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por Kvox
Temporada 2
SETTANTAxOTTANTA: 1968. Domina le classifiche Hey Jude, la celebre canzone dei Beatles che tutti credono dedicata a qualcuno, ma quasi nessuno sa davvero a chi
Non era per John Lennon (1940-1980) e nemmeno per Yoko Ono (1933). E, ad essere precisi, non era nemmeno una canzone d’amore. Eppure per decenni si è discusso sul vero destinatario di Hey Jude, uno dei brani più celebri dei Beatles. Una storia fatta di separazioni, equivoci e interpretazioni che ancora oggi alimentano il mito di una canzone lunga oltre sette minuti diventata un simbolo universale di conforto e speranza. Una canzone nata durante una crisi familiare Quando Paul McCartney (1942) iniziò a scrivere Hey Jude nell’estate del 1968, i Beatles stavano attraversando uno dei periodi più turbolenti della loro storia. Tuttavia, il punto di partenza del brano non riguardava affatto il futuro della band, quanto la fine del matrimonio tra John Lennon e Cynthia Powell Lennon (1939-2015).
SETTANTAxOTTANTA: 1972: parte l’avventura di SuperGulp! Fumetti in TV, ispirato da Carosello. “E l’ultimo chiude la porta!” rimane fissato nella memoria
“Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!“. La frase di chiusura di Supergulp pronunciata dall’acerrimo nemico dell’investigatore privato newyorkese (col berretto di Sherlock Holmes, l’impermeabile di Humphrey Bogart e un papillon rosso a pois) Nick Carter, il trasformista Stanislao Moulinsky con la voce di Mauro Mattioli (1950), imitando quella di Amedeo Nazzari (1907-1979), è ancorata saldamente nella memoria di ogni (ultra) 50enne… Supergulp: l’ibridazione Nick Carter era il personaggio principale di una curiosa ibridazione (come si dice oggi) di fumetti e cartoni animati. Supergulp (inizialmente solo Gulp!), andò in onda in due periodi distanziati: la prima volta il 14 settembre 1972 alle 21,15 sul Secondo con una presentazione di Cochi e Renato e poi sulla Rete 2 (in seguito Rai 2) dal 15 marzo 1977 al 1981, divenendo Buonasera con… Supergulp!.
SETTANTAxOTTANTA: 1982. Arriva in Italia Buck Rogers, l’astronauta ibernato nel 1987 che si risveglia 500 anni dopo. La serie piace, ma non riesce a sfondare
Quando arrivò sugli schermi italiani nel 1982, Buck Rogers rappresentava una delle più spettacolari risposte televisive all’ondata fantascientifica nata dopo il successo di Star Wars. Tra astronavi scintillanti, robot parlanti, principesse spaziali e avventure intergalattiche, la serie riuscì a conquistare una generazione di telespettatori, diventando uno dei telefilm cult dell’immaginario anni Ottanta, anche se non riuscì a sfondare nell’audience. Dalle pulp magazine alla televisione Il personaggio di Buck Rogers nasce molto prima della televisione: fu creato nel 1928 dallo scrittore Philip Francis Nowlan (1988-1940) per il racconto pulp Armageddon 2419 A.D. pubblicato sulla rivista Amazing Stories. Il successo delle successive strisce a fumetti trasformò Buck Rogers in uno dei primi grandi eroi della fantascienza popolare, anticipando di decenni molti temi poi sviluppati da cinema e TV.
SETTANTAxOTTANTA: 1969. Serge Gainsbourg e Jane Birkin fanno da apripista al sexy sound. Le canzoni erotiche ai vertici della hit parade Rai, sfidano la censura
Da quando nell’agosto 1969 il musicista Serge Gainsbourg (1928-1991) e l’attrice Jane Birkin (1946-2023) pubblicarono il singolo Je t’aime moi non plus, dando il via al fenomeno del sexy sound, niente fu come prima. Censura La canzone che mima un rapporto sessuale, destò un tale scandalo da essere censurata dalla maggior parte dei paesi dove ne era possibile l’acquisto.
SETTANTAxOTTANTA: 1973. Rai 2 fa entrare nel curioso mondo di Charlie Brown. Il ragazzino timido e pieno di complessi conquista fan in tutta Italia
Nel 1973 su Rai 2 arrivò un classico intramontabile: Charlie Brown, tratto dal fumetto Peanuts del 1950 di Charles Monroe Schultz (1922-2000). Quel ciuffo sulla fronte… Charlie Brown è un ragazzino di 7-8 anni, contraddistinto da un testone rotondo con un accenno di un ciuffo di capelli sulla fronte.
SETTANTAxOTTANTA: 1971. Il thriller parapsicologico, sulla scia del fenomeno di Belfagor (5 anni prima), Il Segno del Comando terrorizza 14.800.000 italiani
Come il francese Belfagor (Il fantasma del Louvre) – andato in onda in Italia in 6 puntate, dal 15 giugno al 21 luglio 1966 – cinque anni dopo il Segno del Comando coinvolse e spaventò ben oltre la metà degli italiani in possesso di un televisore (erano abbonate il 62,4% delle famiglie). A cavallo tra il giallo ed il fantastico Il Segno del Comando ebbe il pregio di potenziare il modello del moderno thriller soprannaturale, cioè a cavallo tra il giallo ed il fantastico, terrorizzando i telespettatori senza scene truculente, solo giocando d’astuzia, con scorribande sul confine tra il noto e l’ignoto.
SETTANTAxOTTANTA: 1952. Nasce l’italiano Tiramolla, personaggio dei fumetti figlio del silicone che, a dispetto delle previsioni, entrerà nella storia
Forse uno dei pochi personaggi dei fumetti non caratterizzato come animale antropoformo, Tiramolla compare per la prima volta sul mensile Cucciolo delle Edizioni Alpe nel 1952. L’idea di Tiramolla Tiramolla era frutto di un’idea di Roberto Renzi (1923-2018) che era stato ispirato da un articolo di giornale nel quale si annunciava l’invenzione del silicone, descritto come una sostanza malleabile, allungabile, capace di assumere qualsiasi forma.
SETTANTAxOTTANTA: 1971. I Led Zeppelin scrivono il capolavoro Stairway to heaven. Ma il pezzo è simile a Taurus degli Spirit del ’68. Plagio? No, per i giudici
I Led Zeppelin plagiatori seriali? Ecco alcune curiosità a riguardo del grande gruppo rock. Se un brano è un successo mondiale, state certi che qualcuno di diverso dall’autore che l’ha portato in vetta ne rivendicherà la paternità. I casi eclatanti Fu così per My Sweet Lord di George Harrison (1970) contro He’s So Fine delle Chiffons (1962). Per Ghostbusters di Ray Parker Jr. (1984) contro I Want a New Drug di Huey Lewis and the News (1984). Per Ice Ice Baby di Vanilla Ice (1989) contro Under Pressure, di Queen e David Bowie (1981). Per Surfin’ U.S.A. dei Beach Boys (1963) contro Sweet Little Sixteen di Chuck Berry (1958).
SETTANTAxOTTANTA: 1966. Esso lancia in Italia la campagna Metti un tigre nel motore. E i ragazzi vanno a caccia di code di tigre, spille, matite ed adesivi
E chi se la dimentica quella campagna della Esso? Forse la più potente degli anni ’60 nell’ambito dei carburanti. Colpire i piccoli per influenzare i grandi L’idea geniale dello slogan Put a tiger in your tank era venuta nel 1959 ad Emery Smith, un giovane copywriter di Chicago che era stato incaricato di produrre un annuncio su un giornale per promuovere le vendite di Esso Extra negli USA.
SETTANTAxOTTANTA: 1970. Un cowboy ci invita a scoprire la Marlboro Country, una mitica terra che è tutt’attorno a noi
Oggi parliamo della nascita e del mito della Marlboro Country, universo pubblicitario creato negli anni ’70 attorno alle sigarette Marlboro. Il simbolo centrale era il celebre Marlboro Man, il cowboy virile ideato dal pubblicitario Leo Burnett per trasformare un prodotto inizialmente rivolto alle donne in un’icona maschile. La campagna evocava libertà, forza e spirito indipendente attraverso paesaggi western e atmosfere epiche. Fondamentale anche la colonna sonora tratta dal film I magnifici sette, composta da Elmer Bernstein. Il marketing di Philip Morris riuscì a costruire un immaginario potentissimo, facendo crescere enormemente le vendite del marchio. La Marlboro Country non era un luogo reale, ma una dimensione simbolica diffusa ovunque nella comunicazione pubblicitaria. Il fascino culturale di quell’immagine oggi controversa, alla luce della consapevolezza sui danni del fumo, rese il cowboy il simbolo di un’epoca in cui la pubblicità riusciva a trasformare un prodotto in uno stile di vita.
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