Notas del episodio
"Takoda affondò i piedi nella cenere, con il cuore in gola ed i fiocchi candidi che gli infastidivano lo sguardo.
Le lacrime gli appiccicavano il pulviscolo alle guance, rigandole in due irregolari linee nere simili a pitture di guerra.
Camminò per ore nella foresta, costeggiando sotto la guida di Siofra la Luce via, fune dorata in quei grigiori.
C’era solamente morte laggiù.
Incespicò nel fango, cadde.
Pensò alla sua bambina e pianse, reclinato su sé stesso come un riccio. Siofra lo attese con pazienza, poggiata su un ramo scheletrico.
“Evie” singhiozzò il vecchio “perdonami.”
Una folata di vento inedito in quella morte immobile corse fino a lui, regalandogli un raro profumo di fiori.
Colse con dita tremanti il fiore prima che appassisse in quel terreno avvelenato.
Evela ...