Tittia al Palio di Siena: per Menicon Soleko la visione è parte della performance
Il recente successo di Giovanni Atzeni, detto Tittia, che ha corso per la Contrada dell’Aquila, coinvolto nel progetto Sport & Visione dell'azienda di contattologia, offre l'occasione per ribadire il ruolo della qualità visiva nella pratica sportiva e nelle competizioni di alto livello Il ritorno alla vittoria della Contrada dell'Aquila, che il 3 luglio scorso, un giorno dopo la data tradizionale per il rinvio a causa del meteo, ha conquistato il Palio di Siena dedicato alla Madonna di Provenzano dopo 34 anni grazie a Giovanni Atzeni, detto Tittia, in sella a Diodoro, è per Menicon Soleko anche l'occasione per richiamare l'attenzione sul valore della visione nello sport. Il fantino sardo, al suo dodicesimo Palio conquistato, è infatti tra i protagonisti del progetto Sport & Visione, promosso negli ultimi anni per valorizzare il ruolo della vista nella performance atletica. «Nel 2025, attraverso un video dedicato, Tittia aveva raccontato quanto vedere bene rappresenti un elemento fondamentale per chi vive lo sport ad alto livello - spiega a b2eyes TODAY Sabrina Lotto, head of marketing and professional service di Menicon Soleko - Nel Palio, più che altrove, la visione assume molte sfaccettature. È la capacità di vedere con chiarezza l'obiettivo da raggiungere, ma anche quella traiettoria personale che oggi porta Tittia a guardare verso un traguardo ancora più alto: avvicinare e superare il record moderno dei 14 Palii vinti da Andrea Degortes, detto Aceto». Nel contesto del Palio senese la visione è anche capacità di leggere la corsa nel suo insieme. «Tra i canapi ogni dettaglio può fare la differenza: vedere significa capire gli avversari, intuire il momento esatto in cui cogliere l'attimo, mantenere lucidità nei tre giri di Piazza del Campo e trasformare frazioni di secondo in decisioni determinanti», precisa la manager. Per Menicon Soleko la visione nello sport non coincide soltanto con l'acutezza visiva, ma comprende pure percezione, anticipazione, coordinazione, controllo dello spazio e capacità di risposta: attraverso il progetto Sport & Visione promuove quindi una cultura della prevenzione e della correzione visiva come parte integrante del benessere e della prestazione dello sportivo. Nel percorso avviato nel 2026 è stato coinvolto anche Enrico Bruschelli, detto Bellocchio, che ha corso il Palio di luglio per la Contrada della Torre, portando a sua volta una testimonianza sull'utilizzo delle lenti a contatto nello sport. «In discipline dove movimento, velocità, polvere, vento, concentrazione e campo visivo sono elementi determinanti, le lenti a contatto possono rappresentare un alleato reale per l'atleta, offrendo libertà, stabilità e naturalezza nella visione», sottolinea ancora Lotto. La vittoria di Tittia suggerisce infine una riflessione sul significato più ampio della visione. «Vedere bene è anche sinonimo di riconoscere ciò che cresce attorno a sé: accanto al campione c'è oggi una nuova generazione che osserva, impara e costruisce il proprio percorso - conclude Lotto - Il figlio di Giovanni Atzeni, Mattia, da poco maggiorenne, sembra infatti guardare con interesse alle orme paterne, aggiungendo un'ulteriore dimensione a questa idea di visione: sia quella della gara sia quella del futuro».