La Finestra di Antonio Syxty

La Finestra di Antonio Syxty

por Antonio Syxty

"Lo stratega contro" di Gabriele Fadini

Lo stratega contro La sconvolgente attualità di Guy Debord DeriveApprodi, collana Machinalibro 2025 In conversazione con Gabriele Fadini L’espressione «società dello spettacolo», sebbene risalente alla fine degli anni Sessanta, è oggi diventata uno dei concetti più significativi con cui leggere le dinamiche del presente. Colui che teorizzò l’idea fu il filosofo situazionista francese Guy Debord. L’originalità del libro di Gabriele Fadini consiste nell’analizzare come egli utilizzò nella sua produzione cinematografica le immagini per contrastare lo spettacolo. Debord non si accontenta di osservare il mondo: lo sfida, lo critica, lo reinventa. Attraverso l’uso sapiente delle immagini e delle parole, smaschera le illusioni della società moderna. Questo libro è un viaggio nella mente di un genio, dove ogni immagine è una trappola che ci incita a pensare e il cinema diventa la più potente delle armi. Il volume si immerge nel cuore delle creazioni cinematografiche debordiane, svelando come le sue opere siano veri e propri manifesti di una filosofia radicale. Gabriele Fadini è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università di Padova e in Scienze religiose presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Tra le sue diverse opere, ricordiamo i volumi Pasolini con Lacan (2015), Dio nell’umano, l’umano in Dio (2021), Mosaico Soderbergh (2023).

"Punu" di Silvia Tripodi

Finestra RELOADED L'episodio è la registrazione audio di una diretta video Facebook su "La Finestra di Antonio Syxty" nel 2025, per il Club del Libro. Con Chiara De Caprio, Massimiliano Manganelli e Gian Luca Picconi per il libro “Punu” di Silvia Tripodi, edito da Arcipelago Itaca nel 2018. La raccolta Punu di Silvia Tripodi si colloca chiaramente nel solco della “poesia di ricerca”, rimodulando e, per questa ragione, superando l’opposizione obsoleta tra lirica e prosa, «a scanso di prosa a scanso di prosa», per usare le parole dell’autrice: ciascun testo del libro si presenta infatti come somma di asserzioni o, meglio, come massa di asserzioni che «non si decide a posarsi/in luogo de fatti del mondo», come se la conoscenza o la non conoscenza del mondo fosse mediata da un’ Iper-assertività che emerge non tanto nella singola proposizione, ma nel rapporto tra proposizioni: «quasi al silenzio dello spettatore/dalle parti dei minuscoli oggetti/ dalle cose chiamate cose»; «più grandi delle cose poco più/grandi della famiglia delle cose stesse/minuscole tra lo scuro caldo/delle consonanze»; «ai questi ai quelli ah/adatti a indicarne il luogo di provenienza dal quale/siamo certi siamo certi»; «le sue proprie/remote alla notte nei pressi di oggetti molto piccoli/tagliati da ombre grandemente fatte/a opera di alcune masse poggiate sulla terra». Valentina Murrocu.
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