Note sull'episodio
In quel tratto – lungo, ma sempre troppo breve - così piacevole da percorrere camminando in quella vallata, con le fronde erbose a solleticarle dispettosamente le caviglie e l’inebriante odore dei tulipani a scortarla, Evelayn era libera.
Non era Arith, né la Sacerdotessa Drago, non aveva ruoli.
Non era al tempio, né al villaggio:
Era nel centro perfetto di Ravi.
Poteva respirare, volare anche lei in qualche modo, come gli stormi sempiterni di Ayrweethan che sorvolavano il cielo immenso di quell’azzurro perfetto, raramente intaccato di cirri.
Era quasi l’ora, non era vero?
Ignorava quando, ma era così.
Lo sapeva.
Quel giorno sarebbe arrivato prima o poi, e lei non era pronta, oh no, per il buon cuore di Staren.
Non lo sarebbe mai stata.
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