Note sull'episodio
Liberò lo strumento dalla custodia e l’appoggiò al petto, ci respirò attraverso.
Era come un secondo cuore, un terzo polmone o un paio d’ali.
La liberava.
Tirò l’archetto. Una sola nota, lunga, vibrante come un sospiro trattenuto.
Il suono della tromba si mosse come un’onda, rispondendo.
Andò avanti per minuti brevi e interminabili, ed Anisa ebbe impressione di conoscere quella melodia… l’improvvisavano a braccetto, eppure somigliava a un canto antico, ancestrale.
Si rese conto che era la tromba a guidare.
L’ambiente rispondeva a quel suono, ma lei non se ne accorse:
I fiocchi di neve danzavano, alterati da correnti impalpabili; qualcosa nelle profondità della terra frugava per emergere, cercando lei… cercando il suo nome.
Perché il mio nome?
Libro versione carta ...