Parolegiocattolo

Parolegiocattolo

por Susanna Nugnes
Incontro Fondazione Idana Pescioli 6/03/2026
Buonasera a tutti, è per me un grande onore essere qui in questa Fondazione dedicata a questa grande donna, Idana Pescioli, maestra di Daniela Pantaloni. La mia ex Dirigente scolastica. Avete sentito la lettura di una poesia che ha un titolo, per me molto importante. Fine anno ‘84, a settembre infatti di quest’ anno cominciai a muovere i primi passi come insegnante. La poesia è molto intensa e credo si adatti, purtroppo, a quello che stiamo vivendo anche oggi. Si spera sempre che la storia ci abbia lasciato un insegnamento, invece pare che l'uomo non sia in grado di imparare. Ma adesso noi cercheremo di stare insieme, di raccontarci delle cose, di fare una sorta di amarcord, ritornando a quello che appunto, è stata un po' la mia vita fra i banchi di scuola. La protagonista di questo ricordo è una classe che per un triennio ha giocato con le parole. Leggete il mio post sul questo blog.
La vie en rose
Il brano che avete appena ascoltato è tratto da «La tirannosaura rosa», una deliziosa fiaba di Alessandro Niero, illustrata da Emanuele Benetti e appena uscita per l'editore Caissa Italia. Violetta, una cucciola di tirannosauro, è nata diversa; no, diciamo meglio, sarebbe nata uguale, e dunque di colore verde, e poi sarebbe diventata rosa come tutto grazie al morsetto di Rosalba, la regina del paese di Rosemburgo, che però non va a segno perché ha sbagliato a scegliere la… chiappetta da mordere (sinistra anziché destra) con il suo dente da vampira oppressiva e monomaniaca. Così, in questo regno dove tutto deve uniformarsi, a Violetta non serve neanche usare il filino rosa, «appena appena più scuro di tutto il resto» che è necessario per poter distinguere ogni cosa dall'altra. Ciò che invece le è veramente indispensabile – come avete sentito – è l'unguento del padre farmacista. Che vita dura quella di Violetta, ma in fondo è dura per tutti i sudditi della dispotica Rosalba, che pure, gioco forza, si sono dovuti omologare. La fiaba si regge su un contrasto netto tra la morbidezza del colore, da sempre sinonimo di romanticismo e tenerezza, e la inflessibilità del comando. Il rosa confetto, infatti, diviene il simbolo della dittatura perfetta. «Pink is ugly», potremmo dire, e il verde, il colore della vita stessa, diviene il nemico numero uno. Incantevoli anche i giochi di parole con la parola “rosa” e lo stile arioso e leggero in una fiaba moderna, ricca di temi sociali e di grande attualità. Chi insomma, la spunterà alla fine,? Non resta che leggere la fiaba. Se il rosa è diventato una prigione, riuscirà la verità del verde (e di tutti gli altri colori) a riemergere e a ripristinare l'equilibrio? Chissà… I bambini, invece, hanno, per fortuna, una possibilità di scelta: possono liberare subito il loro verde. Basta dare loro un foglio bianco e chiedere di disegnare un nuovo habitat per i saurini sfortunati. I bambini sì, che sanno vedere e creare il mondo a colori e magari anche a pois.
Il sonno dei giusti
Un flash, un incantamento, una visione e un ricordo bellissimo. Desideravo da sempre vederlo. Adesso non scorderò mai più quell'incontro. Se preferite leggerlo lo trovate nel mio blog per celebrare il sabato santo. Grazie
Il coraggio da "...E così diventai Betty Boop" di Carmelinda Gentile editore Aurea Nox
La vita, la morte, la forza e la fragilità, l'amore, il tradimento e tanto altro. Trovate il libro di Carmelinda Gentile, la Beba di Montalbano anche su Amazon https://www.amazon.it/alla-fine-diventai-Betty-Boop/dp/B0GBZQDCJD o sul sito della casa editrice Aurea Nox. Regalatevelo, è per una giusta causa, sul retro copertina c'è un nastro rosa che parla di prevenzione, cura, assistenza. Buona lettura
Mia moglie di Piero Ciampi
Si sono persi i versi della formattazione ma mi piace condividere tutto il testo della canzone del cantautore livornese maudit, ma seguendo le maiuscole capite le spezzature: C'era un grande disordine Tu avevi preparato le tue valigie rosse E con tono deciso chiamavi per telefono un tassì Era un sabato sera La tavola era vuota, le stanze sottosopra Mi affaccio alla finestra Per essere sicuro che è proprio casa mia Cosa sta succedendo? ti ho chiesto di cenare Tu hai chiuso le valigie, ti sei appoggiata al muro Senza guardarmi hai detto: "Io vado via" Mi sono controllato, non ho cercato di fermarti Sicuro che il tuo gesto non fosse verità Tu precipitasti nella mia anima Ricordi che ti chiesi: "Ma tu chi sei?" E tu mi rispondesti: "Non hai capito" Tu mi rispondesti: "Io sono te, io sono te" Quanti lunghi giorni scoprendomi geloso E tu non ritornavi, conobbi la tristezza La casa mi sembrava una trincea Il tempo mi pesava, cercavo di reagire Sparavo alle illusioni, dormivo sulle spine Vivevo alla giornata come un tempo Per telefono un uomo mi disse: "Licenziato" Neppure gli risposi, sai quanto me ne fregava La ruota era girata, non mi importava niente Non avevo rimpianti, provavo indifferenza Se ho perduto tutto, dunque ti ho amata tanto Tu precipitasti nella mia anima Ricordi che ti chiesi: "Ma tu chi sei? Ma tu chi sei?" E tu mi rispondesti: "Non hai capito" Tu mi rispondesti: "Io sono te" Ma una sera d'inverno vagavo senza meta Un anno era passato, guardavo nei negozi Sperando di incontrare qualcuna come te Invidiavo la gente che andava frettolosa Nel senso più completo mi sentivo un estraneo Decisi di cercare un vecchio amico Mi afferrarono un braccio In quella confusione pensai a qualche matto Girandomi di scatto rimango sbalordito Sei proprio tu, sei proprio tu, sei proprio tu Mi hai detto sottovoce: "Mi sento molto stanca Ritorno dal lavoro, mi puoi accompagnare?"
Enigma: In una chiesa di Fiesole
Alfredo Baroni costruisce per l'evento a lui dedicato un sonetto dal titolo In Una chiesa di Fiesole, sarei felice se voleste provare a risolverlo, un bisenso fortissimo è la parola pale, di cui si ha tanto bisogno in questa estate torrida. Un enigma colto che si rifà alla Vita Nova di Dante. Nell'immagine un giovane Alfredo Baroni con la "madre" del rebus: Maria Ghezzi, alias Brighella. Belle cose, ma non finisce qui, naturalmente
Di Sale e di Fuoco, Lucia La Macchia per AUREA NOX
E' una lettura tratta dalla carta VIIII: L'Eremita, simbolo di chi con saggezza e conoscenza, viaggia per apprendere e poi restituire. Ma qui in primo piano c'è Smeragdina...
Isolina, "la strega",
Tratto dal Libro Di Sale e di Fuoco di Lucia La Macchia Aurea Nox editore, pgg.216-7. l'Arcano questa volta è la Luna: parole chiave: Femminilità, follia, superstizione, mistero. Per chi vuole conoscere una megara.
L'Ape Regina
Dal Libro Sette porte di Grazia Velvet Capone
Dea Villa di Grazia Velvet Capone
Da Sette Porte per l'editore Aurea nox
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