 to 4 dei Chicago. Il mistero del titolo dello splendido pezzo scritto da Robert Lamm

“25 or 6 to 4” è uno dei brani più iconici dei Chicago, scritto da Robert Lamm, tra i fondatori della band. La canzone viene registrata nell’agosto del 1969 per il loro secondo album e pubblicata come singolo nel 1970, con Peter Cetera alla voce solista. Ma ciò che rende questo pezzo davvero interessante è la sua origine. Lamm racconta di averlo composto in una notte, su una chitarra a dodici corde… che in realtà ne aveva solo dieci. Mancavano le due corde basse. Il testo, invece, lo scrisse tutto in un giorno. Il titolo, “25 or 6 to 4”, indica proprio l’ora: sono le tre e trentacinque, o le tre e trentaquattro del mattino. È il momento in cui l’autore sta cercando di scrivere una canzone, combattendo con l’insonnia e l’ispirazione. Nel tempo, però, quel titolo così particolare ha generato interpretazioni di ogni tipo: c’è chi ha pensato a riferimenti a sostanze stupefacenti o a codici nascosti. In realtà, è tutto molto più semplice e, se vogliamo, anche più poetico. Dal punto di vista musicale, il brano è costruito attorno a un riff di chitarra diventato leggendario, suonato da Terry Kath con l’uso del wah-wah. Un riff potente, discendente, che molti hanno paragonato ad altre progressioni celebri del rock, fino ad arrivare, anni dopo, a influenzare persino band come i Green Day. La registrazione originale ha anche una storia curiosa: Peter Cetera incise la voce mentre aveva ancora la mascella bloccata, dopo un incidente durante una partita di baseball. Nonostante tutto, il risultato fu straordinario. Quando uscì come singolo nel 1970, il brano raggiunse la top five negli Stati Uniti e la top ten nel Regno Unito, diventando uno dei più grandi successi dei Chicago. Nel tempo è stato inserito in numerose raccolte ed è considerato uno dei loro pezzi più rappresentativi. Non sono mancati nemmeno episodi controversi: negli anni ’70 la canzone fu vietata a Singapore per presunti riferimenti alla droga, divieto poi revocato solo nel 1993. Nel 1986 i Chicago ne realizzarono una nuova versione, più aggiornata nel suono, con Jason Scheff alla voce. Anche se meno fortunata in classifica, contribuì a mantenere vivo il brano nel repertorio della band. E ancora oggi, “25 or 6 to 4” resta un punto fermo nei concerti dei Chicago e uno dei simboli più riconoscibili del loro stile. Una canzone nata nel cuore della notte… ma destinata a restare accesa per sempre.

SETTANTAxOTTANTA: Anni 60. Arriva in Italia Droopy, il cane più lento dei cartoni animati

C’è stato un tempo – tra gli anni ’40 e ’60 – in cui i cartoni animati non avevano bisogno di urlare per farsi notare: bastava anche un cane con lo sguardo stanco, la voce monotona e un’aria perennemente annoiata. Quel cane era Droopy, che con la sua calma surreale è diventato uno dei personaggi più iconici dell’animazione classica.

SETTANTAxOTTANTA: 1970. Arriva sulla RAI due anni dopo dalla prima francese il thriller esoterico I compagni di Baal

Nel 1970 la RAI – memore del non sopito successo di quattro anni prima Belfagor, ovvero il fantasma del Louvre – porta in Italia un altro sceneggiato francese incentrato su occulto, thriller e suggestioni gotiche. I compagni di Baal diventa uno dei primi esempi di telemistery europeo: tra società segrete e sotterranei parigini, la serie segna un’epoca. Ed anticipa linguaggi narrativi oggi tornati di moda.

SETTANTAxOTTANTA: 1970. Wild World conosciutissimo brano di Cat Stevens dedicato ad una modella statunitense

La canzone fu scritta nel 1970 e dedicata a Patti D’Arbanville (1951). Cioè una modella statunitense con la quale Cat Stevens (pseudonimo di Steven Demetre Georgiou, 1948) aveva dal 1968 un’appassionata relazione. Fonte di ispirazione La D’Arbanville fu per il cantante fonte di ispirazione sia per Wild World che, ovviamente, per Lady D’Arbanville. Brano contenuto nel terzo album del cantante dagli occhi di gatto (da cui il nome d’arte).
Stagione 1

SETTANTAxOTTANTA: 1975. Con Brasilia Carnaval esplode il fenomeno Chocolat’s

E’ tipico del periodo carnevalesco ma anche estivo rispolverare i classici musicali del periodo molti dei quali provenienti da oltre oceano, dove questa festa è sentita in maniera particolare. Negli anni ’70 però anche il Belgio fece la sua parte grazie alla formazione dei Chocolat’s. La produzione dei Chocolat’s I Chocolat’s o Les Chocolat’s furono attivi tra il 1975 e il 1981, vennero creati e prodotti dai belgi Marcel de Keukeleire (1922-1986) e Jean-Yves Vanloo (1938-2000), lo stesso produttore di Born to Be Alive di Patrick Hernandez (1949). Mouscron La coppia di produttori era particolarmente attiva nei primi anni ’70 a Mouscron in Belgio, dove aveva fondato l’etichetta discografica Elver. Marcel de Keukeleire aveva un negozio di dischi, mentre Jean-Yves Vanloo organizzava concerti, fra cui quello di Jimi Hendrix (1942-1970).

SETTANTAxOTTANTA: 1982: Murphy’s law è il grande successo delle Cheri. Che rimarrà però anche l’unico di Rosalind Milligan Hunt e Lise Cullerier

Come noto, la Legge di Murphy (dal cognome del suo postulatore, lo scienziato Edward Aloysius Murphy, 1918-1990, militare dell’United States Army Air Corps che la formulò nel 1949) è un insieme di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico e caricaturale scritto da Arthur Block (1948), la cui sintesi è: «Se qualcosa può andar male, lo farà» (*). Murphy’s law Al celebre compendio nel 1982 il duo femminile anglocanadese Cheri, composto da Rosalind Milligan Hunt (1953) e Lise Cullerier (1958), dedicò appunto Murphy’s law. Brano che furoreggiò a lungo nelle discoteche, ma che non sfuggì alla legge che titolava.

SETTANTAxOTTANTA: 1969. Finalmente in vendita il Manuale delle Giovani Marmotte. L'infallibile libretto con ogni scibile umano. Una grandissima delusione per tutti noi

Era la classica delusione da eccessiva aspettativa. Su Topolino il Manuale delle Giovani Marmotte (detto L'infallibile), febbrilmente consultato da Qui, Quo e Qua, i nipoti di Paperino, era un piccolo libro che, a dispetto delle dimensioni, conteneva tutto lo scibile umano. Tutto lo scibile Dal gestire ogni emergenza conosciuta e sconosciuta, allo scoprire informazioni su persone e cose di ogni tipo, dal tradurre lingue note e perdute, a consultare carte geografiche di paesi esistenti ed esistiti, il Manuale conteneva la risposta ad ogni domanda. Agli estranei al corpo delle GM era severamente vietata la consultazione dell'opera, che, quindi, era da considerarsi segreta ed elitaria.

SETTANTAxOTTANTA: 1976: Do it for me, di Jennifer. La sexy modella di Geppo il folle, italian music movie sulla scia de La Febbre del Sabato Sera

Pseudonimo di Chantal Benoist (Parigi, 1954), Jennifer nel 1976 è già un’affermata indossatrice e fotomodella tra le più note in Francia. L’idea Disco Seguendo una tendenza in voga nel periodo, il produttore discografico (nonché, all’epoca, suo compagno) Michel Deloir le propone di incidere una canzone in stile discomusic, il genere che in quel periodo sta ottenendo successo in tutto il mondo.

SETTANTAxOTTANTA: 1956. Arriva in Italia Le avventure di Rin Tin Tin, dove gli stessi attori interpretavano tutti i ruoli

Yahooooo Rinty! Il grido di battaglia che Rusty (Lee Aaker, 1943-2021) usava per incitare il cane Rin Tin Tin all’azione, è uno dei primi particolari che vengono in mente del fortunato telefilm americano degli anni ’50. Una carriera sfortunata Purtroppo Lee Aaker, scomparso il 1° aprile 2021, dovette pagare il prezzo di una fama raggiunta troppo presto con i ruoli da attore bambino. Una volta cresciuto, i produttori americani si dimenticarono di lui. Aaker infatti si convertì ad assistente al set per poi lavoratore al di fuori dell’ambiente come carpentiere e istruttore di sci. Le avventure di Rin Tin Tin (The Adventures of Rin Tin Tin) La serie western Le avventure di Rin Tin Tin (The Adventures of Rin Tin Tin), esordì sulla Abc nel 1954. Terminò nel 1959, dopo 5 stagioni e 164 episodi.
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