Primo semestre 2026: le lenti sos...

Primo semestre 2026: le lenti sostengono ancora l’ottica in Italia

b2eyes today por Fabiano Editore
T1 · E1156
1 oct 2026
03:17

Notas del episodio

L’occhialeria nazionale archivia il periodo con un quadro a due velocità: l’export resta sotto pressione, soprattutto per il forte arretramento degli Stati Uniti, mentre il nostro paese si conferma sostanzialmente stabile e più resiliente rispetto alla media europea

Nel primo semestre 2026 l’occhialeria italiana mostra una capacità di tenuta superiore alle turbolenze che condizionano il commercio internazionale. Se l’export complessivo supera di poco i 2,7 miliardi di euro ma chiude a -2,7% sullo stesso periodo del 2025, penalizzato soprattutto dalla brusca frenata degli Stati Uniti, sul fronte domestico il bilancio appare più equilibrato. Secondo le rilevazioni NIQ-GfK elaborate da Anfao, tra gennaio e giugno il sell out dell’ottica in Italia ha raggiunto circa 1,8 miliardi di euro, con una lieve crescita dello 0,3%: un risultato modesto ma significativo, soprattutto se confrontato con il -2,8% registrato complessivamente dai principali mercati europei. In un contesto di consumi prudenti il canale ottico italiano conferma quindi una sostanziale stabilità. A sostenere il business sono ancora una volta le lenti oftalmiche, che rappresentano oltre la metà del valore complessivo e avanzano dell’1,5%. La dinamica più favorevole riguarda le progressive: +2% a volume e +2,4% a valore. È un segnale che evidenzia la permanenza di una domanda orientata verso soluzioni a maggiore contenuto tecnico e qualitativo, in particolare nelle fasce medio-alte, dove consulenza professionale, personalizzazione e servizio continuano a incidere nella scelta. Meno brillanti gli altri comparti. Le montature da vista cedono il 2% a valore, riflettendo probabilmente una maggiore selettività nell’acquisto e un ciclo di sostituzione più lungo. Gli occhiali da sole restano invece sostanzialmente stabili (-0,3%), confermando un andamento senza particolari accelerazioni. La fotografia dei primi sei mesi dell’anno suggerisce dunque una priorità chiara per il retail ottico: difendere valore e marginalità più che inseguire esclusivamente i volumi. Le performance delle progressive dimostrano che il consumatore continua a riconoscere valore alle proposte evolute, quando sono accompagnate da una corretta misurazione del bisogno visivo, da argomentazioni efficaci e da un’esperienza di vendita coerente. Per i centri ottici l’ultima parte del 2026 richiederà quindi attenzione al mix: presidiare le categorie tecniche, sostenere l’upgrading delle lenti e mantenere attiva la rotazione di montature e sole con proposte mirate. In uno scenario internazionale ancora incerto, la stabilità del mercato italiano rappresenta per le aziende del settore una base concreta su cui costruire crescita qualitativa e, perché no, con qualche sorpresa in quantità.

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