b2eyes today

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por Fabiano Editore
Temporada 1

Carminati: in ottobre invita a… gustarsi gli occhi

È il claim della nuova campagna di prevenzione visiva, nel mese istituzionalmente dedicato, realizzata dall’insegna bergamasca «Gustarsi gli occhi è un bel modo di esprimere il piacere non solo della gola, ma anche della vista, della mente, del cuore. E a ottobre le sensazioni visive possono essere molte». È partito da questo presupposto Marco Carminati, titolare di due centri ottici, a Calusco d’Adda e ad Almenno San Salvatore, in provincia di Bergamo, per realizzare, con il supporto di Nicola Di Lernia in qualità di consulente, una campagna indirizzata in primis alla propria clientela, su appuntamento, e dal 1° ottobre estesa a tutti via social e attraverso i mezzi di comunicazione locali. «Il mese dedicato alla salvaguardia della vista è di grande importanza non solo per me, ma per tutti coloro che si interessano e si impegnano per la salute oculare e il benessere visivo: trovare nuove motivazioni e stimoli per far sì che la clientela venga da noi per un controllo visivo gratuito è fondamentale - spiega Carminati a b2eyes TODAY - Si tratta infatti di un’occasione per valutare se si vede ancora bene con la dotazione ottica in uso, permettere a chi inizia ad avere i primi fastidi nella visione di avvicinarsi a un centro ottico o trovare un momento per discutere con un professionista delle buone pratiche utili a evitare fastidiosi affaticamenti visivi». “Gustatevi gli occhi” (nella foto, l’immagine di campagna) è, nelle intenzioni dell’imprenditore bergamasco, anche un’opportunità per valorizzare la professionalità degli ottici optometristi, che, «insieme agli oculisti e nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità, costituiscono un punto di riferimento per la salvaguardia della vista e la tutela del benessere visivo delle persone», conclude Carminati. A cura della redazione

Milano Fashion Week: l’eyewear tra sperimentazione e misura, senza eccessi

Dalle passerelle della settimana della moda milanese per la primavera estate 2027, che si è tenuta fino al 28 settembre per passare poi il testimone a Parigi, emergono occhiali caratterizzanti ma senza arrivare a degli estremi: il doppio ponte si afferma come elemento forte di stagione, accanto a mascherine, forme oversize, acetati importanti e lenti colorate Una fashion week senza colpi di scena forti o comunque non creati per far parlare. Di riflesso è stato così anche nell’eyewear. Al di là di qualche tendenza comune vista sulle passerelle, si può parlare di montature particolari, ma senza mai arrivare a degli estremi. Ne è un esempio Prada che ha aperto la Fashion Week. Come ha stupito con il ritorno della gonna al ginocchio, in vari tessuti e forme, persino per l’uomo, facendola diventare capo iconico. Così ha giocato su sperimentazioni con gli occhiali, rendendoli accessori connotanti e caratterizzanti. Di dimensioni medie, avvolgenti e non, hanno una lente rimless da un lato contrapposta all’altra, incorniciata in acetato, e colorata. Particolare la scelta eyewear di Laura Biagiotti, in linea con la palette colori della collezione, oltre alle variazioni sul bianco da tradizione, tonalità tenui. E “rosa alba” e “aranciati del tramonto” sono le sfumature delle lenti negli occhiali, solo metallici o metallici e acetato, con doppio ponte. Il doppio ponte, tra l’altro, è la tendenza forte di stagione. Così da Giorgio Armani, tondi e con lenti a specchio. Doppio ponte anche nei grandi pilot di Roberto Cavalli, per non smentirsi, con decorazioni sul metallo. Enormi, con lenti scurissime e doppio ponte gli occhiali da Martin Margiela, quasi in contrasto con i leggerissimi abiti sottoveste. Da Fendi hanno prevalso le mascherine avvolgenti nere, ma non sono mancati i modelli con il ponte in metallo dorato, quasi dei gioielli. Non sono mancate neanche le montature in acetato grandi e spesse: nere con tagli geometrici da Elisabetta Franchi, tonde, bianche o colorate, a completare i sofisticati outfit da Daniela Gregis. Eyewear in primo piano anche oltre le passerelle della Milano Fashion Week. Con un evento dedicato solo agli occhiali, esclusivo ma molto partecipato, da Ottica Bergomi, in Largo La Foppa. Protagonista Eyewear by David Beckham. Tutti gli ultimi modelli ispirati allo stile personale e ai viaggi del celebre ex calciatore, con in mezzo, a sorpresa, uno in acetato a mascherina, con la firma della moglie Victoria (nelle foto, dall'alto a sinistra, in senso orario: Laura Biagiotti, Martin Margiela, Roberto Cavalli, Daniela Gregis, Elisabetta Franchi e un momento della sfilata di Daniela Gregis). Luisa Espanet

Silmo d’Oro 2026: Victoria Beckham by Safilo unica vincitrice italiana

Tra i premiati dell’ultima edizione del prestigioso riconoscimento parigino anche il modello VB 7015/S del brand, firmato dal gruppo padovano, il solo salito sul gradino più alto del podio tra le cinque realtà nazionali in nomination Nel corso della tradizionale serata del sabato, il 26 settembre sono stati annunciati a Parigi i vincitori dei Silmo d’Oro 2026: tra i diversi premi assegnati nelle categorie in gara spicca, per l'industria italiana, quello conquistato da Victoria Beckham con il modello VB 7015/S (nella foto, tratta dal sito di Silmo), realizzato e distribuito da Safilo, vincitore nella categoria Sunglasses Labels, l’unico fra le cinque realtà nazionali in nomination. Si tratta di un occhiale da sole «dalla forte identità fashion, caratterizzato da una maschera monolente con frontale metallico semi-rimless e da aste oversize, sulle quali emergono il dettaglio V-Cut, il lettering Victoria Beckham e il monogramma VB sui terminali», si legge sul sito del salone francese. Il Silmo d’Oro rappresenta un primo importante riconoscimento per la collaborazione tra Safilo e Victoria Beckham, avviata con un accordo globale di licenza della durata di dieci anni, con scadenza a dicembre 2035. L’intesa riguarda la creazione, produzione e commercializzazione delle collezioni eyewear a marchio Victoria Beckham, sia vista sia sole, presentate per la prima volta con la stagione primavera estate 2026 e disponibili sul mercato da gennaio dello stesso anno. Per quanto riguarda le altre categorie del Silmo d'Oro, in quella Children è stato premiato Karavan Kids di Design Eyewear Group con Zigzag, mentre nello Sport il riconoscimento è andato Julbo con Panora. Mega Optic ha conquistato il podio della sezione Vision e ha vinto con Evosight VR. Nella Low Vision a trionfare è stato Eschenbach Optik con optaro XL. Sul fronte tecnologico, Nidek ha conquistato il premio Material & Equipment con Phantom, sistema binoculare open-field per la refrazione, mentre Laclarée è stata premiata per l’innovazione tecnologica nell’eyewear con le sue lenti autofocus. Nella categoria Smart Eyewear il riconoscimento è andato a Getd & Marienfeld per The Luxury AI glasses. Tra gli altri vincitori figurano Lancel, con Emeline, per le montature da vista Labels; Maison Lune, con La Galet, nel vista Eyewear Designer; Caroline Abram, con Sakura, per gli occhiali da sole della stessa categoria; Rolf Eyewear, con Superbird, per le montature da vista nella categoria Craftmanship & Know-how e Brett, con Ferdinand Sun C06, per gli occhiali da sole nella medesima area. Il premio speciale della giuria è stato, infine, assegnato a Paloceras per Pebble RX. A cura della redazione Eventi

Varilux Business Lab: così valorizziamo la prossimità professionale

È partita la seconda fase del roadshow di EssilorLuxottica dedicato al mondo della presbiopia, articolato in 12 tappe sul territorio nazionale, ciascuna con circa 50 professionisti, tra titolari e staff.

Lozza: nella nuova campagna la bellezza senza tempo del Lago di Garda

È ambientata sulle sue sponde la comunicazione della collezione autunno inverno del marchio di occhialeria fondato nel 1878 e house brand di De Rigo «Un luogo dalla bellezza senza tempo come il Lago di Garda, scelto per raccontare una collezione che intreccia heritage e contemporaneità e che, attraverso un linguaggio fatto di forme, luce, colore e materia, rinnova i codici distintivi di Lozza - spiega una nota dell’house brand di De Rigo Vision - All’interno della gamma (nelle foto, alcuni modelli), architettura ed eyewear si incontrano in un equilibrio di linee e proporzioni. La ricerca sui materiali si esprime attraverso nuovi acetati bi-layer e acetati striati, capaci di creare profondità, contrasti e sfumature cromatiche». Tra le novità, profili morbidi e arrotondati convivono con silhouette più geometriche, ovali, esagonali e rettangolari, mentre la palette alterna nero, havana, taupe, crystal e sofisticate combinazioni bicolore. Il modello SL4444 dà forma alla nuova ricerca sugli acetati attraverso una particolare versione taupe striata con lenti verdi, mentre SL4445 reinterpreta una delle combinazioni più distintive del linguaggio estetico Lozza, accostando l’havana marrone a lenti blu. Accanto alle nuove proposte, la collezione guarda all’archivio di Lozza tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, rielaborando i codici del passato in chiave attuale. Ne sono esempio i modelli VL2461 e VL4433, caratterizzati da silhouette ovali e sottili, tipiche di quel periodo, rivisitate con proporzioni aggiornate ed elementi essenziali che vogliono esaltarne la contemporaneità. La tradizione progettuale del brand continua ad emergere nel recupero di elementi iconici come il ponte SuperV645 e il clip-on in metallo, riproposti nel modello VL4437/UL4437, dettagli che attraversano le generazioni e riaffermano l’identità Lozza. «Il risultato è un eyewear che esprime design senza tempo e maestria artigianale, in cui il patrimonio storico del marchio diventa punto di partenza per una ricerca contemporanea - aggiunge il comunicato - I dettagli iconici, come il monogramma Lozza e la reinterpretazione della storica cerniera Elios attraverso i rivetti metallici a vista, riaffermano un’identità precisa, mentre materiali, proporzioni e cromie ne rinnovano l’espressione». A cura della redazione

Occhialeria: mercato interno stabile, export in progressiva ripresa

Secondo i dati Anfao relativi al primo semestre 2026, le esportazioni di montature hanno fatto registrare un calo del 2,7% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente, ma con un recupero tra aprile e giugno. Per l’Italia la dinamica è invariata se confrontata con le ultime rilevazioni: lieve aumento dell’oftalmica, a fronte di una altrettanto lieve contrazione dell’eyewear

Patologie retiniche: nuove vie sperimentali per portare i farmaci oltre le barriere dell’occhio

Una revisione pubblicata su Frontiers in Molecular Biosciences analizza circa cento studi sulle nanoparticelle lipidiche per la somministrazione oculare: l’obiettivo è aumentare la quantità di principio attivo che raggiunge i tessuti posteriori del sistema oculare e rendere più efficace, ad esempio, il trattamento di alcune malattie della retina Portare un farmaco attraverso la superficie dell’occhio fino al tessuto rappresenta una delle principali difficoltà della terapia oftalmica: in generale meno del 5% della dose contenuta in una goccia di collirio riesce infatti a superare la cornea, mentre la parte restante viene rapidamente eliminata attraverso il film lacrimale, l’ammiccamento e il drenaggio nasolacrimale. Il risultato è una permanenza limitata del collirio sulla superficie oculare e, di conseguenza, la necessità di ripetere frequentemente l’applicazione per mantenere concentrazioni farmacologicamente efficaci. Il problema diventa ancora più complesso quando il bersaglio è situato nella parte posteriore del bulbo, come nel caso della retina, tanto che per diverse patologie è ancora oggi necessario ricorrere a somministrazioni intravitreali. In tale ambito si inserisce una recente revisione pubblicata su Frontiers in Molecular Biosciences, che ha preso in esame circa cento studi dedicati proprio all’impiego di nanoparticelle lipidiche, sistemi di dimensioni estremamente ridotte realizzati con materiali grassi biocompatibili che possono incorporare un principio attivo, proteggerlo dalla degradazione e favorirne un rilascio più controllato in prossimità del bersaglio. Tra quelle analizzate figurano le nanoparticelle lipidiche solide, caratterizzate da una matrice compatta nella quale viene incorporato il farmaco, i trasportatori lipidici nanostrutturati, che combinano componenti solide e liquide creando una struttura più irregolare e potenzialmente capace di contenere quantità maggiori di principio attivo, e i sistemi lipidici cationici, oltre ai liposomi e ad altre strutture vescicolari. Le sperimentazioni precliniche considerate nella revisione hanno riguardato numerosi principi attivi, tra cui antibiotici, antinfiammatori, antifungini, antivirali, ciclosporina e molecole destinate alla riduzione della pressione intraoculare. Se le patologie della superficie e del segmento anteriore, come congiuntiviti, cheratiti e uveiti anteriori, risultano relativamente più accessibili alla somministrazione locale, raggiungere il segmento posteriore rimane una sfida molto più complessa. Retina, coroide e nervo ottico sono infatti separati dalla superficie oculare da una serie di barriere che limitano la diffusione dei farmaci. È il caso di malattie quali degenerazione maculare legata all’età, edema maculare, retinopatia diabetica, alcune forme di uveite posteriore e patologie ereditarie della retina. Per diverse di queste condizioni, in particolare quando sono coinvolti farmaci biologici, le iniezioni intravitreali rappresentano ancora una modalità di trattamento fondamentale. «Le formulazioni nanometriche potrebbero quindi avere un ruolo importante, ma l’ipotesi di sostituire le somministrazioni intravitreali con un trattamento topico non invasivo resta, allo stato attuale, sperimentale: sarebbe necessario dimostrare che una quantità terapeuticamente sufficiente di farmaco riesca effettivamente a raggiungere la retina in condizioni di sicurezza», si legge sul sito di Mondosanità.

Oliver Peoples, un incontro tra ispirazione vintage e rigore architettonico

È quello che riflettono le montature più distintive per l’autunno inverno dell’house brand di EssilorLuxottica: una collezione che mette al centro le iconiche silhouette d’archivio, con una particolare attenzione a forme e volumi, espressi attraverso il contrasto tra acetati dalle linee estremamente arrotondate e titanio dal design essenziale I modelli autunno inverno 2026-27 di Oliver Peoples si distinguono per una palette di acetati in tonalità neutre, calde e fredde, declinate nelle classiche sfumature tartarugate e in finiture traslucide. «A renderli riconoscibili, le lenti sfumate effetto délavé, ispirate alla delicatezza dell’acquerello», sottolinea una nota dell’house brand di EssilorLuxottica. Nel suo insieme, la collezione riflette l’eleganza senza tempo del marchio, coniugandone il patrimonio stilistico con una raffinatezza contemporanea. EZ-Y reinterpreta uno degli occhiali da vista più riconoscibili dell’archivio Oliver Peoples: la costruzione semi-rimless in titanio definisce una silhouette essenziale e sofisticata, caratterizzata da un’unica barra superiore che prosegue con fluidità nelle aste, dando vita a un design privo del ponte tradizionale. Le lenti sfumate effetto délavé ne accentuano il carattere contemporaneo. «Le montature più rappresentative di questa stagione riflettono l’incontro tra ispirazione vintage e rigore architettonico - prosegue il comunicato - Aymes rievoca lo stile degli anni Settanta con una linea oversize dal doppio ponte, Tassin si distingue invece per una forma in acetato particolarmente arrotondata, bilanciata da dettagli più netti e definiti». A sua volta Eyles-R prende spunto dalle montature da vista d’archivio, «con un frontale in acetato dalle geometrie definite e un caratteristico ponte a chiave, proposto in varianti traslucide e finiture dalla texture particolare, mentre Elietta si distingue per la sua silhouette rettangolare dalle linee morbide e levigate», continua la nota. La collezione comprende poi due nuovi modelli da sole a doppio ponte, realizzati in titanio leggero. «Brunner ha un’estetica più decisa, con cerchi sagomati, dettagli laterali avvolgenti e una filigrana incisa su tutta la montatura, testimonianza della sofisticata maestria artigianale giapponese. Caylor interpreta lo stesso elemento con un approccio più essenziale: il doppio ponte, il profilo marcato dei cerchi e le proporzioni calibrate definiscono una silhouette pulita, contemporanea e immediatamente riconducibile al linguaggio estetico di Oliver Peoples – si legge ancora nel comunicato - Insieme, i due modelli definiscono una nuova interpretazione dell’occhiale in titanio, caratterizzata da volumi scultorei e proporzioni raffinate». La ricerca sui volumi delinea infine la proposta in acetato di questa stagione. «Encina si distingue per una silhouette decisa e slanciata verso l’alto, costruita attraverso linee curve e angoli ben definiti. Larell richiama invece l’estetica degli anni Settanta con una costruzione in acetato dalle forme marcatamente arrotondate, in equilibrio tra geometrie espressive e proporzioni raffinate», conclude la nota.

Optovista: in Sicilia potenzia il servizio di montaggio

L’azienda oftalmica prosegue nel percorso di consolidamento della propria presenza sul territorio siciliano, rafforzando le strutture delle filiali di Catania e Palermo con l’ingresso di figure specializzate «La storica filiale di Catania e la più recente sede di Palermo rappresentano due importanti punti di riferimento per i centri ottici partner dell’area e, attraverso questi nuovi inserimenti, potranno migliorare ulteriormente la gestione dei flussi di lavoro e la qualità del servizio offerto - si legge in un comunicato di Optovista - A garantire il presidio commerciale diretto sul territorio sono Massimiliano Giunta, referente commerciale per la filiale di Catania, e Francesco Chiacchio, per quella di Palermo». A loro rispondono le due nuove risorse dedicate al montaggio, che portano nelle rispettive sedi competenze ed esperienza specifiche, con l’obiettivo di «rendere il servizio ancora più efficiente e di mantenere gli elevati standard qualitativi che da sempre caratterizzano l’operato di Optovista», sottolinea la nota. Tali ingressi rientrano nel più ampio progetto di ampliamento e potenziamento della presenza dell’azienda a livello locale. «La nostra crescita sul territorio passa necessariamente anche dalla qualità del servizio che siamo in grado di garantire ogni giorno ai clienti - commenta nel comunicato Paolo Pettazzoni, presidente e amministratore delegato di Optovista - Rafforzare le filiali di Catania e Palermo con professionalità già qualificate significa investire concretamente nella capacità di essere più vicini ai centri ottici e di rispondere alle loro esigenze con competenza, rapidità e continuità. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a sviluppare la presenza di Optovista in Sicilia e, più in generale, sul territorio nazionale».

Hoya: con “Vivi la vita” per emozionare e far crescere le progressive

Con l’investimento nella nuova campagna televisiva, on air da ottobre, l’azienda oftalmica punta ad aumentare la consapevolezza dei consumatori, sostenere lo sviluppo della categoria e creare nuove opportunità per i centri ottici partner La campagna vuole tradurre al grande pubblico la missione dell'azienda, “Improve Life Through Vision”, e nasce dall'osservazione di un cambiamento profondo nella società. «Oggi i portatori presbiti vivono questa fase della vita in modo diverso rispetto al passato e desiderano mantenere uno stile dinamico e appagante: in tale contesto le aspettative nei confronti della visione evolvono, così come l’approccio alla presbiopia - si legge in una nota di Hoya Vision Care Italia - Il portatore, infatti, non cerca semplicemente una correzione, ma una soluzione capace di accompagnarlo in tutte le diverse attività della giornata: vuole vedere bene, certamente, ma soprattutto vuole continuare a vivere davvero ogni momento». Da qui nasce “Vivi la vita con lenti progressive Hoya”, che sposta il racconto dall’esigenza visiva alla persona. «Con questa campagna abbiamo scelto di non parlare solo di lenti, ma di persone: vogliamo mostrare come una visione di qualità consenta di continuare a vivere pienamente le proprie passioni, relazioni ed esperienze quotidiane - racconta nel comunicato Maurizio Veroli, amministratore delegato di Hoya Vision Care Italia - È un messaggio che riflette perfettamente il modo in cui l’azienda interpreta sul mercato la propria missione di migliorare la vita dei portatori attraverso soluzioni visive di qualità». Elemento distintivo della campagna è anche la colonna sonora, costruita attorno al celebre brano “Viva la vita” di Francesco Gabbani: la musica diventa così parte integrante della narrazione, contribuendo a creare una connessione emotiva immediata e a rafforzare la memorabilità del messaggio. «La scelta di “Viva la vita” non è casuale: rappresenta l'energia e la voglia di vivere che caratterizzano il portatore di lenti progressive oggi - precisa la nota - La musica ci permette di raccontare questi valori con un linguaggio universale, immediato ed emozionale». Per l’azienda la televisione e il digital rappresentano un investimento strategico, con la finalità di parlare direttamente a un pubblico ampio e portare questa soluzione visiva fuori dai confini della comunicazione di settore. «Significa accrescere la conoscenza della categoria e stimolare nelle persone una domanda più consapevole sulla qualità della propria visione - spiega il comunicato - L'obiettivo non è soltanto aumentare la visibilità, ma contribuire allo sviluppo del segmento delle progressive personalizzate, creando nuove opportunità per i centri ottici». Lo spot si conclude infatti con un invito diretto al consumatore a rivolgersi ai partner Hoya, riconoscendo il valore della consulenza professionale nella scelta della lente più adatta alle proprie esigenze. «La televisione genera attenzione e interesse, ma è all'interno del centro ottico che le persone trovano ascolto, consulenza e personalizzazione - aggiunge Veroli - Per questo motivo abbiamo pensato anche a una serie di strumenti che hanno l’obiettivo di valorizzare il ruolo del professionista della visione, accompagnandolo nello sviluppo della relazione con i propri clienti».
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