Mi spieghi meglio?

Mi spieghi meglio?

por Raffaella Ronchetta
Temporada 2
Essere viste è già una cura, con Francesca Martinengo
Cosa succede quando il corpo cambia e il mondo continua a essere pensato per corpi standard? Nell'ultimo episodio della seconda stagione parliamo di corpi, visibilità e diritto alla scelta: non solo nei luoghi di cura, ma nelle strade, negli specchi, nei vestiti e nelle immagini che ci circondano ogni giorno. Francesca Martinengo è giornalista di Vanity Fair e autrice de Il mio abito ha i superpoteri. A 37 anni ha scoperto di avere una malattia rara, la paraparesi spastica, e da quel momento ha iniziato a guardare il mondo con occhi diversi: quelli di chi sa che vestirsi non è mai solo estetica, ma autonomia, identità, dignità. Con lei parliamo di moda adattiva, non come tendenza, ma come linguaggio. Di abiti pensati per chi ha una disabilità, affronta una chemioterapia, usa una carrozzina o le stampelle. Di cosa significhi non vedersi mai rappresentati e come questo possa far credere di non esistere. Di inclusione come parola inflazionata che rischia di diventare un contenitore vuoto, se non è accompagnata da rispetto reale e partecipazione concreta. E di cosa perdiamo, come società, quando escludiamo qualcuno dallo specchio pubblico. Essere visti è già una forma di cura.
Le parole che mancano prima - prevenzione, paura e silenzi, con Elisabetta Ambrosi
Fare prevenzione sembra la parte facile della salute. Non si è ancora malati, si va a fare un controllo, e tutto finisce lì. Ma non è proprio così. Elisabetta Ambrosi, giornalista che da anni si occupa di ambiente e salute, racconta perché la prevenzione è molto più complessa di quanto pensiamo - non solo dal punto di vista pratico, ma soprattutto da quello psicologico. Perché, paradossalmente, proprio quando siamo sani, tendiamo ad aver più paura di un esame che potrebbe trovare una malattia. In questo episodio parliamo di screening regionali che si contraddicono, di specialisti privati che rassicurano più delle istituzioni, di lettere fredde che nessuno legge, di disuguaglianze che pesano anche prima della diagnosi. E di tutto quello che manca, nelle comunicazioni ufficiali, nelle campagne di sensibilizzazione, nelle parole di chi dovrebbe accompagnarci. Perché anche qui, prima degli esami, le parole giuste possono fare la differenza.
Siamo intesi, fiducia - l'oncologia come alleanza, con Massimo Di Maio
Massimo Di Maio è oncologo e presidente AIOM. Una delle voci più autorevoli della medicina italiana. Con lui parliamo di cosa significhi mettere al centro la persona, in un sistema sanitario congestionato, dove il tempo della comunicazione è il primo a essere sacrificato. Parliamo di come si dice la verità senza togliere la speranza. Di come si accompagna un paziente sul crinale sottile tra la cura e il limite della medicina. Di intelligenza artificiale, che può fare molto- ma non può guardarti negli occhi. Di patient reported outcomes, perché la voce diretta del paziente è già un dato scientifico. E del diritto all'oblio, che Di Maio chiama "una battaglia di civiltà": la restituzione di un'identità piena a chi ha attraversato la malattia e ne è uscito. Perché ogni paziente - come ricorda il motto del World Cancer Day "United by Unique", ha la sua storia, le sue paure, le sue preferenze. Riconoscere questa unicità è già un atto di cura. Sonnet 4.6
La conferma di esistenza - dentro il Pronto Soccorso con Fabio De Iaco
Ci sono luoghi il cui il tempo cambia forma. Non è più quello delle visite programmate, degli esami prenotati, delle attese gestibili. È un tempo più ruvido, più urgente. Si misura in minuti, a volte in secondi. Il Pronto Soccorso è uno di questi luoghi. È il posto dove arriviamo quando qualcosa si rompe all'improvviso - nel corpo, nella vita, nelle nostre certezze. E lì, nel momento più fragile, incontriamo il sistema sanitario. Oggi ospito Fabio De Iaco, direttore del Pronto Soccorso dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino e Past President SIMEU, la Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza. Come altri medici che abbiamo incontrato in questa stagione, Fabio usa la scrittura per raccontare cosa succede davvero dentro i reparti. Con lui parliamo di errore e responsabilità, di burnout e tempo che non basta, di cosa significa riconoscere una persona quando tutto corre. E di qualcosa di apparentemente piccolo, che cambia tutto: il potere di uno sguardo in sala d'attesa. "Guardarli negli occhi significa dire: lo so che stai aspettando, non ti ho dimenticato. Già questo ti porta molto avanti." Perché anche in emergenza - forse soprattutto in emergenza - spiegare bene è già una forma di cura. 📩 Trovi la sua newsletter su Substack → @fabiodeiaco
Perché il dolore delle donne è ancora considerato normale, con Anna Paola Cavalieri
Menopausa è una delle parole più cercate online. E una delle meno capite. In questa puntata di Mi spieghi meglio? ne parliamo con Anna Paola Cavalieri, ginecologa, partendo da quello che spesso non viene detto: il dolore delle donne è ancora considerato normale, molti sintomi non vengono riconosciuti e il cambiamento ormonale viene raccontato più come perdita che come trasformazione. Parliamo di sintomi della menopausa, anche quelli meno evidenti come ansia, disturbi del sonno, dolori articolari, calo della libido e cambiamenti dell’umore. Parliamo di ormoni, di terapie ormonali e di quanto la mancanza di informazioni chiare possa far sentire le donne sbagliate o sole. È una conversazione che prova a rimettere ordine tra falsi miti e realtà, e a descrivere con parole semplici qualcosa che riguarda milioni di donne. Perché capire cosa succede al proprio corpo è già un modo per prendersi cura di sé. La dottoressa Cavalieri è autrice del libro Senza Paura di cambiare https://www.mondadori.it/libri/senza-paura-di-cambiare-anna-paola-cavalieri/
Si può ridere della malattia? Il teatro che cambia le parole della cura | Francesco Giorda
Come parlare di malattia, prevenzione e salute senza creare distanza? In questo episodio di Mi spieghi meglio? Francesco Giorda, attore e formatore, su un tema poco esplorato: l’uso dell’ironia e del teatro nella comunicazione della salute. Parliamo di HIV, malattie sessualmente trasmissibili, stigma e prevenzione, ma da una prospettiva diversa: quella del coinvolgimento, del corpo e della relazione. Perché spesso il linguaggio medico tradizionale — fatto di dati e tecnicismi — non riesce ad arrivare davvero alle persone. Scopriamo: come il teatro può migliorare la comunicazione medico-paziente perché l’ironia è uno strumento potente nella divulgazione sanitaria come superare imbarazzo e stigma quando si parla di salute cosa significa davvero empatia nella relazione di cura Un episodio per medici, psicologi, professionisti sanitari e per chiunque voglia capire come comunicare la salute in modo più umano, semplice ed efficace.
Mindfulness e ansia - l’arte di invecchiare senza combattere il tempo, con Nicoletta Cinotti
In questo episodio di Mi spieghi meglio?, il podcast che racconta la salute partendo dalle persone e non dalle diagnosi, incontriamo Nicoletta Cinotti, psicoterapeuta e insegnante di mindfulness. Parliamo di ansia, di tempo che passa e di come cambia il rapporto con il nostro corpo quando smettiamo di considerare l’invecchiamento un problema da combattere. Nel suo lavoro clinico e nei suoi libri Riflessioni sull’ansia e La gioia ribelle. La mindfulness e l’arte di invecchiare, Nicoletta Cinotti propone una prospettiva diversa: l’ansia non è solo qualcosa da eliminare, ma un messaggio che può trasformarsi in consapevolezza. È una ferita che, se ascoltata, può diventare una forma di conoscenza di sé. In questa conversazione parliamo del rapporto tra ansia e corpo, del modo in cui il sistema nervoso reagisce alla paura e di come la mindfulness possa aiutarci a osservare ciò che accade senza esserne travolti. Parliamo di invecchiamento. In una cultura che teme il tempo che passa e celebra la giovinezza, Nicoletta Cinotti propone un’altra possibilità: vivere questa fase della vita come una trasformazione. La chiama “gioia ribelle”, una forma di libertà che nasce quando smettiamo di misurare il nostro valore con gli stessi parametri di sempre e impariamo a guardare al tempo con più curiosità e meno paura. È una puntata che parla di ansia, mindfulness, corpo che cambia e consapevolezza. Ma soprattutto della possibilità di non combattere sempre contro ciò che siamo, e di imparare ad abitare anche l’incertezza.
Marco Venturino: la medicina come possibilità
Ci sono luoghi in cui la medicina incontra il suo limite. E in quel limite, spesso, inizia la cura. La seconda stagione di Mi spieghi meglio? si apre con una conversazione che è una soglia. Ospite della prima puntata è Marco Venturino, primario di Anestesia e Rianimazione allo IEO di Milano e autore di romanzi che hanno raccontato l’ospedale da dentro, come Cosa sognano i pesci rossi?. Medico e scrittore. Scienza e narrazione. Protocollo e singolarità. Con lui parliamo di ciò che la medicina può fare, e di ciò che non può controllare. Parliamo della differenza tra guarire e curare. Del momento in cui il “malato” diventa persona. Della relazione come atto clinico, non accessorio. Dell’errore, che non va nascosto ma compreso. E di quella trasformazione silenziosa che accade quando un medico capisce che la tecnica non basta più. Perché, come dice Venturino, guarire non è sempre possibile. Curare sì. Sempre. In questa prima puntata entriamo nel cuore della stagione: una medicina che accetta l’incertezza, che riconosce la fragilità, che usa la scrittura per arrivare dove la clinica non arriva. Una conversazione sul potere delle parole, sulla responsabilità della verità, e su quella forma di presenza che non si insegna nei manuali ma cambia tutto. Perché spiegare meglio non significa semplificare. Significa restare.
Temporada 1
Farmaci generici: efficaci, sicuri, accessibili. Li conosciamo davvero?
Ci sono parole che usiamo tutti i giorni senza soffermarci davvero sul loro significato. “Generico”, per esempio. Una parola che suona un po’ anonima, come qualcosa di meno speciale. E invece nel mondo della salute non c’è nulla di generico: ci sono ricerca, controlli rigorosi, qualità e soprattutto accessibilità. In questa puntata speciale realizzata in collaborazione con TOWA, azienda farmaceutica che da oltre vent’anni lavora per garantire disponibilità, efficacia e qualità dei farmaci equivalenti, proviamo a fare chiarezza su un tema cruciale ma ancora pieno di luoghi comuni. Con Allegra Mazzola, Responsabile Marketing B2C per l’Italia, parleremo di cosa significa davvero “farmaco equivalente”, di come viene controllato, del perché costa meno e di quanto conti la fiducia — quella che nasce da informazioni chiare, da parole semplici, da una comunicazione che mette le persone al centro. Grazie a TOWA per aver contribuito a fare chiarezza su un tema importante. E grazie a chi ascolta, perché la fiducia, anche nella salute, nasce sempre così: da una spiegazione semplice, da una domanda curiosa, da un “Mi spieghi meglio?”.
Simona Sciancalepore: le parole che ci fanno sentire visti
In questa puntata parliamo con Simona Sciancalepore, scrittrice, formatrice e voce del podcast Sblocco il blocco. Con lei esploriamo la scrittura come gesto di cura, come spazio di consapevolezza e come strumento per rendere la comunicazione sanitaria più chiara, più vicina, più umana. Simona ci racconta come le liste, le parole giuste e persino il silenzio possano aiutarci a ritrovare lucidità nei momenti difficili e a sentirci finalmente “visti”. Una puntata che parla di scrittura, di corpo, di ascolto e di quella piccola magia che accade quando qualcuno ci dà le parole per capirci meglio. Scopri di più su Simona Sciancalepore: 🔗 Sito web: https://www.lascianca.it Instagram: https://www.instagram.com/la.scianca 🎧 Podcast Sblocco il blocco: https://open.spotify.com/show/2sbloccoilblocco La newletter Paragrafo: https://lascianca.substack.com/
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