b2eyes today

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por Fabiano Editore
Temporada 1

Zeiss: un ponte sul futuro dei centri ottici

Prosegue il progetto dell’azienda oftalmica che offre percorsi formativi dedicati, strumenti innovativi e competenze strategiche per aiutare i giovani professionisti a valorizzare la propria identità imprenditoriale: un'iniziativa pensata per connettere l'esperienza e i valori della tradizione con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, favorendo una crescita sostenibile

Torino: primo autotrapianto al mondo che coinvolge anche la retina

L'équipe della Clinica Oculistica universitaria dell'ospedale Molinette, guidata da Michele Reibaldi, nei giorni scorsi ha eseguito con successo un trapianto completo del segmento anteriore dell'occhio e della parte centrale della retina, da un occhio all'altro della stessa paziente, che torna a vedere dopo 5 anni di cecità totale La signora Elena, 67 anni, aveva completamente perduto la capacità visiva a causa di un grave incidente stradale: lo scontro, spiega una nota dell’ospedale Molinette, aveva provocato «una lesione irreversibile al nervo ottico dell'occhio sinistro, spegnendone la vista per l'impossibilità di trasmettere la luce al cervello, ma lasciando sane le strutture oculari. Al contrario, l'occhio destro, già affetto da maculopatia, aveva subìto traumi tali da compromettere irrimediabilmente la retina e la trasparenza della cornea. La distruzione totale della porzione contenente le cellule staminali rendeva del tutto impossibile un normale trapianto di cornea, condannando da anni la donna alla cecità». L'ostacolo, ritenuto a oggi insormontabile a livello internazionale, è stato superato grazie a un'intuizione di Michele Reibaldi, direttore della Clinica Oculistica universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (nella foto, tratta dal sito della struttura) ed esperto chirurgo retinico. «Sfruttando i tessuti sani ma non più funzionanti dell'occhio sinistro, i medici hanno prelevato e trasferito nell'occhio destro un intero blocco anatomico comprendente la cornea, la sclera, la congiuntiva e, per la prima volta al mondo, la porzione centrale della retina, la macula: questo "trasloco" biologico ha permesso di ricostruire un occhio vedente partendo dai due occhi compromessi», prosegue il comunicato. La vicenda si distingue anche per un profondo tocco di umanità, poiché la paziente era arrivata in reparto insieme alla sua inseparabile compagna di vita Joe, un cane da accompagnamento per persone non vedenti, e la direzione della struttura ospedaliera ne aveva autorizzato il ricovero insieme alla signora. «Questo intervento rappresenta una nuova frontiera nella chirurgia oculistica - dichiara Reibaldi nella nota - Fino a oggi il trapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo da Vincenzo Sarnicola e dal sottoscritto proprio qui alle Molinette, mentre mai era stato possibile trapiantare la zona centrale della retina. Adesso aspettiamo di vedere quanto la retina trapiantata sia in grado di funzionare, ma i primi riscontri sono incoraggianti. Una maratona chirurgica molto complessa, durata quasi 6 ore, che è stata possibile solo grazie a una collaborazione straordinaria tra oculisti, anestesisti, infermieri e direzione sanitaria». La paziente sta rispondendo molto bene all’operazione. I controlli clinici confermano il successo dell'attecchimento dei tessuti trasferiti e il progressivo recupero funzionale dell'occhio. «Un intervento ai limiti dell'impossibile senza precedenti – afferma nel comunicato Livio Tranchida, direttore generale della Città Della Salute - Un grazie ai nostri professionisti che si sono resi protagonisti di questo miracolo, ma che soprattutto hanno accolto ancora una volta le fragilità dei nostri pazienti, in particolare della signora Elena, che ora potrà tornare a vedere il mondo accompagnata dalla sua cagnolina Joe. Ancora una volta la dimostrazione del valore della sanità pubblica, in cui credo fermamente». A cura della redazione

CertotticaGroup, bollino d'eccellenza per il progetto Disruption di Ablògos

Una rete ampia e strutturata, un'unica governance condivisa su scala provinciale, welfare territoriale affrontato in modo sistemico, elemento significativo di innovazione istituzionale, unico rappresentante del Bellunese: queste le motivazioni che hanno portato all'assegnazione del riconoscimento "Buone pratiche in ambito di welfare locale e territoriale integrativo", alla sua seconda edizione, promosso da Veneto Welfare-Veneto Lavoro, in collaborazione con Anci Veneto e con il supporto scientifico del Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare, all’iniziativa ideata dalla società che fa parte del gruppo di Longarone Il progetto Disruption di Ablògos, società di CertotticaGroup dedicata allo sviluppo delle competenze umane necessario per affrontare le sfide del futuro, nasce con il Bando P.A.R.I-Progetti e Azioni di Rete Innovativi per la parità e l’equilibrio di genere della Regione Veneto: originariamente punta il suo obiettivo sulla parità di genere, ma presto allarga lo sguardo al welfare territoriale, coinvolgendo enti pubblici e realtà private. «Diventa uno dei 24 progetti finanziati in Veneto e porta, nel febbraio 2025, alla firma di un protocollo che vede coinvolti una ventina di attori del territorio, dalle associazioni di categoria ai sindacati, fino ai comuni e le loro Commissioni Pari Opportunità, passando per le Intese programmatiche d’area, l’Ufficio Scolastico Territoriale e il mondo cooperativo, in un progetto di welfare territoriale integrato - si legge in un comunicato congiunto - Attraverso otto aree tematiche, individua le linee strategiche di intervento in ambiti come la residenzialità, la mobilità, le nuove generazioni, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la co-programmazione pubblico-privato e l'empowerment femminile. Dal protocollo, nominato “Strategie e Innovazione per un Welfare di Parità”, prende vita la Direzione Strategica che ancora oggi, nonostante il progetto sia ormai concluso, continua la sua operatività, coinvolgendo i protagonisti del protocollo e allargando la propria rete». «Quando si è più piccoli, in termini numerici, bisogna sempre essere più bravi, e credo proprio che con questo progetto abbiamo confermato tale teoria», commenta nella nota Michele Dal Farra (nella foto, a destra), direttore generale di Ablògos, alla notizia dell'aggiudicazione del riconoscimento. Fondamentale nel coordinamento dell'attività è stato il ruolo della Consigliera di Parità della Provincia di Belluno, Flavia Monego. «L'ottenimento di questo bollino (nella foto, a sinistra) è il riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto e che continuiamo a fare, è la certificazione dell'eccellenza dell'attività cui abbiamo dato vita coinvolgendo 1.500 destinatari e più di 80 interventi nel territorio provinciale», afferma Monego nel comunicato. «Il futuro del territorio bellunese passa anche da queste azioni che permettono di coordinare gli attori e di programmare servizi e iniziative realmente utili al tessuto sociale ed economico - conclude nel comunicato Luca Businaro, presidente di CertotticaGroup, che controlla il 60% di Ablògos - Accogliamo il riconoscimento con orgoglio e soddisfazione: è un attestato che dimostra, ancora una volta, come CertotticaGroup, attraverso tutte le sue realtà, sia in grado di dare risposte negli ambiti dell'innovazione, della certificazione e della formazione alle aziende, e allo stesso tempo di essere un partner di affidabilità e qualità garantita per le istituzioni del territorio». A cura della redazione

Optocoop Italia: con Oxo Pratika un'evoluzione nella gestione delle assicurazioni

Il nuovo servizio del consorzio ottico, operativo dal gennaio scorso, completa un percorso avviato sei anni fa con i primi accordi nel welfare sanitario e proseguito con il portale unico Oxo ha dato vita nel 2020 alle prime convenzioni dedicate ai fondi Blue Assistance e Previmedical. Poi è stata la volta dell'accordo con Generali nel 2024, per arrivare al portale unico lanciato nella primavera dell’anno successivo, finalizzato a semplificare la gestione delle pratiche assicurative nei centri ottici aderenti. L'ultimo tassello di questa evoluzione è Oxo Pratika, la piattaforma presentata da Roberta Polimeni, in qualità di responsabile comunicazione e trade marketing di Optocoop Italia, al convegno “Let's Keep in Touch” svoltosi un paio di mesi fa al Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso, in provincia di Monza e Brianza, e dedicato al sistema salute, con un intervento dal titolo “La gestione assicurativa in una realtà consortile territorialmente diffusa: problematiche e soluzioni” (nella foto a sinistra). «A metà gennaio abbiamo lanciato Oxo Pratika, un'interfaccia che racchiude alcune tra le aziende leader che gestiscono i fondi assicurativi e attraverso la quale i nostri soci possono gestire ancora meglio le pratiche dei loro clienti: si tratta dell'evoluzione del percorso avviato qualche anno fa dal consorzio nel campo delle assicurazioni, con evidenti benefici sia per gli associati Expert e Super Expert, circa 300 sui 450 complessivi, sia per i consumatori - spiega Polimeni a b2eyes TODAY - La partecipazione al convegno del maggio scorso è stata molto significativa: Oxo si è proposta come una realtà italiana dell’ottica particolarmente attenta a una tematica di grande interesse sia per i punti vendita sia per gli utenti finali. Questo tipo di pratiche possono infatti contenere la spesa per l’acquisto di un paio di occhiali o delle lenti a contatto e ridurre i tempi di rotazione, aspetti di grande importanza nel nostro mercato, ancora di più alla luce dell’attuale congiuntura economica» (nella foto a destra, da sinistra: Roberta Polimeni con Fabio Frisani, vicepresidente Oxo, con due componenti del team di Optocoop Italia al convegno di Seveso). Angelo Magri

Stigliano: l’agentic commerce conosce il calendario del cliente, non la sua storia

In attesa dell’intervento che terrà al Forum della Vista 2026, in programma l’8 e 9 novembre a Bari, l’esperto internazionale di retail marketing offre a b2eyes TODAY alcune riflessioni sul presente e sul futuro dei centri ottici in Italia

Tree Spectacles incontra gli ottici italiani in un campo di grano

Ispirandosi al giorno più lungo dell'anno, l’azienda di eyewear d’avanguardia con sede nel Bellunese ha dato vita il 22 giugno a The Solstice, primo appuntamento con cadenza annuale concepito come momento di pausa, riflessione e confronto autentico: vi hanno partecipato professionisti e gruppi indipendenti e si è aperto con la presentazione della nuova collezione presso lo showroom del marchio Un appuntamento stagionale ispirato alla luce, al paesaggio e alle relazioni umane. Al tramonto, lo scorso 22 giugno, gli ospiti sono stati accompagnati in una location segreta all’aperto, scelta appositamente per l'occasione. Raggiungibile attraverso un sentiero immerso nel paesaggio circostante, il luogo della cena ha svelato una suggestiva installazione temporanea: una lunga tavolata conviviale allestita nel cuore di un campo di grano (nelle foto). «The Solstice nasce con l'idea di diventare un appuntamento annuale - spiegano a b2eyes TODAY da Tree Spectacles - Quest'anno abbiamo scelto il Bellunese, partendo dalla sede e poi coinvolgendo le nostre zone, perché rappresentano le nostre radici. Guardando al futuro e alle prossime edizioni dell’evento non ci poniamo limiti geografici: Tree Spectacles è un brand internazionale, contemporaneo e in continua evoluzione, quindi anche The Solstice potrà crescere e assumere forme e luoghi diversi, mantenendo sempre intatto il suo spirito». Secondo quando riportano da Tree Spectacles, la presenza degli ottici italiani è stata importante, soprattutto durante la presentazione della nuova collezione, che verrà lanciata ufficialmente in occasione di Silmo 2026. «La maggior parte degli invitati apparteneva al mondo dell'ottica indipendente, che rappresenta da sempre il nostro interlocutore naturale - ricorda l'azienda al nostro quotidiano - Erano presenti anche alcuni gruppi, sempre indipendenti, in linea con il tipo di relazioni che Tree Spectacles costruisce e coltiva nel tempo: dirette, autentiche e basate su una visione condivisa del prodotto e del mercato». In Italia l'impresa di eyewear, fondata nel 2011 e con sede a Sospirolo, in provincia di Belluno, collabora con Vega per la commercializzazione sull'intero territorio nazionale. «Siamo presenti in tutte le principali aree del paese, sempre nel rispetto del posizionamento del brand - dicono ancora dall’azienda - Il nostro obiettivo non è essere ovunque, ma essere nei centri ottici giusti, mantenendo una distribuzione coerente con l'identità e i valori di Tree Spectacles». La realtà bellunese dichiara che lo sviluppo dei partner a livello nazionale è stato particolarmente significativo, «grazie all'evoluzione della collezione, al crescente riconoscimento del marchio e al lavoro svolto insieme a Vega - aggiungono - Per noi conta soprattutto costruire una rete di qualità, composta da un team particolarmente coinvolto e motivato, che si sente parte importante della famiglia Tree Spectacles, e relazioni con i clienti stabili e durature». A cura della redazione

Benetti: con A riveder le Stelle unisce visione, inclusione e la meraviglia del cielo

Il progetto ideato dal gruppo, che conta tre centri ottici a Verona, quest’anno raggiunge il traguardo della sua quarta edizione, con un ciclo di due serate di osservazione astronomica, tra fine luglio e settembre: una formula capace di coniugare divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio locale e in grado di coinvolgere già oltre mille partecipanti L’iniziativa, che si inserisce all’interno della Benetti Ottica Academy, il programma attraverso il quale il gruppo promuove formazione, informazione e benessere visivo sul territorio, nasce dall’incontro tra la stessa Ottica Benetti e Continuando a crescere, realtà impegnata nella realizzazione di percorsi di inclusione sociale per bambini e ragazzi con disabilità. «Un sodalizio che ha dato vita a un progetto aperto a tutti, capace di abbattere barriere e rendere l’astronomia un linguaggio universale accessibile a ogni partecipante», sottolinea una nota dell’insegna. A confermare il valore dell’iniziativa, il patrocinio della Provincia di Verona e della Quarta Circoscrizione del Comune di Verona. «Questo progetto di osservazione astronomica è nato perché ci siamo resi conto che bambini e genitori trascorrono sempre più tempo concentrati su cellulari e computer – spiega in una nota Claudio Aldegheri (nella foto, in alto a destra), optometrista del Gruppo Ottica Benetti - Già il semplice gesto di distogliere lo sguardo dagli schermi per osservare le stelle rappresenta un momento prezioso, anche perché permette di affaticare meno gli occhi. A ciò abbiamo legato l’idea di renderlo aperto a tutti, senza distinzione, grazie alla collaborazione con la onlus Continuando a crescere. Perciò “A Riveder le Stelle” ci rende orgogliosi: si tratta di serate che pongono l’accento sull’inclusione sociale, un tema cui siamo molto sensibili, e poi ci fa particolarmente piacere vedere genitori e figli condividere tali serate». Quest’anno il pubblico, con un primo appuntamento già svoltosi il 22 luglio (nelle foto) e che sarà riproposto il 24 settembre, viene accompagnato in un viaggio alla scoperta del cielo e della Luna, mentre nelle passate edizioni i partecipanti, oltre allo stesso satellite, hanno potuto osservare Saturno, Giove, Venere e gli oggetti del profondo cielo. «A guidare le osservazioni Andrea Vanoni, astrofilo, astrofotografo e divulgatore scientifico di fama internazionale, per due volte selezionato dalla Nasa per l’Astronomy Picture of the Day e capace di conquistare il secondo posto al concorso mondiale promosso dall'Osservatorio di Greenwich con la sua “Moon Big Mosaic” – precisa il comunicato - Ad arricchire l’esperienza, una mostra fotografica con alcuni dei suoi migliori scatti: una selezione di dieci foto di grandi dimensioni dedicate al Sole e dieci alla Luna. Insieme a Vanoni, sono presenti Alessandro Biasia, divulgatore astronomico e astrofotografo, fondatore del progetto Astroavventura, dedicato alla divulgazione dell’astronomia sul web, e Federico Carollo, astrofotografo specializzato nella fotografia del profondo cielo, che gli ha permesso di scattare immagini di galassie, nebulose e ammassi stellari». A rendere ancora più suggestiva l’esperienza contribuisce la location scelta per i due appuntamenti: Forte Gisella, nel quartiere Santa Lucia di Verona, la fortificazione austriaca costruita tra il 1860 e il 1861 e intitolata a Gisella d’Asburgo, figlia dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Elisabetta di Baviera, una cornice considerata particolarmente adatta all’osservazione astronomica. A cura della redazione

Perugini: oggi un ottico deve saper comunicare al consumatore

Il premio che il professionista lombardo riceverà a metà novembre nell'ambito del Maestro Ottico celebra oltre sessant'anni di attività, caratterizzata da aggiornamento continuo, innovazione e attenzione alla relazione con il cliente Il prossimo 15 novembre a Franco Perugini (nelle foto, all'interno del suo centro ottico di Lissone, in provincia di Monza Brianza) andrà il nuovo riconoscimento istituito dagli organizzatori del Maestro Ottico per i professionisti che abbiano alle spalle almeno sessant'anni di attività dall'abilitazione in ottica. Il premio, rappresentato da una statuetta di Atlante che sorregge il mondo, si aggiunge a una serie di attestati già ottenuti: nel 2006 gli era stato conferito a Firenze il diploma di Maestro Ottico per i quarant'anni di professione, mentre nel 2016 aveva ricevuto sia la targa d'eccellenza, nell’ambito dello stesso evento, per il mezzo secolo di lavoro, sia il Salvino d'Argento come pioniere dell'optometria da parte di Federottica. «Non ho ancora deciso come festeggiare questo nuovo premio - racconta Perugini a b2eyes TODAY - Alcuni amici mi stanno incoraggiando a organizzare un momento aperto alla cittadinanza: dieci anni fa il sindaco mi scrisse una lettera nella quale riconosceva il ruolo sociale svolto dal nostro centro ottico e mi farebbe piacere condividere anche l'attuale riconoscimento con la comunità». L’insegna, oggi Gioielleria Ottica Sirtori, nasce a Lissone intorno alla metà degli anni Trenta del secolo scorso proprio come gioielleria, seguendo una tradizione familiare che aveva già portato all'apertura di altri punti vendita, a Cernusco sul Naviglio e a Gorgonzola, sempre nei pressi di Milano: il negozio di piazza Libertà viene infatti inaugurato circa novant’anni fa dalla madre di Perugini, Bice Sirtori. L'ottica entra nel 1966 grazie a Franco, che, dopo aver studiato dai Rosminiani a Stresa, sponda piemontese del Lago Maggiore, e aver cominciato il liceo classico a Domodossola, su suggerimento della madre passa al Galileo Galilei di Milano, allora in Porta Ticinese, si diploma nel ‘64 e inizia a lavorare accanto a Bice. «Pensavo di sapere tutto, ma appena entrato in negozio mi accorsi che non era così - ricordava sorridendo al nostro quotidiano in un’intervista del 2016 - Da allora non ho più smesso di studiare». Negli anni Settanta partecipa a Milano ai primi incontri dedicati all'optometria, prosegue la formazione a Vinci, dove ha l’opportunità di conoscere figure come Vasco Ronchi e Sergio Villani, e nel 1988, a 45 anni, consegue la laurea in Sociologia della comunicazione all'Università di Urbino. «Continuo ancora adesso a studiare, è un po’ come ricominciare sempre da capo per quanto riguarda l’optometria: seguo soprattutto webinar, nonostante stia cambiando lo stile di questo tipo di aggiornamento, spesso incentrato sulla app e sull’intelligenza artificiale - dice oggi Franco - La parte commerciale dell’attività e della vendita è gestita da mia moglie Bruna (nella foto, in basso a sinistra), che è ottica, coadiuvata da nostra figlia Beatrice, dalla commessa Rosella e saltuariamente da mia sorella Mariantilia, anche lei ottica».

EssilorLuxottica: con One Ocean tutela la Posidonia oceanica nel Mar Ligure

Il gruppo ha annunciato una partnership con l’organizzazione internazionale non profit dedicata alla conservazione dell’oceano, con l’obiettivo di contribuire in maniera concreta alla salvaguardia degli ecosistemi marini e promuovere una cultura della sostenibilità fondata sulla responsabilità verso il patrimonio naturale e le generazioni future: in particolare supporterà il progetto Blue Forest per la riforestazione marina del Mediterraneo attraverso il ripristino di un’area di prateria della preziosa pianta Il contributo di EssilorLuxottica supporterà l’espansione dell’iniziativa che One Ocean Foundation promuove dal 2023 in diverse aree della Liguria, tra cui i siti pilota di Punta Pedale e Paraggi, nell’area di Portofino. «La costa di Portofino è uno dei tratti di mare più preziosi del Mediterraneo per la ricchezza dei suoi habitat e della biodiversità che custodisce, configurandosi come un laboratorio naturale di straordinario valore per la ricerca scientifica - spiega una nota congiunta - Il programma di ripristino e monitoraggio si sviluppa secondo una visione di lungo periodo, indispensabile per valutare l’efficacia degli interventi e controllare l’evoluzione degli ecosistemi marini nel tempo». I risultati raggiunti finora confermano il valore di un approccio fondato sulla continuità delle attività sul campo e sulla stretta collaborazione tra One Ocean Foundation e l’Università di Genova, una sinergia che coniuga ricerca scientifica e interventi mirati per la rigenerazione e tutela della biodiversità marina, con particolare attenzione alle praterie di Posidonia oceanica. «L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’obiettivo globale 30x30 delle Nazioni Unite, che punta a proteggere almeno il 30% delle aree terrestri e marine del pianeta entro il 2030 – prosegue il comunicato - In tale contesto la riforestazione di Posidonia oceanica assume un valore rilevante per l’assorbimento di anidride carbonica, la protezione delle coste dall’erosione e la conservazione della biodiversità». «In EssilorLuxottica crediamo che la responsabilità di un’azienda globale come la nostra sia anche quella di contribuire alla tutela del patrimonio naturale da cui dipende il futuro delle comunità - commenta nella nota Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato del gruppo - La partnership con One Ocean Foundation rafforza il nostro impegno nella protezione degli ecosistemi marini, a partire dal Mediterraneo. Attraverso la condivisione di competenze e risorse, e in linea con Eyes on the Planet, ci impegniamo a consolidare un modello di crescita in cui la cultura della sostenibilità sia pienamente integrata nelle nostre decisioni e nella creazione di valore nel lungo periodo». A sua volta Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation, ricorda nel comunicato il ruolo fondamentale delle aziende nel cambiamento necessario e che la collaborazione con EssilorLuxottica dimostra come la sostenibilità possa tradursi in azioni concrete e misurabili a favore degli ecosistemi marini (immagine tratta dal sito di One Ocean Foundation). A cura della redazione

Monopoli, un evento per gli addetti alle vendite

Al debutto in occasione della diciottesima edizione del Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, in programma l’11 e 12 ottobre nella località pugliese, affiancherà la tradizionale plenaria: l'obiettivo è rafforzare le competenze organizzative e commerciali di una parte fondamentale dello staff all’interno di un centro ottico Accanto alle sessioni scientifiche dedicate all'intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie per la visione, tema portante del Convegno 2026 su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, l'appuntamento in programma l’11 e 12 ottobre all'Hotel Porto Giardino di Capitolo, alle porte di Monopoli, introdurrà una novità: un evento rivolto agli addetti alle vendite dei centri ottici. L'iniziativa, ancora in fase di definizione, si svolgerà in parallelo alla plenaria. «L'obiettivo è fornire allo staff le competenze necessarie per sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione nel centro ottico, così da offrire un servizio sempre più al passo con le esigenze del consumatore moderno - rivela a b2eyes TODAY Giancarlo Montani, responsabile scientifico del Convegno - Gli argomenti spazieranno dall'uso efficace dei canali di promozione del punto vendita alle indicazioni per la scelta di montature e lenti oftalmiche, fino alla corretta gestione dei follow-up per i portatori di lenti a contatto. In sostanza, tutto ciò che deve essere fatto in un centro ottico moderno e virtuoso. È un esperimento, va testato, ma rappresenta un debutto assoluto per il nostro appuntamento, da sempre focalizzato sulla parte scientifica, che resta comunque il cuore delle due giornate di lavori». Secondo il professionista, oggi è indispensabile affiancare alla preparazione tecnico-scientifica una formazione dedicata alla gestione dell'attività e del cliente finale. «La complessità dell’organizzazione di uno store moderno non può più essere considerata un elemento secondario e, di conseguenza, anche la preparazione di chi si occupa delle vendite assume un ruolo fondamentale - sottolinea Montani - Non esistendo linee guida specifiche al riguardo, si rischia quindi di lasciare scoperta un'area che ha bisogno invece di essere costantemente aggiornata. A gestire la nuova proposta formativa saranno prevalentemente professionisti del settore che hanno sviluppato approcci innovativi nei rispettivi centri ottici».
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