Rivista Italiana di Teosofia

Rivista Italiana di Teosofia

por Società Teosofica Italiana
Temporada 2023

La Teosofia pratica e Radha Burnier - Deepa Padhi

Articolo del mese novembre-dicembre 2023 La Teosofia pratica e Radha Burnier, di Deepa Padhi legge Sara Gencarelli In questo articolo Deepa Padhi, Vice-Presidente Internazionale della Società Teosofica, tratteggia con grande sensibilità la figura di Radha Burnier, che fu a lungo la Presidente Internazionale della S.T. Lo fa collegando l’opera della grande studiosa e infaticabile paladina del pensiero teosofico a uno degli aspetti fondamentali della Teosofia: quello pratico, che si affianca a quello legato alla conoscenza. Burnier affermava infatti che “i nostri studi devono avere un valore pratico, si devono manifestare nelle nostre relazioni, pensieri e atteggiamenti con gli altri; dovrebbero essere un esempio di come il mondo intero possa essere una famiglia nella quale c’è un reciproco incoraggiamento e supporto in occasione di difficoltà psicologiche, morali e fisiche”. Per Padhi è tempo che gli esseri umani comprendano qual è il loro ruolo nel tutto dell’universo, superando la percezione sbagliata di essere “superiori” agli altri e ai vari regni della natura, avendo inoltre cura degli animali e delle piante, dei minerali e, naturalmente, di tutti coloro che soffrono. Ed è proprio per questo - come ha insegnato Radha Burnier - che “la trasformazione personale non può essere fatta solo da sé, ma necessita degli altri sé, perché è per mezzo delle relazioni che il nostro sviluppo è possibile”. E per Deepa Padhi dunque “La Teosofia è la filosofia della solidarietà, dell’inclusione. Amore, compassione, sacrificio, empatia - tutto emerge dalla solidarietà o dall’inclusività”.

Il Sentiero senza fine - Tim Boyd

Articolo del mese novembre-dicembre 2023 Il Sentiero senza fine, di Tim Boyd legge Tobia Buscaglione Nella sua riflessione sul tema Tim Boyd, Presidente Internazionale della Società Teosofica, riprende un’affermazione di Helena Petrovna Blavatsky: “È cosa relativamente facile diventare teosofi. Ogni individuo di media capacità intellettuale, che abbia una tendenza per la metafisica, conduca una vita pura, altruistica, che trovi una gioia maggiore nell’aiutare il prossimo piuttosto che nel ricevere aiuto, un individuo sempre pronto a sacrificare i propri piaceri per la causa altrui e che ami la Verità, la Bontà e la Sapienza per loro stesse e non per il beneficio che possono arrecare, un individuo siffatto è un teosofo”. Naturalmente ciò che viene dichiarato come cosa facile da H.P.B. può apparire più complicato e difficile all’essere umano che intraprende un sentiero spirituale. Quel che più conta in realtà è proprio la decisione di iniziare un cammino che ci porti verso la consapevolezza, lungo un Sentiero senza fine. Boyd nella sua riflessione illustra anche contenuti tratti da alcune fonti preziose, quali il “Lam Rim”, corpo di insegnamenti di saggezza tipici del buddhismo Tibetano, il libro “Ai Piedi del Maestro”, scritto da un giovanissimo Jiddu Krishnamurti, “La Luce sul Sentiero” di Mabel Collins e la “Bhagavad Gita”. La conclusione è lasciata a questa citazione da Albert Einstein: “La più bella esperienza che possiamo vivere è il mistero. È l’emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza”.

Trascinato nel vortice della probazione: il caso di Edmund W. Fern - Pedro Oliveira

Articolo del mese settembre-ottobre 2023 Trascinato nel vortice della probazione: il caso di Edmund W. Fern, di Pedro Oliveira legge Nicoletta Boriello Pedro Oliveira in questo articolo approfondisce il tema della “probazione”, che fa diretto riferimento al rapporto fra Maestro e allievo. Il supporto concettuale gli viene fornito dal punto di vista di T. Subba Row relativo allo sviluppo occulto e spirituale. Scrive T. Subba Row: “Questa filosofia riconosce due vie, entrambe con lo stesso fine: una gloriosa immortalità. Una è il sentiero naturale e regolare del progresso attraverso lo sforzo morale e la pratica della virtù. Ne risulta una sicura crescita dell’anima, naturale e coerente… e questo è il percorso che Sankaracharya raccomandava a tutti i suoi discepoli e successori. L’altra strada è il ripido sentiero dell’occultismo, che passa attraverso una serie di iniziazioni. Solo poche nature particolari e specialmente organizzate sono adatte a questo sentiero”. Il caso concreto analizzato da Pedro Oliveira è quello di Edmund W. Fern, che era il segretario di A.O. Hume e che fu accettato da un Mahatma come chela in probazione. Le vicende legate all’esperienza di Edmund W. Fern consentono all’autore di analizzare profondamente il senso dell’esperienza di un chela e del suo rapporto con il Maestro: “Sebbene sia un processo formativo, l’adeptato comporta una verifica e un accertamento continui della natura interiore e morale del candidato, così da controllare che egli o ella possa riuscire a integrare la propria coscienza sulla base sia della stabilità sia dell’altruismo”, senza dimenticare che “uno dei punti importanti che riguardano lo stadio probatorio è quello di mettere le persone in stretta relazione, così che tirino fuori reciprocamente le loro virtù e i loro difetti”. In conclusione Pedro Oliveira osserva che: “Nella storia della S.T. un certo numero di teosofi è stato messo alla prova, ciascuno a confronto con la propria natura personale e, nonostante molte difficoltà e lotte interiori, fu in grado di emergere da tali verifiche con una costante e incrollabile dedizione alla causa della Teosofia. Questi divennero pilastri dell’edificio teosofico. Forse ciascuno dei lavoratori sinceri della S.T. potrebbe dover affrontare prove similari, come molti altri prima, ora o nel futuro”.

Arte e Teosofia oggi - Prospettive in un mondo tecnologicamente avanzato - Sandro Orlandi Stagl

Articolo del mese settembre-ottobre 2023 Arte e Teosofia oggi - Prospettive in un mondo tecnologicamente avanzato, di Sandro Orlandi Stagl legge Francesco Pisani In questo saggio breve Sandro Orlandi Stagl, architetto, curatore di mostre e art director che coordina un gruppo di artisti che si riconoscono nei valori dell’arte etica, riesce mirabilmente a mettere a fuoco il rapporto, moderno e contemporaneo, fra Arte e TeosofiaDopo aver ricordato che: “È ormai riconosciuto che il pensiero teosofico moderno ha avuto un ruolo determinante nella formazione e nello sviluppo dell’arte del ‘900” e che “numerosi artisti, di correnti e stili diversi, si sono interessati alle idee della Società Teosofica e alcuni di loro ne hanno anche fatto parte”, l’autore passa ad approfondire una serie di casi concreti, a partire da quelli del pittore inglese Reginald Machell (1854-1927), di Odilon Redon (1840-1916) e Arnold Bocklin (1827-1901). Dopo essersi soffermato sui futuristi Umberto Boccioni e Giacomo Balla, Orlandi Stagl analizza il rapporto fra l’arte di Hilma af Klint (1862-1944) e la Teosofia, per arrivare poi a Vassili Kandinsky (1866-1944), Piet Mondrian (1872 -1944), che della Società Teosofica è stato anche un importante esponente, e a Jackson Pollok (1912-1956). Il testo non trascura anche il fatto che “tanti altri personaggi famosi in diverse discipline mostrarono la loro propensione per le idee teosofiche, fra cui gli scrittori James Joyce, D.H. Lawrence, Henry Miller, il giallista Sir Arthur Conan Doyle (l’autore di Sherlock Holmes), il musicista Gustav Mahler, il cantante Elvis Presley, l’attrice Shirley Mac Laine, l’inventore Thomas Edison, l’educatrice MariaMontessori ecc.”. In conclusione Orlandi Stagl ricorda i versi della poesia di AntonioPessoa (1888-1935) titolata “Tabaccheria”: Non sono niente / non sarò mai niente / non posso voler essere niente / a parte questo, ho dentro di me tutti i sogni del mondo”.

Teosofia e neuroscienze, tra tecnologia e comunicazione - Graziella Ricci

Articolo del mese luglio-agosto 2023 Teosofia e neuroscienze, tra tecnologia e comunicazione, di Graziella Ricci legge Daniel Gonzalez La teosofa milanese Graziella Ricci, forte dei suoi studi e approfondimenti nel campo della comunicazione e delle neuroscienze sviluppa in questo articolo una indagine di vasto spettro culturale sul tema del rapporto fra Teosofia e neuroscienze. L’autrice parte dall’analisi del filosofo Eric Sadin e dalla sua lapidaria affermazione “Siamo predatori, schiavi degli algoritmi. Non ci salverà la tecnologia ma la condivisione”. Graziella Ricci mette anche in guardia il lettore dai pericoli di un uso inappropriato del metaverso, sottolineando come questa apparente realtà porti “verso una schiavitù digitale futura”. L’invito è chiaro: “Ciascuno, nel suo piccolo, se ha capito il pericolo di un futuro quasi totalmente digitale, dovrebbe impegnarsi a far capire agli altri l’importanza della comunicazione in presenza, svegliare in loro il discernimento per attivare il distacco dalla schiavitù digitale. Certamente non si può tornare indietro, ma far capire che l’eccesso di tecnologia e di esperienza immersiva appiattisce la mente e toglie libertà di pensiero sarebbe salutare”.La parte conclusiva dell’articolo riprende il pensiero di Jiddu Krishnamurti e la sua affermazione: “Ciò che è essenzialmente amore e compassione e morte, è quell’intelligenza che è creazione. C’è creazione quando ci sono anche gli altri due elementi, la morte e l’amore. Tutto il resto è invenzione”.

Muoversi nel "senza tempo" - Tran Thi Kim Dieu

Articolo del mese luglio-agosto 2023 Muoversi nel "senza tempo", di Tran Thi Kim Dieu legge Sara Gencarelli In questo articolo Tran Thi Kim Dieu, già Presidente della Federazione Teosofica Europea, accompagna il lettore in una profonda analisi sul tema del tempo, anche nel suo significato psicologico. La premessa da cui parte l’autrice è che: “Gli esseri umani sono tutti prigionieri del tempo. Le preoccupazioni quotidiane, le nostre e quelle degli altri, funzionano come un acceleratore dei nostri pensieri. Ci lasciamo facilmente condizionare da questo turbinio al punto che rischiamo d’inciampare e perdere la direzione del cammino della vita”. Dopo aver approfondito il tema della cronologia del tempo e della sua soggettività dal punto di vista psicologico, Tran Thi Kim Dieu approfondisce il tema della coscienza e della sua continuità, arrivando alla conclusione che: “Muoversi nel senza tempo significa quindi vivere a livello della coscienza più profonda (o più elevata) ossia con bontà e compassione, perché non c’è più autoidentificazione della coscienza di sé ma si tratta di vivere secondo l’ordine naturale dell'Universo o Rita, dal quale poi deriva l’etica”.

H.P.B. in Tibet - Pedro Oliveira

Articolo del mese maggio-giugno 2023 H.P.B. in Tibet, di Pedro Oliveira legge Nicoletta Boriello Quello della presenza in Tibet di Madame Blavatsky è un tema centrale nella vita e nell’opera della grande teosofa. Comprendere a fondo questo aspetto significa cogliere anche la portata dei suoi contatti con alcuni Mahatma e l’importanza di aver potuto accedere direttamente a fonti di una saggezza perenne che ha origini pre-buddhiste. L’articolo di Pedro Oliveira fornisce un accurato approfondimento sul tema e sottolinea come “il successo della nuova iniziativa - la Società Teosofica e la diffusione della Teosofia - fu basato in non piccola misura sull’addestramento occulto di HPB. La preparazione non poteva essere condotta in nessun’altra nazione e richiedeva la sua presenza fisica in quell’isolata Regione in cui i Maestri vivevano”. Approfondire il significato del rapporto di Blavatsky con il Tibet e i Mahatma significa anche cogliere appieno la portata dei suoi scritti e del suo straordinario contributo all’#evoluzione dell’umanità.Scrive ancora Oliveira: “Il legame con i Maestri di saggezza, che H.P.B. incarnò, non muore. Esso illumina molte vite, conforta molte anime e fornisce energia a un movimento spirituale globale. Lei vive fra noi come essenza della Teosofia messa in pratica”.

L'8 di maggio - Pier Giorgio Parola

Articolo del mese maggio-giugno 2023 L’8 di maggio, di Pier Giorgio Parola legge Francesco Pisani In questo articolo Pier Giorgio Parola - teosofo che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per lo studio della letteratura teosofica delle origini, con particolare riguardo alle opere di Helena Petrovna Blavatsky - ricorda l’origine della ricorrenza con cui, l’8 maggio di ogni anno, viene ricordata la principale pioniera della Società Teosofica. Fu il Presidente internazionale della S.T. Henry Steel Olcott a promuovere l’iniziativa, che assunse la denominazione di “giorno del Loto Bianco”.Parola ricorda che H.P. Blavatsky aveva affermato: “Non seguite me né la mia via, ma la via che vi indico”, precisando che: “La vita è costruita dal sacrificio dell’individuo a favore del tutto. Ogni cellula di un corpo vivente deve sacrificarsi per la perfezione del tutto, altrimenti la malattia e la morte danno una lezione”. L’articolo di Pier Giorgio Parola merita la lettura integrale, che trova un suo momento particolarmente significativo nelle parole: “Il simbolo del loto ricorda sì la figura di Helena Petrovna Blavatsky, una donna straordinaria, ma soprattutto il fatto che mentre le forme esteriori della sua manifestazione sono svanite, resta la sua opera, restano i simboli di realtà invisibili come punti focali per l’interazione delle forse interiori”.

Droghe e spiritualità - una prospettiva occulta - Pablo Sender

Articolo del mese marzo-aprile 2023 Droghe e spiritualità - una prospettiva occulta, di Pablo Sender legge Tobia Buscaglione Pablo Sender, è un attento studioso del pensiero teosofico, compreso quello delle origini del movimento teosofico moderno, che trova in Helena Petrovna Blavatsky l'interprete più importante. In questo articolo Sender affronta un tema importante e delicato ad un tempo: quello del rapporto fra droghe e spiritualità. Non sono stati pochi coloro che in passato hanno ritenuto che l'uso di sostanze psicotrope potesse servire ad avere positivi riflessi sull'evoluzione della coscienza e ancor oggi ci sono persone che sostengono questa tesi. Per Sender invece è imprescindibile considerare la realtà della costituzione settenaria dell'essere umano e la necessità che l'evoluzione spirituale avvenga attraverso la lenta presa di coscienza che solo la meditazione e la retta azione possono ispirare. Sender riporta nell'articolo una significativa espressione di Madame Blavatsky: "Un Sadhu [asceta religioso] che usa doghe intossicanti come la ganja e la sooka non è che un falso asceta. Invece di portare i suoi seguaci verso Moksha [liberazione] non ha altro che trascinarli con sé nel fosso, nonostante cammini o dorma sui chiodi". Nella letteratura teosofica l'uso di droghe viene condannato non a causa di ciechi pregiudizi o per atteggiamento moralistico, ma sulla base una conoscenza scientifica, spiritualmente confermata da molti saggi, anche grazie alla visione spirituale e chiaroveggente della realtà. Conclude Pablo Sender: "Mettere in guardia contro le droghe psicoattive può renderci impopolari tra un cero tipo di persone interessate alla spiritualità, ma è tradizione che la Società Teosofica sostenga delle verità che ai tempi erano mal accette, come quelle della Fratellanza Universale, della connessione fra scienza e spiritualità, della saggezza delle antiche culture e altre".

Il Maestro sei Tu - Patrizia Moschin Calvi

Articolo del mese marzo-aprile 2023 Il Maestro sei Tu, di Patrizia Moschin Calvi legge l'autrice L'articolo di Patrizia Moschin Calvi, teosofa molto attiva sul piano del servizio sia a livello nazionale che internazionale, trae ispirazione da una celebre riflessione di Jiddu Krishnamurti, che affermò: "Ogni guru è una trappola. Ogni Leader è un tiranno. Ogni maestro confonde. La malattia del secolo si chiama "dipendenza". Il contatto con la propria anima è ridotto a una debole luce. Se fossimo in contatto con il nostro cuore profondo, cioè il luogo reale dello spirito, non accetteremmo nessun leader, nessun maestro, nessun guru. Saremmo indipendenti. Svegli. Vigili, autonomi e non automi. Il maestro sei Tu e dentro di te c'è anche tutto quello che serve".Per l'autrice del testo lo snodo fondamentale è quello di non cercare autorità fittizie e condizionanti all'esterno, creando falsi idoli, quanto piuttosto di coltivare un'attenzione e una vigilanza rivolti al maestro interiore, proprio come suggerito dai Mahatma che ispirarono la nascita della Società Teosofica.Patrizia Moschin Calvi ci ricorda anche che "Quando verrà il momento, perché giungerà quel momento nel cammino evolutivo, in cui andremo finalmente alla ricerca di ciò che è dentro di noi, avverrà perché avremo saluto superare il dualismo fra la visione personale e quella universale, saremo passati oltre l'illusione che qualcuno ha ragione e qualcun altro torto. Saremo "oltre"."
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