Rivista Italiana di Teosofia

Rivista Italiana di Teosofia

por Società Teosofica Italiana
Temporada 2023

Una visione teosofica del processo di autotrasformazione nell’antica Grecia - Elena Bessie Camplone

Articolo del mese gennaio-febbraio 2023 Una visione teosofica del processo di autotrasformazione nell’antica Grecia, di Elena Bessie Camplone, legge l'autrice Questo articolo è di Elena Bessie Camplone, molto attiva nell’ambito del movimento dei Giovani Teosofi sia a livello nazionale sia internazionale. Dopo aver citato Talete, con il suo “la cosa più difficile del mondo è conoscere se stessi” e H.P. Blavatsky che, ne “La Voce del Silenzio”, ci ricorda che “Per raggiungere il Nirvana si deve conseguire la conoscenza di Sé e che questa nasce dalle opere d’amore”, l’autrice analizza il processo di autotrasformazione così come è stato rappresentato da vari filosofi e sapienti dell’antica Grecia quali Anassagora e Platone, per arrivare allo stesso neoplatonico alessandrino Plotino. Il percorso che compie Elena Bessie Camplone è comparativo, con continui riferimenti al pensiero di Helena Petrovna Blavatsky. L’articolo si chiude con una citazione della teosofa americana Joy Mills che ricorda che “Se noi stessi siamo nelle tenebre, il mondo non può conoscere la luce. Dentro di noi si incontrano tutte le possibilità per la distruzione del mondo o per la sua redenzione. Quando sapremo sopportare la sofferenza e il peso del dolore del mondo, sapremo come trasmutare quel dolore in gioia suprema”.

Per una teosofia dell’esperienza - Antonio Girardi

Articolo del mese gennaio-febbraio 2023 Per una teosofia dell’esperienza, di Antonio Girardi, legge l'autore L’autore dell’articolo, Antonio Girardi, lo fa precedere da tre citazioni: la prima, di George S. Arundale, fa riferimento al fatto che “La Teosofia è la vera scienza dell’eterna giovinezza, la reale incarnazione dell’autentico spirito della giovinezza”; la seconda, di Joseph Pang Wai, ci ricorda che “Quando avremo fatto quanto è in nostro potere, potremo dire con sincerità nel nostro cuore: ‘Qualsiasi cosa accada, è sempre per il meglio’”; la terza, di Gertrude Stein, sottolinea che “La risposta viene prima della domanda”. Dopo aver analizzato i concetti fondamentali della Teosofia, così come sono rappresentati in particolare nelle proposizioni fondamentali de “La Dottrina Segreta” di H.P. Blavatsky, tutte ispirate all’Unità della Vita, Girardi sottolinea come la Teosofia rappresenti non soltanto un ordinato insieme di conoscenze ma anche il presupposto per una sperimentazione di tipo pratico sul piano della Fratellanza Universale senza distinzioni, che è poi il primo scopo della Società Teosofica. Ed è proprio in questo senso che si può parlare di una Teosofia dell’esperienza. L’idea è che “La Teosofia ha la possibilità, attraverso l’osservazione, la conoscenza e l’intuizione di portarci anche a una più profonda comprensione del significato della relazione”. In questo contesto il momento presente esprime tutte le sue potenzialità, proprio come “sintesi suprema della vita e delle sue possibilità”, nonché “chiave di comprensione del karma, legge suprema di una risonanza universale che nulla trascura e tutto comprende”.
Temporada 2022

Giovanni Pico della Mirandola e la Teosofia - Gabriele Sabetta

Articolo del mese novembre-dicembre 2022 Giovanni Pico della Mirandola e la Teosofia, di Gabriele Sabetta, legge l'autore In questo articolo Gabriele Sabetta, dopo aver ricordato i timori suscitati in Occidente dalla caduta di Costantinopoli (29 maggio 1453), introduce la figura di Pico della Mirandola ricordando che “Invece di concentrarsi su questioni che consideravano astratte e insensate [la logica e la grammatica che avevano animato la filosofia del tardo Medioevo], gli umanisti preferivano indagare le relazioni concrete fra l’umano e il divino, vedendo nell’uomo il vertice della creazione. Persuasi, con spirito teosofico, che un frammento della Verità fosse stato rivelato a tutti –cristiani e non- il loro disegno consisteva nel sottolineare le somiglianze fra filosofie e religioni di ogni tempo e luogo [...] E un giovane studioso, erede di un’importante famiglia dell’Emilia, portò a questo progetto una mente immensa, una curiosità insaziabile, una memoria infallibile e una fiducia nella proprie capacità intellettuali che pochi (o nessuno) eguagliarono prima e dopo: Giovanni Pico dei conti della Mirandola”. L’articolo approfondisce non soltanto la vita, le opere e l’azione di Pico della Mirandola ma anche il pensiero, il collegamento con il movimento del neo-platonismo fiorentino e con Marsilio Ficino in particolare. L’autore pone Pico della Mirandola “nella distesa luminosa della Teosofia”, sottolineando come: “L’audace intento del giovane conte mostra la ripresa, in quell’epoca travagliata, dell’ideale che nei secoli posteriori rifiorirà ancora e ancora, dando origine infine alla Società Teosofica: la ricerca dell’unità trascendente ogni singola dottrina, filosofia o religione: l’essere la Verità superiore a ognuno di queste e, nello stesso tempo, la presenza di un frammento di essa in ogni espressione della realtà manifestata”.

Alcune riflessioni su Teosofia e Società Teosofica - Graziella Ricci

Articolo del mese novembre-dicembre 2022 Alcune riflessioni su Teosofia e Società Teosofica, di Graziella Ricci, legge Francesco Pisani Graziella Ricci, Presidente del Gruppo Teosofico “Ars Regia” di Milano in questo articolo riflette sulle possibilità che la Teosofia offre per intraprendere un percorso di chiarimento interiore e di risveglio agli aspetti invisibili del mondo, raggiungibili, come insegnano la stessa Teosofia e la fisica quantistica, solo se si riesce ad alzare la propria frequenza vibratoria. Per fare questo non sono sufficienti lo studio e la lettura; sono necessarie anche l’ascolto, una mente aperta e una interazione con l’altro con cuore empatico. L’autrice approfondisce il significato di due termini della cultura giapponese: Il primo è quello di ikigai, “che significa scoprire la passione che dà senso alla propria vita ed è un termine da tenere sempre presente perché se la passione per la ricerca spirituale è intensa essa può provocare una grande svolta psicologica”; il secondo è quello ichigo-ichiè, “che potrebbe tradursi come “ogni momento è irripetibile” o anche “l’arte di rendere unico il momento””. Dopo aver citato gli esempi di Mondrian e del mistico tedesco Jacob Bohme, Graziella Ricci sottolinea: “Ma ricordiamoci che l’Amore (e quindi la scoperta del mondo invisibile) comincia da un io e un tu, cioè dalla relazione con l’altro e da un ascolto totale e senza pregiudizi e aperto al silenzio interiore”.

Divenire consapevoli è scoprire l'amore - Tran-Thi-Kim Dieu

Articolo del mese settembre-ottobre 2022 Divenire consapevoli è scoprire l'amore, di Tran-Thi-Kim Dieu, legge Nicoletta Boriello Il tema della consapevolezza nella sua relazione con la scoperta del profondo significato dell'amore è il tema affrontato in questo articolo di Tran Thi Kim Dieu, Presidente della Federazione Teosofica Europea. La consapevolezza viene vista come un processo che coinvolge l'essere umano in tutte le fasi della sua vita e che è strettamente legato all'osservazione, dato che "L'osservazione di se stessi può gettare nuova luce su quello che stiamo facendo (in termini di pensieri, parole e opere) e può darci la percezione se sia giusto o meno". Tran Thi Kim Dieu sottolinea anche come: "Gli insegnamenti teosofici suggeriscono che le vibrazioni del nostro mondo, secondo il ciclo del tempo, indicano, se non guidano, il processo evolutivo. Pertanto, c'è un tempo per ogni ciclo. C'è stato il tempo della conoscenza del mondo oggettivo e successivamente quello della consapevolezza interiore di se stessi. Verrà poi il tempo della scoperta di altre dimensioni della coscienza". L'amore finisce così per essere legato anche all'intelligenza e all'intuizione...

La ricerca della verità - Gaetano Mollo

Articolo del mese settembre-ottobre 2022 La ricerca della verità, di Gaetano Mollo, legge Francesco Pisani Il prof. Gaetano Mollo, docente emerito dell'Università di Perugia, propone per la Rivista Italiana di Teosofia un approfondimento sul tema della ricerca della verità, tema che trova eco nel motto della Società Teosofica "Non c'è religione superiore alla verità". Per Mollo "Ogni essere umano che metta la conoscenza al vertice del proprio desiderio di sapere pone la verità come somma aspirazione. Qualsiasi concezione della vita e ogni visione dell'esistenza lo presuppongono. In fondo a ogni domanda sul senso del nostro essere al mondo c'è la ricerca della verità". La riflessione si articola in quattro parti denominate rispettivamente: "Verità e soggettività", "La relazione alla verità", "Verità e fede" e "La via delle virtù". Mollo coinvolge nel suo scritto il pensiero di Kierkegaard, di Bertrand Russel, di Pietro Ubaldi, di Hermann Hesse, di Max Weber e altri. La conclusione dell'articolo è lasciata a queste parole: "Si apprende veramente quando si percorre la via della ricerca della verità, quando cioè si percepisce, s'intuisce, si conversa, si discute, si ipotizza, ci si confronta, per poi ritornare in se stessi, meditando, considerando e, soprattutto, contemplando".

Filippo de Pisis e la Teosofia - Marina Tappa

Articolo del mese luglio-agosto 2022 Filippo de Pisis e la Teosofia, di Marina Tappa, legge Gabriele Sabetta Quello dell'influenza del pensiero teosofico nel campo dell'arte e in particolare della pittura è un campo d'indagine di sicuro fascino e di grande attualità. Se è nota l'influenza della Teosofia su alcuni grandi artisti, prevalentemente internazionali fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento (si pensi, solo per fare qualche esempio, a Kandinskij, a Mondrian, a Ciurlonis e ad alcuni Futuristi), meno approfondito risulta il campo d'indagine riguardante altri artisti italiani, quali Filippo de Pisis (1 maggio 1896, Ferrara - 2 aprile 1956, Milano) protagonista di questo articolo di approfondimento di Marina Tappa. Quest'ultima sviluppa la sua indagine seguendo de Pisis in tutti i suoi contatti con il mondo teosofico e ricorda quanto scritto in proposito da Bernardino del Boca: "De Pisis faceva parte del gruppo di teosofi influenzato dal movimento krishnamurtiano dell'Ordine della Stella in Oriente, che, ispirandosi alla saggezza del passato, cercava di vivere in modo indipendente, anticonformista e contro ogni pregiudizio che da sempre rende opaca la vita e produce inutili paure e sofferenze". In conclusione dell'articolo Marina Tappa ricorda le parole di Vittorio Sgarbi a proposito del grande artista Ferrarese: "Il suo realismo non riguarda le cose o i particolari, non la natura, non i luoghi o i volti, ma qualcosa di più inafferrabile e cioè l'aria, l'atmosfera, la luce di un giorno e di un'ora, il riflesso di un argento o di un vetro: e anche i rumori, del vento o dell'acqua e delle foglie e dei petali delle rose".

Il lavoro pubblico nella Società Teosofica - Pablo Sender

Articolo del mese luglio-agosto 2022 Il lavoro pubblico nella Società Teosofica, di Pablo Sender, legge Tobia Buscaglione Paolo Sender, attento studioso del pensiero teosofico, delle principali tradizioni spirituali dell'umanità e delle opere di Helena Petrovna Blavatsky, in questo articolo si sofferma sul lavoro pubblico della Società Teosofica individuando innanzi tutto due pericoli estremi: quello di considerare un lavoro di successo solo quello che è in grado di attirare molte persone e quello di rinchiudere il perimetro degli interessi in uno studio tecnicistico della letteratura e del pensiero teosofico. Sender passa poi ad approfondire le caratteristiche originali della sperimentazione della S.T., la cui unicità "sta nel fatto che essa abbraccia due nature apparentemente opposte. Come nel caso dei movimenti spirituali tradizionali, la Società offre una visione del mondo particolare, rappresentata dagli insegnamenti teosofici. Ma il suo lavoro non si ferma qui. La Società incoraggia lo studio di altre tradizioni, come nel caso dei moderni centri neutrali di spiritualità. La presenza di questi due aspetti insieme è una caratteristica essenziale e distintiva della S.T.". Dopo essersi soffermato sul significato del lavoro pubblico della S.T. e sulla sua missione Pablo Sender ricorda che "L'educazione teosofica non si limita allo studio intellettuale. Se nei nostri programmi pubblici vogliamo comunicare più che semplici parole e concetti, se vogliamo ispirare coloro che vengono ai nostri incontri, dobbiamo fare uno sforzo sincero per "vivere" una vita teosofica, solo così saremo in grado di presentare gli insegnamenti come un potere vivente che può trasformare le nostre esistenze".

La Teosofia a Cuba - David Berti

Articolo del mese maggio-giugno 2022 La Teosofia a Cuba, di David Berti, legge Daniel Gonzalez David Berti, Presidente del Gruppo Teosofico Umbro, approfondisce in questo articolo la storia della presenza della Teosofia e della Società Teosofica a Cuba e osserva, in apertura, che "quella cubana, curiosamente, è l'unica Sezione della Società Teosofica al mondo ad aver stabilito e maturato profonde radici in uno stato di matrice comunista". Va da sé che l'atteggiamento del potere politico e di Fidel Castro nei confronti della S.T. è stato ben diverso da quello che c'è stato da parte dei Paesi comunisti europei, dove le Società Teosofiche locali sono state spazzate vie e messe al bando. La presenza teosofica nell'isola ha inizio ufficialmente nel 1893, quando Don Juan José Jimenez y Serrano, colonnello della Guardia Civile Spagnola che era il comandante militare della città di Sancti Spiritus, fonda il primo Gruppo Teosofico, intitolato ad Annie Besant. La Sezione Cubana, con sette Gruppo Teosofici viene fondata nel 1905. A comporre oggi la Società Teosofica Cubana sono 12 Gruppi Teosofici, di cui otto sono operativi presso la sede centrale di Avana. Ripercorrere la storia delle varie realtà teosofiche nel mondo significa tirare dei fili importanti con tutti coloro che hanno creduto nei valori teosofici e della Fratellanza Universale. Proprio per questo non è mai un esercizio inutile.

Attualità del patrimonio spirituale di H.P. Blavatsky - Yulia Shabanova

Articolo del mese maggio-giugno 2022 Attualità del patrimonio spirituale di H.P.Blavatsky, di Yulia Shabanova, legge Francesco Pisani Helena Petrovna Blavatsky è stata una grande anticipatrice dei tempi. A fine Ottocento ha posto sul tappeto alcune questioni fondamentali: quella del valore del concetto di Unità della Vita; quella di una sperimentazione che portasse ad un vero esempio concreto di Fratellanza Universale senza distinzioni; quello della libertà della donna; quella del rapporto fra religione, filosofia e scienza. Yulia Shabanova ne parla nel suo articolo titolato "Attualità del patrimonio spirituale di H.P. Blavatsky" e collega il contributo della pioniera della Società Teosofica con la sua terra di origine, l'Ucraina. Il testo è quello della relazione che Shabanova, docente universitaria e responsabile dell'Area Scientifica della Società Teosofica Ucraina, ha presentato in occasione del simposio italo-ucraino del 2021 tenuto in occasione della celebrazione del Loto Bianco. Questa la conclusione a cui arriva l'autrice: "Molti degli insegnamenti di H.P.B. sono stati intesi ma ancor più è rimasto da comprendere. Il nostro compito non è solo sapere cosa tratta la Teosofia ma anche constatare ed essere consapevoli di questi processi della vita - quella che viene chiamata Teosofia pratica. E' proprio in questa forma che l'eredità di H.P.B. è necessaria nell'era moderna.
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